Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) è stato uno dei teologi più significativi del Novecento, la cui vita e il cui pensiero sono stati profondamente segnati dalla sua esperienza personale e dalla persecuzione nazista. Egli ha cercato di riformulare il cristianesimo in termini "non religiosi", sperando in una fede "adulta" dell'essere umano. La sua riflessione si estende dalla meditazione personale alla vita comunitaria, dalla natura della grazia all'attesa dell'Avvento, toccando temi cruciali per la spiritualità cristiana.

L'Essenza della Meditazione e il Ritorno al Mondo
Bonhoeffer sottolineava l'importanza della meditazione personale come tempo di verifica per il cristiano. Ogni giorno porta al cristiano molte ore di solitudine in mezzo ad un mondo non cristiano, che rappresentano il tempo della verifica. Questo è un momento cruciale per valutare la bontà della meditazione personale e della comunione cristiana. La domanda fondamentale è se la comunità abbia reso gli individui liberi, forti e adulti, o se li abbia invece resi dipendenti e non autonomi. Si tratta di capire se la meditazione li ha condotti un po' per mano, per far loro imparare di nuovo a camminare da soli, o se li ha resi paurosi e insicuri. Bonhoeffer invita a decidere se la meditazione personale abbia portato il cristiano in un mondo irreale, da cui si risveglia con spavento al ritorno nel mondo terreno del suo lavoro, o se viceversa lo abbia fatto entrare nel vero mondo di Dio, che permette di affrontare la giornata dopo aver attinto nuova forza e purezza. Non deve essere un'estasi spirituale per brevi attimi, cui poi subentra la quotidianità, ma un radicarsi essenziale e profondo della Parola di Dio nel cuore. Solo la giornata potrà deciderlo, e ognuno deve sapere che anche il momento in cui è isolato ha una sua retroazione sulla comunione.
La Lettura della Bibbia
Secondo Bonhoeffer, la Bibbia è la risposta a tutte le nostre domande, e dobbiamo solo interrogarla con assiduità e umiltà per avere la risposta. Non si può semplicemente leggere la Bibbia come altri libri. Solo se noi aspettiamo una risposta ultima, essa la dà, perché nella Bibbia Dio parla a noi. E su Dio non si può semplicemente riflettere per conto proprio, ma lo si deve interrogare. Solo se noi lo cerchiamo, egli risponde. Naturalmente si può leggere la Bibbia anche come ogni altro libro, dal punto di vista della critica del testo o in altri modi, e non c'è assolutamente niente in contrario a questo.

La Grazia a Caro Prezzo e le Tempeste della Vita
Bonhoeffer definisce la grazia a caro prezzo come il Vangelo, che si deve sempre di nuovo cercare, il dono per cui si deve sempre di nuovo pregare, la porta a cui si deve sempre di nuovo bussare. La grazia è a caro prezzo soprattutto perché è costata cara a Dio, la vita di suo Figlio, come ricorda 1Cor 6,20: "siete stati riscattati a caro prezzo". Ciò che è costato caro a Dio non può essere a buon mercato per noi. È grazia soprattutto perché Dio non ha ritenuto troppo elevato il prezzo di suo Figlio per la nostra vita, ma lo ha dato per noi.
Prossimità di Dio nella Tempesta
Comprendere l'ora della tempesta e del naufragio significa riconoscere l'ora della inaudita prossimità di Dio, non della sua lontananza. Là dove tutte le altre sicurezze si infrangono e crollano, dove tutti i puntelli che reggevano la nostra esistenza sono rovinati uno dopo l'altro, là dove abbiamo dovuto imparare a rinunciare, proprio là si realizza questa prossimità di Dio. Dio sta per intervenire, vuole essere per noi sostegno e certezza. Egli distrugge, lascia che abbia luogo il naufragio, nel destino e nella colpa; ma in ogni naufragio ci ributta su di Lui. Questo ci vuole mostrare: quando si lascia andare tutto, quando si perde e si abbandona ogni propria sicurezza, ecco, allora si è liberi per Dio e totalmente sicuri in Lui. Bonhoeffer auspica che ci sia dato di comprendere con retto discernimento le tempeste della tribolazione e della tentazione, le tempeste d'alto mare della nostra vita, perché in esse Dio è vicino, non lontano, il nostro Dio è in croce, con infinito amore.

