Il Battesimo di Cristo nell'Arte: Capolavori e Interpretazioni

«Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Questa citazione biblica introduce uno dei momenti più significativi della vita di Gesù, il suo battesimo per mano di San Giovanni Battista. Nel corso dei secoli, numerosi artisti hanno voluto raffigurare questo evento sacro, interpretandolo in modi diversi e lasciando opere che hanno segnato la storia dell'arte. Oggi, come ogni prima domenica dopo l’Epifania, la chiesa cattolica ricorda il Battesimo di Cristo, celebrato da San Giovanni Battista.

Verrocchio, Tintoretto, Perugino, Sansovino e molti altri si sono confrontati con questo tema, creando capolavori che spaziano dalla pittura alla scultura, ognuno con la propria visione e tecnica.

Rappresentazione del Battesimo di Cristo nell'arte, diverse opere

Grandi Maestri e le Loro Opere

Andrea del Verrocchio e Leonardo da Vinci: L'Innovazione Giovanile

Il Battesimo di Cristo, realizzato tra il 1475 circa, è un dipinto a tempera e olio su tavola (177 x 151 cm) conservato oggi alle Gallerie degli Uffizi a Firenze. Quest'opera fu destinata al monastero vallombrosano di San Salvi. Andrea del Verrocchio si avvalse della collaborazione di uno dei suoi allievi più promettenti: un giovanissimo Leonardo da Vinci, che all'epoca era ancora un apprendista.

Sulle rive del fiume Giordano, in Palestina, Gesù riceve il sacramento del battesimo da San Giovanni, che gli terge la testa versando dell’acqua. Il Battista sorregge un’esile croce e un cartiglio iscritto con l'annuncio dell'avvento del Salvatore: "ECCE AGNUS DEI [QUI TOLLIT PECCATA MUNDI]" (Ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo; Vangelo di Giovanni 1, 29). Due angeli inginocchiati assistono all’evento, uno dei quali sorregge la veste di Gesù.

Lo storiografo Giorgio Vasari, a metà del XVI secolo, narra nelle sue "Vite" che Verrocchio fu talmente indispettito dalla straordinaria bravura del giovane talento di Leonardo, mostrata in questo lavoro, che “mai più volle toccar colori”. Sebbene in realtà il maestro continuò a dipingere, l’episodio la dice lunga sullo stupore suscitato da un genio in erba e su quanto fosse promettente quel ragazzino.

Secondo Vasari, l’intervento di Leonardo si limitava all’angelo di profilo - simile a quello della Vergine delle Rocce - che spicca per l’articolata posa del corpo, la delicatezza dei lineamenti e la straordinaria naturalezza dei panneggi del manto azzurro. Studi odierni, tuttavia, sono orientati a ritenere che l’intervento di Leonardo sia stato più ampio e che sia intervenuto anche nell’esecuzione del suggestivo paesaggio fluviale, su cui degrada la luce dorata, e nelle rifiniture sul corpo del Cristo. Era del resto usuale, nell’organizzazione delle officine artistiche del Quattrocento, che il capobottega ideasse l’opera, lasciando poi l’esecuzione di parti secondarie ad allievi e collaboratori. È probabile che nella tavola abbiano lavorato, oltre a Verrocchio e Leonardo, anche un altro pittore più anziano, come suggerisce il carattere meno evoluto di alcuni dettagli, quali ad esempio le mani di Dio Padre e la colomba dello Spirito Santo, in alto.

La tavola proviene dalla chiesa del monastero vallombrosano di San Salvi a Firenze, per poi passare nel 1730 a Santa Verdiana, e pervenire infine nelle raccolte delle gallerie fiorentine nel 1810.

Battesimo di Cristo di Verrocchio e Leonardo da Vinci, Galleria degli Uffizi

Piero della Francesca: Geometria e Simbolismo

Il Battesimo di Cristo di Piero della Francesca (1448-1450 circa), una tempera su tavola di 1,67 x 1,16 m, è la più famosa tra le sue opere giovanili, oggi conservata alla National Gallery di Londra. Realizzata in piena autonomia per Borgo San Sepolcro fra il 1440 e il 1445, la sua datazione è controversa; alcuni critici la collocano negli anni immediatamente successivi al 1439, richiamando i tenui colori pastello amati da Domenico Veneziano, di cui Piero fu allievo.

