Il Natale e la figura di Gesù Bambino: Storia, Significato e Tradizioni

Il Natale è un periodo di musica, odori e sapori, attesa e generosità. Spesso questa festa diventa tale quando portiamo con discrezione la gioia agli altri. È la festa della nascita di Gesù Bambino, il Cristo, il nostro Salvatore, la festa più importante e sentita da tutto il mondo cristiano. Il vero significato del Natale ci avvicina a Gesù Cristo, un neonato in una mangiatoia.

Le Radici Cristiane del Natale: La Nascita di Gesù a Betlemme

Il Racconto Evangelico

Nella tradizione cristiana, il Natale celebra la nascita di Gesù a Betlemme da Maria. Il racconto ci è pervenuto attraverso i vangeli secondo Luca e Matteo, che narrano l'annuncio dell'angelo Gabriele, la deposizione nella mangiatoia, l'adorazione dei pastori e la visita dei magi. Il significato cristiano della festa risiede nella celebrazione della presenza di Dio. Con la nascita di Gesù, Dio per i cristiani non è più un Dio distante, che si può solo intuire da lontano, ma è un Dio che si rivela ed entra nel mondo per rimanervi fino alla fine dei tempi. I testi di Matteo e Luca concordano su due eventi centrali, che verificano, secondo l'interpretazione cristiana, due profezie dell'Antico Testamento: la nascita di Gesù a Betlemme, da una vergine. In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Un angelo del Signore si presentò davanti ai pastori e la gloria del Signore li avvolse di luce. Dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

Natività di Gesù con Maria, Giuseppe, pastori e angeli

La Controverse sulla Datazione

La valutazione sulla valenza storica dei racconti evangelici sulla Natività è oggetto di controversie. La tradizionale datazione della nascita all'anno 1 a.C. è con ogni probabilità un errore compiuto nel VI secolo dal monaco Dionigi il Piccolo.

Gesù Bambino nel Simbolismo Religioso

Le storie create attorno alle attività di Gesù Bambino evidenziavano come, anche da bambino, Gesù avesse adempiuto alla Volontà Divina di "suo Padre". Altre storie narrano come perfino da neonato il suo sorriso poteva far smettere la pioggia e le tempeste e far splendere il sole, oppure poteva guarire i malati. Sebbene l'importanza del simbolismo religioso di Gesù Bambino declinò dopo il Medioevo, esso è sopravvissuto in una certa misura nelle Filippine. Qui, Magellano piantò una grossa croce di legno e diede alla regina Juana una bambola in legno del Santo Niño (il Sacro Bambino) per commemorare l'evento.

Statua del Santo Niño nelle Filippine

Le Origini Pagane e la Dualità del Tempo

Il Solstizio d'Inverno e le Antiche Tradizioni

Fin dai tempi antichi, i popoli che vivevano in Europa (Celti, Finnici, Danesi, Lapponi, Unni, Romani etc.) erano influenzati dal mutar delle stagioni, a cui davano, sia pur con espressioni diverse, un unico significato: la lotta del sole, simbolo di luce, prosperità e vita, con la notte, simbolo di tenebre, disgrazie e morte. Il culmine di questa lotta era il solstizio d'inverno, ovvero il periodo dell'anno nel quale la notte prendeva il sopravvento sul giorno. La paura atavica dell'uomo per le tenebre portò questi popoli a riti per ingraziarsi le forze naturali. I resti dei banchetti venivano lasciati tutta la notte sui tavoli e il fuoco rimaneva acceso, per dar modo alle anime dei morti di rifocillarsi e scaldarsi. Nelle campagne della Francia, Germania, Irlanda, Scozia e nella penisola Scandinava, venivano accesi grandi falò; sugli alberi venivano messi dolcetti e cibo affinché si risvegliassero; le case venivano adornate con rami di sempreverdi come biancospino o agrifoglio, si accendevano candele e nel camino c'era sempre un ceppo che ardeva; ogni popolo aveva le sue usanze e credenze.

Falò e decorazioni con sempreverdi durante il solstizio d'inverno

Il Tempo Ciclico vs. Il Tempo Lineare

Il Natale segna un momento familiare della rivoluzione annuale della terra intorno al sole, che dura 365 giorni e un quarto. Il fatto di arrivare a ogni Natale in qualche modo uguale e in qualche modo diverso, suggerisce come il tempo (e lo spazio) può essere contemporaneamente lineare e circolare. Babbo Natale incarna l’idea del tempo ciclico, che ripete se stesso nella rassicurante successione delle stagioni. Invece, la nascita di Gesù inaugura un tempo lineare che ha una finalità: la redenzione degli uomini e l'avvento del Regno di Dio. Nel tempo ciclico non c'è rimpianto e non c'è attesa, non esiste futuro diverso dalla pura e semplice ripresa del passato. Nel tempo lineare che Gesù Bambino inaugura, il primato non appartiene al passato della tradizione, ma al futuro che promette "nuovi cieli e nuove terre".

