La Benedizione dei Bambini: Origini, Significato e Pratiche Liturgiche

La Benedizione dei bambini rappresenta un momento significativo nella vita della comunità cristiana, evidenziando l'attenzione e la cura della Chiesa verso i più piccoli. Eventi come la Giornata mondiale per l’infanzia missionaria offrono un'opportunità speciale per sottolineare opportunamente questa pratica, come indicato nel Benedizionale (cfr. Benedizionale, n. 136).

L'Importanza della Benedizione dei Bambini

La festa del Natale, in particolare, mette in luce l’eminente dignità dei bambini, invitando tutti a radunarsi intorno al Presepe. In questo contesto, si evoca la narrazione evangelica della nascita di Gesù, un momento che fin dall'inizio coinvolge l'attenzione verso un bambino.

Un angelo del Signore si presentò ad alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge, e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco, vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia».

illustrazione dei pastori che accorrono alla mangiatoia con il bambino Gesù

Radici Bibliche della Benedizione

L'Antico Testamento: Giacobbe, Manasse ed Efraim

L’origine della benedizione dei bambini è profondamente biblica. Un esempio significativo si trova nell'Antico Testamento, quando Giacobbe benedice i figli di Giuseppe, Manasse ed Efraim.

Nascono due figli a Giuseppe prima che venga la carestia. Il primo che chiama Manasse: «Perché - disse - Dio mi ha fatto dimenticare ogni affanno e tutta la casa di mio padre» e il secondo Efraim «Perché - disse - Dio mi ha reso fecondo nel paese della mia afflizione». Manasse ed Efraim con un rito interessante vengono adottati da Giacobbe. Egli è alla fine dei suoi giorni, sapendo che Giuseppe viene a trovarlo con i due figli Manasse ed Efraim, si siede in mezzo al letto.

Quando Giuseppe condusse i suoi figli da suo padre per ricevere la sua benedizione, li mise davanti a Giacobbe nell’ordine in cui erano nati: Manasse a destra ed Efraim a sinistra. Ma Giacobbe incrociò le mani e mise la mano destra sulla testa di Efraim, indicando una predilezione divina che andava oltre l'ordine di nascita.

illustrazione biblica di Giacobbe che benedice Manasse ed Efraim

Gesù e i Bambini

Anche Gesù benediceva i bambini, ponendoli come modello per l'accoglienza del Regno di Dio: «In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». Il Vangelo conferma il suo amore e la sua predilezione per loro: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso.”

illustrazione di Gesù che benedice i bambini

Il Significato della Benedizione

Il significato del verbo benedire può essere compreso già dal latino: bene-dicere, che significa "dire bene di qualcuno o qualcosa" o "invocare il bene da Dio". La benedizione è una lode di Dio per ottenere aiuto e protezione, ed è anche una benedizione che sale dalla terra per benedire Lui che è l’Amore sommo, come espresso nel Salmo 66,8: «Popoli, benedite il nostro Dio, fate risuonare la voce della sua lode».

La Benedizione nella Tradizione Ebraica

L’usanza di benedire i figli è antica e risale, secondo la tradizione, a Giacobbe. È un comandamento per i genitori ebrei benedire i loro figli il sabato e i giorni di festa, prima del pasto serale. Le famiglie possono stabilire un loro proprio rituale. Generalmente per la benedizione dei ragazzi si dice: «Possa tu essere come Efraim e Manasse», mentre per le ragazze si dice: «Possa tu essere come Sara, Rebecca, Rachele e Leah». Poi si aggiunge una formula che invoca la protezione divina: «Che il Signore ti benedica e ti conservi. Che il Signore ti illumini della sua luce e ti accordi la sua grazia. Che il Signore diriga il suo sguardo verso di te e ti dia la pace».

Forme e Strutture della Benedizione in Contesti Parrocchiali

In alcune parrocchie è stata introdotta la consuetudine di proporre la benedizione dei piccoli al momento del taglio della torta, condita da una brevissima catechesi in forma di racconto edificante, con il coinvolgimento dei partecipanti. Questo schema, tratto e opportunamente adattato dal Benedizionale, è stato utilizzato con successo in diverse realtà.

