I Generi Letterari nella Bibbia

La Bibbia è molto più di un libro sacro: è una mappa letteraria immensa, costruita da autori diversi che, nel corso di secoli, hanno modellato stili, generi narrativi e linguaggi differenti. Lo studio dei generi letterari biblici è un campo di ricerca che si trova ancora ai suoi inizi, ma è fondamentale per una comprensione approfondita del testo sacro.

Ogni genere letterario possiede la sua specifica verità. Una è la verità del genere storico e un’altra è quella della parabola. Nel primo caso, è garantito il fatto, mentre nel secondo è assicurato solo l’insegnamento, e il fatto in sé è una finzione, un’invenzione dell’autore. È importante non confondere però il concetto di fittizio con quello di falso. Fittizia è una parabola, mentre falso è un dato presentato come storico ma che in realtà non è tale.

Esempi di Narrazioni Paraboliche e Allegoriche

Nella Bibbia, troviamo diversi esempi di narrazioni che, pur essendo fittizie nel loro svolgimento, veicolano profonde verità e insegnamenti. Un caso emblematico è l'episodio di Natan e Davide:

“Il Signore mandò Natan da Davide e Natan andò da lui e gli disse: «C’erano due uomini nella stessa città; uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva pecore e buoi in grandissimo numero; ma il povero non aveva nulla, se non una piccola agnellina che egli aveva comprata e allevata; gli era cresciuta in casa insieme ai figli, mangiando il pane di lui, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno. Essa era per lui come una figlia. Un giorno arrivò un viaggiatore a casa dell’uomo ricco. Questi, risparmiando le sue pecore e i suoi buoi, non ne prese per preparare un pasto al viaggiatore che era capitato da lui; prese invece l’agnellina dell’uomo povero e la cucinò per colui che gli era venuto in casa». Davide si adirò moltissimo contro quell’uomo e disse a Natan: «Com’è vero che il Signore vive, colui che ha fatto questo merita la morte; e pagherà quattro volte il valore dell’agnellina, per aver fatto una cosa simile e non aver avuto pietà». Allora Natan disse a Davide: «Tu sei quell’uomo! Così dice il Signore, il Dio d’Israele: Io ti ho unto re d’Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, ti ho dato la casa del tuo signore e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo signore; ti ho dato la casa d’Israele e di Giuda e, se questo era troppo poco, vi avrei aggiunto anche dell’altro. Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai fatto uccidere Uria, l’Ittita, hai preso per te sua moglie e hai ucciso lui con la spada dei figli di Ammon. Ora dunque la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, perché tu mi hai disprezzato e hai preso per te la moglie di Uria, l’Ittita. Così dice il Signore: Ecco, io farò venire addosso a te delle sciagure dall’interno della tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un altro, che si unirà a loro alla luce di questo sole; poiché tu lo hai fatto in segreto; ma io farò questo davanti a tutto Israele e in faccia al sole»”.

Profeta Natan che racconta la parabola dell'agnellina al re Davide

Un altro esempio è la storia raccontata dalla donna di Tecoa al re Davide per intercedere per Assalonne:

“La donna di Tecoa andò dunque a parlare al re, si gettò con la faccia a terra, si prostrò e disse: «O re, aiutami!». Il re le disse: «Che hai?». Lei rispose: «Purtroppo io sono una vedova. Mio marito è morto. La tua serva aveva due figli, i quali litigarono in campagna e vennero alle mani; siccome non c’era nessuno che li separasse, uno colpì l’altro, e l’uccise. Ora tutta la famiglia è insorta contro la tua serva, dicendo: Consegnaci l’omicida, affinché lo facciamo morire per vendicare il fratello che egli ha ucciso; così toglieremo di mezzo anche l’erede. In questo modo spegneranno il tizzone che mi è rimasto e non lasceranno a mio marito né nome né discendenza sulla terra». Il re disse alla donna: «Va’ a casa tua; io darò degli ordini a tuo riguardo». La donna di Tecoa disse al re: «O re mio signore, la colpa cada su di me e sulla casa di mio padre, ma il re e il suo trono non ne siano responsabili». Replicò il re: «Se qualcuno parla contro di te, conducilo da me, e vedrai che non ti toccherà più». Allora lei disse: «Ti prego, invochi il re come testimone il Signore, il tuo Dio, perché il vendicatore del sangue non aumenti la rovina e non mi uccidano il figlio». Egli rispose: «Com’è vero che il Signore vive, non cadrà a terra un capello di tuo figlio». Allora la donna disse: «Ti prego, lascia che la tua serva dica ancora una parola al re, mio signore!». Egli rispose: «Parla». La donna riprese: «Perché pensi così contro il popolo di Dio? Dalla parola che il re ha ora pronunziata risulta che egli è in un certo modo colpevole, in quanto non richiama colui che ha messo al bando. Noi dobbiamo morire e siamo come acqua versata in terra che non si può più raccogliere; ma Dio non toglie la vita, anzi desidera che il fuggitivo non rimanga bandito lontano da lui. Ora, se io sono venuta a parlare così al re mio signore, è perché il popolo mi ha fatto paura e la tua serva ha detto: Voglio parlare al re; forse il re farà quello che gli dirà la sua serva; il re ascolterà la sua serva e la libererà dalle mani di quelli che vogliono sterminare me e mio figlio dall’eredità di Dio. La tua serva diceva: Possa la parola del re, mio signore, darmi tranquillità! Infatti il re, mio signore, è come un angelo di Dio per discernere il bene dal male. Il Signore, il tuo Dio, sia con te»”.

