La figura di Ben-Adad è un elemento ricorrente nella narrazione biblica, riferendosi a diversi re di Siria (Aram) che ebbero un impatto significativo sulle relazioni con il regno d'Israele e Giuda. Parallelamente, il concetto di Adab, pur essendo di origine araba e centrale nella Via Sufi, offre una prospettiva sul comportamento corretto e la consapevolezza, temi che risuonano anche nelle storie bibliche di interazione tra sovrani e profeti.

Ben-Adad I: Il Patto Infranto e l'Invasione di Israele
Il primo re di Siria chiamato Ben-Adad, menzionato nella Bibbia, era figlio di Tabrimmon e nipote di Ezion. Inizialmente aveva stretto un patto con Baasa, re d'Israele. Tuttavia, Asa, re di Giuda, allarmato quando Baasa iniziò a fortificare Rama (pochi chilometri a nord di Gerusalemme), indusse Ben-Adad I a rompere l'alleanza e ad attaccare il regno settentrionale, costringendo Baasa a ritirarsi.
In cambio di tesori reali di Giuda e di quelli del santuario del tempio, Ben-Adad I invase Israele, occupando varie città nel territorio di Neftali e nella regione del Mar di Galilea. Come previsto, Baasa si ritirò nella sua capitale, Tirza. Questi eventi sono narrati in 1 Re 15:16-21 e 2 Cronache 16:1-6 e si collocano intorno al 962-961 a.E.V. (il "trentaseiesimo anno" di 2 Cronache 16:1 si riferisce al trentaseiesimo anno dalla divisione del regno avvenuta nel 997 a.E.V.).
Una stele, nota come la Stele di Melqart, fu scoperta nel 1939 (circa 6 km a nord di Aleppo, Siria settentrionale). Sebbene l'iscrizione non sia leggibile per intero, è stata parzialmente tradotta e fa riferimento a "Barhadad, figlio di Tab-Ramman figlio di Hadyan, re di Aram", che eresse la stele per il suo signore Milqart.
Ben-Adad II: Conflitti con Acab e Ieoram di Israele
La successiva menzione di un re di Siria chiamato Ben-Adad risale all'epoca di Acab, re d'Israele (circa 940-919 a.E.V.). Circa nel quinto anno prima della morte di Acab (circa 923 a.E.V.), questo "Ben-Adad re di Siria" condusse gli eserciti coalizzati di trentadue re vassalli contro Samaria, assediando la città e invitando Acab alla resa incondizionata (1 Re 20:1-6).
Assedio di Samaria e Sconfitte Sire
Acab, su consiglio degli anziani e successivamente divino, adottò una strategia di attacco a sorpresa contro l'accampamento siro mentre Ben-Adad e gli altri re erano ubriachi, riuscendo a sbaragliare le forze nemiche. L'anno successivo, Ben-Adad, accettando la teoria dei suoi consiglieri secondo cui Geova era "un Dio dei monti" e quindi gli Israeliti potevano essere sconfitti in pianura, condusse il suo esercito ad Afec, nella pianura di Esdrelon. Le forze sire erano state riorganizzate, con i trentadue re sostituiti da governatori, presumibilmente per garantire maggiore unità e obbedienza. Tuttavia, le teorie religiose e militari di Ben-Adad si dimostrarono vane contro l'esercito israelita, numericamente inferiore ma con il sostegno di Geova Dio, preavvertito dell'attacco da un profeta. Le forze sire furono sbaragliate e Ben-Adad fuggì ad Afec.
Acab però lasciò in libertà questo pericoloso avversario, in cambio della promessa di Ben-Adad: "Le città che mio padre prese a tuo padre le restituirò; e ti assegnerai delle vie in Damasco come mio padre le assegnò in Samaria" (1 Re 20:34). Esistono notevoli divergenze d'opinione se questo Ben-Adad fosse lo stesso re di Siria contemporaneo di Baasa e Asa (Ben-Adad I) o se fosse invece figlio o nipote di quel re. L'evidenza scritturale sembra indicare un Ben-Adad diverso, che possiamo chiamare Ben-Adad II.
Ostilità e Miracoli di Eliseo
La promessa di Ben-Adad II di restituire le città prese a Israele non fu del tutto mantenuta, tanto che nell'ultimo anno del suo regno Acab fece alleanza con Giosafat nel vano tentativo di riavere Ramot-Galaad dalla Siria. Ben-Adad II è evidentemente l'anonimo "re di Siria" che in quella battaglia ordinò ai "trentadue capi dei carri" di concentrare l'attacco contro Acab (1 Re 22:31-37). Doveva essere anche il re che mandò Naaman, il lebbroso comandante del suo esercito, a farsi guarire da Eliseo durante il regno di Ieoram.
Eliseo y la Sanidad de Naamán: Fe, Obediencia y Milagro | Historia Bíblica Impactante
Ben-Adad II adorava il dio Rimmon (il cui nome fa parte di quello di Tabrimmon, padre di Ben-Adad I). Nonostante la guarigione del suo generale, Ben-Adad conservò la sua animosità nei confronti d'Israele e mandò dei predoni. Tuttavia, il profeta Eliseo avvertiva sempre in anticipo il re d'Israele dei movimenti degli invasori, tanto che Ben-Adad cominciò a sospettare un traditore tra i suoi servitori. Saputo che era Eliseo a informare il re d'Israele delle 'cose che Ben-Adad pronunciava nella sua stanza da letto più interna', il re di Siria mandò un grosso contingente militare a Dotan per catturare Eliseo. Eliseo pregò che le truppe fossero miracolosamente colpite da una forma di cecità e le condusse nel bel mezzo della capitale d'Israele, Samaria. Questa esperienza, unita al buon trattamento e alla liberazione dei siri, pose fine ai saccheggi, ma non all'atteggiamento aggressivo di Ben-Adad.
Successivamente, con l'intento di abbattere il regno d'Israele, Ben-Adad ammassò le sue truppe e assediò Samaria, provocando una gravissima carestia (2 Re 6:24-29). Una sera, Geova fece sentire nell'accampamento dei siri il suono di un grande esercito in marcia, facendoli concludere affrettatamente che Ieoram avesse assoldato Ittiti ed Egiziani. Così, nottetempo, fecero precipitosamente ritorno in Siria, lasciandosi dietro armi e bagagli.
Morte di Ben-Adad II e Usurpazione del Trono
Ben-Adad II era malato quando Eliseo si recò a Damasco per assolvere l'incarico dato da Dio al suo predecessore Elia (1 Re 19:15). Inviando al profeta quaranta cammelli carichi di doni, Ben-Adad chiese se avesse possibilità di guarire. La risposta di Eliseo, data ad Azael, indicava che il re sarebbe morto e che Azael si sarebbe impadronito del regno. Il giorno dopo, Azael fece morire soffocato Ben-Adad e usurpò il trono. È probabile che Ben-Adad II sia l'Adadezer (assiro Adad'idri) menzionato nelle iscrizioni di Salmaneser III, re d'Assiria.
Ben-Adad III: Oppressione di Israele e la Reazione di Ioas
Il terzo Ben-Adad menzionato nella Bibbia è il figlio di Azael, re di Siria (2 Re 13:3). Ben-Adad III si unì al padre nell'opprimere Israele ai giorni di Ioacaz (circa 876-860 a.E.V.) e nel conquistare alcune città israelite. Tuttavia, Geova suscitò "un salvatore" per Israele, evidentemente nelle persone di Ioas (circa 860-844 a.E.V.), figlio di Ioacaz, e del suo successore Geroboamo II (circa 844-803 a.E.V.).
In adempimento dell'ultima profezia di Eliseo, Ioas riconquistò "dalla mano di Ben-Adad figlio di Azael le città che egli aveva prese in guerra dalla mano di Ioacaz", sconfiggendo in tre occasioni le forze sire (2 Re 13:19, 23-25). Geroboamo II completò le vittorie del padre sulla Siria, ristabilendo gli originali confini di Israele e mostrandosi così un "salvatore" per Israele. L'espressione "le torri di dimora di Ben-Adad", usata dal profeta Amos (che profetizzò durante il regno di Geroboamo II) a proposito dei palazzi reali di Damasco (Amos 1:3-5), fu usata in modo simile anche da Geremia circa due secoli dopo.

