Una Confessione e uno Schema per Comprendere il Presente

Il presente articolo si propone di esplorare una visione critica e approfondita delle dinamiche contemporanee, partendo da una "confessione" personale di disillusione e da uno "schema" interpretativo che connette eventi storici, sfide spirituali e osservazioni sulla natura umana. La riflessione tocca aspetti della fede cattolica, l'analisi del XX secolo e la crisi socio-culturale generata dalla pandemia di COVID-19, interrogandosi sulla validità delle "informazioni" diffuse e sulla perenne lotta tra idee e credenze.

La Crisi della Fede e il Dialogo Interreligioso

Si osserva una crescente perplessità riguardo a certe posizioni della Chiesa contemporanea. Molti continuano a parlare di "rigidità da contrastare, da abbattere", ma la Chiesa reale, quella che scrive che Gesù Cristo e il Buddha hanno promosso la via della nonviolenza, sembra spesso sconosciuta a chi la critica. La presunta esistenza del Buddha, basata su concetti come la reincarnazione, viene messa in discussione, poiché la reincarnazione non esiste.

Di conseguenza, affermare che Gesù e Buddha abbiano fatto qualcosa insieme è considerato una "stupidaggine", poiché uno "non esiste, l’altro non ha mai promosso la via della nonviolenza". Si solleva l'interrogativo se Dio sia percepito ancora come uno, Padre, Figlio e Spirito Santo, o se si stiano cercando alternative in figure come il "Grande Cocomero".

Il Concetto di Nonviolenza e la Via di Cristo

Gesù e Buddha non avrebbero proposto alcuna "via della nonviolenza" semplicemente perché non esisterebbe una tale via. Esiste invece la via di Cristo, che è la Via. Dio non si è fatto uomo e non è morto in croce per insegnare l'autocontrollo o "tecniche zen di estraniazione dalle passioni". Egli è venuto per annunciare un amore folle e per offrire lo Spirito Santo e la grazia trasformante a chi lo chiede, spesso in occasione di una "croce". Questa non è una dinamica sadica, ma una condizione perché molti, senza la croce, crederebbero di poter fare a meno di Lui.

Tutto il resto viene considerato "balle", data la realtà del mistero del male e del peccato originale. Le buone intenzioni, infatti, inevitabilmente vanno a lumache. Se si smette di annunciare che l’uomo è ferito dal peccato originale e ha bisogno di redenzione, non si ha più nulla da annunciare. La fede cristiana è unica perché si basa sulla certezza che Dio è morto in croce a causa del peccato umano. Togliendo il sacrificio di Cristo, il resto sono solo pie intenzioni, poiché l’uomo senza redenzione non può fare nulla.

La Reale Utilità del Dialogo Interreligioso

Il dialogo interreligioso, in questa prospettiva, serve a mostrare vicinanza e supporto pratico: se un islamico o un buddhista hanno bisogno di qualcosa noi ci siamo, senza mettere in mezzo discorsi di fede. Si tratta di essere pronti a cedere il mantello o il pranzo, amando tutti gli uomini senza distinzioni preconcette e provvedendo al loro bisogno corporale prima di fare prediche, con la grazia di Cristo.

Le proposte avanzate dal Pontificio Consiglio per la festa di Vesakh vengono considerate minimo inutili o "solo pie intenzioni". Tra queste: studiare le cause della violenza (la causa è il peccato originale), insegnare a combattere il male nei cuori (con preghiera e digiuno), liberare dal male vittime e aggressori, formare i cuori alla pace, insegnare che non c’è pace senza giustizia né vera giustizia senza perdono (non c’è pace né giustizia senza Cristo), prevenire conflitti, combattere il discorso dell’odio nei media, riformare l’educazione contro la distorsione storica, e pregare per la pace percorrendo la via della nonviolenza.

