La Canonizzazione di Papa Paolo VI: Vita, Pontificato e Spiritualità

Domenica 14 ottobre 2018, in occasione del Sinodo dei Vescovi sui giovani, Papa Francesco ha proceduto alla solenne canonizzazione di Papa Paolo VI. Questo evento ha seguito la sua beatificazione, avvenuta quattro anni prima, il 19 ottobre 2014, riconoscendo ufficialmente il percorso di santità dell'uomo, sacerdote, educatore, vescovo e Pontefice Giovanni Battista Montini.

Ritratto fotografico di Papa Paolo VI durante il suo pontificato

Il Percorso verso la Santità: Beatificazione e Canonizzazione

La beatificazione e la successiva canonizzazione di Papa Paolo VI sono culminate in un processo che ha richiesto anni di lavoro e approfondimento. La prima richiesta per la sua causa di beatificazione è giunta dall'episcopato latinoamericano, seguita da altre Conferenze episcopali. Contemporaneamente, il vescovo di Brescia, Mons. Bruno Foresti, ha promosso l'avvio del processo costituendosi attore della causa.

Il Ruolo del Postulatore

Il Postulatore, come spiegato da Padre Antonio Marrazzo, rappresenta gli Attori della causa (diocesi, istituti religiosi o associazioni di laici) e ne difende gli interessi presso il tribunale diocesano e la Congregazione per le Cause dei Santi. Il suo compito include anche la collaborazione con le autorità ecclesiastiche nella ricerca della verità sul candidato e la divulgazione del culto del Servo di Dio tra i fedeli.

Fama di Santità e Miracoli

La fama di santità spontanea espressa dal popolo di Dio è il criterio fondamentale per avviare una causa di canonizzazione, essendo considerata la prima prova della volontà divina di proporre una persona come modello di vita cristiana e intercessore. Nel caso di Paolo VI, oltre alle autorevoli petizioni delle Conferenze episcopali, numerosi credenti hanno implorato la sua intercessione. Per la beatificazione, è stato necessario un miracolo riconosciuto. Per la canonizzazione di Paolo VI, è stato esaminato un caso di presunta guarigione miracolosa, verificando che fosse inspiegabile secondo le attuali conoscenze scientifiche.

Tempistiche del Processo

Dare indicazioni precise sui tempi per la conclusione di una causa è complesso. Tuttavia, era previsto che la redazione della Positio sulle virtù sarebbe stata completata entro un anno dalla sua beatificazione, per poi essere sottoposta al Congresso dei teologi e alla Congregazione dei cardinali e vescovi. Dopo l'approvazione, il Santo Padre avrebbe proclamato il Decreto sull'eroicità delle virtù, passaggio fondamentale per la beatificazione e poi la canonizzazione.

Paolo VI - Strana singolare vocazione

La Vita e il Pontificato di Paolo VI

Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI, è nato a Concesio (Brescia) il 26 settembre 1897. La sua famiglia, di cospicua borghesia e con profonde tradizioni cattoliche, gli fornì una solida formazione. I Montini giunsero a Brescia da Savallo e il loro cognome, Montini, derivava da un soprannome popolare che indicava la loro provenienza "dalla montagna".

Le Origini e la Famiglia Montini

La casa natale di Concesio, acquistata dalla famiglia Montini nel 1863 dal nonno di Paolo VI, Gaetano Montini, fu un luogo di profonda importanza. Qui i bambini giocavano, e il lungo pergolato ospitava conversazioni tra i notabili bresciani, affrontando anche i problemi del paese. Il padre di Paolo VI, Giorgio Montini, sostenne in questa casa le lotte degli operai di Concesio tra il 1909 e il 1910, spingendo il parroco a fondare un circolo operaio.

Giorgio Montini, nato il 30 giugno 1860, dopo gli studi elementari e universitari in giurisprudenza, divenne direttore del quotidiano "Il Cittadino di Brescia" all'età di 21 anni. Dopo oltre trent'anni di giornalismo, fu eletto assessore al Comune di Brescia e poi deputato al Parlamento Italiano per tre legislature. Con l'avvento del fascismo, si ritirò dalla politica, dedicandosi alle opere cattoliche e alle iniziative culturali e di beneficenza. Ebbe tre figli: Lodovico, Giovanni Battista (futuro Paolo VI) e Francesco.

