Il Cammino Neocatecumenale e gli Eventi Giubilari

Il Giubileo dei Movimenti, delle Associazioni e delle Comunità rappresenta uno degli appuntamenti più significativi dell'Anno Santo 2025. Questo evento si svolgerà a Roma, nelle giornate di sabato 7 e domenica 8 giugno 2025, e vedrà la partecipazione di oltre 70.000 pellegrini provenienti da più di 100 Paesi del mondo.

Protagonisti di questo Giubileo saranno i movimenti ecclesiali, le nuove comunità, le associazioni di fedeli e le realtà carismatiche e missionarie, che da sempre costituiscono un'espressione viva e dinamica dell'evangelizzazione nel mondo.

Programma del Giubileo dei Movimenti 2025

Il programma delle due giornate intense è così strutturato:

  • Sabato 7 giugno: Pellegrinaggio e Veglia di Pentecoste

    • Dalle ore 8:00 alle 18:00, il Giubileo inizierà con il pellegrinaggio alle Porte Sante delle Basiliche Papali.
    • Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16:00, tutti i partecipanti si riuniranno in Piazza San Pietro.
    • Dalle 20:00 alle 21:00, sempre in Piazza San Pietro, il Santo Padre presiederà la solenne Veglia di Pentecoste, che costituisce il cuore spirituale dell'intero evento giubilare e segno dell’unità e della varietà dei doni dello Spirito nella Chiesa.
  • Domenica 8 giugno: Celebrazione Eucaristica di Pentecoste

    • Alle ore 10:30, si terrà in Piazza San Pietro la Celebrazione Eucaristica nella solennità di Pentecoste, presieduta dal Pontefice a conclusione del Giubileo dei Movimenti.
Mappa delle Basiliche Papali di Roma per il pellegrinaggio giubilare

Le Origini e la Missione del Cammino Neocatecumenale: La Testimonianza di Kiko Argüello

Il Cammino Neocatecumenale, una modalità di iniziazione cristiana diocesana, è stato avviato da Kiko Argüello e dalla Serva di Dio, Carmen Hernández. Attraverso la catechesi, la Parola di Dio e i sacramenti vissuti in una comunità, il Cammino porta le persone a una fede adulta e a una comunione fraterna.

Kiko Argüello, pittore spagnolo, racconta la sua esperienza: nella sua epoca universitaria, dopo una crisi esistenziale, ha avuto un serio incontro con il Signore, che lo ha chiamato a lasciare tutto e a vivere fra i poveri. Successivamente, Dio gli ha concesso di mettere la sua arte al servizio della nuova estetica nella Chiesa. Kiko è andato a vivere nelle baracche delle periferie di Madrid, seguendo le orme di San Charles de Foucauld, per vivere la vita nascosta di Cristo e come la Santa Famiglia di Nazaret.

Carmen Hernández, chimica e teologa, che cercava un gruppo per andare in missione in Sudamerica, ha conosciuto i poveri che si radunavano nella baracca di Kiko e, sorpresa da ciò che vedeva, ha deciso di restare anche lei a vivere in una baracca vicina. Nelle baracche, Kiko e Carmen hanno testimoniato come lo Spirito Santo creava la comunione in mezzo agli zingari e a persone molto fragili, vedendo l'amore gratuito di Dio manifestato in Gesù Cristo per la salvezza dell'uomo, per farlo uscire dall'angoscia e dal peccato.

Questa presenza di Dio in mezzo ai poveri, preparata dallo Spirito Santo per la sua Chiesa, ha permesso loro di scoprire una sintesi teologico-catechetica, che è diventata la base del Cammino Neocatecumenale.

È un cammino che Dio ha donato alla sua Chiesa dopo il Concilio Vaticano II, per aprire all'interno delle parrocchie un itinerario di iniziazione cristiana, simile a quello della Chiesa primitiva. Questo itinerario, a tappe, permette all'uomo contemporaneo di rinascere alla vita nuova che Cristo risorto ha portato con la sua venuta.

Riflettendo sulla Veglia di Pentecoste, Kiko si interrogava su come raggiungere l'uomo ateo e secolarizzato di oggi. «Amatevi, come io vi ho amato. In questo amore, tutti sapranno che siete miei discepoli» (cfr. Gv 13,34) e «…Se siete perfettamente uno, il mondo crederà» (cfr. Gv 17,21) sono le parole che risuonano come chiave. L'amore in questa dimensione, inclusa la dimensione dell'amore al nemico (Cristo si è lasciato uccidere da noi e per noi, suoi nemici), richiede un itinerario di iniziazione cristiana in una comunità per raggiungere una statura adulta della fede.

Kiko ha anche dipinto una piccola icona della Madonna, ispiratrice di questo Cammino, il cui originale si trova in una cappella della cattedrale di Madrid. Sull'icona è incisa la frase: «Bisogna fare comunità cristiane come la Santa Famiglia di Nazareth, che vivano in umiltà, semplicità e lode: l’altro è Cristo». L'obiettivo è creare comunità dove i cristiani possano maturare per compiere una missione in un mondo secolarizzato e costituire la comunità come Corpo di Cristo risorto, dove l'altro è Cristo.

Il Cammino Neocatecumenale è stato suscitato dallo Spirito Santo, come confermato da tutti i Papi, per aiutare la Chiesa nell'Evangelizzazione del Terzo Millennio. La gratitudine al Signore e alla Vergine Maria, che ha voluto la nascita di questo Cammino, è profonda, così come per l'elezione del nuovo Papa, Leone XIV. Il sostegno dei Papi è sempre stato fondamentale nello sviluppo del Cammino.