Queste proposte possono realizzarsi solo se l’uomo incontra Dio, si converte e fa un’esperienza vera e reale e concreta dell’amore di Dio. Le vie per farlo sono la preghiera, i sacramenti, la Parola di Dio, l’ascesi. Tutto il resto è lavoretto dell’asilo o suonare Imagine col piffero.

Gesù e Buddha in dialogo che simboleggiano il confronto interreligioso

Dalla Rigidità alla Liquidità della Chiesa

La Chiesa oggi, almeno in Occidente, non ha il problema della rigidità, bensì della liquidità. Se si propone una vita indistinguibile da quella di tutti gli altri, solo un po’ più presentabile, i giovani cercheranno altrove sapori più forti. Non servono proposte poco attraenti per giovani che vogliono l’assoluto, vogliono qualcosa di grande per cui spendere la vita, che odiano istintivamente la mediocrità e desiderano identità chiare e appassionanti, proposte esigenti, radicali.

Nel documento preparatorio al sinodo, non si troverebbe traccia di queste esigenze, con la preoccupazione maggiore di comprendere il linguaggio dei giovani. Si afferma che, avendo incontrato la Vita, non è necessario imitare il linguaggio del mondo per essere simpatici; la simpatia i giovani la trovano ovunque sui social. Occorre parlare ai ragazzi di morte e di vita eterna.

Il Novecento attraverso uno Schema di Interpretazione

Il XX secolo è stato un periodo di anomalie inestricabili, caratterizzato da totalitarismi, prevaricazioni nazionalistiche, rivoluzioni, conflitti religiosi, stragi etniche, genocidi e guerre civili. Le categorie storiche e politologiche usuali sembrano insufficienti per descriverlo. Dietro le quinte del Novecento si avverte qualcosa di diverso, una presenza diffusa di realtà impalpabili, dove il male non è un mezzo ma diventa un fine in sé stesso.

Per comprendere il Novecento, è necessario uscire dal piano della cronaca e porsi in una posizione di osservazione più elevata.

Il Modello Peccato-Castigo-Penitenza di Fátima

Un raggio di luce interpretativa proviene dal ciclo di rivelazioni mariane di Fátima (1917), che propone uno schema teologico di peccato-castigo-penitenza. Lo scatenarsi del male dopo il 1917 è visto come conseguenza della Rivoluzione comunista, considerata la dorsale e dominante del secolo. Il comunismo è interpretato come castigo celeste per l’apostasia individuale e per quella delle nazioni, un castigo che può essere ridotto e abbreviato attraverso la conversione, la penitenza e la devozione al Cuore Immacolato della Vergine Maria. Questo schema si applica anche all'implosione del sistema social-comunista tra il 1989 e il 1991 e al martirio di innumerevoli cristiani, una stagione senza precedenti nella storia della Chiesa.

Mappa storica dei principali eventi e conflitti del XX secolo

Le Intuizioni di Plinio Corrêa de Oliveira

A livello di diagnosi e prognosi umane, si segnalano le analisi della scuola cattolica contro-rivoluzionaria, con particolare riferimento al pensatore brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995), le cui intuizioni sono considerate strumenti preziosi per comprendere le linee di sviluppo della civiltà moderna e per salvaguardarne il cuore ancora cristiano.

Il Problema della Shoah e la Strumentalizzazione Politica

La Shoah è un tema complesso, paragonabile ad altre tragedie come il genocidio degli armeni (1914-1915), le carestie artificiali nell'URSS degli anni '30, i Gulag, le foibe, e il genocidio cambogiano post-1975. Quest'ultimo, con circa due milioni di morti su sei milioni di popolazione, ambirebbe percentualmente al primo posto in una tragica «classifica» degli stermini novecenteschi.

Il dramma della Shoah è spesso giocato in chiave politica, sia come deterrente contro il razzismo nazionalsocialista, sia dalle sinistre contro l'anticomunismo, sia da ambienti ebraici verso i cattolici, accusati di aver preparato culturalmente l'antisemitismo hitleriano. Questa emotività e strumentalizzazione politica ostacolano l'accertamento sereno dei fatti storici, generando frenetico e incalzante apologetica anziché studi di qualità.

