La pratica contemplativa, che include la preghiera e la meditazione, non è solamente un percorso per coltivare la propria spiritualità, ma si rivela anche una vera e propria terapia per il benessere psicofisico. Numerosi studi scientifici, susseguitisi per decenni, supportano questa tesi, portando all'emergere del concetto di "prayer therapy". In un'epoca caratterizzata da un sovraccarico di informazioni, la spiritualità, anche in chiave laica, si configura come un prezioso alleato per il benessere generale.
La Preghiera Sotto la Lente della Scienza
Evidenze Scientifiche e Impatti Fisiologici
La scienza ha ampiamente dimostrato i benefici della meditazione e della mindfulness sul corpo e sulla mente, inclusa la capacità di potenziare il sistema immunitario, ridurre il dolore e normalizzare la pressione sanguigna. Similmente alla meditazione, anche la preghiera apporta concreti benefici fisiologici. Uno studio recente, pubblicato su 'Plos One', ha analizzato 26 volontari che non avevano mai pregato o meditato regolarmente. Dopo otto settimane di esperimento, che prevedevano 10-20 minuti al giorno di sedute, preghiere ed esercizi di respirazione, sono emerse modifiche nel profilo genetico dei soggetti.
Un'altra ricerca pubblicata sul 'British Medical Journal' ha dimostrato che recitare il rosario influisce positivamente sul cuore, abbassando il ritmo cardiaco e respiratorio, migliorando l'ossigenazione del sangue e riducendo la pressione arteriosa. La ricerca sistematica sugli effetti sulla salute della preghiera del rosario è iniziata già nel 2001 con uno studio dell'Università di Pavia, anch'esso pubblicato sulla rinomata rivista 'British Medical Journal'. I ricercatori hanno esaminato 23 partecipanti sani, ai quali sono stati applicati sensori per misurare la frequenza cardiaca, il flusso sanguigno e il feedback del sistema nervoso mentre recitavano l'«Ave Maria» in latino. I sensori hanno registrato un rallentamento della respirazione dei partecipanti a circa sei respiri al minuto, il che ha iniziato ad aumentare il flusso sanguigno al cervello e la variabilità della frequenza cardiaca. Questo ha rafforzato il sistema cardiovascolare.
La neuroteologia, una disciplina che studia il legame tra il cervello e la spiritualità, ha dimostrato come la preghiera modifichi la produzione di neurotrasmettitori come la serotonina e riduca i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress. Secondo gli esperimenti condotti con risonanza magnetica fin dagli anni '90 dal neuroscienziato Andrew Newberg e successivamente confermati tramite Spect (tomografia computerizzata a emissione di singolo fotone), questa pratica mette in moto precise aree del cervello, favorendo memoria, apprendimento e percezione di unità e benessere. "I benefici della prayer therapy appaiono indipendenti dal tipo di fede", ha concluso un ricercatore del Cnr.
Neuroscienze e potere della preghiera
Prevenzione del Decadimento Cerebrale e Salute Mentale
Un'ulteriore ricerca condotta dall’Istituto di Sanità statunitense ha dimostrato come le donne che pregano regolarmente abbiano una probabilità del 50% in meno di sviluppare decadimento cerebrale e demenza. La preghiera, in particolare quella ripetitiva e ritmica come il rosario, non è solo una pratica religiosa, ma rafforza anche la salute mentale e fisica dei fedeli. Un nuovo studio internazionale, condotto da scienziati di varie università europee e pubblicato sul «Journal of Health», fornisce prove empiriche complete che la preghiera cattolica del rosario ha effetti positivi sulla salute mentale, alleviando le tensioni, promuovendo la stabilità emotiva e creando una forma olistica di pace interiore.
I risultati dello studio, basato su un ampio campione internazionale proveniente da Italia, Polonia e Spagna, indicano una riduzione positiva e moderata della depressione, un aumento dell'empatia e una diminuzione dei conflitti religiosi. L'analisi qualitativa sottolinea l'effetto protettivo percepito di questa preghiera, che funge da fonte di pace interiore e da "meccanismo di coping" nei momenti di difficoltà. La maggior parte dei partecipanti ha vissuto la preghiera come una pratica rilassante e calmante, che rallenta la respirazione e concentra la consapevolezza sui grani del rosario.
La Preghiera come Parte Integrante del Benessere
Ruolo della Spiritualità nella Medicina Moderna
Chi prega e pratica una religione è più sano e felice. Numerosi studi scientifici hanno evidenziato che chi segue attivamente una religione, escludendo l'effetto placebo, possiede una miglior condizione psico-neuro-immunitaria rispetto a chi non è credente o non pratica la propria fede in una comunità. Il Dott. Tyler Vander Weele, ricercatore della Harvard’s School of Public Health, ha parlato di religione e spiritualità come «risorse sottovalutate, che i medici potrebbero utilmente esaminare con i pazienti». Tuttavia, come spiegato dalla D.ssa Maria Beatrice Toro, psicoterapeuta, gli effetti benefici della preghiera e della meditazione vanno distinti da quelli del rilassamento, dalle pratiche suggestive e ipnotiche e dall'effetto placebo.
Nel corso di 16 anni, uno studio prospettico sulle infermiere americane ha registrato 13.537 decessi. A parità di tutti i potenziali fattori di rischio, per le grandi frequentatrici di funzioni religiose è stato registrato un rischio di mortalità ridotto del 33% rispetto alle infermiere che non mettevano mai piede in chiesa. Michele Carruba, past president della Società italiana obesità, è convinto che la partecipazione ad eventi religiosi, ma anche il solo pregare, induce uno stato di benessere e di buon umore che rafforzano il sistema immunitario.

