La tradizione dei Congressi Eucaristici ha radici profonde in Italia, divenendo un'importante espressione del culto eucaristico. L'introduzione di questa forma di culto eucaristico in Italia si deve all'impulso dato direttamente dalla Sede apostolica, con l'Opera dei Congressi Eucaristici che mise salde radici nel paese dieci anni dopo il Congresso Internazionale di Lille.
Il Contesto dei Congressi Eucaristici in Italia
Il Comitato per i Congressi Eucaristici ottenne consistenza con l'approvazione degli statuti nel 1927 e l'affiancamento della Congregazione del Santissimo Sacramento. Dopo il Congresso di Milano (1983), la Conferenza Episcopale Italiana assunse il Comitato tra le normali espressioni della sua attività e ne nominò il presidente nella persona di uno dei suoi vice presidenti, nella circostanza il cardinale Salvatore Pappalardo. Successivamente, dopo i Congressi Eucaristici Nazionali di Reggio Calabria del 1988 e di Siena del 1994, si ravvisò la necessità di rivedere lo Statuto approvato dal Consiglio permanente della CEI nel 1988.
Le Origini e i Primi Congressi Nazionali
L'Italia è stata la prima nazione del mondo a celebrare un Congresso nazionale. Il primo, infatti, fu celebrato a Napoli dal 19 al 22 novembre 1891. Seguì, tre anni dopo, dal 2 al 6 settembre del 1894, quello di Torino. A conclusione del Congresso, come a Napoli, era stata preparata una solenne processione, che fu poi impedita dal governo liberale. Il provvedimento, tuttavia, non riuscì a ostacolare l'accalcarsi di una folla di oltre centomila persone che, al momento della Benedizione impartita sulla porta del Duomo, si prostrarono in adorazione.
Il quarto Congresso Nazionale si tenne a Orvieto, dal 5 all’8 settembre 1896, nella città che conserva il Corporale intriso del Sangue miracoloso. Successivamente, la mancanza di una vera organizzazione nazionale impose una battuta d'arresto. Questa parve dovesse cessare allorché il 10 settembre 1913 i Sacerdoti Adoratori, riuniti a Roma nel loro primo Congresso Nazionale, approvarono un voto riguardante l'istituzione di un comitato per i Congressi Eucaristici Nazionali, con funzione di sottocomitato per i Congressi Internazionali. Pio X infatti, il 22 ottobre 1913, nominava il primo presidente nella persona del vescovo di Cremona, monsignor Padovani.

I Congressi tra le due Guerre Mondiali e la Ripresa nel Dopoguerra
Dall’8 al 12 settembre del 1920 si celebrò a Bergamo il sesto Congresso. Venne, poi, nel 1923, la volta di Genova, dove il settimo Congresso fu celebrato dal 5 al 9 settembre. La fastosità di questo Congresso è facilmente desumibile anche dal numero dei corrispondenti dei giornali, che in quei giorni arrivarono a 280; dal fatto che per la prima volta le rappresentanze del governo, insieme a tutte le autorità, con a capo il duca di Genova, vi presero entusiastica parte; e infine dal fatto che per la prima volta nei Congressi Eucaristici nazionali figurò il legato pontificio, nella persona del cardinale. Il nono Congresso Nazionale fu celebrato a Bologna, dal 7 all’11 settembre del 1927 ed ebbe quale cardinale legato Pio Boggiani.
A Loreto, città della Santa Casa, il 10-14 settembre 1930 si celebrò il decimo Congresso. Il tema del Congresso fu L’Eucaristia e la famiglia cristiana. Fu in questa occasione che il Papa elargì l'indulgenza plenaria per la recita dell'Ufficio divino davanti al Santissimo Sacramento. Il Congresso di Tripoli, dodicesimo della serie, presieduto dal legato pontificio cardinale A. M. Dolci, fu celebrato il 10-14 novembre 1937 e fece rivivere nella terra di san. Se gli eventi bellici non l’avessero impedito, nel 1941 si sarebbe dovuto tenere a Pompei il Congresso commemorativo del cinquantesimo dell’Opera dei Congressi Eucaristici in Italia.