L'Evoluzione dei Portatori di Doni: Da San Nicola a Gesù Bambino e Babbo Natale

San Nicola, il Precursore

Nel secolo IV, San Nicola visse come Vescovo di Myra nell'odierna Turchia. Era una persona altruista e buona, con un cuore particolarmente gentile nei confronti dei poveri. Le leggende seguenti lo resero uno fra i santi più venerati, oltre che un portatore di doni. Prima di Gesù Bambino, San Nicola portava i doni nel giorno di San Nicola, il 6 dicembre.

La Nascita del Christkind (Gesù Bambino) Protestante

Per i protestanti, la venerazione dei santi e dunque anche di San Nicola non fu gradita. Per questa ragione, si dice che Martin Lutero abbia introdotto il Gesù Bambino (o Christkind) come portatore di doni nel secolo XVI come corrispettivo di San Nicola, non gradendo che il giorno più gioioso per i bambini andasse identificato con la festa di un Santo, il 6 dicembre. La festività della nascita di Cristo sarebbe dovuta diventare il fulcro dell'attenzione, riflettendosi anche nelle usanze natalizie. Nelle regioni protestanti, la cerimonia di consegna dei doni si è tenuta da allora il 25 dicembre, festa di Natale.

Capelli biondi e un abito bianco increspato, ali e aureola: è così che immaginiamo la figura di Gesù Bambino come portatore di doni. L'originale Gesù Bambino sembrava piuttosto simile al neonato Gesù. Nonostante ciò, la figura di Gesù Bambino alla fine si sviluppò in maniera indipendente. Nel corso degli anni, l'idea di Gesù Bambino come essere simile a un angelo, che visivamente non aveva più molte caratteristiche in comune con Gesù, si consolidò fra la gente. La raffigurazione come angelo proviene probabilmente da usanze da parata e rappresentazioni della natività, in cui gli angeli erano generalmente guidati da un "Cristo Bambino". Si ipotizza anche un collegamento con la festività di Santa Lucia il 13 dicembre. Gesù Bambino si diffuse prima di tutto nella Germania protestante e in seguito anche nella Renania e nella Germania meridionale. Ancora oggi, alcune famiglie si ostinano a raccontare ai bimbi che è proprio Gesù Bambino a portare i regali sotto l’albero.

Illustrazione del Christkind con capelli biondi, ali e abito bianco mentre porta doni

Babbo Natale: Il "Santa Claus" e il suo Impatto

Nel mondo germanofono esiste una dualità nel nome della persona che porta i regali ai bambini a Natale: mentre nel nord e nell'est della Germania Babbo Natale porta i regali la vigilia di Natale, nel sud e a ovest, oltre che in Austria e Svizzera, è Gesù Bambino che sembra mettere i regali sotto l'albero di Natale. In numeri: il 45 per cento dei tedeschi ha dichiarato in un sondaggio che Babbo Natale è considerato il portatore di regali di Natale in famiglia, mentre il 39 per cento ha indicato Gesù Bambino.

Babbo Natale, quell’anziano e rubicondo gigante in ottima salute che incontriamo per le strade o vediamo nelle vetrine dei negozi durante il periodo natalizio, proviene dagli Stati Uniti ma non è nato in America. Il 6 dicembre 1492, Cristoforo Colombo entrò nel porto di Bohio, a Haiti, e lo ribattezzò con il nome cristiano di San Nicola. A partire da quel giorno, Nicola fece una brillante carriera, diventando quel Santa Claus o Babbo Natale che è poi il simbolo della festa nel mondo. Visivamente, Babbo Natale è stato modellato su San Nicola, ma il suo aspetto è cambiato diverse volte. L'immagine odierna di Babbo Natale è stata plasmata dalla campagna pubblicitaria dell'azienda americana Coca-Cola, nel 1932. La versione Coca-Cola di Babbo Natale ha trovato ampio consenso, sostituendo Gesù Bambino come portatore di doni in molte regioni. Questo simbolo è spesso contestato, perché i doni, la ricchezza, l'opulenza, il consumismo e lo spreco che alla sua figura si accompagnano contrastano con la povertà del Bambin Gesù, nato in una grotta, riscaldato dal fiato di un bue e di un asinello.

Confronto visivo tra Gesù Bambino nel presepe e Babbo Natale moderno con regali

Genere di Gesù Bambino

Il termine "Gesù Bambino" non viene impiegato solamente per descrivere il portatore di doni dai capelli biondi, ma anche la raffigurazione di Gesù neonato, steso nella mangiatoia di Natale. In alternativa vengono utilizzati anche termini come piccolo Gesù o bambin Gesù. Qui il Gesù Bambino appare sempre come una persona di sesso maschile. Per diversi studiosi cristiani come il professor Manfred Becker-Huberti, invece, Gesù Bambino è privo di genere, perché, dopotutto, Gesù Bambino lavora in segreto e nessuno lo ha mai visto. Per questo motivo, non sarebbe possibile dire con certezza se si tratti di un maschio oppure di una femmina.