Ben-Abinadab: Un Governatore Sotto Re Salomone
Accanto alla linea di re siriani, è importante distinguere la figura di Ben-Abinadab, menzionato nel Primo Libro dei Re (1 Re 4:11). Il suo nome significa "figlio di Abinadab", una convenzione comune nella Bibbia ebraica per indicare la sua discendenza. Ben-Abinadab ricoprì un ruolo significativo durante il prospero e pacifico regno di Re Salomone.
Era uno dei dodici governatori distrettuali di Salomone, incaricato della regione di Dor, un'area strategica lungo la costa mediterranea. La sua responsabilità includeva la gestione dell'economia locale, la riscossione delle tasse e l'approvvigionamento del re e della sua famiglia per un mese all'anno. Il matrimonio di Ben-Abinadab con Taphath, figlia di Salomone, evidenzia l'intreccio di alleanze politiche e familiari che rafforzavano la lealtà e la cooperazione all'interno della classe dirigente dell'antico Israele. Sebbene la sua menzione sia breve, Ben-Abinadab rappresenta l'efficienza amministrativa e la saggezza di Salomone nel mantenere un regno ben gestito e prospero, come descritto nelle Scritture.
Il Concetto di Adab: Cortesia e Consapevolezza
Il termine Adab è una parola araba che significa letteralmente "invitare qualcuno a mangiare" o "radunare persone attorno alla tavola", ma nel contesto della Via Sufi, assume un significato molto più profondo. L'Adab indica l'insieme delle regole di comportamento del derviscio, una scuola di consapevolezza che guida continuamente dalle cose più piccole a quelle più grandi. È un comportamento corretto e appropriato che mostra l'area in cui muoversi per ogni situazione, in ogni aspetto della vita, nel pieno rispetto verso gli altri e verso se stessi.

L'Adab si distingue per la cortesia e la gentilezza sincera, che vanno oltre la semplice etichetta o la vuota formalità. Come affermato da Maulana: "Adab è imparare i limiti. Se conosci i tuoi limiti dovresti avere adab." Chi possiede Adab è considerato più vicino a Dio, ricercato, desiderato e complimentato. La conoscenza, nella tradizione Sufi, viene dopo l'Adab. Il Profeta (s.a.w.s.) è il modello di Adab, noto per parlare in modo pacifico con tutti.
L'Adab descrive il modo corretto di affrontare le situazioni nella vita quotidiana sotto la luce della saggezza per raggiungere una situazione armonica. Ad esempio, un Adab è parlare con una voce gentile e non parlare continuamente quando non è necessario. Ha molto a che fare con l'aspetto, il modo di presentarsi nella società e, se si dispone di un buon Adab, questo leviga la propria vita quotidiana e genera un bel feedback dalle persone intorno. In particolare, l'ordine Naqshbandi è molto sensibile all'Adab, e si dice che il fondatore, Shah Baha'uddin Khwaja Naqshbandi, abbia ripetuto 12.000 volte "Adab ya-hu!", che significa "mantieni il tuo Adab, guarda con un occhio attento all'Adab", sii consapevole di come ti presenti all'esterno. Questo sottolinea l'importanza di concentrarsi sull'Adab.