La madre, Giuditta Alghisi (1874-1943), unica figlia dell'avvocato Giovanni Battista Alghisi, fu educata presso le Suore Marcelline di Milano. Incontrò Giorgio Montini a Roma durante un pellegrinaggio bresciano e lo sposò il 2 agosto 1895. La sua vita fu dedicata principalmente alla famiglia, ma accettò anche la presidenza delle "donne cattoliche di Brescia", distinguendosi per la sua generosa e discreta carità.

Il Ministero Prima del Pontificato

Giovanni Battista Montini entrò nella Segreteria di Stato nel 1924, divenendo successivamente sostituto nel 1937 e stretto collaboratore di Pio XII dal 1944. Questo ventennio fu fondamentale per la sua formazione. Nel 1952 fu eletto prosegretario di Stato per gli Affari Ordinari della Chiesa, e nel 1954 arcivescovo di Milano. Nel 1958 divenne cardinale. Collaborò attivamente al Concilio Vaticano II, indetto da Papa Giovanni XXIII, esprimendo il suo pensiero nella lettera pastorale "Pensiamo al concilio" del 1962.

Il Papa del Concilio e delle Riforme

Succedendo a Giovanni XXIII, il primo compito di Paolo VI fu la conduzione del Concilio Vaticano II, che portò a termine l'8 dicembre 1965. La sua azione fu caratterizzata dalla volontà di proseguire il discorso innovatore, ma con una prudenza distintiva. Nonostante una certa difficoltà nell'inserirsi pienamente nel mondo dei mass media, spesso poco disposto nei suoi confronti, fu un uomo di grande carità e mitezza. Tuttavia, la sua nomina e le sue riforme non furono prive di critiche.

Alcuni osservatori del tempo considerarono le beatificazioni e canonizzazioni dei papi recenti come procedure affrettate, distanti dalle secolari regole della Chiesa, con lo scopo di canonizzare i papi del Concilio Vaticano II piuttosto che constatare l'eroicità delle loro virtù teologali. Paolo VI è stato certamente il Papa dell'enciclica Humanae vitae (25 luglio 1968), che portò luce e conforto alle famiglie cattoliche in un periodo di forti attacchi ai principi fondamentali del matrimonio. Tuttavia, fu anche il Pontefice che portò a termine il Concilio Vaticano II, e alcuni ritengono che abbia introdotto nella Chiesa un liberalismo dottrinale, espresso in errori come quelli della libertà religiosa, della collegialità e dell'ecumenismo. Ciò portò a un turbamento che egli stesso riconobbe in discorsi come quello del 7 dicembre 1968: «La Chiesa si trova in un'ora inquieta di autocritica, si direbbe meglio di autodemolizione. [...] La Chiesa quasi quasi viene a colpire se stessa». Un anno dopo, ammise: «In numerosi campi, il Concilio non ci ha dato finora la tranquillità, ma ha piuttosto suscitato dei turbamenti e dei problemi non utili al rinforzarsi del Regno di Dio nella Chiesa e nelle anime». Il suo grido d'allarme del 29 giugno 1972 risuona ancora: «Da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio. C'è il dubbio, l'incertezza, la problematica, l'inquietudine, l'insoddisfazione, il confronto».

Con un intento ecumenico, Paolo VI impose la riforma del rito della Messa e di tutti i riti dei sacramenti. I Cardinali Ottaviani e Bacci denunciarono questa nuova messa, affermando che essa rappresentava «...sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella Sessione XXII del Concilio Tridentino». Sotto il suo pontificato, numerosi sacerdoti e religiosi furono perseguitati e condannati per la loro fedeltà alla Messa tridentina, come ricorda la Fraternità San Pio X, menzionando la condanna inflitta nel 1976 a Mons. Marcel Lefebvre. La Fraternità San Pio X ha sempre rinnovato la sua adesione alla Tradizione bimillenaria della Chiesa, considerandola un rimedio all'autodistruzione ecclesiale.

