Il Nuovo Ordine del Mondo nella Bibbia: Profezie e Spiegazioni

L'umanità si trova in un'epoca senza precedenti, caratterizzata da una crisi globale che affligge tutti i sistemi stabiliti dall'uomo: politici, religiosi, sociali, educativi e monetari. Il presente ordine è paragonabile a un vecchio edificio con fondamenta e strutture gravemente compromesse, che, nonostante ogni tentativo di restauro superficiale, è destinato al crollo, come suggerito dalle parole di Gesù: "La casa divisa contro se stessa cade".

Infografica sulla crisi globale dei sistemi umani e il loro fallimento

Tuttavia, la prova più convincente dell'imminenza di un nuovo ordine mondiale proviene dalle promesse e profezie della Parola di Dio, la Bibbia. Queste profezie non solo hanno predetto l'attuale decadenza morale e l'allontanamento dalla verità e dalla giustizia, ma rivelano anche l'espresso proposito di Dio di eliminare tutti gli attuali sistemi in una "grande tribolazione" senza precedenti e di stabilire il suo proprio ordine, fondato su giustizia, amore per Dio e amore per il prossimo.

Il Concetto Biblico di Nuovo Ordine

L'apostolo Pietro afferma: "Secondo la sua promessa noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, e in questi dimorerà la giustizia" (2 Piet. 3:13). Questa promessa, che trova le sue radici in Isaia 65:17 nelle Scritture Ebraiche, è stata a lungo riconosciuta dagli eruditi biblici come simbolica. "Nuovi cieli" e "nuova terra" significano un nuovo governo, un nuovo regno, nuove persone, in altre parole, un nuovo ordine.

Immagine simbolica di nuovi cieli e nuova terra che si uniscono armoniosamente

Il regno di Dio, retto da suo Figlio, interverrà contro i nemici della sovranità divina, mettendo in pratica la volontà di Dio su tutta la terra, come espresso nella Preghiera del Signore (Matteo 6:10). Questo "regno dei cieli" fornirà i "nuovi cieli" che guideranno e governeranno il genere umano. La nuova società terrestre di sopravvissuti non sarà più afflitta dai sistemi imperfetti, inattuabili e avidi che oggi causano frustrazione e pericolo.

Quando parliamo di un ordine futuro sostenuto dallo spirito santo, possiamo ben dire: "Vedi questo; è nuovo". L'espressione del saggio re Salomone, "Non c'è nulla di nuovo sotto il sole" (Ecclesiaste 1:9, 10), è risultata finora vera riguardo al modello di vita dell'uomo e dei governi umani, ma l'ordine di Dio sarà interamente nuovo, non un tentativo di riparare il vecchio. "Nessuno taglia una toppa da un mantello nuovo e la cuce su un mantello vecchio;... E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi;... Ma il vino nuovo si deve mettere in otri nuovi".

Illustrazione biblica di otri nuovi e vecchi per vino, con riferimento al cambiamento radicale

La Rivelazione, l'ultimo libro della Bibbia, descrive questo futuro con "un nuovo nome", "un nuovo cantico", "un nuovo cielo e una nuova terra" e la "Nuova Gerusalemme" (Rivelazione 2:17; 3:12; 5:9; 14:3; 21:1, 2). Queste sono cose rallegranti che spingono a "cantare a Geova un nuovo cantico" (Salmo 96:1; 98:1; 144:9; 149:1).

La Prossimità e la Preparazione al Nuovo Ordine

L'apostolo Pietro scrisse: "La fine di ogni cosa si è avvicinata. Siate di mente sana, perciò, e siate vigilanti in vista delle preghiere" (1 Piet. 4:7). Sebbene questa lettera avesse una prima applicazione al sistema giudaico che finì nel 70 E.V., le sue parole hanno un significato primario nel nostro tempo, in cui un intero ordine mondiale è destinato a finire. È il tempo fissato da Dio per stabilire il suo giusto nuovo ordine.

È fondamentale tenere "bene in mente" questo tempo, senza considerarlo lontano, per non cadere in occupazioni egoistiche che distolgono dalla giustizia. Il consiglio di essere "di mente sana" significa essere sobri, temperati, sani nel giudizio (1 Tess. 5:6). Non è il momento di essere insensati o frettolosi.

L'Importanza della Fede

La fede è "fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede". Il credente è chiamato a vivere nella speranza del compimento della salvezza, come testimoniato dai padri della prima alleanza che "nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra". Essi "aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste".