Allo stesso modo, era fittizia l’allegoria della vigna, cantata da Isaia, ma era vera perché voleva inculcare la resistenza del popolo ebraico alle benedizioni divine.

La Metodologia di Determinazione dei Generi

I generi letterari non si possono inventare a priori per eludere le difficoltà bibliche. Essi devono essere stabiliti mediante il confronto con le antiche letterature orientali. Solo così si potrà evitare l’elemento soggettivo e si potrà camminare su un terreno più sicuro. A tale scopo, è utile l’opera del Pritchard, che è una vera miniera di antichi testi orientali, paragonabili a quelli biblici.

Mappa del Vicino Oriente Antico con le principali civiltà

Sfide nell'Identificazione dei Generi

Talora sarà difficile determinare il genere letterario, poiché su certi punti non si è ancora raggiunta la certezza se il racconto sia parabolico o storico. È il caso di Giona e di Ester, che alcuni ritengono una parabola il primo e una storia romanzata (midràsh) il secondo. In assenza di una certezza oggettiva, è necessaria libertà di giudizio. Dobbiamo stare cauti, non respingerne la storicità per paura del miracolo e dello straordinario (Dio può tutto), ma valutarne meglio il contenuto.

In tale modo si potrà gradatamente eliminare sempre più l’elemento soggettivo e raggiungere la certezza definitiva. Finché questa non è stata ancora raggiunta, si lasci la libertà agli esegeti di seguire la via che ciascuno crede migliore, come nel caso di Giona (storia per gli uni, parabola per gli altri). Identica è la situazione per Daniele, che per alcuni è un libro profetico (con racconti storici), mentre per altri è un libro apocalittico con racconti deliberatamente abbelliti o creati dalla fantasia per un intento consolatorio. È importante, quindi, non accusare di eresia chi la pensa diversamente da noi.

La Varietà dei Generi Letterari Biblici

La Bibbia è un compendio di diversi tipi di scritti. Nella Bibbia troviamo: resoconti storici, canti di vittoria, genealogie, oracoli, inni liturgici, e molto altro.

Comprendere il Genere Attraverso l'Analogia

Ogni forma corrisponde al contenuto che vuole comunicare e alla situazione che lo crea. Basta pensare a come cambiamo il nostro modo di esprimerci in base al contesto:

  • “C’era una volta…” introduce una fiaba.
  • “Carissima Antonietta…” indica una lettera personale.
  • “Egregio signor…” precede una comunicazione formale.

Pensiamo anche alle differenze tra un resoconto di un evento drammatico in prima persona e un'esposizione oggettiva:

- «Cari amici si trattava di un giovane di vent’anni, impegnato nella vita cristiana; spendeva tutto il suo tempo libero nel volontariato… Improvvisamente, in un incidente stradale in corso V. Emanuele…»

- «Sapete cosa mi è accaduto stamattina mentre venivo a scuola? Mentre attraversavo corso V. Emanuele, una macchina ha urtato un motorino schiantando a terra un giovane di vent’anni!»