L’episodio del battesimo di Gesù è narrato nei Vangeli di Marco (1,9-11), Matteo (3,13-17) e Luca (3,21-22). Giovanni Battista giunse nei pressi del Mar Morto, dove confluisce il fiume Giordano, e lì iniziò a predicare l’avvento del Regno di Dio e ad amministrare il battesimo per il perdono dei peccati. Gesù si presentò a lui e gli chiese di essere battezzato. Giovanni, avendolo riconosciuto, cercò di sottrarsi: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». Gesù rispose: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia». Allora Giovanni lo battezzò, e, secondo i Vangeli, in quel momento lo Spirito Santo, in forma di colomba, scese su di lui.

Nel dipinto, Cristo occupa il centro della scena, sovrastato dalla colomba, simbolo dello Spirito Santo. A sinistra, un albero, simbolo della vita che si rigenera con l’avvento del Salvatore, affianca Gesù. A destra, San Giovanni Battista, vestito di una pelle a brandelli, sta battezzando Cristo. Il Redentore è mostrato frontalmente, immobile, con le mani giunte e gli occhi umilmente abbassati sotto lo sguardo vigile di tre angeli all'estrema sinistra. L'angelo con un drappo rosa sulla spalla, seminascosto dall'albero, guarda dritto verso l'osservatore, con il compito di richiamare l'attenzione del fedele.

Battesimo di Cristo di Piero della Francesca, National Gallery

Sul fondo si scorgono dei farisei; uno di loro, il più vecchio, indica il cielo con il braccio destro, puntando alla colomba sospesa sul Cristo. Questo gesto è enfatizzato dalla posizione parallela della gamba sinistra del Battista. All’estrema destra, un neofita si spoglia per essere a sua volta battezzato, un lampo di realismo in una scena così intellettualmente concepita, che richiama i bellissimi neofiti di Masaccio nella Cappella Brancacci.

Nella zona centrale del dipinto, a sinistra in lontananza, si riconosce nel piccolo borgo fortificato la cittadina di Sansepolcro, ambiziosamente presentata come nuova Gerusalemme. Il Giordano è dunque identificato con il Tevere, un'attualizzazione dell'evento evangelico assai consueta nella pittura rinascimentale, a voler ricordare che gli eventi storici dei Vangeli hanno significati che vanno al di là della Storia.

La scena immaginata da Piero ha poco a che vedere con la riproduzione fedele della realtà: essa è interamente una costruzione mentale, molto rigorosa e guidata dalla geometria e dalla matematica. La tavola è composta da un quadrato sormontato da una semicirconferenza, al centro della quale l'artista collocò la colomba, le cui ali si distendono lungo il diametro. Sull’asse verticale si distribuiscono colomba, mano e coppa del Battista, corpo di Cristo, il cui ombelico coincide con l’incontro delle diagonali del quadrato. Il vertice inferiore del triangolo equilatero costruito dal lato superiore del quadrato coincide con i piedi di Gesù; l’altro triangolo equilatero, quello costruito invece dal lato inferiore, ha il vertice sulla mano del Battista. Il pentagono costruito all’interno del quadrato contiene gran parte delle figure della composizione.

Piero era un pittore molto colto e un finissimo intellettuale, che amava costruire le scene di tutti i suoi quadri secondo precisi criteri geometrici e proporzionali. Ne trattò pure in un suo testo sulla geometria euclidea, il De corporibus regularibus, scritto tra gli anni Sessanta e Ottanta del Quattrocento. Le sue sono «figure vestite di silenzio, accarezzate dall’azzurro del cielo e dal verde della terra. Una pittura sobria - la sua - ove tutto è misura, equilibrio, armonia; ove viene fermato un attimo di tempo che ha il respiro dell’eterno; ove la luce meridiana piove a picco abolendo l’ombra delle cose».

Nel 1439, a Firenze, il pittore assistette all’apertura del Concilio ecumenico convocato pochi anni prima da papa Eugenio IV. Secondo alcuni studiosi, il quadro farebbe riferimento a tale evento e alla raggiunta pacificazione fra la Chiesa d’Oriente (greca) e quella d’Occidente (romana), riconducendo la datazione del dipinto a quegli anni. Due angeli, infatti, si tengono per mano, mentre il terzo ha la mano destra sollevata in un antico gesto classico che significa concordia.