Tradizioni e Significati Contemporanei del Natale

Il Natale oltre la Fede

Per molti, il Natale non è più solo una festa cristiana, ma una festa per condividere e dimostrare affetto alle persone care. In effetti, alcuni si offendono per gli auguri di Natale, dicendo che è meglio dire “Buone feste” e non “Buon Natale” per essere più politicamente corretti e inclusivi. Altri, invece, non sono così offesi dalla presenza di Gesù a Natale. Per loro, il presepe è solo un’antica tradizione italiana, e Gesù Bambino un simbolo universale di pace. Addormentato nella mangiatoia, il bambino rappresenta il modo in cui noi dovremmo vivere: gentile, mite e innocente. Per molti che interpretano la nascita di Gesù in questo modo, il vangelo non è altro che un potente mito, progettato per insegnarci una buona lezione morale. Ma la Bibbia ci dice che il Natale è molto più delle tradizioni che ci piacciono o del materialismo che non ci piace; non è solo una festa per la famiglia o un momento per essere gentili e generosi. Quelle cose vanno bene, ma non sono il vero significato del Natale, che rappresenta un ricordo annuale della più grande storia mai raccontata: la venuta del Figlio di Dio in questo mondo per redimerci. Quindi, il Natale è una festa che celebra la promessa di Dio!

Il Messaggio di Charles Dickens: "Canto di Natale"

Charles Dickens iniziò a scrivere Canto di Natale a ottobre e lo terminò all’inizio di dicembre del 1843 - un periodo di sole sei settimane. La prima tiratura di seimila copie fu pubblicata a Londra il 19 dicembre 1843. Chi ha documentato il contesto di Canto di Natale ha spiegato che Charles Dickens lo scrisse in un momento in cui l’Inghilterra vittoriana stava riconsiderando il significato del Natale. Allora come oggi, il vero significato del Natale ci avvicina a Gesù Cristo. Questo ci invita a considerare l'importanza del nuovo Scrooge, quello che invia generosamente il tacchino premio come sorpresa di Natale, che si riconcilia con l’allegro nipote Freddie. Lasciamo che gli scettici storcano il naso, perché il nuovo Scrooge “fece tutto quanto aveva detto, e infinitamente di più”. Questo ci ricorda di concederci reciprocamente le nostre nuove possibilità invece di fissarci sulle nostre limitazioni passate. Il nostro Salvatore è arrivato a Natale per liberare i prigionieri - e non solo quelli in carcere. Egli può liberarci dai fantasmi del nostro passato, e rimuovere i vincoli dei rimpianti dei nostri e degli altrui peccati.

Le Tradizioni Moderne di Gesù Bambino

  • Lista dei desideri per il Gesù Bambino: Molti bambini spediscono la loro lista dei desideri di Natale a Gesù Bambino durante l'Avvento. A partire dagli anni Cinquanta, nel villaggio Christkindl nell'Alta Austria, queste liste vengono raccolte e i bambini possono ottenere una risposta.
  • Gesù Bambino di Norimberga: Attorno alla figura di Gesù Bambino si sono sviluppate diverse belle tradizioni natalizie. Il Gesù Bambino di Norimberga, che ogni anno a partire dal 1933 ha aperto il Christkindlesmarkt di Norimberga, ha raggiunto la notorietà a livello mondiale. All'inizio, il Gesù Bambino veniva raffigurato da professionisti, ma dal 1969, ogni due anni, una giovane donna della città viene scelta come Gesù Bambino - un grande onore per la nuova figura.

Mercatini di Natale a Norimberga

Il Dono e la Famiglia: Un Ponte tra Tradizioni

Oggi, che viviamo un neopaganesimo di ritorno, non necessariamente anticristiano, il Bambin Gesù può convivere con Babbo Natale e, di conseguenza, concorrere alla celebrazione del valore della famiglia. La famiglia, questo nucleo portante della società, che diventa sempre più importante quanto meno la società è protettiva, compone le due tradizioni. Quella pagana che guarda al passato, al tempo in cui i padri hanno accumulato la ricchezza che saranno destinati a cedere, e quella cristiana che guarda al futuro, al tempo dei figli destinatari di quella ricchezza di cui in ogni ricorrenza natalizia si porge un simbolico anticipo sotto la forma del dono della gratuità, dell'aiuto al di fuori di ogni logica di mercato, che non conosce il dono ma solamente lo scambio. Con il loro dono agli esseri più deboli e indifesi, ovvero i bambini, sia Babbo Natale sia il Bambin Gesù attivano, in una società mercantile e contrattuale in ogni suo aspetto, il tema della gratuità, quasi a voler ribadire che, senza gesto gratuito e senza dono, i padri muoiono privi della consolazione di un futuro, e ai bambini manca la prospettiva di un avvenire. Il tema resta sempre il tempo che abbraccia le generazioni, le quali possono succedere l'una all’altra perché, al di là dei nostri calcoli economici, un gesto gratuito le genera e le alimenta. Sarà per questo che il Natale è una festa così importante: accomuna riti pagani e speranze cristiane e, al di là di tutti gli steccati, parla di pace in quell'unica forma credibile - perché non contrattuale - che è il dono che un padre porge a suo figlio.

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