Preparazione e Coinvolgimento

Indispensabile, secondo l’esperienza, è creare una “rottura” o un momento di sospensione nella confusione della festa. Il sacerdote si fa presente, saluta e familiarizza qualche istante con i presenti, attira l’attenzione dei bambini chiamandoli attorno a sé, e chiede loro scherzosamente per che cosa sono venuti e chi è il festeggiato. Ad esempio, può proporre a tutti: “Chi mi aiuta a preparare una sorpresa per il festeggiato?”.

Poi è indispensabile cambiare luogo per svolgere il piccolo rito. A seconda dell’età dei festeggianti, si usano modalità diverse. Con i piccolissimi, si può ricorrere al gioco, ad esempio: dopo aver ottenuto un po’ di attenzione con l’aiuto dei genitori, si chiede loro di deporre i vari palloncini che tengono in mano, di formare una catena o un trenino per recarsi nel luogo prescelto. Se c’è una cappellina in Oratorio, si usa quella; se non è troppo lontana la chiesa, altrimenti una sala diversa dove sia visibile un’immagine religiosa e una candela accesa.

fotografia di un gruppo di bambini in chiesa o oratorio con un sacerdote

Lo Svolgimento del Rito

Si inizia con un brevissimo racconto a senso, in cui si mettano in luce i doni ricevuti, la necessità di dire grazie a chi ce li ha concessi e così via. Terminato il breve racconto e le quattro (ma proprio quattro) parole di attualizzazione, comincia il rito di benedizione vero e proprio. Il sacerdote accompagna gioiosamente i fanciulli in Chiesa o in Cappella o nel luogo prescelto.

Il Figlio di Dio venendo nel mondo si è fatto bambino, è cresciuto in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini. Poi predicava il Vangelo, accoglieva i piccoli e li benediceva. Oggi voi siete venuti nella nostra parrocchia per fare festa al vostro amico N.… nel giorno del suo compleanno.

Un passaggio evangelico letto durante la celebrazione potrebbe essere quello in cui Gesù si arrabbia con i discepoli che sgridavano coloro che portavano i bambini a Lui: «Lasciate che i bambini vengano da me; non impediteglielo, perché Dio dà il suo regno a quelli che sono come loro. Io vi assicuro: chi non l’accoglie come farebbe un bambino non vi entrerà».

Esempi di Preghiera Comuni

Dopo la lettura o dopo una breve allocuzione, secondo l’opportunità si può cantare o recitare un salmo responsoriale. Segue la preghiera comune, con invocazioni per i bambini e per la comunità:

  • Signore Gesù, che hai sempre avuto un amore di predilezione per i piccoli, benedici questi bambini e concedi loro in pienezza il dono del tuo Spirito, perché crescano come Te in sapienza, età e grazia, davanti a Dio e agli uomini.
  • R. Guidaci nella via della vita.
  • Signore Gesù, che hai detto ai tuoi discepoli: “lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio”, proteggi questi piccoli che oggi ti presentiamo, perché diventino tuoi fedeli amici e a noi concedi la grazia di accogliere il tuo Regno come un bambino.
  • R. Aiutaci a crescere in sapienza, età e grazia.
  • Signore Gesù, che hai detto ai tuoi discepoli: “guardatevi dal disprezzare anche uno solo di questi piccoli, perché i loro Angeli vedono sempre il Volto del Padre mio che è nei Cieli”, benedici questi bambini e dona a noi adulti, genitori ed educatori, di essere un buon esempio per loro ed una guida sicura per la loro vita.
  • R. Salvaci da ogni pericolo.
  • Fa’ che custodiamo sempre il dono della tua amicizia.
  • R. Fa’ che custodiamo sempre il dono della tua amicizia.
  • Proteggi il papà e la mamma e tutti coloro che ci vogliono bene.
  • R. Proteggi il papà e la mamma e tutti coloro che ci vogliono bene.
  • Guarda con amore i piccoli e i poveri che soffrono per la fame, la malattia e l’abbandono.
  • R. Guarda con amore i piccoli e i poveri che soffrono per la fame, la malattia e l’abbandono.
  • Fa’ che la pace regni in ogni luogo della terra.
  • R. Fa’ che la pace regni in ogni luogo della terra.
  • Benedici tutti i bambini del mondo.
  • R. Benedici tutti i bambini del mondo.
  • Tu li hai amati e hai fatto di essi la misura del regno dei cieli.
  • R. Tu li hai amati e hai fatto di essi la misura del regno dei cieli.

