San Francesco di Paola: Patrono dei Marinai e la Tradizione della Benedizione del Mare

San Francesco di Paola è una figura di profonda devozione, venerato non solo come patrono della Calabria, ma anche, per tradizione e per decreto di Papa Pio XII, come santo patrono dei marinai e della gente di mare d’Italia. La sua vita, ricca di eventi soprannaturali, e il suo legame con il mare hanno dato origine a tradizioni e festeggiamenti suggestivi, tra cui spicca la benedizione del mare, un rito che unisce fede e identità marinara in diverse località italiane.

La Figura di San Francesco di Paola e il Miracolo del Mantello

Nel 1430, San Francesco inizia un periodo di vita eremitica, scegliendo un luogo impervio, dove nel 1435 fonderà l’Ordine dei Minimi. Tutta la vita del santo è piena di fatti soprannaturali, ma tra questi, il più famoso è senza dubbio quello avvenuto nello Stretto di Messina. In quell'occasione, al rifiuto dei barcaioli di trasportarlo, il Santo stese il suo lacero mantello sull’acqua e passò il mare, facendolo servire come una vera e propria vela. È questo il “miracolo” più noto, l'attraversamento dello Stretto di Messina, durante il quale San Francesco indossava sempre e soltanto la medesima tonaca, con il cappuccio e il mantello, attraversando lo stretto per recarsi a Milazzo in balia del mare agitato e senza praticamente bagnarsi. In quella circostanza il Santo, posando lo sguardo su un colle chiamato Caldetto, che verso occidente dominava la città e il porto, esclamò: “La su, così piacendo a Dio, ben presto haveremo un monistero che di Gesù e Maria chiamerassi”.

illustrazione di San Francesco di Paola che attraversa lo Stretto di Messina sul suo mantello

San Francesco aveva fondato l’Ordine dei Minimi e venne proclamato santo appena dodici anni dopo la sua morte, testimoniando la profonda influenza della sua spiritualità e dei suoi prodigi.

La Benedizione del Mare e le Tradizioni Marinerie

La benedizione del mare è un elemento centrale delle celebrazioni in onore di San Francesco di Paola, spesso accompagnata dal lancio di corone d'alloro in memoria dei marittimi e delle vittime del mare. Questo rito profondo, che invoca protezione per chi vive e lavora sul mare, si manifesta in diverse forme e usanze popolari.

corteo di barche in mare durante una processione religiosa, con una statua del santo

Il rapporto di San Francesco di Paola con le tonnare, come peraltro quello di altri santi, aveva diversi risvolti. Oltre a quella di Marzamemi, altre tonnare del sud, come quella siracusana di Terrazza, erano legate al nome di San Francesco di Paola, poiché appartenevano a conventi dell’Ordine dei Minimi fondato dal santo calabrese.

L’illustre etnologo Giuseppe Pitrè racconta che un tempo a Favignana, quando i tonni non si decidevano ad entrare nelle reti, veniva addirittura “abbuddatu” (immerso) in mare un quadro proprio di San Francesco di Paola. In quel labirinto formato dalle reti della tonnara, il punto cruciale era segnalato da un’asta emergente dalla superficie del mare, e su di essa veniva fissata un’immagine sacra; a Marzamemi era proprio quella di San Francesco di Paola.

Alcuni affermavano che questo rituale fosse una sorta di benedizione del mare, mentre altri, con un tono più pragmatico, parlavano di un “ricatto” nei confronti del santo: la sua effigie non veniva riportata in superficie se non dopo l’arrivo di un buon quantitativo di tonni.

I Solenni Festeggiamenti in Onore del Santo

Le Celebrazioni a Paola (CS)

A Paola, in provincia di Cosenza, i solenni festeggiamenti in onore di San Francesco, patrono della Calabria e della gente di mare, sono un momento di grande suggestione. Il programma religioso prende il via al porto di Cetraro con l’arrivo del Sacro Mantello e la celebrazione della Santa Messa. Subito dopo, il Mantello viene imbarcato su una motovedetta della Capitaneria di Porto, dando vita a un emozionante corteo di barche e alla tradizionale processione a mare. Nelle acque di Paola, si tiene la Celebrazione della Parola, seguita dalla benedizione del mare e dal lancio della corona d’alloro in memoria dei marittimi. Dopo lo sbarco, la processione prosegue lungo le principali vie cittadine fino a Piazza IV Novembre, tra la partecipazione di migliaia di fedeli che si riversano sulla spiaggia in attesa del Sacro Mantello.

Particolarmente significativo è il momento della declamazione di brani tratti dagli scritti del Santo sulla pace, accompagnati dal messaggio del Cardinale Baldassare Reina. La giornata si conclude con la venerazione del Sacro Mantello presso la Chiesa di Montevergine e momenti di preghiera personale fino a tarda sera.

Accanto agli appuntamenti religiosi, si affianca un ricco programma civile, che include accoglienza del Sacro Mantello con esibizioni musicali, concerti sinfonici e spettacoli. Durante i giorni di festa, la città tirrenica si anima con mostre d’arte, tra cui quella presso la Chiesa di Montevergine e il Museo multimediale dedicato al Santo, oltre alla tradizionale fiera con stand, giostre e street food sul lungomare e nel centro cittadino.

Le celebrazioni sono spesso precedute da un altro momento altamente simbolico al Santuario regionale di San Francesco di Paola: l’accensione della Lampada Votiva, un simbolo di continuità e devozione, alimentata con gli oli offerti da diverse comunità calabresi e persino dagli ulivi del Giardino della Memoria di Capaci. Questo gesto di fede e unità coinvolge l’intero popolo calabrese, con la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali che sottolineano il forte legame con questi luoghi.