Icona della Madonna dipinta da Kiko Argüello

Il Giubileo dei Giovani del Cammino Neocatecumenale a Tor Vergata

Un momento di grande rilevanza per il Cammino Neocatecumenale è stato un incontro vocazionale tenutosi nella spianata di Tor Vergata, il lunedì 4 agosto, a cui hanno partecipato 120.000 giovani provenienti dai cinque Continenti. Questo evento ha seguito la Celebrazione Eucaristica presieduta da Papa Leone XIV la domenica precedente, probabilmente in occasione di una Giornata Mondiale della Gioventù.

I giovani, sfidando il caldo e la stanchezza, hanno manifestato una gioia contagiosa. Erano accompagnati dai loro catechisti dopo aver compiuto un pellegrinaggio annunciando il Vangelo fino a Roma. I gruppi più numerosi erano gli italiani (22 mila), gli spagnoli (17 mila) e gli statunitensi (11 mila). Commovente la presenza di circa 500 giovani dall'Ucraina, sventolanti bandiere gialle e blu, e di giovani da Russia, Estonia, Georgia, Kazakhstan (circa 350), dalla Terra Santa (120) e dall'Oceania (600). Dall'Africa sono arrivati in 630, nonostante i problemi con i visti. Questi numeri testimoniano la presenza internazionale di tali appuntamenti, dove si sperimenta una profonda comunione, visibile nello sventolio delle bandiere di 109 Paesi.

La Liturgia della Parola e le Chiamate Vocazionali

La Liturgia della Parola è stata presieduta dal Cardinale Baldassare Reina, vicario per la Diocesi di Roma. Erano presenti altri cinque porporati (Fernando Filoni, Grzegorz Ryś, Jean-Claude Hollerich, Marc Ouellet, Andrew Yeom Soo-jung) e 30 tra arcivescovi e vescovi, incluso il vescovo ausiliare di Roma, Michele Di Tolve. Dopo la proclamazione del Vangelo, il Cardinale Reina ha portato il saluto e l'abbraccio del Papa, esortando i giovani ad aspirare alla santità in una società che tende a emarginare Dio, ricordando che la chiamata divina rende i nostri progetti più grandi: «Siate giovani felici, siate giovani santi».

Kiko Argüello ha introdotto l'evento, sottolineando l'importanza che la fede battesimale, ravvivata nel Cammino Neocatecumenale, sia «cementata su Pietro». Ha ricordato i martiri di Roma e ha menzionato la visita di Papa Leone XIV al giovane pellegrino spagnolo Ignazio Gonzálvez ricoverato all'Ospedale Bambin Gesù.

La catechesi di Kiko è partita dal peccato di Adamo ed Eva, analizzando l'inganno del demonio che porta l'uomo a credersi autonomo e dio di sé stesso, annullando l'obbedienza. Da questo peccato, che abita nell'io ontologico, deriva una profonda solitudine e l'incapacità di amare. Kiko ha annunciato il kerygma, ricordando che «Dio che ti ha creato senza di te, non può salvarti senza di te» (Sant'Agostino) e invitando alla conversione a Cristo, che ha dato la sua vita per noi, è morto e risorto per intercedere, affinché possiamo ricevere una vita nuova. La santità si esprime in questo amore per gli altri, e il matrimonio cristiano è un sacramento di santificazione e donazione, in contrasto con la cultura moderna.

Prima delle chiamate vocazionali, Kiko ha parlato della verginità, che rende presente l'escatologia e «apre il Cielo» perché non è di questo mondo.

Padre Mario Pezzi, membro dell'equipe internazionale, ha incoraggiato i giovani a non cedere alle tentazioni del demonio che cerca di allontanarli dalla comunità, esortandoli a ritornare sempre, dove saranno accolti senza giudizio. Ha sottolineato come, nonostante l'agiatezza materiale, molti giovani soffrano internamente, invitandoli a convertirsi e a discernere una possibile chiamata al presbiterato o alla vita consacrata.

Ascensión Romero ha ribadito l'importanza della verginità nella Chiesa primitiva, definendola un carisma fondamentale nella clausura e nella vita attiva. Ha evidenziato come, in una società iperconnessa ma solitaria, le reti sociali non creino vera comunità, sottolineando il dono di avere una comunità di fratelli.

Al termine, il Cardinale Baldassare Reina, in un'intervista ai media vaticani, ha definito le chiamate vocazionali «un bel segno», «un bel regalo di vera provvidenza». Ha precisato che la risposta alla chiamata è l'inizio di un cammino di discernimento, un'avventura che richiede ascolto di Dio per capire «per chi» si decide di consacrarsi. Anche il Cardinale Marc Ouellet, prefetto emerito del Dicastero per i Vescovi, si è detto molto colpito, vedendo in questo evento un esempio di pastorale vocazionale per un mondo secolarizzato, in cui non basta attendere che le vocazioni nascano spontaneamente, ma è necessaria una catechesi e il sostegno di un popolo.

I giovani si erano preparati a questo incontro vocazionale con un pellegrinaggio che li ha portati a incontrare figure di Santi come il Beato Carlo Acutis e la Serva di Dio Carmen Hernández, e hanno fatto esperienza di evangelizzazione "a due a due", annunciando l'Amore di Dio ai poveri, alla gente per strada, ai Rom e Sinti. Durante la liturgia della Parola, è stata presentata inizialmente la figura di Maria, come mediatrice della chiamata vocazionale, per la sua pronta risposta: «Fiat, sia fatto in me secondo la Tua Parola, sia fatta la Tua Volontà».

50 anni del Cammino Neocatecumenale: discorso di Papa Francesco a Tor Vergata

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