Similmente, quando ci chiediamo: «Qual è il tuo genere letterario preferito? Preferisci la fantascienza o l’autobiografia? E che genere di film ti piace?», riconosciamo che il modo in cui ci approcciamo ai diversi generi letterari o cinematografici influenza la nostra interpretazione. Allo stesso modo, il modo in cui leggiamo i diversi libri della Bibbia dipende dal loro genere.

Principali Generi Letterari nella Bibbia

Il Pentateuco

Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio formano quello che viene chiamato il Pentateuco (che letteralmente, in greco antico, significa ‘cinque libri’). Questa sezione è conosciuta anche come la Torah, la Legge ebraica. Questi cinque libri sono stati scritti dallo stesso autore, Mosè, durante la lunga permanenza nel deserto prima di entrare nella terra di Canaan, e per lo stesso pubblico. Il Pentateuco presenta diversi generi letterari. La maggior parte di questi libri contiene la storia dei patriarchi d’Israele e la loro biografia. Quando leggiamo il Pentateuco, possiamo interpretare i resoconti storici come reali eventi accaduti a persone davvero esistite. Questi eventi, inoltre, offrono un’interessante panoramica sulla cultura di quel tempo. Infine, possiamo imparare molto in quanto alla persona di Dio, al Suo carattere e al modo in cui si relaziona con l’umanità.

Illustrazione di Mosè che riceve le Tavole della Legge sul Monte Sinai

I Libri Storici

Sia l’Antico che il Nuovo Testamento contengono diversi libri storici. Questi libri furono scritti da molti autori per un pubblico molto vasto. Così come nel Pentateuco troviamo fatti reali accaduti a persone reali, anche i racconti storici dei libri storici sono eventi realmente accaduti a gente realmente esistita. Ogni libro è stato scritto per un pubblico specifico, generalmente di israeliti, e ha lo scopo di ricordare loro la fedeltà di Dio.

I Libri Poetici

Giobbe, Salmi, Proverbi, Ecclesiaste e Cantico dei Cantici sono considerati libri poetici. Giobbe racconta la storia di un uomo che perse tutto e della sua reazione nei confronti di Dio. Le sue argomentazioni ci danno un’idea su come possiamo reagire di fronte alle tragedie. Salmi, Proverbi ed Ecclesiaste sono raccolte di inni, detti e poemi tratti dalla tradizione orale israelitica e giudea del tempo. I Salmi affrontano diversi argomenti e analizzano diverse circostanze; i Proverbi contengono diversi consigli pratici per la vita; e il libro dell’Ecclesiaste pone una serie di domande sul significato della vita. Ogni libro poetico contiene una serie di figure retoriche, come le similitudini, le metafore, le ripetizioni, le allegorie, le iperbole e le esagerazioni.

Pergamena antica con scritte ebraiche, simbolo dei libri poetici

I Libri Profetici

La sezione più lunga dell’Antico Testamento comprende gli scritti profetici. Isaia, Geremia, Lamentazioni, Ezechiele e Daniele sono detti Profeti Maggiori, mentre Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia sono detti Profeti Minori. Queste definizioni non sono state date per la lunghezza dei loro testi, quanto per il loro contenuto. Il Nuovo Testamento contiene un solo libro profetico, ovvero l’Apocalisse. Questi libri sono spesso difficili e oscuri per il lettore moderno. Non sono solo migliaia di anni distanti dalla nostra realtà, ma la nostra cultura è talmente diversa da quella antica che spesso molte idee ci appaiono strane e confuse. Le promesse riportate in questi libri, tanto quelle di benedizione quanto quelle di giudizio, sono state scritte per un pubblico specifico. Nonostante queste promesse non siano state scritte direttamente per noi, esse manifestano il carattere di Dio, rivelando ciò che Egli ama e ciò che odia, cosa onora e cosa punisce.

La Letteratura Apocalittica

Il termine apocalittico deriva dal greco "apocalypticós", che significa ‘rivelatore, illuminante’. Identifica gli scritti, per lo più appartenenti alla tradizione giudaica, che contengono rivelazioni riguardanti la fine dei tempi. Caratteristica di questo genere è che la rivelazione avviene spesso mediante sogni e visioni da parte di qualche grande personalità e viene espressa con simboli appartenenti alla natura, al mondo animale e ai numeri aritmetici. L'insieme di questi elementi crea, a volte, non poche difficoltà interpretative. I primi testi apocalittici sono contenuti nei libri biblici dei grandi profeti sorti a partire dal V secolo a.C., dopo l'esilio di Babilonia: Ezechiele, Isaia e soprattutto Daniele, che è il testo dell'Antico Testamento più caratterizzato in questo senso. Testi apocalittici sono presenti anche nel Nuovo Testamento; oltre all'Apocalisse di san Giovanni, molto noto è anche il discorso escatologico di Gesù, detto anche "apocalisse sinottica" (Mt 24; Mc 13; Lc 21).