Il Contesto Culturale e la Dimensione Universale della Preghiera
In tutte le epoche gli uomini dell’Occidente hanno pregato. Il senso sacro sembra essere un impulso proveniente dal più profondo della nostra natura, un’attività fondamentale. Le sue variazioni in un gruppo umano sono quasi sempre legate a quelle di altre attività basilari, come il senso morale e il carattere, e talora il senso estetico. L’uomo non può, senza pericolo, comportarsi secondo il piacere della propria fantasia; la vita, per riuscire, dev’essere guidata da regole invariabili che dipendono dalla sua stessa struttura. La deficienza di sviluppo di attività fondamentali, siano esse fisiologiche, intellettuali o spirituali, è disastrosa.
Esperti, come lo psichiatra e psicoterapeuta austriaco Christian Spaemann, riconoscono nel rosario un ritmo umano universale, poiché la maggior parte delle grandi religioni include perline di preghiera o canti con cadenza ripetitiva. Questo tocca una corda psicologica e persino fisiologica profonda nell'essere umano e ricorda il conforto originario di un bambino che ascolta il battito cardiaco della madre, afferma Spaemann alla CNA. Secondo lui, in questo ritmo c'è una sorta di sicurezza ricordata, un punto di accesso alla trascendenza.
Preghiera e Psicologia Positiva
Il Cristianesimo come Fonte di Benessere Psicologico
Anche il noto psicologo Martin Seligman, inventore della Psicologia Positiva, ha cercato di far sposare i più recenti lavori di psicologia positiva alle tradizionali pratiche morali, alle virtù e agli insegnamenti proposti dal cristianesimo. In particolare, la propensione al perdono è in grado di orientare positivamente la vita verso mete benefiche. Seligman ha scoperto che «l’incontro personale con Dio proposto dal cristianesimo dona un senso eterno alla percepita finitudine dell’uomo, da questo nasce la gioia per la vita, la gratitudine di riconoscersi amati, la dedizione per gli altri, la capacità di perdono, il legame fraterno con i compagni di strada e la piena autorealizzazione, indipendentemente dai reali successi mondani».
La Spiritualità a Supporto della Psicoterapia
È stato scientificamente provato che alcune forme di psicoterapia abbinate ad elementi di spiritualità cristiana ottengono tassi di recupero più elevati rispetto a quelli ottenuti con una normale terapia cognitivo-comportamentale (Koenig et al., 2009). Allo stesso modo, negli interventi di lavoro psicologico tendenti al perdono, è stato dimostrato che il raggiungimento dell’obiettivo è maggiore e più stabile tra i cristiani praticanti rispetto ai non praticanti o agli agnostici (Harper et al., 2014). Questo evidenzia la stretta correlazione tra spiritualità, religione cristiana e salute PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologica), e come la spiritualità e la preghiera siano in grado di influire positivamente in tutti i percorsi di psicoterapia e salute mentale.
La Preghiera nella Vita Quotidiana
L'Importanza della Costanza e del Contesto
Proprio come qualsiasi altra relazione, connettersi con Dio richiede impegno e pratica costanti. Nel corso del tempo, ci "sintonizziamo" con il modo in cui Dio ci parla, ed è molto più facile rimanere sulla strada giusta se ci rivolgiamo costantemente a Lui, invece che solo quando abbiamo bisogno di qualcosa. Dio è presente con noi in ogni momento della nostra vita, quindi attingere a quella presenza amorevole ogni giorno, anche leggendo il Vangelo quotidiano, può stabilire l'intenzione per la giornata: glorificare Dio nella mente e nel corpo.
La postura durante la preghiera ha un impatto importante sul nostro corpo. Le posture canoniche, come pregare con le mani giunte o inginocchiati, sono pratiche che aiutano a regolare il respiro, migliorare la concentrazione e favorire il rilassamento muscolare. In un mondo sempre più caotico, la preghiera e la spiritualità rappresentano strumenti potenti per il benessere mentale e fisico.
Bruno Käppeli, responsabile della preghiera del rosario in due chiese di Lucerna, rivela che dopo aver recitato il rosario, che dura circa mezz'ora, si sente "sollevato, meglio e molto più soddisfatto", confermando che "il rosario fa bene al corpo e all'anima". Marlis Wolperth, 84 anni, sottolinea come la recita del rosario sembra anche mantenere giovani, rafforzandola, dandole forza, sostenendola e calmandola per 45 anni.
La preghiera, perfino quando è di debole valore e consiste soprattutto nella recitazione macchinale di formule, esercita un effetto sulla condotta, fortificando nello stesso tempo il senso sacro e il senso morale. Gli ambienti in cui si prega sono caratterizzati da una certa persistenza del senso del dovere e della responsabilità, da una minor gelosia e malvagità, e da qualche bontà nei rapporti con il prossimo.
Quando la preghiera è abituale e veramente fervente, la sua influenza si fa chiarissima. Essa è in certo modo paragonabile a quella di una ghiandola a secrezione interna, consistendo in una sorta di trasformazione mentale organica che si compie progressivamente. Si produce una pacificazione interiore, un'armonia delle attività nervose e morali, una maggiore resistenza alla povertà, alla calunnia, alle preoccupazioni, la capacità di sopportare, senza accasciarsi, la perdita delle persone care, il dolore, la malattia, la morte.