La Biblioteca Capitolare di Verona, riconosciuta nel 2021 di interesse diocesano per la Diocesi di Verona, rappresenta uno scrigno di tesori culturali e sapere tramandati per oltre quindici secoli, posizionandosi ufficialmente come la biblioteca più antica al mondo tra quelle ancora esistenti. La sua storia è intrinsecamente legata alle secolari vicende del Capitolo dei Canonici della cattedrale, un'istituzione tuttora esistente e proprietaria della biblioteca.

Origini e Formazione delle Collezioni
Le origini della Biblioteca Capitolare di Verona risalgono al V secolo, come emanazione dello Scriptorium della Schola majoris Ecclesiae. Quest'ultima era un'officina libraria dove i Canonici del Capitolo della Cattedrale redigevano e componevano libri su pergamena, necessari per l'istruzione dei futuri sacerdoti. La raccolta attuale è nata, in larga misura, da donazioni da parte degli stessi canonici e di privati al Capitolo e ai suoi ambienti, come la sacrestia in cattedrale, l'aula delle riunioni e la biblioteca stessa.
Successivamente, la collezione si è ampliata con oggetti provenienti dagli scavi archeologici nell'area della Cattedrale e da chiese legate al Capitolo. Nelle sue sale sono presenti affreschi di epoca medievale e, nella sezione ipogea, tracce della Verona romana. Il Museo, istituito nel 2021, conserva reperti archeologici, arredi sacri, sculture e dipinti di diverse epoche e materiali.
La Biblioteca più Antica del Mondo: Una Storia Millenaria
La Biblioteca Capitolare di Verona vanta il primato di essere la biblioteca più antica del mondo ancora esistente. La sua storia documentata inizia ufficialmente il 1° agosto 517 d.C., quando Ursicino, amanuense della chiesa veronese, firma il codice che ha appena finito di scrivere a mano. Questo evento segna l'inizio di un'eredità culturale che attraversa oltre quindici secoli.
Dopo l'editto di Costantino del 313 d.C., che permise ai cristiani di professare liberamente la loro fede, le prime chiese paleocristiane di Verona sorsero a ridosso dell'antico edificio termale. I loro resti, con magnifici mosaici, sono tutt'ora visibili sotto la chiesa di Sant'Elena e il chiostro del museo Canonicale. La chiesa di Sant'Elena, adiacente alla cattedrale, divenne la chiesa del Capitolo, un'istituzione affidata a dodici ecclesiastici che, affiancati al vescovo, avevano il compito di formare i nuovi sacerdoti attraverso lo studio di testi liturgici, patristici, biblici e di cultura classica.

Lo Scriptorium e l'Evoluzione verso la Biblioteca
Progressivamente, l'attività dello scriptorium andò intensificandosi. Vennero sviluppate pratiche di conservazione e prestito di testi, che venivano scambiati con chiese e monasteri di tutta Europa. È sorprendente constatare quanto i preziosi libri viaggiassero in un'epoca in cui i collegamenti erano difficili e pericolosi, con le varie tappe annotate sulle pagine da chi li riceveva.
Verso l'inizio del XIII secolo, lo scriptorium iniziò ad assumere il carattere di una vera e propria biblioteca, con uno spazio dedicato allo studio, alla consultazione e alla conservazione. Vista la mole dei documenti presenti, si cominciò a prestarne alcuni alle antiche pievi del territorio veronese.
Il Patrimonio Librario: Numeri e Tesori
Nonostante le numerose avversità, tra cui invasioni barbariche, guerre, razzie, inondazioni dell'Adige, bombe e agenti atmosferici, la Biblioteca Capitolare ha conservato un patrimonio librario di inestimabile valore. Attualmente, custodisce:
- 1200 manoscritti
- 245 incunaboli (i primi libri a stampa del '400)
- 2500 cinquecentine (libri stampati nel '500)
- 2800 seicentine (libri realizzati nel '600)
- Un totale di circa 70.000 volumi
- Un consistente archivio documentale
Tra tutti i testi conservati, uno dei più celebri è il famoso Indovinello Veronese, considerato il primo testo conosciuto di volgare scritto in un'epoca in cui la scrittura era riservata al solo latino. Si tratta di una riga e mezza di scrittura corsiva, scritta da un anonimo amanuense a margine di un orazionale mozarabico, una raccolta di orazioni proveniente dalla Spagna sotto la dominazione araba dell'VIII secolo.

Eventi Storici e Sopravvivenza
La Biblioteca Capitolare ha attraversato secoli di storia turbolenta, sopravvivendo a:
- Invasioni barbariche (Teodorico coi Goti, Alboino e i Longobardi, Carlo Magno)
- Inondazioni dell'Adige
- La peste del 1630, durante la quale il bibliotecario nascose i manoscritti più preziosi prima di morire
- Il trafugamento di preziosi codici da parte di Napoleone a fine '700
- Il bombardamento aereo del 4 gennaio 1945, che distrusse parte dell'antica struttura
Nonostante questi eventi, i codici più antichi e preziosi sono stati spesso messi al sicuro, e i frammenti recuperati e restaurati. L'opera di studio e ricerca non si è mai interrotta, nemmeno durante i periodi più critici.
Nuove Frontiere: Digitalizzazione e Accessibilità
Oggi, la Biblioteca Capitolare di Verona continua il processo di restauro, conservazione e digitalizzazione dei codici più delicati. Questo permette la consultazione evitando il più possibile il contatto diretto, che rappresenta uno dei principali nemici della pergamena e della carta.
La Fondazione Biblioteca Capitolare di Verona, nell'ambito del progetto "I luoghi di Dante a Verona", ha realizzato la mostra "Dante a Verona visto da Giancarlo Zucconelli", coniugando antico e moderno attraverso splendide tavole ad acquerello nel salone monumentale della biblioteca.
Visite ed Esperienze
La visita guidata alla Biblioteca Capitolare di Verona è un'esperienza unica ed emozionante. Permette di immergersi nella storia, creando un legame tangibile con le epoche più remote dell'identità e della cultura occidentale. È possibile accedere ad ambienti specifici come la chiesa di Sant'Elena, con testimonianze delle origini del cristianesimo a Verona, e l'area ipogea con tracce dello scalo commerciale romano.
Eventi come la "Passeggiata con il Prefetto", guidata da Monsignor Bruno Fasani, offrono un percorso emozionante alla scoperta della storia millenaria della Capitolare e della città di Verona. La biblioteca e il museo annesso mirano a diventare uno spazio dinamico, vivo e aperto al grande pubblico, generando risorse per la gestione attraverso la frequentazione e progetti di crowdfunding civico.
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