  • Per fede, Enoc fu portato via senza vedere la morte, perché "fu dichiarato persona gradita a Dio".
  • Per fede, Abramo "soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa".
  • Per fede, Sara, sebbene anziana, "ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso".
  • Giacobbe, morente, "benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe".
  • Mosè preferì "essere maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che godere momentaneamente del peccato".
  • Gli Israeliti "passarono il Mar Rosso come fosse terra asciutta".
  • Molti altri "spensero la violenza del fuoco, sfuggirono alla lama della spada, trassero vigore dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero invasioni di stranieri".
  • Alcune donne "riebbero, per risurrezione, i loro morti". Altri furono torturati, non accettando la liberazione, "per ottenere una migliore risurrezione".

Dobbiamo manifestare questa stessa mente sana riguardo alla nostra speranza di vivere nel nuovo ordine di Dio. Ci sforziamo per esso principalmente per i vantaggi materiali e fisici? La Parola di Dio non fornisce particolari sulle dimensioni o la magnificenza delle future case (Isaia 65:21), ma enfasi su benedizioni spirituali come cose importanti a cui rivolgere la nostra principale attenzione. Il Salmo 85:10-13 descrive un quadro di bellezza derivante primariamente da benedizioni spirituali:

"In quanto all’amorevole benignità e alla verità, si sono incontrate; giustizia e pace, si sono baciate. La verità stessa germoglierà dalla medesima terra, e la stessa giustizia guarderà dai medesimi cieli. Inoltre, Geova, da parte sua, darà ciò che è buono, e il nostro proprio paese darà il suo prodotto."

Queste benedizioni spirituali - amorevole benignità, verità, giustizia e pace - sono ciò che dovrebbe farci desiderare il nuovo ordine di Dio e per cui dovremmo essere disposti a lavorare e sacrificarsi. Il vecchio ordine, al contrario, è freddo, avido, pieno di falsità e privo di vera giustizia e pace.

La Sfida della Natura Peccaminosa

La sopravvivenza alla "grande tribolazione" non garantisce la vita eterna. Sebbene la scomparsa del vecchio ordine e l'inabissamento di Satana e dei suoi demoni porteranno grande sollievo, c'è un'altra fonte di opposizione alla giustizia: la nostra ereditata natura peccaminosa. Questa forza interna è probabilmente la più pericolosa e decisiva. L'origine della ribellione contro Dio, come dimostrato dall'esempio del primo figlio spirituale di Dio che divenne malvagio, non fu esterna, ma interna, proveniente dal suo proprio cuore (Giacomo 1:13-15). Allo stesso modo, il fattore decisivo per rimanere fedeli è ciò che abbiamo nel nostro cuore.

Il Nuovo Ordine: Caratteristiche e Governanti

La Nuova Gerusalemme Celeste

La "Nuova Gerusalemme" non sarà una città costruita sulla terra, ma sarà celeste. L'apostolo Giovanni la vide "scendere dal cielo, da Dio, e preparata come una sposa adorna per il suo marito" (Rivelazione 21:2). Questa nuova gloriosa città è un organo governativo che ha origine da Dio ed estende il suo potere e la sua autorità dal cielo alla terra per il bene eterno del genere umano.

Illustrazione della Nuova Gerusalemme celeste che discende dai cieli

La città santa è "la sposa, la moglie dell'Agnello" in quanto è formata dalla congregazione degli unti discepoli di Cristo, suoi coeredi nel regno messianico (Efesini 5:25-27; 2 Corinti 11:2; Rivelazione 19:7, 8; 22:17). Essi sono "Israeliti spirituali", nel nuovo patto, e ammontano a 144.000. Questi coeredi, edificati su Cristo come "masso di roccia" con i dodici apostoli come pietre di fondamento, non includeranno politicanti mondani. Sono un distinto gruppo di governanti celesti, con "natura divina" e una "nuova creazione" (2 Pietro 1:4; 2 Corinti 5:17), avendo soddisfatto sulla terra i requisiti del discepolato ed essendo stati "nati di nuovo".

Illustrazione simbolica dei 144.000 con l'Agnello sul monte Sion

La Risurrezione e il Governo Spirituale

Come Gesù Cristo, i suoi discepoli generati dallo spirito devono essere "fedeli fino alla morte" nella carne (Rivelazione 2:10). Per essere uniti a lui "nella somiglianza della sua risurrezione" (Romani 6:5), essi devono pure essere "resi viventi nello spirito", come creature spirituali (1 Corinti 15:45). La loro risurrezione è "all'incorruzione" e "all'immortalità" in un "corpo spirituale". Questa è la "prima risurrezione" (Rivelazione 20:6), alla quale partecipano i 144.000 coeredi di Cristo. Essi regneranno con Cristo per mille anni, formando un corpo di governanti incorruttibili e immortali, superiori a qualsiasi governo terreno.