Cambogia 1975. Pol Pot e l’utopia malata che ha sterminato un popolo || Documentario Completo

Il Nazionalsocialismo e le Accuse a Pio XII

Un "nodo" interpretativo riguarda il quesito come è potuto accadere? in relazione all'Olocausto. Nuovi documenti dagli archivi post-1991 evidenziano i limiti di un'interpretazione che vede Pio XII e la Chiesa di Roma come correi del misfatto nazionalsocialista. Le accuse principali sono di aver taciuto di fronte al massacro e di aver continuato un pre-giudizio cattolico anti-giudaico.

Il nazionalsocialismo è descritto come un totalitarismo fondato su dottrine geopolitiche, teorie complottiste (gli ebrei come agenti della Rivoluzione), e un mix di motivi pseudo-scientifici (razzismo biologico e darwinista) e spiritualistico-esoterici (miti iperborei e ariani). Questa miscela di motivi ideologici portava a una politica imperialistica e razzistica, predicando la discriminazione e l'annientamento del nemico ebraico, percepito come tale per antonomasia. Il sistema metteva al servizio di questa Weltanschauung arcaistica» e ultra-modernistica un potere politico illimitato sulla nazione industrialmente e militarmente più forte d’Europa, la Repubblica di Weimar.

Le linee d'azione erano la ripresa dell'espansione imperiale germanica, con caratteri inusitatamente «pagani» e basata su un'aristocrazia del sangue razziale, e una drastica azione di ingegneria sociale di stampo ideologico.

Lombroso, il Determinismo Biologico e la Natura Umana

In questo contesto di analisi del male e della devianza umana, si inserisce il pensiero di Cesare Lombroso. Gli studi recenti mostrano come lo sviluppo delle neuroscienze abbia rinnovato l'attenzione per le radici bio-genetiche dell'agire umano. Alcuni neuroscienziati, i deterministi hard o radicali, sostengono che l'idea della libertà del volere sia un'illusione biologicamente indotta, con le strutture cerebrali che determinano meccanicisticamente ogni azione umana, incluso il crimine. Questa visione neo-darwiniana recupera in parte il biodeterminismo materialista della prima criminologia lombrosiana e la sua negazione della responsabilità morale.

Il giovane Lombroso sviluppò la sua teoria criminologica basata sul determinismo biologico e sull'atavismo - la riemersione di feroci tratti primordiali in individui con particolari caratteri psicofisici. Numerosi paleoantropologi e sociobiologi hanno condiviso l'idea di una natura umana originariamente violenta e crudele, ispirandosi a un modello di evoluzione organica dominato dalla spietata lotta per la vita e alimentando il mito della "scimmia assassina".

Si evidenziano affinità tra il pessimismo antropologico lombrosiano e certe concezioni della tradizione giudaico-cristiana, ipotizzando una sotterranea influenza di elementi religiosi nell’opera di Cesare Lombroso dovuta al suo background culturale, familiare e alla sua sensibilità personale. Nonostante un secolo dalla sua morte, l'eredità di Lombroso continua a essere oggetto di studio, mostrando come la scientificità di certe formazioni discorsive sia da ricercarsi più nelle condizioni socioculturali della loro emergenza e nei valori ideologici, che nella correttezza dei criteri interni e nella coerenza epistemologica.

Ritratto di Cesare Lombroso affiancato da illustrazioni di teschi e tratti fisionomici

I criminologi lombrosiani intuirono anche l'esistenza di delitti nuovi e la criminalità non convenzionale, interpretando scandali finanziari e politici come manifestazioni di una nuova, "evoluzionaria" delinquenza tipica della civiltà moderna, anticipando in parte l'analisi dei white collar crime. Un episodio singolare è il legame tra Lombroso e Herman Webster Mudgett (alias Dr. Henry Holmes), il primo serial killer mediatico negli Stati Uniti, un assassino sorprendentemente moderno, con "caratteristiche non convenzionali".

