La chiesa parrocchiale dedicata alla Vergine Assunta domina con le sue imponenti dimensioni l’omonima piazza nel centro storico di Selargius, punto di confluenza delle strade che collegano la città a Quartu e Quartucciu. Questo sacro edificio, ricco di storia e arte, è un fulcro della comunità locale.
Contesto Storico e Sviluppo Architettonico
Costruita inizialmente nel XV secolo con un’unica navata e volta a botte, e già dotata di campanile, la chiesa è divenuta parrocchiale forse in sostituzione della più antica e più piccola chiesa di San Giuliano. L’edificio venne sottoposto a importanti lavori di ampliamento nel XVII secolo. In questa fase furono aggiunte sei cappelle laterali e il transetto, mentre la volta a crociera del presbiterio venne demolita e sostituita con una cupola ottagonale. Questi interventi conferirono alla chiesa l’attuale pianta a croce latina.
Nel 1771, la copertura a botte fu rifatta con sottarchi a tutto sesto. La veste esterna attuale della chiesa è frutto dei rifacimenti della seconda metà dell’Ottocento, che interessarono soprattutto la facciata e il campanile.
La Maestosa Architettura Esterna
La Facciata Neoclassica
La facciata fu ricostruita nel XIX secolo in stile neoclassico. Il prospetto è distinto in due ordini da cornice e concluso da un timpano triangolare aggettante. L’ordine inferiore è scandito da quattro semicolonne su alto basamento e presenta un grande portale quadrangolare architravato. In asse con esso si apre una lunetta a tutto sesto con sopracciglio. Il portale è affiancato da due edicole con nicchie, e negli specchi laterali sono collocate altre due nicchie. Nell’ordine superiore si apre una finestra ogivale.

Il Campanile Storico
Il campanile, elemento distintivo dell'edificio, conserva ancora la più antica delle sue campane, datata al 1593. Quest'opera fu realizzata dal maestro fonditore napoletano Laurentius Brotto, che all'epoca aveva la sua bottega a Cagliari.
Tesori Artistici e Architettura Interna
All’interno, la Chiesa della Beata Vergine Assunta si imposta su una pianta a croce latina con un’unica grande navata, cappelle laterali e abside. Il presbiterio è rialzato e cinto da balaustra. La navata e le cappelle sono voltate a botte, mentre una grande cupola copre l’incrocio dei bracci; negli spicchi della cupola sono raffigurati i quattro evangelisti inquadrati da ricche cornici.

Le Cappelle Laterali e le Loro Dedicazioni
Le sei cappelle seicentesche, voltate a botte, presentano diverse intitolazioni:
- Quelle a destra, a partire dall’ingresso, sono dedicate al Crocifisso, alla Madonna d’Itria e a San Giuseppe.
- Quelle a sinistra sono dedicate a Sant’Antonio da Padova, al Sacro Cuore di Gesù e alla Madonna del Rosario.
Le cappelle della Madonna d’Itria e quella della Madonna del Rosario sono di proprietà delle confraternite omonime e conservano due retabli lignei settecenteschi. La cappella dedicata alla Vergine del Rosario si distingue per un bellissimo altare in legno policromo e diversi riquadri dipinti con scene dei Misteri Dolorosi. Anche la cappella dedicata alla Vergine d’Itria è di notevole interesse, entrambe risalenti alla seconda metà del Seicento.
Opere d'Arte e Arredi Sacri
La Chiesa conserva al suo interno numerosi pezzi di arredo di sicuro valore storico e artistico, che spaziano in periodi e stili differenti. Tra i più degni di nota vi sono l’altare maggiore, il pulpito e il fonte battesimale, tutti lavorati con marmi policromi ad intarsio e risalenti al Settecento.
Il Pregevole Fonte Battesimale
Il fonte battesimale, realizzato in pregiati marmi policromi, risale al 1729. Fu commissionato da Antioco Siddi e Don Pietro de Cervellon e realizzato dal genovese Pietro Pozzo, come testimonia un’iscrizione in spagnolo.
Il Tabernacolo e la Croce d'Argento
Nel transetto sinistro, il tabernacolo in argento è finemente decorato con la figura di un pellicano, simbolo del sacrificio di Cristo. Si segnala inoltre una croce d’argento in stile aragonese, considerata un capolavoro dell’arte argentaria in Sardegna nel XIV secolo.
Altari e Organo
Tra gli altri elementi di pregio vi è un organo di primo Ottocento, che è stato in parte rifatto e restaurato nel corso del XX secolo.