La Nascita e il Battesimo di Padre Pio a Pietrelcina
Il 25 maggio 1887 nasceva a Pietrelcina (BN) Padre Pio, al secolo Francesco Forgione. I suoi genitori erano Grazio Forgione e Maria Giuseppa di Nunzio, detta Peppa. La sua nascita avvenne in una piccola stanza, in Vico Storto Valle, una stanza con il soffitto di legno, semplice e ben costruita, con al centro il letto matrimoniale dei genitori.
Il giorno successivo, il 26 maggio 1887, il piccolo Francesco ricevette il battesimo da don Antonio Orlando. Il sacramento fu amministrato nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. Questa chiesa è anche identificata come la chiesetta di Sant’Anna, situata a pochi passi dalla casa natale della famiglia Forgione.

Pietrelcina, il comune che ha dato i natali a Padre Pio, si prepara annualmente a festeggiare l’anniversario della nascita e del battesimo del suo concittadino più illustre. In tale occasione, una messa viene celebrata nella chiesetta di Sant’Anna in memoria del Battesimo di Padre Pio. Nel pomeriggio, nella chiesa “Sacra Famiglia” del Convento dei Frati Minori Cappuccini, si tiene una Messa presieduta dal Vicario provinciale dei Frati Minori Cappuccini.
L'Arrivo a San Giovanni Rotondo e il Convento
Padre Pio arrivò a San Giovanni Rotondo il 28 luglio 1916, proveniente da Pietrelcina. I frati cappuccini erano giunti in questa località nel 1540 con l'intento di diffondere il Vangelo secondo la Regola di San Francesco, erigendo come primo segno della loro presenza una croce, tuttora visibile sul sagrato del Santuario.
Nel convento di San Giovanni Rotondo si trovava la cella numero 5, che il Padre occupò al suo arrivo fino al 1940. Successivamente, fu trasferito nella cella numero 1, che Padre Pio occupò fino al 1968. All’interno della cella sono presenti il letto, il Crocifisso, una cassa per la biancheria, un comodino, una scrivania, due sedie ed uno scaffale pensile con alcuni libri. Non è permessa la visita alla cella, in quanto fa parte della zona coperta dalla clausura.

Le Chiese di San Giovanni Rotondo legate a Padre Pio
La Chiesetta Antica di Santa Maria delle Grazie
La chiesetta antica di Santa Maria delle Grazie fu iniziata nel 1538 su richiesta e a spese del popolo, con il consenso dell’arcivescovo sipontino, cardinale Giovanni Maria di Monte S. Inizialmente venne consacrata e intitolata a S. Maria degli Angeli. Il 5 luglio 1676, con grande solennità, la chiesetta venne dedicata a Santa Maria delle Grazie, la protettrice di San Giovanni Rotondo.
In questa chiesetta San Pio ha celebrato la Santa Messa dal 1916 al 1959. A sinistra, entrando, si trova il confessionale dove, dal 1935 fino al giorno della sua morte, Padre Pio ascoltò le confessioni delle donne. Sull’altare maggiore è presente l’effige della Madonna delle Grazie.
Il Santuario di Santa Maria delle Grazie (Chiesa Nuova)
Data la crescente affluenza di pellegrini, la chiesa antica divenne presto troppo piccola per accogliere tutti i fedeli, tanto che nel 1954 Padre Pio cominciò a celebrare all’aperto. Si rese quindi necessaria la costruzione di una chiesa più grande. I lavori per la costruzione del Santuario iniziarono nel 1956 sotto la direzione dell’architetto Giuseppe Gentile di Boiano. La chiesa, consacrata il primo luglio 1959, si compone di tre navate: la navata centrale, dove è custodito l’altare sul quale San Pio celebrò negli ultimi anni, è dominata dal grandioso mosaico dell’abside in cui San Pio si presenta come intermediario tra la Vergine Maria e gli uomini. Le navate laterali ospitano nove altari con otto mosaici, quasi tutti eseguiti dalla scuola vaticana, e una statua di Sant’Antonio con il Bambinello.

La Chiesa di San Pio da Pietrelcina (Chiesa Moderna)
La costruzione di una nuova, imponente chiesa intitolata a San Pio da Pietrelcina fu fortemente voluta dal Padre stesso. La posa della prima pietra avvenne il 1 maggio del 1958, alla presenza di Padre Pio, che firmò la pergamena ricordo poi deposta nelle fondamenta. I lavori, completati nell’agosto del 1965, ebbero la consacrazione fissata per l’11 settembre dello stesso anno.
Il sagrato della Nuova Chiesa rientra nel progetto di realizzare una chiesa “aperta”. Esso si trova in pendenza, quasi per condurre dolcemente il pellegrino all’interno della sacra struttura e per accogliere i fedeli durante le celebrazioni liturgiche all’aperto, le fiaccolate e le processioni eucaristiche, potendo contenere circa 30 mila persone.
La chiesa superiore, con una capienza di 6500 posti a sedere, si presenta come una vera e propria opera dell’ingegno, strutturalmente inedita ma liturgicamente completa. La struttura è composta da una serie di archi in pietra di Apricena, percorsi all’interno da cavi d’acciaio, che, partendo dall’altare, si irradiano come le dita di una mano pronta ad accogliere e si estendono a formare e sostenere la chiesa. La loro intersezione crea tre navate semicircolari che avvolgono l’altare. Tra tutti i blocchi utilizzati non ve ne sono due uguali, simboleggiando che ogni cristiano è componente essenziale della Chiesa: ‹‹voi siete tutti pietre vive accostate una all’altra verso la pietra angolare che è Cristo››.