Nel contesto della Prima Guerra Mondiale, si analizza la battaglia culturale tra scienziati e accademici, con la mobilitazione nazionalista di psichiatri e criminologi positivisti in Italia. Infine, il caso Villella (2009-2013), con le polemiche sull'esposizione del cranio di Giuseppe Villella al Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso, evidenzia la persistente attenzione mediatica e la percezione pubblica controversa dei resti umani e delle teorie lombrosiane.

Le Profezie e l'Avvertimento

Padre Andrea, padre spirituale, soleva ripetere che i testi delle preghiere più antichi erano i più fedeli al Depositum Fidei e che le profezie più antiche erano meno soggette a manipolazioni o stravolgimenti. Tra queste, si citano le visioni di Anna Maria Giannetti Taigi (1769-1837).

Le Visioni di Anna Maria Giannetti Taigi

Anna Maria Giannetti Taigi, una terziaria trinitaria, ebbe il carisma di vedere per 47 anni un piccolo globo luminoso in cui osservava eventi passati, futuri e lo stato delle anime. Le sue profezie, considerate chiare e distinte, includono:

  • Verso la fine dei tempi, il drago sarà sciolto e la Divina Madre inviterà alla penitenza, mentre gli uomini porteranno la lussuria in processione nella Eterna Città bagnata dal sangue dei principi degli Apostoli.
  • Sacrilegi compariranno contro i tempi dello Spirito Santo e contro la Religione, con uomini che si vestiranno da donne e le donne da uomini, e la voce del Santo Vicario non sarà ascoltata.
  • Dio manderà due castighi: uno terrestre (guerre, rivoluzioni) e uno celeste, un'oscurità immensa che durerà tre giorni e tre notti, durante la quale solo candele benedette arderanno e l'aria sarà infestata da demoni.
  • La più fatale delle eresie colpirà la Chiesa, non notando il pericolo così presto. I suoi seguaci si avvicineranno ai sacramenti agendo con pace e dolcezza. La Chiesa sarà attaccata da estranei a se stessa, ma anche dai suoi stessi figli che, come le vipere, le strappano le viscere e si schiereranno dalla parte dei suoi nemici.
  • Questa eresia, inizialmente bellissima, sarà la più funesta mai vista.
  • Arriverà un momento in cui Dio va a rinnovare tutte le cose, e gli malvagi si rivolgeranno a Satana che dirà loro: "Non perdiamo altro tempo. Quindi, voglio trionfare. Voglio rovinare tutte le nazioni che saranno contrarie a me. Voglio diventare padrone dell’universo."
Illustrazione allegorica di una figura spirituale che osserva eventi futuri in un globo luminoso

Si suggerisce che queste profezie siano rilevanti per la realtà così crudele e inumana che stiamo vivendo, in particolare in riferimento al periodo post-Concilio Vaticano II.

La Crisi Contemporanea e la Perdita del Senso Comune

Una confessione personale riflette la disillusione profonda e la perdita di identità nell'era post-pandemica. L'individuo non si riconosce più come l'uomo pre-Covid 19, e il sistema di valori e principi che lo ha sostenuto per decenni è crollato. Non si crede affatto a un ritorno alla situazione pre-Covid; piuttosto, ci si trova in un mondo di ieri distrutto, in cui si è costretti ad allontanarsi dai nostri simili, di diffidare di amici e parenti, e a salutare da lontano, come ladri o cospiratori.