Ma una pausa di quattordici anni si frappose, e soltanto nel 1951 si poté riprendere il cammino col tredicesimo Congresso Nazionale di Assisi. Come legato pontificio, con la lettera In urbe Assisiensi del 2 agosto 1951, fu nominato il cardinale I. Nella lettera Quinto jam expleto del 15 agosto 1953, Pio XII annunziava la futura celebrazione del quattordicesimo Congresso di Torino (6-13 settembre 1953). Tema del Congresso fu L’Eucaristia nella società moderna, e una delle illustrazioni più commoventi del tema la diedero i 1.500 operai partiti da Roma a bordo di 30 pulmann, scortando il Santissimo Sacramento.
Poi venne la volta di Lecce, capoluogo del Salento, che, dal 29 aprile al 6 maggio 1956, accolse il quindicesimo Congresso Eucaristico Nazionale. A trentacinque anni dall’ottavo Congresso Eucaristico di Palermo (1924), le celebrazioni nazionali tornarono in Sicilia con il sedicesimo Congresso, tenutosi a Catania dal 6 al 16 settembre 1959 sul tema Dacci oggi il nostro pane quotidiano.
L'Evoluzione Post-Conciliare e i Congressi Recenti
Il diciannovesimo Congresso fu celebrato a Pescara, 11-18 settembre 1977 sul tema Il giorno del Signore è la Pasqua settimanale del popolo di Dio. Attorno a questo tema si articolarono gli otto Convegni e i ventidue incontri nazionali che si susseguirono nella settimana conclusiva del Congresso. Il ventesimo Congresso si tenne a Milano dal 14-22 maggio 1983 sul tema L’Eucaristia al centro della comunità e della sua missione.
Il tema del ventunesimo Congresso, L’Eucaristia segno di unità, è un invito a tutti i cattolici italiani a considerare l’Eucaristia come una continua donazione di sé da parte di Cristo per favorire una vita più solidale nella Chiesa e nella società. Siena, città di uno dei 18 miracoli eucaristici verificatisi in Italia (nel mondo sono circa 123), è la città dove si tenne dal 28 maggio al 5 giugno 1994 il ventiduesimo Congresso sul tema L’Eucaristia dalla comunione al servizio. Il ventitreesimo Congresso, sul tema Gesù Cristo, unico salvatore del mondo, ieri, oggi e sempre è stato celebrato a Bologna 20-28 settembre 1997 nel contesto della preparazione al Giubileo del 2000. Quello di Bologna è stato definito il "primo Congresso Eucaristico multimediale" per la vasta presenza degli operatori della comunicazione. Infatti uno dei momenti più emblematici, è stato l’incontro del Santo Padre con oltre 300.000 persone, in gran parte giovani. È stata un’esperienza di preghiera e di festa, animata dal canto e dalla musica. La novità dell’incontro ha attirato l’attenzione dei grandi mezzi di comunicazione sociale anche per la presenza di artisti conosciuti a livello mondiale.
Canti Eucaristici Significativi: "Inni e Canti sciogliamo, o fedeli"
“Inni e canti sciogliamo, o fedeli, / al Divino Eucaristico Re; / Egli, ascoso nei mistici veli, / cibo all’alma fedele si diè (…)”: è la prima strofa di un canto eucaristico che ancor oggi è possibile ascoltare nelle celebrazioni con ostensione del Santissimo Sacramento. Sebbene per alcune voci del nostro tempo tale laude resti solo una composizione per bande musicali chiamate a suonare in processioni, tale versione è inesatta sul piano storico e su quello dell’esperienza pastorale, non considerando infatti più elementi indicati in questo saggio.
Il Canto: Tipo, Titolo e Pubblicazione
Vito da Bondo, pseudonimo dell'editore Vittorio Carrara, nell’opera Coralino di “Cantica Sion”, ha definito “Inni e canti” un inno-laude. Tale indicazione è corretta perché nelle intenzioni degli autori si voleva proprio esprimere una lode corale a Gesù Presente nell’Ostia consacrata. Unitamente a ciò, lo stesso titolo della composizione trova origine in un brano della Lettera di san Paolo ai Colossesi: “(…) La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori” (Col 3,16). Il canto venne pubblicato per la prima volta nel 1926 a Torino dall’Editore Leandro Chenna. L’anno precedente, Pio XI aveva celebrato un Anno Santo Ordinario e aveva firmato l’Enciclica Quas Primas sulla Regalità di Cristo. Inoltre, sempre nel 1925, erano stati canonizzati dal Papa: Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo, Pietro Canisio, Maddalena Sofia Barat, Maria Maddalena Postel, Giovanni Maria Vianney (il santo curato d’Ars), Giovanni Eudes. “Inni e canti” fu in seguito ripubblicato nel 1938 dalla Casa Musicale Edizioni Carrara (Bergamo) sia singolarmente che in successive antologie, tra queste “Cantica Sion” (‘Canti di Sion’; 1957).