CONVERSAZIONE BIBLICA: Spiegazione dei simboli principali del libro dell'Apocalisse di Giovanni

Le Parabole

La parabola, dal greco "parabolé" che significa ‘paragone’, è un racconto particolare costruito in maniera strategica per ottenere un "effetto sorpresa". Per comunicare il suo insegnamento, Gesù si è servito delle parabole che troviamo riportate nei Vangeli.

Gli Oracoli

Il termine oracolo (derivante dal verbo latino "orare") identifica un linguaggio espresso in forma di responso, sentenza o profezia. All'interno della Bibbia troviamo molti oracoli in diversi libri dell'Antico Testamento, in particolare nei libri profetici come Geremia, Isaia ed Ezechiele, con qualche presenza anche in Zaccaria, Aggeo, Amos, Sofonia, Osea, Abacuc, Naum e Malachia.

La Preghiera Biblica

La preghiera biblica ha la forma di una relazione tra due persone/realtà, di un dialogo: è ascolto della Parola di Dio e risposta ad essa in una molteplicità di variazioni. La preghiera è dunque espressione della fede. Nell'Antico Testamento, il libro dei Salmi è l'esempio migliore del dialogo uomo-Dio; i Salmi mostrano al meglio le varie tipologie della preghiera (lode, benedizione, ringraziamento, supplica, invocazione, domanda e intercessione): sono la risposta dell'uomo alla Parola di Dio che lo raggiunge. Per il resto, l'Antico Testamento è caratterizzato da una scarsità di testimonianze sulla preghiera nella sua dimensione personale; abbondano, invece, i brani circa la preghiera nella sua dimensione comunitaria. La forma di preghiera più diffusa è sicuramente quella di intercessione, che ci è presentata soprattutto attraverso alcune figure bibliche (Abramo, Mosè, Samuele, Geremia).

Nel Nuovo Testamento, con la venuta di Gesù Cristo, Figlio unigenito e manifestazione del Padre, Parola di Dio fatta carne, la preghiera assume un'altra priorità: ci si rivolge a Dio Padre attraverso la mediazione di Cristo e dello Spirito Santo. La preghiera di Gesù è segno del suo particolare rapporto di figliolanza col Padre; la preghiera dei cristiani esprime lo stesso rapporto di relazione attraverso la fede nel Figlio. Nel Vangelo troviamo scritto che Gesù pregava secondo la liturgia giudaica del suo tempo; lo troviamo frequentemente ritirato in solitudine a pregare (Mt 14,23; Mc 1,35; 6,46; Lc 5,16). Il vertice dell'insegnamento di Gesù circa la preghiera lo si ha nel "Padre nostro", presente nelle due versioni differenti dei Vangeli di Matteo (6,9-13) e di Luca (11,2-4). Il Padre nostro è il programma di un legame in cui ogni cristiano deve entrare, partendo dal primato dell'ascolto della Parola di Dio. Particolare risalto e grande valore per la Chiesa assume anche il Magnificat (Lc 1,46-55), la preghiera con cui Maria risponde a Elisabetta, in quanto è considerato "la più antica teologia mariana".

I Racconti di Vocazione

I racconti di vocazione sono tra le pagine più forti della Bibbia. Nell'Antico Testamento troviamo i racconti di persone strappate alle loro certezze che diventano le grandi figure che portano a termine il piano di salvezza divino: la vocazione di Abramo (Gen 12,1-4), la rivelazione a Mosè della sua missione al roveto ardente (Es 3), la vocazione di Isaia nel Tempio (Is 6), il dialogo tra JHWH e il giovane Geremia (Ger 1). A volte Dio, per manifestare meglio questo cambiamento di esistenza, dà un nome nuovo al suo prescelto, che sta a indicare il nuovo ruolo che gli viene assegnato, come in "Non ti chiamerai più Abram, ma ti chiamerai Abraham, perché padre di una moltitudine di popoli ti renderò" (Gen 17,5).