La Pandemia come Catalizzatore di Disillusione

Il sorriso, definito dall'antropologa Ida Magli come un atto primordiale di intenti amichevoli, è stato sostituito da gesti distanti. I principi di una vita appaiono futili e passati, bolle di sapone che sfumano nell’aria ammorbata. Si descrive come terroristica la locandina del giornale locale che annuncia Uno su trenta è positivo, e si osserva con incredulità la folla compulsiva di un popolo terrorizzato in fila per i tamponi, guidato dalla paura e dalla negazione dell’uomo in nome dell’esistenza biologica.

Si ironizza sull'aggettivo virale associato alla diffusione delle idee sui social, mentre la vita stessa viene assorbita dalla logica del virus. Emerge il concetto di Stato etico, dove si curano solo i buoni, i vaccinati, e gli altri vengono lasciati al loro destino, in contraddizione con la libertà individuale e la società individualista promosse in precedenza. La libertà e la democrazia sembrano incompatibili, con la democrazia che ci ha espropriato del corpo fisico.

La necessità di mostrare il fogietto, salvacondotto della pseudo libertà vigilata (il Green Pass) e di ascoltare costantemente i pistolotto sulle distanze, gli obblighi e le sanzioni sui mezzi pubblici è percepita come una violazione dell'intimità e una tortura sottile. Il controllo della temperatura con un termometro fatto a pistola nelle biblioteche è un altro esempio di questa intrusione. L'ipotesi che il Green Pass sia una prova generale per controllarci minuto per minuto nel Grande Fratello digitale è accolta con commiserazione dai "buoni, gli informati".

Immagine concettuale di una città sorvegliata da telecamere e sensori

La digitalizzazione della vita è un'accelerazione virale, dove digit (cifra) rimanda a una riduzione dell'essere umano a un insieme di dati. La perdita del senso comune, un concetto analizzato da Hannah Arendt e Tommaso d'Aquino, è un sintomo di questa epoca disconnessa dalla realtà. Si afferma la perdita della proprietà di sé e l'angoscia per la maggioranza che non si preoccupa di tale perdita. La credenza nello Stato, nella dimensione pubblica e nella comunità è infranta, e lo Stato è ora visto come il più freddo di tutti i mostri (Nietzsche), braccio armato di poteri ostili (finanza, tecnologia, organizzazioni transnazionali, medicalizzazione della vita).

In questo scenario, all'uomo è prescritto il nichilismo, l'annullamento di sé. La speranza si riduce a Zòe, la mera conservazione della pellaccia, affidata a nuovi dei come la Scienza e la Tecnica. Curzio Malaparte in La pelle descriveva Napoli invasa da un virus che non infetta il corpo ma l’anima, portando alla perdita di dignità per una sigaretta o una cioccolata. Allo stesso modo, oggi si accettano di diventare cifre, soggetti sorvegliati, animali in gabbia, pur di prolungare una vita da prigionieri.

La carota è l'illusione di tornare alla normalità, esplicitamente negata da Klaus Schwab nel libro sul Grande Reset, dove ammette l'utilità del virus per i piani dell'oligarchia. Il bastone è la negazione della vita quotidiana pre-2020. L'odio verso chi non si vaccina è uno sfogo, e l'autorità, screditata per mezzo secolo, viene recuperata fulmineamente tra gli applausi. Lo Stato diventa un dispositivo del potere per sorvegliare e punire, come descritto da Michel Foucault, il cui lavoro sul meccanismo disciplinare e l'utopia della città perfettamente governata (ispirata a Jeremy Bentham) sembra una premonizione delle smart cities e della biopolitica di sorveglianza.

La vita si riduce a sopravvivenza intrisa di anestetici, priva di un fine più alto. La digitalizzazione impone un ordine in cui tutto deve essere disponibile, ma i risultati sono isolamento, solitudine, narcisismo, egoismo e soprattutto sottomissione, volontaria e volenterosa ai padroni della "narrazione", che hanno rafforzato l'atomizzazione della società, diffuso paura e incoraggiato odio e delazione. Il liberalismo muta pelle, e la persona umana viene degradata a un insieme di dati. Si dichiara che se il destino è quello dell'era pandemica, digitale e zoologica, questa vita non fa per me: sono un uomo, non un capo di bestiame.