La Festa di San Francesco a Marzamemi (SR)

Il rapporto che lega Marzamemi, borgo marinaro siciliano, al suo patrono San Francesco di Paola, costituisce un’esperienza di popolo, una festa che rafforza il senso di appartenenza. Dal 1946, immancabilmente, la statua del Santo è stata portata a spalla, in processione, uscendo dalla chiesa a Lui dedicata, i cui lavori di costruzione iniziarono nel 1936 per concludersi solo dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

Anche a Marzamemi viene praticata, in preparazione della festa, la pia pratica della Tredicina, voluta proprio da San Francesco di Paola in onore del Signore e dei dodici apostoli. Secondo la tradizione tramandata nell’Ordine dei Minimi, per tredici venerdì consecutivi si confessano le colpe e si riceve il Santissimo Sacramento, recitando tredici Pater e tredici Ave Maria in onore di Gesù Cristo Crocifisso e dei dodici Apostoli. Durante il rito, si fanno ardere due candele di cera, in segno di Fede e Speranza, e una terza si tiene accesa in mano, come simbolo della Carità. Per ogni venerdì si medita su una virtù del Santo, che volle sempre che i più forti non approfittassero dei più deboli.

persone che partecipano alla Tredicina con candele

A Marzamemi, alle 18:00 in punto, la statua del Santo esce dalla chiesa. Accompagnata dalla banda musicale, si avvia alla Balata e al nuovo molo, dedicato proprio al Santo patrono della gente di mare della nazione italiana, dove avviene la benedizione di tutte le imbarcazioni. Su una di esse, messa a disposizione per voto dal proprietario e addobbata con palme e fiori, viene issata la statua, che, con un corteo di barche e pescherecci che salutano il suo passaggio con le sirene, viene portata in processione sul mare. Prima di tornare sulla terraferma per proseguire la processione in alcune delle vie principali del borgo, viene recitata la preghiera del marinaio e sono ricordate le vittime del mare: per rendere loro omaggio una corona in onore dei caduti viene gettata in acqua. A conclusione si tiene la Santa Messa celebrata in una piazza Regina Margherita gremita di fedeli, e alle 24:00 in punto i festeggiamenti si concludono con i fuochi d’artificio esplosi dal porto Fossa.

Semplici ma non per questo meno avvincenti e partecipati sono gli eventi collaterali della festa, come la corsa con i sacchi, il gioco dei pignatelli, la cuccagna a mare al centro del porticciolo, la gara di nuoto e l’appassionata disfida della corsa delle barche a remi, che da qualche anno ha visto anche equipaggi femminili.

Un Esempio di Funzioni a Taranto

Anche a Taranto si tengono celebrazioni significative in onore di San Francesco di Paola. Un esempio di tale devozione si può osservare in eventi passati che hanno incluso, ad esempio, per giovedì 3 luglio alle ore 17.45, l’accoglienza e l’esposizione della sacra reliquia del dito indice di San Francesco di Paola, proveniente dal convento dei frati minimi di Lamezia Terme-Sambiase, seguita alle ore 19 dalla santa messa. Il venerdì 4 luglio, dedicato alla Giornata della gente di mare, alle ore 10.30 la celebrazione eucaristica è stata presieduta da don Pasquale Didonna, cappellano militare del Comando interregionale marittimo sud, con la partecipazione di autorità militari e civili, rappresentanti delle Marina Militare, Associazione nazionale marinai d’Italia, istituto Nastro Azzurro, Associazione Mauriziana Nastro Verde; alle ore 19 si è tenuta un'altra santa messa.

Le celebrazioni sono proseguite il sabato 5 luglio, Giornata degli ammalati, con alle ore 10.30 una santa messa “Maria Vergine degli infermi” presieduta dal parroco padre Alessandro Chiloiro con Unzione degli infermi, e alle ore 19 un'altra celebrazione. La domenica 6 luglio, festa del santo, le sante messe si sono tenute alle ore 8.30 (per i benefattori della parrocchia, celebrata da padre Alessandro Chiloiro) e alle ore 11 (presieduta dall’arcivescovo emerito di Potenza, mons. Salvatore Ligorio); alle ore 18 si è svolta una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Taranto. Alle ore 19 ha mosso la processione con l’antico simulacro ligneo del santo e la reliquia (portata dall’arciconfraternita del Carmine), accompagnata dalla “Grande orchestra di fiati “Santa Cecilia” di Taranto”. L'itinerario ha toccato via Regina Elena, via Di Palma, piazza Immacolata, via D’Aquino, piazza Giovanni XXIII (con omaggio della parrocchia e dell’arciconfraternita del Carmine), via D’Aquino e corso Ai Due Mari, con sosta davanti al monumento al Marinaio per la preghiera della gente di mare e di quella del marinaio con benedizione alla città e al mare. Infine, vi è stato il lancio in mare di una corona d’alloro dalla banchina del castello aragonese da parte dell’Associazione nazionale marinai d’Italia.

Il Culto Diffuso in Sicilia

Il culto di San Francesco di Paola, che era anche il Patrono del Regno delle Due Sicilie, è estremamente diffuso in molte città della Sicilia. Per i siciliani è affettuosamente chiamato “u Santu Patri”, e a Palermo la festa si svolge tra la seconda e la terza domenica seguente la Pasqua. San Francesco di Paola viene festeggiato in numerosi altri comuni siciliani come Portopalo di Capo Passero, Catania, Messina, Leonforte, Castelvetrano, Cianciana, Milazzo, Trapani, Gela, Castellana Sicula, Alcamo, Salemi, Marsala, Vita e Cefalà Diana, a testimonianza di una devozione radicata e diffusa in tutta l'isola.

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