Nel Nuovo Testamento i racconti di vocazione hanno come protagonista Gesù che chiama anzitutto i dodici apostoli (la chiamata di Simone/Pietro in Lc 5,1-11; quella di Levi/Matteo in Lc 5,27-32). La chiamata viene poi estesa a tutti gli uomini, anche se prevede rifiuti: "Molti sono chiamati, ma pochi eletti" (Mt 22,14). Anche dopo la morte/risurrezione di Gesù, agli inizi della Chiesa, l'argomento della vocazione è forte: "Considerate la vostra chiamata, fratelli!" (1 Cor 1,26).

Il Genere Epico

Il genere epico nella Bibbia parla al cuore attraverso azione, coraggio, lotta e liberazione. Nel periodo storico in cui questi racconti vennero messi per iscritto, il genere epico era largamente diffuso in tutto il Mediterraneo. La Bibbia si colloca dentro questo mondo culturale, ma se ne distingue radicalmente per il suo punto di vista: l’epica biblica non nasce per celebrare un eroe umano, ma per mostrare l’azione concreta di Dio nella storia.

Il Filone Sapienziale

Il filone sapienziale accoglie i grandi interrogativi della vita: perché il male? Che cos’è la saggezza? Questo genere esplora temi esistenziali e morali, offrendo riflessioni profonde sulla condizione umana e sulla ricerca del senso.

I Vangeli

Nel Nuovo Testamento nasce un genere che non ha equivalenti né nell’Antico Testamento né nella letteratura del mondo antico: il Vangelo. Non è una biografia nel senso classico del termine, né semplicemente una raccolta di insegnamenti religiosi. Con i Vangeli, la rivelazione non è più soltanto parola proclamata, legge ricevuta o profezia annunciata: diventa Persona. Dio entra nel mondo attraverso il suo Figlio, venuto in carne e ossa, in un tempo preciso e in mezzo al popolo che aveva preparato. Il Vangelo racconta tutto questo non come mito, ma come evento visto da testimoni oculari: la vita, la morte e la risurrezione di Cristo, che hanno trasformato per sempre il rapporto tra Dio e l’umanità. I primi quattro libri del Nuovo Testamento sono il resoconto dell’incarnazione di Dio. La parola ‘vangelo’ viene dal greco e significa ‘buona notizia’. Questi libri sono stati scritti da persone che avevano una relazione profonda e personale con Cristo o con i Suoi apostoli: Matteo e Giovanni erano due dei Dodici, Marco era socio di Pietro e Luca aveva viaggiato molto con Paolo. I Vangeli sono racconti della vita di Gesù, scritti da diverse prospettive. I Vangeli riportano eventi reali il cui racconto è degno di fiducia. Ogni Vangelo sottolinea un aspetto particolare della vita di Gesù e del Suo ministero.

Simboli dei quattro evangelisti: un uomo alato, un leone, un bue e un'aquila

Le Lettere (o Epistole)

Romani, 1 e 2 Corinzi, Galati, Efesini, Filippesi, Colossesi, 1 e 2 Tessalonicesi, 1 e 2 Timoteo, Tito, Filemone, Ebrei, Giacomo, 1 e 2 Pietro, 1, 2 e 3 Giovanni e Giuda vengono chiamati Epistole. Quando leggiamo le epistole, è importante avere una comprensione totale dell’argomento principale della lettera stessa. Se non capiamo di che cosa sta parlando la lettera, è facile interpretare in modo sbagliato versetti individuali. Prendersi del tempo in più per studiare il contesto culturale e storico ci darà modo di essere oggettivi nel capire il contesto e il significato della lettera. Anche se studiare queste lettere in profondità significa approfondire versetti singoli, è importante non perdere mai di vista il contenuto globale e il significato totale del messaggio.

Importanza della Comprensione dei Generi

Quando studiamo la Bibbia è importante tenere a mente il genere letterario che stiamo leggendo. Nella Bibbia ci sono molti generi letterari, tutti molto importanti per capire il senso del testo. Cercando di non dimenticare mai il messaggio teologico globale di ogni libro, possiamo ricevere molti spunti di approfondimento dai resoconti storici, dalle lettere e dalle profezie scritte migliaia di anni fa. Continua a chiedere allo Spirito Santo di donarti saggezza e discernimento mentre leggi e studi la Parola di Dio.

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