Altri studiosi hanno interpretato i tre angeli, uno dei quali è vestito di bianco, rosso e blu (colori divini e trinitari), come l’allegoria della Trinità; essi incarnerebbero, da sinistra, il Padre, lo Spirito Santo e il Figlio. Piero avrebbe dunque scelto l’iconografia bizantina della Trinità basata sull’apparizione dei tre angeli ad Abramo alle querce di Mamre, che il pittore russo Andrej Rublëv aveva magistralmente proposto pochi anni prima in una delle sue più celebri icone.

Analisi geometrica del Battesimo di Cristo di Piero della Francesca

Pietro Perugino: Il Ciclo della Cappella Sistina

Pietro Perugino affrescò per volere di papa Sisto IV il Battesimo di Cristo nel secondo registro della Cappella Sistina, attorno al 1482. L’opera ha dimensioni notevoli: misura 5 metri e 40 centimetri di lunghezza per 3,35 metri di altezza. Per realizzare questo affresco, Perugino si avvalse della collaborazione di numerosi aiuti, fra i quali il giovane Pinturicchio.

La scena ha lo schema simmetrico tipico delle opere del Perugino. Al centro si vede il fiume Giordano che scorre in direzione dello spettatore, culminando con la figura di Gesù che sta ricevendo il Sacramento del Battesimo da parte di San Giovanni. La colomba dello Spirito Santo scende su di loro dall’alto, sorvegliata da Dio Padre attorniato da un nugolo di cherubini. Cristo in primo piano con le braccia conserte riceve il sacramento nel fiume Giordano mentre il Battista, chinato, sta raccogliendo le acque con una ciotola finemente decorata.

Battesimo di Cristo di Pietro Perugino, Cappella Sistina

Andrea Mantegna: Un'Opera Postuma

Andrea Mantegna dipinse a tempera, caseina e oro su tela il Battesimo di Cristo attorno al 1506. Quest'opera decora oggi la sua cappella funebre all’interno della basilica di Sant’Andrea a Mantova. Alla morte dell’artista, l’opera non era stata completata, ma fu il figliolo Francesco a condurla a termine, sebbene non avesse la maestria del padre.

Battesimo di Cristo di Andrea Mantegna

Niccolò Anselmi: Dettagli di una Commissione

Il dipinto di Niccolò Anselmi raffigura la scena del battesimo di Cristo, in primo piano, da parte di San Giovanni Battista. Commissionato all'Anselmi da Alberto Panciroli - che si era rivolto in prima istanza al Correggio, morto prima di aver potuto realizzare l'opera - il dipinto era già ultimato il 22 dicembre 1536. Inizialmente figurava sull'altare dedicato a S. Giovanni Battista, situato nella testata del braccio sinistro del transetto.

Trasferito sull'altare della cappella Bussetti nel 1657, il dipinto fu provvisto di una cornice "dorata a velatura" da Francesco Frailich nel 1863 e pulito nel 1867 da Domenico Pellizzi. Queste informazioni documentate provengono da fonti come M. Pirondini-E. Monducci, "La pittura del Cinquecento a Reggio Emilia" e D. Manzini, "Storia dell'insigne Basilica di S. Prospero in Reggio nell'Emilia".

Dipinto del Battesimo di Cristo di Niccolò Anselmi

Le Sculture: Andrea Sansovino e Francesco Mochi

Anche la scultura ha offerto importanti interpretazioni del Battesimo di Cristo. Il gruppo scultoreo di Andrea Sansovino fu scolpito per essere sistemato sopra la Porta del Paradiso del Ghiberti del Battistero di San Giovanni a Firenze. Per motivi conservativi, da qualche anno l’opera originale è stata portata in un luogo più consono e sostituita da una copia, mentre l'originale si trova ora al nuovo Museo dell’Opera del Duomo.

Un altro significativo gruppo scultoreo è opera di Francesco Mochi, creato tra il 1630 e il 1640 per essere posizionato sopra l'altare maggiore della chiesa di San Giovanni dei Fiorentini a Roma. Dopo un iniziale collocamento a Palazzo Falconieri in Via Giulia e poi nell’atrio di Palazzo Braschi, nel febbraio 2016, a quattrocento anni dalla loro nascita, le due figure scolpite da Mochi sono state finalmente ricollocate all'interno della chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, dove possono essere ammirate ancora oggi.

Scultura del Battesimo di Cristo di Andrea Sansovino o Francesco Mochi

Benedetto XVI spiega cos’è il Battesimo | Discorso integrale e significato teologico

tags: #battesimo #di #cristo #michelangelo