Mappa dei primi viaggi apostolici di Papa Paolo VI

Nonostante le difficoltà, Paolo VI sul soglio di Pietro dal 1963 al 1978, in un periodo storico e politico molto complicato, non si è mai sottratto ai difficili temi della contemporaneità, interpretando in maniera nuova la presenza della Chiesa nella società. È stato il primo pontefice a viaggiare all'estero, portando la voce della Chiesa in tutto il mondo, partendo dalle zone dilaniate dai conflitti (il suo primo viaggio fu in Palestina). Uno degli elementi distintivi del suo pontificato fu l'aver posto al centro della riflessione cattolica il lavoro e i lavoratori, temi allora egemonizzati dall'ideologia socialista. La lettera apostolica Octogesima Adveniens (1971) condannò ulteriormente l'ideologia marxista e il liberalismo capitalistico, rivelando la sua profonda sensibilità sociale. Il suo coraggio pastorale emerse anche nella questione della regolamentazione delle nascite con l'enciclica Humanae vitae. Un altro momento significativo fu l'Anno Giubilare del 1975, che vide la partecipazione di 8 milioni di pellegrini e si concluse con la pubblicazione dell'esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, il più lungo documento papale del suo pontificato.

La Profonda Spiritualità di Paolo VI

La spiritualità di Papa Montini, ricca e affascinante, unisce il desiderio e la contemplazione del mistero di Dio con la sollecitudine verso l'umanità e il dialogo della fede con il tempo presente. Un appunto di Paolo VI sulla santità rivela che essa «non va commisurata su la grandezza eroica, drammatica dei personaggi celebri»; è invece «un continuo duplice atto di umiltà e di fiducia per disporre l'anima a compiere, come ricevuti in dono, gli altri atti di fede, di speranza, di amore e quelli dell'azione buona e forte esteriore». Questa concezione montiniana di santità è in linea con il Concilio, proposta a tutti e contraddistinta da semplicità: un'armonia tra serenità, pace dello spirito, preghiera e sollecitudine per il prossimo. È una forma di missione, in cui Montini ha coinvolto in primis i giovani, a cui ha dedicato il primo documento ufficiale della Chiesa sulla gioia cristiana, l'esortazione apostolica Gaudete in Domino.

Paolo VI professava una fede «piena, libera, certa, forte, gioiosa, operosa, umile», come invocava per tutti i credenti nella preghiera al termine dell'Anno della fede 1967-1968, strutturandone le linee portanti nel Credo del popolo di Dio. Sperimentò anche la fatica di essere condotto oltre le proprie forze spirituali e morali, vivendo momenti di prova e di sgomento. Conobbe la solitudine delle decisioni più difficili, ma ebbe sempre a mente i cammini, anche accidentati, dei fedeli, che invitava a una fede semplice, piena e forte. Questa sensibilità amorevole si univa al servizio e alla difesa della fede, maturando nella meditazione della paternità di Dio e nella sequela di Cristo, in un ardore interiore e una contemplazione mistica suggeriti dallo Spirito Santo. La Trinità, «mistero infinito», era per lui un'«impressione di beatitudine oceanica» che gli dava la forza di affermare: «Non la nostra mano debole e inesperta è al timone della barca di Pietro, sì bene quella invisibile, ma forte ed amorosa, del Signore Gesù».

Paolo VI - Strana singolare vocazione

La Chiesa del Concilio era per lui «da amare, da servire, da sopportare, da edificare, con tutto il talento, con tutta la dedizione, con inesauribile pazienza ed umiltà». Come citato da Papa Francesco nell'omelia della beatificazione, Paolo VI rifletteva: «Forse il Signore mi ha chiamato a questo servizio non già perché io vi abbia qualche attitudine, o perché io governi e salvi la Chiesa dalle sue presenti difficoltà, ma perché io soffra qualche cosa per la Chiesa, e sia chiaro che Egli, non altri, la guida e la salva». Definito «il Papa dell'umiltà», egli meditava sulla distanza tra uomo e Dio, risolvibile nella «suprema sintesi di S. Agostino: miseria et misericordia. Miseria mia, misericordia di Dio». Molti ricordano gesti come il bacio dei piedi del metropolita Melitone e le sue semplicissime esequie.