Nel 2009, la chiesa, insieme alla rampa d'accesso, è stata rivestita da mosaici realizzati dal gesuita p. Marko Ivan Rupnik. Lungo le pareti della rampa sono rappresentati, in parallelo, gli eventi più significativi delle vite di san Francesco e di san Pio. Queste immagini sono precedute da due scritte che invitano il pellegrino a rallentare il passo e a prendere coscienza della vita nuova ricevuta al Battesimo, una vita che san Francesco e san Pio hanno vissuto in modo radicale. Seguono poi immagini della vita di Gesù, punti fermi della storia della salvezza che ricordano spiritualmente come Dio si sia fatto uomo affinché l'umanità potesse vivere la vita divina. Nella chiesa inferiore sono raffigurati alcuni episodi della vita di Gesù e due scene del Vecchio Testamento, richiamando alla memoria il Paradiso, vera patria di ogni battezzato.
La vita di Padre Pio raccontata nei mosaici di Rupnik
Il 19 aprile 2010, nell’intercapedine ricavata fra il plinto centrale e il muro di rivestimento esterno, è stato collocato il sarcofago contenente il corpo di san Pio da Pietrelcina. La chiesa inferiore, impreziosita dai mosaici, era stata benedetta il 21 giugno 2009 da Papa Benedetto XVI durante la sua visita pastorale a San Giovanni Rotondo.
La Chiesa della Madonna Addolorata
La chiesa della Madonna Addolorata risale al XVII secolo. Al suo interno si trova la statua della Madonna Addolorata, per la quale Padre Pio nutriva una profonda venerazione e devozione. Tanto che nel 1965 fu lui stesso a disporre il restauro della statua. Il Venerdì Santo, la statua viene portata durante la mattina nella chiesa di Sant’Orsola per la liturgia, mentre durante la sera viene portata in processione per la Via Crucis per le strade della città.
L'Opera di Carità: La Casa Sollievo della Sofferenza
Fin dal 1925, Padre Pio sperava di poter offrire agli abitanti di San Giovanni Rotondo una casa di cura per gli ammalati. Riuscì a raccogliere offerte generose e a trasformare un ex monastero nel piccolo Ospedale Civile San Francesco, dotato di due corsie, attrezzature funzionali e venti posti letto. Tuttavia, nel 1938 un terremoto distrusse l’edificio.
L’idea di Padre Pio era quella di erigere una “clinica” vicino al convento. La sua costruzione iniziò nel maggio 1947, con offerte giunte da tutto il mondo. La clinica fu inaugurata il 5 maggio 1956 e Padre Pio le diede il nome di Casa Sollievo della Sofferenza, che rappresenta la testimonianza più eloquente della sua opera. Attualmente, la Casa Sollievo della Sofferenza si presenta come una vera e propria città ospedaliera, passando dai venti letti iniziali a quasi milleduecento.

Il Santo di Pietrelcina intuì che la cura degli ammalati non avrebbe potuto raggiungere il suo obiettivo senza il supporto della preghiera, così come era certo che la preghiera rischiava di risultare sterile se non sfociava nel bisogno di farsi carico, anche concretamente, delle sofferenze fisiche e morali di tante persone. Il Cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, ha sottolineato la particolarità di un ospedale che poggia le sue fondamenta sulla sapienza di Padre Pio. Casa Sollievo appare, a distanza di 60 anni, sempre più una profezia e una sfida, richiamando a immaginare quanto si è chiamati a compiere oggi e domani, qui e altrove.
Nella storia dell’ospedale c’è anche un piccolo “giallo” riguardante la sua intitolazione. A partire dal 1947, i giornali e le riviste assecondarono le giuste aspettative degli americani, parlando sia di ospedale «Fiorello La Guardia», sia di «Casa Sollievo della Sofferenza».
Altre Opere Spirituali e Luoghi Significativi
La vita di Padre Pio è segnata dalla sofferenza, sopportata con dignità, discrezione ed eroismo, e offerta come dono al Signore per la salvezza degli uomini. Il Santo di Pietrelcina, che ha portato per cinquant’anni nel suo corpo le stimmate del Cristo e che per tutta la vita ha aiutato il Signore e gli uomini a portare la croce, è stato definito “Il Cireneo di tutti” e viene raffigurato in una delle stazioni della monumentale Via Crucis.
La Via Crucis, percorso di fede, fu fortemente voluta da Padre Pio, che ne benedisse la prima pietra. L’autore lavorò alle sculture dal 1968 al 1971. Due grosse scalinate accolgono i fedeli che intendono fare il pio esercizio, il quale ha il punto di partenza nella statua della Madonna con il Bambino, opera dello stesso autore. Particolare attenzione merita la quinta stazione, in cui il Cireneo è sostituito dallo stesso Padre Pio che, a differenza dell’evangelico personaggio, non viene costretto a portare la croce di Cristo, ma si offre spontaneamente.

Nella vecchia piazza degli Olmi, oggi Piazza Padre Pio, si può ammirare l’ultima opera dello scultore Pericle Fazzini, una statua di Padre Pio con le braccia levate in alto per mostrare l’ostensorio.
Il desiderio di San Pio di avere una realtà contemplativa a San Giovanni Rotondo ha preso forma e si è concretizzato attraverso una Comunità di Clarisse Cappuccine, costituitasi nel 1987 in occasione del centenario della nascita di San Pio. Il Monastero, in cui le Clarisse vivono in completa povertà e austerità, sorge nel cuore verde del Monte Castellano.
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