Gli Autori: Francesco Tavoni (Musica)
Il canto citato, composto tra la prima e la seconda guerra mondiale, esprime il lavoro congiunto di due autori: Francesco Tavoni (musica) e don Pirro Scavizzi (testo). Si tratta di due figure significative nella storia della Chiesa italiana. Francesco Tavoni nacque a Torino il 10 gennaio del 1864. Si laureò in Giurisprudenza e, unitamente a ciò, approfondì studi musicali di pianoforte, armonia e contrappunto, divenendo autore di musica sacra. Nel 1938 compose la parte musicale di “Inni e Canti” come lauda al Santissimo Sacramento per coro di popolo. Nel suo repertorio edito sono inserite anche scenette musicali e piccoli canti ricreativi. Morì a Roma il 10 giugno del 1948.
Alcune opere significative di Francesco Tavoni
Con riferimento al repertorio di Francesco Tavoni si possono ricordare, a titolo di esempio, alcune opere:
- “Ave Maria” (per tenore o soprano; 1890-1925)
- “Ecce Panis Angelorum” (1891-1910)
- “Litanie della B.ta Vergine” (a tre voci miste; 1899-1913)
- “Messa 1a in Sib a 3 Voci” (1900-1925)
- “Tantum Ergo II a 3 v dispari” (1923)
- “Canto degli angeli” (pastorale per organo od harmonium; 1936)
- “Regina delle rose” (melodia religiosa per tenore o soprano; 1927)
- “Magnificat” (a tre voci dispari; 1928)

Gli Autori: Don Pirro Scavizzi (Testo)
Don Pirro Scavizzi (Venerabile) nacque a Gubbio il 31 marzo del 1884. La sua famiglia si trasferì poi a Perugia e in seguito a Roma. Studiò da liceale al “Tasso”. Pur senza l’approvazione del padre, si preparò al sacerdozio nel Collegio Capranica, frequentando la Pontificia Università Gregoriana. In questo periodo, con alcuni seminaristi, fece il voto di “rinuncia agli onori” per la sua futura vita sacerdotale. Venne ordinato presbitero nel 1907 e fu vicario parrocchiale presso la chiesa di San Vitale (1907-1915). Divenne poi parroco (1919-1932) a Sant’Eustachio al Pantheon. Fu noto confessore e direttore spirituale, seguendo anche don Umberto Terenzi, poi rettore del Divino Amore.
Durante la prima e la seconda guerra mondiale don Pirro fu cappellano militare. Dal luglio 1940 operò nei treni ospedale del Corpo Militare dell’Associazione Italiana del Sovrano Ordine di Malta. Durante tale servizio si recò sei volte nell’Europa orientale e riferì poi a Pio XII sui drammi in corso. Nel 1903 don Pirro partecipò al primo pellegrinaggio a Lourdes con l’UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Italiani, oggi “e Santuari Internazionali”), associazione appena fondata. Da quel momento in poi seguirà questo organismo caritativo fino alla morte. Aiutò gli Ebrei perseguitati (1943-1944) e, con monsignor Ermenegildo Florit (futuro arcivescovo di Firenze) ed Eugenio Zolli (ex rabbino capo di Roma convertitosi al cattolicesimo), fondò l’associazione “Nostra Signora di Sion” per sostenere l’amicizia ebraico-cristiana. Si impegnò, inoltre, per far cancellare dalla liturgia l’espressione “perfidi giudei”.
Nel suo cammino ecclesiale don Pirro fu autore anche di testi musicali (tra questi: “Inni e canti”). Aderì inoltre all’Istituto ‘Imperiali Borromeo Antonelli’ che si occupava delle “Missioni al Popolo”. Ciò gli consentì, nel ruolo di “missionario”, di raggiungere molteplici località del Paese (anche il penitenziario di Procida), e di rinvigorire la vita di fede delle Comunità locali. Fu confessore di san Giovanni XXIII. Nel 1960, in occasione dell’Avvento, predicò gli esercizi spirituali a Papa Roncalli e alla Curia. Amministrò l’unzione degli infermi anche al suo amico il maestro monsignor Lorenzo Perosi (12 ottobre 1956). Morì a Roma il 9 settembre del 1964 per un tumore all’intestino.