Cambogia 1975. Pol Pot e l’utopia malata che ha sterminato un popolo || Documentario Completo

Idee, Credenze e il Fallimento della Ragione

La confessione di avere vissuto entro credenze infrante si estende al fallimento dell'impegno intellettuale anticomunista. Nonostante decenni di lotta e diffusione di informazioni sui crimini del comunismo, i suoi seguaci italiani sono rimasti ermeticamente chiusi nella loro fede, inconcussi, refrattari ai nostri argomenti.

La Natura Infrangibile delle Credenze

Particolarmente impressionante è stata la fedeltà degli intellettuali, che per l'80% simpatizzavano per il totalitarismo rosso. Essi adottavano pienamente il materialismo storico e censuravano, deridevano ed escludevano la minoranza antagonista. L'uscita di Arcipelago Gulag di Solgenitsyn non li scosse; si rifiutarono di leggere quel reazionario, quel cristiano fascista, in modo simile all'aristotelico che rifiutava di guardare nel cannocchiale di Galileo.

Il comunismo non fu vinto dalle idee o dalle battaglie filosofiche degli anticomunisti, che non convertirono nessuno dei suoi adepti. La sua caduta fu piuttosto un salto sul carro del vincitore da parte dei dirigenti, come Achille Occhetto e Giorgio Napolitano, che si sdoganarono presso i poteri del capitalismo globale. Abbandonata la classe operaia, il PCI si dedicò a difendere minoranze oppresse più comode: i finocchi, e i parassiti pubblici.

Ciò che fu veramente stupefacente fu il nuovo atteggiamento della cultura di sinistra: il comunismo e la sua storia di sangue non li riguardava più. Le idee, si osserva, sono semplicemente state abbandonate, come si abbandona un vestito fuori moda. Essere comunisti era di moda per anni, e quando la moda cambiò, si adottarono le nuove mode sociali della sinistra libertaria, radical-chic, sessantottina, edonista.

Storica fotografia della caduta del Muro di Berlino o di una protesta anti-comunista

La Ragione vs. le Credenze

L'appello all'intelligenza e alla ragione si rivelò un fallimento. La definizione aristotelica dell'uomo come animale pensante viene smentita: l’uomo - inteso come specie - non pensa affatto, a meno che non sia forzato. Egli considera pensiero quello funzionale, utile al lavoro, meccanico. Le idee generali gli sono estranee, capirle gli richiede troppo studio, applicazione - una perdita di tempo.

L'uomo, oggi come in passato, vive di credenze. La distinzione di Ortega y Gasset è cruciale: Per le idee ci si batte, si discute per affermarle, magari si puo’ perfino morire per le idee - nelle credenze, semplicemente, si sta. Le credenze sono il paesaggio mentale che trova attorno a sé dalla nascita e appaiono come la realtà stessa, indiscutibili e solide. L'uomo postmoderno crede nell'evoluzionismo e nella scienza con fede superstiziosa, così come ieri credeva in Dio. Le credenze antiche, che miravano al bene dell'individuo e della società, sono state rimpiazzate da una "emancipazione" dalle credenze antiche, viste come superate, fuori moda.

Mentre le credenze dell'uomo italiano per duemila anni hanno indotto a produrre arte, bellezza artigianale, cattedrali romaniche, musica, pittura - tutte attorno al tema centrale, quello della chiesa e del palazzo, oggi le nuove credenze lo rendono sterile e afasico, privo di parola e di espressione. La conclusione è che è inutile lottare con l'uomo moderno appellandosi alla sua intelligenza; sarebbe più efficace puntare sulle mode, su come crearle e influenzarle, poiché le credenze, in cui si sta, sono all'inizio delle mode e così si impongono.

tags: #blondet #schema #confessione