I "cieli" governativi istituiti dagli uomini devono scomparire, insieme al loro sostenitore invisibile, Satana il Diavolo (Giovanni 12:31), nella "grande tribolazione" che culminerà ad Har-Maghedon. I nuovi "cieli" governativi avranno un potere e un'autorità indiscussi, essendo costituiti da governanti spirituali con "natura divina" e immortalità. Dio stesso "asciugherà ogni lagrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né vi sarà più cordoglio né grido né pena. Le cose precedenti sono passate" (Rivelazione 21:3, 4).

Gesù Cristo: Il Re Designato

Gesù Cristo è la "radice e la progenie di Davide, e la luminosa stella del mattino" (Rivelazione 22:16). Egli è il "ramoscello" che spunta dal ceppo di Iesse, padre di Davide, e il "germoglio" dalle sue radici (Isaia 11:1). Geova Dio lo unse con spirito santo, designandolo re del regno davidico. Intronizzato in cielo nel 1914 alla fine dei Tempi dei Gentili, Gesù giudicherà con giustizia i miseri e darà riprensione con rettitudine a favore dei mansueti della terra. Colpirà la terra "con la verga della sua bocca" e "con lo spirito delle sue labbra metterà a morte il malvagio" (Isaia 11:4).

Questa autorità di giustiziere corrisponde alla "lunga spada affilata" che esce dalla bocca del Re per colpire "con essa le nazioni, ed egli le pascerà con una verga di ferro" (Rivelazione 19:11-15). In tal modo, il re messianico libera i mansueti e i miseri della terra. Dal 1914, il "germoglio" ha anche radunato il rimanente dei suoi unti coeredi, portandoli in un paradiso spirituale dove godono pace e armonia con Dio e producono abbondantemente il "frutto dello spirito" (Galati 5:22, 23).

L'Alleanza con Noè: un Precedente di Nuovo Ordine

Un precedente biblico per un "nuovo ordine" dopo un cataclisma si trova nell'alleanza che Dio stabilì con Noè e i suoi figli dopo il Diluvio (Genesi 9:1-17). Dio benedisse Noè e i suoi figli dicendo: "Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra". Fu loro concesso di nutrirsi di ogni essere vivente, ma con il divieto esplicito di mangiare carne con il suo sangue, simbolo della vita.

Dio stabilì la sua alleanza, promettendo: "Non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra". Il segno di questa alleanza eterna fu posto "sulle nubi": l'arcobaleno. Questo serve a ricordare l'impegno di Dio di non distruggere mai più ogni carne con un diluvio.

Illustrazione dell'Arca di Noè dopo il Diluvio con l'arcobaleno, simbolo dell'alleanza

Dalla discendenza di Noè, attraverso i suoi figli Sem, Cam e Iafet, fu popolata tutta la terra. La maledizione di Canaan, figlio di Cam, e la benedizione di Sem e Iafet, stabilirono gerarchie e destini per le future nazioni.

L'Apocalisse: Visione del Mistero della Storia e del Futuro

Il libro dell'Apocalisse, come spiegato dal biblista Luciano Monari, è un testo affascinante che trasmette teologia attraverso immagini, svelando ciò che è nascosto. È Gesù che "toglie il velo", rivelando il senso profondo della storia e il suo fine ultimo. L'Apocalisse vuole insegnare cosa possiamo e dobbiamo sperare, presentando un messaggio dell'amore di Dio nel presente, attuato tramite Gesù redentore.

Il libro dell'Apocalisse: chi e quando l'ha scritto? (Parte 1)

Il sacerdozio del cristiano è la possibilità di offrire la propria vita con Cristo. Apocalisse 4 introduce nel mistero della storia e del futuro, invitando a "salire in alto, presso Dio e vedere le cose dal suo punto di vista". Il Vangelo eterno è l'annuncio di un'opera di salvezza, la speranza di un mondo nuovo. Dio, Signore del mondo, tiene in mano il mistero della salvezza, che può essere compreso solo nell'Agnello immolato, che vive nella morte e comunica questo mistero dando nello Spirito la vita di Dio agli uomini. La Pasqua di Gesù è la sintesi e il compimento della storia.