Alcune opere significative di don Pirro Scavizzi
Tra gli scritti di don Pirro Scavizzi si trovano diversi lavori. Ne ricordiamo alcuni:
- “Ab hora sexta usque ad horam nonam: l’agonia di Gesù” (1932)
- “Dal Moria al Golgota: Via Crucis” (1936)
- “Elena Guerra apostola dello Spirito Santo” (1939)
- “Fede e cuore: letture per giovani” (1942)
- “Le Donne del Vangelo: meditazioni per i giovani” (1950)
- “Mese del Sacro Cuore di Maria” (1950)
- “Meditazioni eucaristiche e liturgia della s. Messa” (1950)
- “Maria virgo silens mater Dei” (1953)
Tra le composizioni musicali si possono ricordare i seguenti canti:
- “Maria che dolce nome”
- “Al Cuore Immacolato di Maria”
- “Inno al Sacro Cuore”
- “Inno allo Spirito Santo”
- “La nenia dell’amore” (pastorale natalizia)

Il Testo e i Contenuti Teologico-Pastorali
È utile presentare il testo di “Inni e canti” per poter comprendere l’insegnamento che contiene. Ancora oggi, nella mente di più generazioni è viva la seconda strofa (Sotto i veli che il grano compose…), e la seconda riga del ritornello (per i miseri implora perdono…).
1] Inni e canti sciogliamo, fedeli / al divino eucaristico Re, /Egli ascoso nei mistici veli, / cibo all’alma fedele si diè. /
RIT. Dei tuoi figli lo stuolo qui prono, / o Signor dei potenti, Te adora, /per i miseri implora perdono, / per i deboli implora pietà. /
2] Sotto i veli che il grano compose, / su quel trono raggiante di luce, /il Signor dei signori si ascose, / per avere l’impero dei cuor. /
RIT. (…)
3] O Signor che dall’ostia radiosa, / sol di pace ne parli e d’amor, /in te l’alma smarrita riposa, / in te spera chi lotta e chi muor.
RIT. (…)
Lo sviluppo teologico-pastorale di “Inni e canti” è molto vivace. Si inizia infatti con una esortazione: lodare Dio attraverso un canto che esprime un unico moto ecclesiale. Si passa poi a contemplare il dono dell’Istituzione dell’Eucaristia. Nella seconda strofa è evidente l’intento catechetico. L’idea centrale, espressa in modo poetico, è quella della Presenza. Il Signore Gesù è sempre presente nella Sua Chiesa e può essere adorato davanti a quel trono di luce che è il tabernacolo. Nella terza strofa gli autori si rivolgono direttamente al Figlio di Dio. È Lui la fonte di vera pace e di autentico amore, il riferimento chiave per gli smarriti, per chi lotta nella vita spirituale, per chi è prossimo alla morte. Questo testo è poi intercalato da un ritornello che conserva un’attualità sorprendente. Da una parte si confida a Gesù che tutta l’assemblea Lo riconosce come il proprio Salvatore (lo stuolo qui prono), e che lo adora come unico Dio (Te adora), rigettando gli idoli di questo mondo. Dall’altra, l’intimità divina diventa ancor più intensa perché si affidano alla Misericordia divina i miseri e i deboli.
Lo Spartito Musicale e l'Uso nelle Assemblee Liturgiche
Anche la conoscenza dello spartito musicale di “Inni e canti” rimane significativa perché aiuta a comprendere come la musica può facilitare nei fedeli una coralità di partecipazione. In particolare, l’impostazione generale non è di tipo trionfale (mera esaltazione) ma rimane piuttosto un grido dell’anima.
Secondo alcune voci del nostro tempo l’esecuzione di ‘Inni e canti’ è oggi compito esclusivo di qualche banda musicale. Tale affermazione non è corretta. Si pensi, ad esempio, alla giornaliera processione eucaristica di Lourdes, dove sono tutti i fedeli che cantano e che lodano Colui che ha inviato nel mondo l’Immacolata per la salvezza delle anime. Medesima situazione, e stessa assenza di bande, si trova anche nelle processioni papali. La memoria ricorda facilmente la processione del Corpus Domini a Roma ove il Pontefice e i fedeli raggiungevano Santa Maria Maggiore partendo da San Giovanni in Laterano. Si possono poi indicare le solenni esposizioni eucaristiche, le “Quarantore”, le benezioni solenni in occasione di Feste liturgiche e altro ancora. L’uso della banda musicale venne inserito in epoca moderna per poter ampliare il suono dei canti religiosi, poiché la voce dei fedeli, infatti, non era in grado di arrivare a forti tonalità. Attualmente, per rafforzare il canto assembleare, specie nelle processioni, vengono usati degli altoparlanti portatili.