La Vita Comunitaria e l'Amore Fraterno
Riguardo alla vita comune, Bonhoeffer affermava che dobbiamo essere profondamente delusi degli altri, dei cristiani in generale, e anche di noi stessi, se va bene, perché Dio vuole condurci a riconoscere la realtà di una vera comunione cristiana. Il Signore non è Signore di emozioni, ma della verità. Solo la comunità che è profondamente delusa per tutte le manifestazioni spiacevoli connesse con la vita comunitaria, incomincia ad essere ciò che deve essere di fronte a Dio, ad afferrare nella fede le promesse che le sono state fatte. Quanto prima arriva, per il singolo e per tutta la comunità, l'ora di questa delusione, tanto meglio per tutti. Dio odia le fantasticherie, perché rendono superbi e pretenziosi. Egli considera fallimento tutto ciò che non corrisponde più alla sua volontà, e lì dove il suo ideale fallisce, gli pare che debba venire meno la comunità.
Il Primo Servizio al Prossimo: l'Ascolto
Il primo servizio che si deve al prossimo è quello di ascoltarlo. Come l'amore di Dio incomincia con l'ascoltare la sua Parola, così l'inizio dell'amore per il fratello sta nell'imparare ad ascoltarlo. Chi non sa ascoltare il fratello, ben presto non saprà neppure più ascoltare Dio.
L'Avvento e l'Arte dell'Attesa
Celebrare l'Avvento significa saper attendere: attendere è un'arte che il nostro tempo impaziente ha dimenticato. Esso vuole staccare il frutto maturo non appena germoglia; ma gli occhi ingordi vengono soltanto illusi, perché un frutto apparentemente così prezioso è dentro ancora verde, e mani prive di rispetto gettano via senza gratitudine ciò che li ha delusi. Il nostro tempo vorrebbe cogliere il frutto appena il germoglio è piantato; così, gli occhi avidi, sono ingannati in continuazione, perché il frutto, all'apparenza così bello, al suo interno è ancora aspro, e mani impietose gettano via ciò che le ha deluse.
Avvento, il mistero dell'attesa
Il Matrimonio: Un'Investitura Divina
Per Bonhoeffer, il matrimonio è più del solo amore reciproco. Ha maggiore dignità e maggiore potere. Finché le persone si amano solamente, il loro sguardo si limita nel riquadro isolato della loro coppia. Nel sentimento godono solo il cielo privato della loro felicità, e il sentimento del loro amore appartiene a loro soli. Il matrimonio, invece, è un'investitura, un ufficio. Per fare un re non basta che lui ne abbia voglia, occorre che gli riconoscano l'incarico di regnare. Così non è la voglia di amarsi che stabilisce le persone come strumento della vita, ma è il Matrimonio che le rende atte a questo. Dio unisce in matrimonio: non lo fanno gli sposi, è Dio che lo fa. Dio protegge l'unità indissolubile della coppia di fronte a ogni pericolo che lo minaccia dall'interno e dall'esterno.
La Forza della Parola e i Limiti del Compito
L'idea è forte, ma per la parola ci sono cuori induriti e porte chiuse; la parola prende atto della resistenza che incontra e la patisce. È duro a riconoscersi: per l'idea non c'è niente di impossibile, per il Vangelo ci sono invece cose impossibili. La parola è più debole dell'idea, e per cui anche i testimoni della parola nel portare questa parola sono più deboli dei propagandisti di un'idea. Questa debole parola, che è capace di patire l'opposizione dei peccatori, è in effetti la sola parola forte e misericordiosa, che converte i peccatori nella profondità del cuore. È un grande compito di cui viene fatto carico ai discepoli, quello di riconoscere i limiti del loro incarico.
Bonhoeffer e la Fratellanza Universale Cristiana
L'8 aprile 1945, il giorno prima della sua impiccagione, Dietrich Bonhoeffer affidò un messaggio a un compagno di prigionia destinato all'amico George Bell, vescovo anglicano di Chichester: "Ditegli che questa è la fine per me, ma anche l’inizio. Insieme a lui credo nel principio della nostra fratellanza universale cristiana che si eleva al di sopra di ogni interesse nazionale e credo che la nostra vittoria è certa...". Era un saluto sprigionatosi di domenica, dal cuore di un uomo libero, calato nel mondo e nella signoria di Gesù Cristo, un cristiano consapevole di un destino di eternità. Era una domenica quando pronunciò queste parole, e Bonhoeffer era in viaggio verso il lager di Flossenbürg.
La Testimonianza del Medico del Campo
Un testimone oculare, il medico del campo, che di lui non sapeva niente, ha raccontato le ultime sequenze della sua vita settant'anni fa, lasciando scritto parole capaci di commuovere: "Attraverso la porta semiaperta in una stanza delle baracche vidi il Pastore Bonhoeffer, prima di levarsi la sua divisa carceraria, inginocchiarsi sul pavimento per pregare Dio con fervore. Fui profondamente toccato dal modo in cui questo uomo amabile pregava, così devoto e sicuro che Dio udisse la sua preghiera". E ancora: "Sul posto dell’esecuzione, disse un’altra breve preghiera e quindi salì gli scalini verso il patibolo, coraggioso e composto. La sua morte seguì dopo pochi secondi."

La Liturgia delle Ore e la Preghiera per i Malati
La riflessione di Bonhoeffer sulla preghiera e sulla prossimità di Dio nelle difficoltà trova una risonanza profonda nella pratica della Liturgia delle Ore e nella preghiera per i malati. I momenti di solitudine e di prova, come le "tempeste della vita", diventano occasioni per sperimentare la vicinanza di Dio. In questo contesto, la preghiera per i malati assume un significato particolare, come atto di intercessione e di fiducia nella presenza divina anche nel dolore e nella sofferenza. I versi "Le cose passate tormentano i nostri cuori, il peso duro dei giorni brutti ci opprime: o Signore, da' ai nostri spiriti affranti la salvezza che ci hai preparato" esprimono un'invocazione di salvezza e consolazione, che ben si adatta alla dimensione della preghiera per chi è afflitto.
Il Valore dell'Ottimismo e della Speranza
Bonhoeffer mette in guardia contro un ottimismo stupido e vile che deve essere bandito. Esistono uomini che ritengono poco serio, e cristiani che ritengono poco pio, sperare in un futuro terreno migliore e prepararsi ad esso. La sua visione, tuttavia, non esclude la speranza, ma la radica in una fede matura e consapevole delle difficoltà, pur riconoscendo che Dio è sempre presente, specialmente nella prossimità della croce.