Donazione di Sangue e Permessi Retribuiti per i Lavoratori

AVI Provinciale di Brescia desidera fornire chiarimenti in merito al permesso lavorativo per la donazione di sangue, basandosi sulle informazioni ufficiali dell'INPS. Il diritto alla donazione di sangue e ai permessi retribuiti è riconosciuto per tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal tipo di contratto (a termine o a tempo indeterminato, part-time o full-time) e dalla qualifica, a condizione che siano assicurati con l'INPS.

La donazione di sangue è un gesto di solidarietà che AVIS promuove attraverso iniziative come la campagna "Il gesto del braccio teso". Questa campagna si basa sull'idea che il semplice atto di stendere un braccio per donare permette a qualcuno, da qualche parte, di continuare a vivere. È un movimento semplice, diretto e umano, una scelta consapevole e un aiuto che passa da persona a persona, trasformandosi in una grande narrazione che unisce volti, storie e luoghi diversi. Realizzata in collaborazione con l’agenzia milanese St. John’s, la campagna comprende video e immagini in cui i donatori offrono il loro contributo.

Spesso ci si chiede come sia possibile conciliare l'impegno lavorativo con la volontà di donare sangue e plasma senza perdere la retribuzione. La legge garantisce questa possibilità, riconoscendo ai lavoratori dipendenti una giornata di riposo retribuita per favorire il recupero psicofisico successivo alla donazione.

Foto di un donatore di sangue con un medico

Il Diritto al Permesso Retribuito per la Donazione di Sangue

Ai lavoratori dipendenti viene offerta la possibilità di assentarsi dal lavoro in determinate condizioni, beneficiando di permessi retribuiti. La legge riconosce a tutti i lavoratori dipendenti che donano il proprio sangue gratuitamente una giornata di riposo retribuita. Nel giorno di permesso, il dipendente manterrà l'intera retribuzione, che sarà erogata dal datore di lavoro. In caso di donazione di sangue, il lavoratore verrà retribuito regolarmente dal datore di lavoro per le ore non lavorate comprese nella giornata di riposo.

È fondamentale sapere che la giornata di riposo è una prescrizione medico-sanitaria, stabilita per permettere il recupero psicofisico conseguente la donazione. Non è un diritto sancito espressamente dallo Statuto dei lavoratori in senso stretto, ma è previsto dalla normativa specifica, pertanto è importante conoscere bene le modalità di richiesta del permesso e avvisare per tempo e correttamente il proprio datore di lavoro.

Il CCNL non può derogare a quanto riconosciuto dalle norme del diritto del lavoro in merito a questo diritto.

Requisiti e Condizioni per il Permesso

Per il diritto alla giornata di riposo e alla retribuzione, qualora il lavoratore venga giudicato idoneo alla donazione, il quantitativo minimo che la donazione deve raggiungere è fissato in 250 grammi di sangue.

Anche nel caso in cui il lavoratore che si sia assentato dal lavoro per effettuare la donazione di sangue venga giudicato inidoneo alla donazione medesima, a seguito delle motivazioni indicate all’art. 1 del decreto 18 novembre 2015, il dipendente stesso avrà diritto alla retribuzione che gli sarebbe stata corrisposta per le ore non lavorate comprese nell’intervallo di tempo necessario all’accertamento della predetta inidoneità. Pertanto, qualora il giorno in cui si era scelto di donare si dovesse risultare non idonei, ad esempio per l’emoglobina bassa, spetterà comunque la retribuzione per le ore non lavorate, esattamente come quando si effettua una visita medica e si richiede il certificato per il datore di lavoro.

Modalità di Richiesta del Permesso

Per poter richiedere il giorno di permesso senza perdere la retribuzione, occorre seguire questi passi:

  • Comunicare al datore di lavoro con un ragionevole preavviso il giorno in cui è stata prenotata la donazione (la durata del preavviso è generalmente indicata nel contratto collettivo di riferimento applicato).
  • Donare in una delle strutture riconosciute e autorizzate dal Ministero della Sanità.
  • Il giorno di rientro al lavoro, presentare il certificato medico in cui devono essere indicati - oltre ai dati anagrafici del donatore - anche la sede in cui è stata effettuata la donazione.

È sempre importante concordare preventivamente e chiaramente con i datori di lavoro le modalità del permesso e gli orari di donazione: la prenotazione obbligatoria facilita il calcolo dei tempi.

Ruolo del Datore di Lavoro e Rimborso INPS

L’azienda in cui il donatore lavora ha sempre l’obbligo di retribuire il permesso per donazione, in presenza dei requisiti normativamente previsti. Il datore di lavoro non ha ragione di opporsi alla richiesta: per la giornata di riposo conseguente alla donazione, dovrà semplicemente anticipare la retribuzione e chiedere il rimborso all’INPS presentando la relativa documentazione, poiché è l’Ente previdenziale che si fa carico del rimborso per la donazione.

I datori di lavoro che non operano con il sistema del conguaglio possono presentare la domanda di rimborso online all’INPS attraverso il servizio dedicato, secondo le indicazioni fornite con la circolare INPS 16 gennaio 2012, n. 5. Alla domanda va allegata la documentazione richiesta: una dichiarazione del lavoratore in cui si afferma di aver donato il sangue in maniera totalmente gratuita e di aver beneficiato del giorno di riposo e della correlata retribuzione, e la certificazione del centro trasfusionale. Il termine ordinario per l’emanazione dei provvedimenti è stabilito dalla legge n. 241/1990 in 30 giorni.