In tale contesto, diversi testimoni hanno più volte fatto riferimento alla diffusione di ‘Inni e canti’ attraverso l’apostolato di don Pirro Scavizzi. Questo sacerdote, infatti, a Lourdes ma anche sui treni ospedale e nelle stesse ‘Missioni popolari’, era solito evidenziare la centralità dell’Eucaristia nella vita della Chiesa mettendosi in ginocchio davanti a tutti e intonando con le braccia aperte il canto eucaristico più volte ricordato. In tal modo insegnava ad adorare, a lodare, a pregare, a offrire, ad affidarsi alla Misericordia divina.
Altri Canti Eucaristici e Riferimenti al Periodo degli anni '80
“Inni e canti” è una composizione che venne preparata in occasione di diversi appuntamenti della Chiesa italiana. Sul piano storico, tale iniziativa si colloca in una serie continua di proposte musicali per rendere gloria a Gesù presente sotto le specie eucaristiche. In quest’ottica, lo studioso viene attratto anche da due composizioni che esprimono storie significative.
"T'adoriam Ostia Divina": L'Inno dal Congresso di Malta
Il primo canto è: “T’adoriam Ostia Divina”. Quello che molti non conoscono, è che questo inno venne preparato a Malta. Il testo è del sacerdote e poeta p. Dun Karm, mentre la musica fu composta da un connazionale, il presbitero p. Joseph Caruana. Tale impegno congiunto fu motivato dalla vicina celebrazione del XXIV Congresso Eucaristico Internazionale. L’assise si tenne a Malta, nel periodo 23-27 aprile 1913. L’inno fu poi tradotto anche in italiano.

"Sei tu Signore il pane": Un Canto Diffuso nel 1982
Un secondo canto eucaristico trae origine da una composizione di George Kirbye, compositore inglese del tardo periodo Tudor e della prima epoca giacobita. Questi lo preparò in Inghilterra. In seguito, nel 1982, il gesuita p. Eugenio Costa inserì un proprio testo all’inno citato e lo diffuse in Italia con il titolo: “Sei tu Signore il pane”.

Il Gruppo Gen Verde e la Musica Liturgica intorno al 1982
Il Gen Verde è un gruppo musicale del Movimento dei Focolari, nato nella cittadella di Loppiano il 23 dicembre 1966. Nei primi anni, il gruppo produsse numerosi 45 giri, tra cui il primo successo, "I ponti". Nel 1975 uscì il primo LP, "Corriamo insieme", mentre nel 1977 venne pubblicato il primo album di canti liturgici "Gratitudine". Del 1980 è la raccolta "Revival", che ripropone alcune canzoni storiche del complesso incise in diverse lingue. Nel 1982 il gruppo presentò il primo spettacolo itinerante, fatto non solo di canzoni, ma anche di brani strumentali, coreografie ed effetti luce, intitolato "Il mondo una casa", divenendo una delle creazioni più conosciute della band. Questi anni, inclusi quelli intorno al 1982, furono un periodo molto produttivo per il Gen Verde, che oltre ai programmi attuali registrò dischi per varie occasioni, partecipò a eventi importanti come la Giornata Mondiale della Gioventù a Częstochowa e presentò nuovi concerti.
Gen Verde - Lo spettacolo al Civico di La Spezia
Considerazioni Finali sui Canti Eucaristici
I canti eucaristici ricordati nel presente saggio esprimono il respiro della Chiesa. Spingono il fedele a lodare Dio, a ringraziarLo, a riconoscerlo come Assoluto. Tale insegnamento è da ricordare anche nell’ora presente. La creatività di un compositore è importante, ma non deve scavalcare un orientamento pastorale. Ogni assemblea liturgica deve comprendere il canto religioso. Queste considerazioni sono state approfondite anche da Antonio Addamiano, Responsabile Biblioteca, Pontificio Istituto di Musica Sacra (Roma) e Direzione Edizioni Carrara (Bergamo).
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