Le esperienze di sofferenza, moltiplicatesi dalla fine degli anni '60, rafforzarono i suoi propositi: «Non nascondere sotto la professione e la coscienza dell'umiltà, la viltà, la paura, il disimpegno, la debolezza, lo scetticismo, la fuga del rischio e del sacrificio, l'ipocrisia della vera umiltà, disposta a fallire davanti agli uomini e anche davanti alla coscienza personale». Il mistero della Croce, una condizione in cui detrattori e ammiratori concordano, aveva per lui una forte potenzialità pragmatica, orientata alla salvezza, alla forza e alla speranza. La natura della perfezione spirituale, per Montini, risiedeva nella perfezione della carità: «Amatevi come io vi ho amato» fu un'«equazione tremenda e stupenda», espressa in numerosi gesti di riserbo, ma conosciuti attraverso le testimonianze altrui.

Montini visse con passione il servizio agli uomini attraverso la carità nella Verità. La sua vita interiore, alimentata da un costante senso della presenza rasserenante di Dio e continuamente espressa nella preghiera personale e liturgica, gli diede la forza di parlare e agire senza timore, anche in momenti drammatici, considerati provvidenziali per il bene della Chiesa e dell'uomo. Durante l'omelia della beatificazione, Papa Francesco espresse gratitudine per questo «grande Papa, questo coraggioso cristiano, questo instancabile apostolo».

Diffusione del Culto e Iniziative Correlate

La fama di santità di Paolo VI è ampiamente diffusa, come dimostrano le numerose richieste di immagini giunte alla Postulazione e alle Vicepostulazioni di Brescia e Milano. A Brescia, in particolare, presso il Santuario della Madonna delle Grazie, sede della Vicepostulazione, sono state promosse iniziative per divulgare la conoscenza e il culto del Servo di Dio. Molti vescovi, sacerdoti e confratelli redentoristi di diverse nazionalità hanno espresso la loro devozione per Paolo VI e l'interesse affinché la causa giungesse a buon fine.

Collaborazioni e Risorse

L'Istituto Paolo VI di Brescia ha offerto la sua disponibilità, rendendo disponibili i documenti presenti nel suo archivio per approfondire la conoscenza del Pontefice. La stessa collaborazione è stata riscontrata presso la Segreteria di Stato del Vaticano, l'Archivio Segreto, diverse Congregazioni e altre istituzioni.

Nuovi Documentari e Pubblicazioni

In occasione della canonizzazione, il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede ha presentato un WebDoc a puntate intitolato "Paolo VI. Un uomo, un Papa, un Santo". Questa serie di 12 episodi, prodotta da Vatican Media e Officina della Comunicazione, ha coinvolto l'Arcidiocesi di Milano e la Diocesi di Brescia, insieme a realtà private, con l'obiettivo di stimolare la conoscenza di Montini attraverso l'ambiente digitale. La serie si articola in brevi video clip basate su aneddoti e testimonianze di rappresentanti del mondo della Chiesa e della cultura, con audio e foto d'archivio.

In libreria sono stati pubblicati nuovi volumi che approfondiscono i tratti salienti della figura di Paolo VI e aspetti caratteristici del suo magistero. Il libro "Santità. Lo straordinario quotidiano" di Giselda Adornato raccoglie omelie e testi di Paolo VI sulle diverse celebrazioni, spiegando cosa si intenda per "santità" e come si possa condurre una vita "santa". Un altro volume di grande attualità è "L'amicizia con Dio", una raccolta di meditazioni che il futuro Papa tenne per un gruppo di giovani donne, un vero e proprio "manuale" per la santità che risuona con le parole di Papa Francesco sulla "santità della porta accanto".

Eventi e Pellegrinaggi

Per celebrare la canonizzazione, sono stati organizzati numerosi appuntamenti, inclusi pellegrinaggi diocesani. Ad esempio, l'Arcivescovo di Milano, S.E. Mons. Mario Delpini, ha guidato un pellegrinaggio a Roma tra il 13 e il 15 ottobre 2018. Le celebrazioni nella capitale sono state coordinate anche dalla diocesi di Cremona e dall'Istituto delle suore Adoratrici del SS. Sacramento.

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