Successivamente, si può recitare il Padre nostro. Il sacerdote può poi chiedere ai genitori di segnare a loro volta la fronte del bambino. L’Assemblea si scioglie in semplicità.

La Benedizione dei Bambini

L'Amore dei Papi per l'Infanzia

Mons. Giovanni Battista Montini (futuro Papa Paolo VI) ha lasciato un monito toccante dopo una benedizione: «Questa sera lo spettacolo offertomi è tale da restare ancora nella mia memoria, come resterà nella vostra. Facciamo onore all’impressione di questa sera… E poi, tutti insieme, aiutati così nella santa pace del Signore, alle opere del bene! Tornando a casa, troverete i bambini; date una carezza ai vostri bambini e dite: “Questa è la carezza del Papa”. Troverete qualche lacrima da asciugare: fate qualcosa, dite una parola buona.»

Anche Papa Giovanni XXIII era noto per il suo affetto verso i bambini. Tutti ricordano quando visitò i bambini degenti all’ospedale del Bambin Gesù. Si sentì chiamare da un piccolo paziente: «Vieni qui, Papa, vieni qui, Papa!». Si avvicinò al lettino e chiese: «Come ti chiami?». «Angelo, Papa». «Vedi, caro piccino, una volta mi chiamavo anch’io Angelo, ma da qualche giorno mi hanno fatto cambiare il nome… Adesso mi chiamo Giovanni». In un’altra corsia, un fanciullo divenuto cieco gli disse: «Io lo so che tu sei il Papa, ma non ti posso vedere. Però ti voglio un mondo di bene lo stesso».

fotografia di Papa Giovanni XXIII o Papa Paolo VI con dei bambini

San Antonio di Padova: Patrono dei Bambini

Sant’Antonio di Padova ha avuto una particolare predilezione per i bambini. Tra i miracoli da lui compiuti, quand’era in vita, più di uno riguarda proprio loro. A questa usanza fa seguito quella di far indossare ai bambini l’abitino francescano per ringraziare il Santo della protezione ricevuta e farla conoscere agli altri.

Preghiera a San Antonio per la Benedizione dei Bambini (Latino)

Qui si propone il testo latino originale tratto dal Rituale Seraphicum:

Cel. Orémus.
Dómine Jesu Christe, Fili Dei vivi, qui ante ómnia saecula génitus, in témpore tamen Infans esse voluísti et hujus aetátis díligis innocéntiam; qui párvulos tibi oblátos amánter compléxus es, iísque benedixísti et Ipse Infans inter bráchia beáti servi tui Antónii de Pádua peramánter descendísti: infántem istum (infántes istos) praeveni in benedictiónibus dulcédinis, et praesta, ne malítia mutet intelléctum ejus (eórum), eíque (eísque) concède, intercessióne ejúsdem beáti Antónii, sub cujus tutéla et patrocínio hic infans pónitur (hi infántes ponúntur) ut profíciens (proficiéntes) aetáte, sapiéntia et grátia, tibi semper placére váleat (váleant).

Preghiera a San Antonio per la Benedizione dei Bambini (Italiano)

Cel. Preghiamo.
Signore, Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, Tu ti sei fatto per noi bambino e ami il candore dei bambini. Quando te li presentavano li abbracciavi e li benedicevi. Scenda la tua benedizione su questi bambini affinché la malizia non macchi mai la loro anima; e per la potente intercessione del tuo servo sant’Antonio, alla cui protezione affidiamo questi bambini, concedi che crescendo con gli anni nella sapienza e nella grazia, continuino ad essere a te graditi.

immagine di Sant'Antonio di Padova con il Bambino Gesù

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