Illustrazione dell'Agnello dell'Apocalisse che apre i sigilli del libro della storia

I Sigilli e i Giudizi di Dio

L'Agnello pasquale è il solo che può sciogliere i sigilli del piano salvifico di Dio. L'apertura dei sette sigilli (Ap 6,1-8,1) descrive il progetto di Dio, annunciato nell'Antico Testamento e ora svelato nella vita di Gesù e della Chiesa. Il tempo attuale è cavalcato da guerra, violenza, carestia, peste e morte. Queste realtà negative sono giudizi, risposte di Dio al tentativo del mondo di chiudersi all'avvenire iniziato con Gesù Cristo. Esse sono "crepe" nella storia che manifestano l'incapacità del mondo di salvare gli uomini. Il grido dei martiri non invoca vendetta personale, ma la venuta del regno e della giustizia di Dio. Il martirio rientra nel misterioso progetto di sapienza divina, e la "grande tribolazione" corrisponde all'esperienza della Chiesa rifiutata e perseguitata dal mondo. Il sangue redentore di Cristo purifica l'uomo e lo rende figlio di Dio, e i sigilli sono il compimento del progetto di Dio nella storia.

La Testimonianza della Chiesa e la Sua Vittoria

La missione della Chiesa è illustrata nella figura enigmatica dei due testimoni uccisi e risorti, che simboleggiano la realtà e il compito della Chiesa come "popolo di profeti". La sua testimonianza fa maturare la storia ma implica la possibilità del martirio. Essere testimoni significa rendere presente Dio al mondo, invitandolo a confrontarsi con la sua parola. L'alternativa irrinunciabile è tra il vero Dio e il "dio di Babilonia". La testimonianza dei credenti è annunciare con parola e vita Gesù Cristo e l'amore di Dio. Il testimone muore, ma vince, proclamato vincitore perché dice la parola di Dio. La Chiesa prolunga la testimonianza di Gesù.

Il segno grandioso di Apocalisse 12, con la donna partoriente (i secoli precedenti a Gesù che danno alla luce il Messia) e il drago (il male, Satana), simboleggia il significato della Pasqua. La "guerra nel cielo" rappresenta la vittoria decisiva vinta dall'obbedienza di Cristo a Dio, con Michele e gli angeli che sconfiggono il drago. Il drago si serve del potere politico (la bestia dal mare) e del potere propagandistico (la bestia dalla terra) per perseguitare la discendenza del Figlio. I credenti devono scegliere solo Dio, senza cedere agli idoli.

La Visione Conclusiva: I Cieli Nuovi e la Terra Nuova

I 144.000 che cantano il cantico nuovo simboleggiano il nuovo popolo di Dio, i salvati dal Signore. Essi sono descritti come vergini, integri e fedeli alla Chiesa-mistero, legati all'Agnello da una relazione intima e inseparabile, le primizie dei redenti. Uscire da "Babilonia la grande prostituta" (Ap 18) significa uscire da una struttura di egoismo e mancanza d'amore. La visione conclusiva di Apocalisse 19-22 dipinge la vittoria finale di Cristo e il compimento della storia come uno sposalizio tra Dio e gli uomini, una comunione d'amore totale tra l'Agnello e la sua sposa.

Apocalisse 21,1-5 dipinge i "cieli nuovi e la terra nuova" (Is 65,17-20), con la sposa che è contemporaneamente la Chiesa che ha camminato nella storia e la Chiesa-sposa che scende dal cielo. Il "mare del male non c'è più", e l'umanità trova la sua vera comunione nella grazia di Dio. La Nuova Gerusalemme è una città cubica, tutta d'oro e lucente, che esprime la trasformazione della realtà umana in realtà divinizzata. Le sue dimensioni e materiali simboleggiano perfezione, santità e la sua natura di dimora del popolo di Dio, totalmente ospitale con "dodici porte sempre aperte". Le pietre preziose che la compongono sono come il carbonio sottoposto a grande pressione e calore, simbolo di come l'amore di Dio trasfiguri il povero materiale umano.

Schema architettonico o visualizzazione 3D della Nuova Gerusalemme, con dettagli delle sue caratteristiche simboliche

Le sette beatitudini dell'Apocalisse (Ap 1,3; 14,13; 16,15; 19,9; 20,6) riassumono il messaggio del libro e sono un grande invito alla speranza. Il credente sa che cosa può sperare: Cristo e un mondo trasformato in lui. Siamo già figli di Dio e alla fine lo vedremo così come egli è. La rivelazione è già avvenuta in Cristo, e il credente è chiamato a vivere alla luce di questa speranza, della Gerusalemme celeste, dove si compie la promessa. La garanzia di questa promessa è stata data in Cristo, nella Parola di Dio, nella Chiesa e in Maria. Come cifra sintetica della lettura dell'Apocalisse, Monari ricorda i temi della costanza e della testimonianza.

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