La retribuzione spettante al donatore è quella corrispondente alle ore non lavorate comprese nella giornata di riposo. Occorre considerare che un lavoratore può non avere titolo ad alcuna retribuzione (ad esempio, donazione effettuata di sabato in caso di settimana corta) oppure può avere diritto ad una retribuzione inferiore a quella giornaliera (ad esempio, lavoratore che si assenta per la donazione prima del termine dell’orario di lavoro).

I contributi relativi al permesso per donazione sono dovuti e non sono previsti limiti sul numero di giornate coperte ai fini contributivi.

Calcolo del Permesso in Caso di Donazione Pomeridiana

La giornata di riposo si calcola in 24 ore che decorrono dal momento in cui ci si è assentati dal lavoro per effettuare la donazione, o dalle indicazioni presenti sul certificato rilasciato dal centro prelievo, se si è andati a donare direttamente da casa. Ad esempio, se la donazione è prenotata per il pomeriggio alle 15:00, la giornata di riposo terminerà alle 15:00 del giorno successivo. Se si decide di non presentarsi sul posto di lavoro la mattina e la donazione è nel pomeriggio, questa non sarà retribuita e computata nelle ore del giorno di riposo. Infatti, se non si passa dal posto di lavoro il computo orario inizia da quello indicato sul certificato rilasciato dal centro prelievo.

Per questa ragione, è importante chiedere il permesso dal momento in cui ci si reca effettivamente a donare: le ore non lavorate precedenti alla donazione che non dovesse andare a buon fine non sarebbero, a norma di legge, riconosciute. L'INPS, pur non avendo ancora prodotto circolari esplicative specifiche sulla donazione pomeridiana, ha fornito diverse indicazioni ai datori di lavoro su come indicare le ore nel portale per avere accesso al rimborso delle ore concesse ai lavoratori per la giornata di donazione.

Altri Tipi di Donazione e Limiti Annuali

Anche chi dona il midollo osseo ha diritto a dei giorni di permesso regolarmente retribuiti.

Il numero di permessi per donazione che si possono richiedere in un anno è pari alle donazioni effettive eseguite, nel rispetto dei tempi di riposo stabiliti per legge:

  • Per il sangue intero sono previste al massimo 4 donazioni annue per gli uomini e le donne in età non fertile.
  • Per le donne in età fertile sono massimo 2 donazioni annue di sangue intero.
  • Alternando sangue intero e plasma, le donazioni di quest’ultimo in un anno possono essere al massimo 6, senza differenze tra uomini e donne.

La legge prevede, per la sola donazione di plasma da aferesi, un volume minimo di 600 ml e massimo di 700 ml, al netto della soluzione anticoagulante impiegata, con un volume massimo complessivo di 1,5 litri al mese e 12 litri nell’anno. La frequenza e la tipologia di donazione sono comunque esclusivamente a carico del medico del centro prelievo, che valuterà sulla base del quadro di salute di ciascun donatore.

Sensibilizzazione AVIS e Progetti nel Mondo del Lavoro

Se un datore di lavoro ha dubbi riguardo la concessione del permesso, è utile spiegargli che donare sangue riguarda la salute di tutti. L'Italia è ricca di proverbi e modi di dire che contengono riferimenti al sangue e all’altruismo, e donare è una di quelle esperienze che, seppur inizialmente possano spaventare, regalano poi emozioni e felicità.

AVIS promuove attivamente la sensibilizzazione nel mondo del lavoro attraverso progetti come "Io Valgo 3.0: il terzo settore e le imprese insieme per la salute della comunità". Questo progetto, inizialmente avviato come "Io Valgo 1.0" nel 2019 con incontri nelle aziende, si è rimodulato a causa della pandemia nel 2020 ("Io Valgo 2.0") con interventi a distanza e sulle piattaforme digitali. La terza edizione, 2021/22, ha optato per questionari, tavoli di confronto e una campagna visiva, analizzando bisogni e segnalazioni in fatto di prevenzione nelle aziende, in particolare per quanto riguarda il Covid-19.

Le nuove locandine della campagna, diffuse sui social e proposte a aziende e luoghi di lavoro (anche sanitari), invitano a "fare del bene a se stessi e agli altri", promuovendo la donazione. Per limitare i rischi di contagio e seguire le imposizioni governative, i datori di lavoro si sono trovati ad affrontare adempimenti che hanno avuto un notevole impatto sulla vita loro e dei lavoratori, modificando abitudini e percezioni sulla salute.

Un protocollo d’azione a sottoscrizione volontaria, frutto di questo progetto, offre indicazioni preventive e correttive sul tema della salute, attuabili a livello aziendale e territoriale. Chiara Manfrin, coordinatrice del progetto, ha sottolineato come la firma di tale protocollo miri a una maggiore sensibilizzazione di tutti verso la salute individuale e collettiva. Vanda Pradal, presidente Avis Regionale Veneto, ha evidenziato l'importanza di lavorare in sicurezza e il ruolo fondamentale del volontariato nel riportare valori come la solidarietà e l'attenzione verso chi è in difficoltà. Il progetto Io Valgo 3.0 si pone come un ponte di unione tra il mondo del lavoro e il volontariato.

Donazioni per Lavoratori Autonomi

I lavoratori autonomi spesso incontrano difficoltà legate al tempo, poiché la donazione va prenotata in anticipo e non sempre si ha la certezza di essere liberi il giorno programmato. Per questo motivo, molte sedi AVIS sono aperte anche il sabato e la domenica mattina, offrendo l'opportunità di donare senza rinunciare al proprio gesto di solidarietà anche a chi ha orari di lavoro meno flessibili durante la settimana.

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