Il Basilico: Simbolo d'Amore, Leggende e Tradizioni Millenarie

Il basilico (Ocimum Basilicum), fragrante e delicato, con le sue foglie che variano dal verde chiaro al verde intenso, è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, probabilmente tra l'Asia tropicale e l'India.

Pianta di basilico in vaso

Origini e Diffusione del Basilico

La pianta si diffuse dal Medio Oriente all’antica Grecia e, in Italia, giunse ai tempi di Alessandro Magno, intorno al 350 a.C. Attraverso il Medio Oriente, raggiunse l'Europa, in particolare l'Italia e il sud della Francia, attorno al XV secolo. Solo dal XVI secolo iniziò a essere coltivato in Inghilterra; successivamente, a partire dal XVII secolo, con le prime spedizioni migratorie, fu introdotto anche nelle Americhe.

Il nome attuale deriva dal latino medievale basilicum, che a sua volta trae origine dal greco antico basilikos, ovvero “erba degna di re, regale”, come ricordato da Teofrasto nel III secolo a.C.

Il Basilico nella Tradizione Lisboeta: Festa di Sant'Antonio

A Lisbona, l’amore si dichiara con una piantina di basilico in occasione della festa di Sant'Antonio dei portoghesi, il patrono della città e protettore delle promesse di matrimonio, che ricorre il 13 giugno. In questo anniversario della sua morte, la città si trasforma e dà il meglio di sé con svariate tradizioni. Tra le usanze del giugno lisboeta c’è quella di acquistare vasi di terracotta contenenti piante di basilico, decorate con garofani di carta velina colorata. Sulla sommità del bastoncino piantato nel fiore di carta, va messo un biglietto con versi d’amore destinati all’amata. Nella notte tra il 12 e il 13 giugno, i ragazzi regalano alle ragazze le piantine di basilico con messaggi d’amore più o meno scherzosi.

Altre tradizioni del giugno lisboeta includono le sardine cotte su griglie improvvisate e mangiate per strada, le marce popolari in Avenida da Liberdade con bambini che sfilano in costume, e le feste con musica pimba nei quartieri storici della città. Il 13 giugno si celebrano anche i matrimoni di Sant'Antonio organizzati dalla Camara Municipal di Lisbona e celebrati nella stupenda Sé, la Cattedrale.

Tradizioni di festa a Lisbona con piante di basilico

Il Basilico e le Sue Leggende Millenarie

Il basilico è una pianta ricca di simbolismi e leggende che attraversano diverse culture ed epoche. Il suo potere è spesso ambivalente e contrastante, attribuendogli proprietà sia positive che negative.

Simbologia Antica e Mitologica

  • Greci e Romani: Gli antichi Greci lo utilizzavano per le offerte sacrificali, ritenendolo di buon auspicio per l'aldilà. A Roma era considerata una pianta magica e sacra a Venere, simbolo di abbondanza e fertilità. I semi del basilico erano ritenuti potenti afrodisiaci, e ancora oggi, in alcune zone italiane, si fa mangiare ad asini e cavalli durante il periodo riproduttivo per aumentare la loro forza sessuale, da cui la credenza che il basilico fosse il vero simbolo degli innamorati. I Romani lo consideravano anche sacro a Marte, dio della guerra, e i soldati lo usavano prima delle battaglie credendo che aumentasse la carica combattiva e curasse le ferite.
  • Antidoto al Basilisco: Una leggenda narra che il basilico fosse l'antidoto contro il veleno del basilisco, il mostro a forma di serpente della mitologia greca. Questa credenza gli attribuiva anche un potere protettivo contro creature velenose e spiriti maligni.
  • Riti di Raccolta: Anticamente esistevano storie curiose sulla sua coltivazione e raccolto. Gli antichi Greci pensavano che per un buon raccolto della pianta occorresse pronunciare ad alta voce una serie di imprecazioni nel momento in cui si seminava, un'usanza che ha dato origine all'espressione "seminare basilico" per indicare "lanciare maledizioni".

Leggende Cristiane e Medievali

  • Nascita ai Piedi della Croce: Si dice che il basilico sia nato ai piedi della croce di Cristo e sia stato raccolto dall'imperatrice Elena, che lo diffuse in tutto il mondo. Questa connessione lo rende ancora oggi un elemento per addobbare gli altari delle chiese ortodosse.
  • Simbologia Domestica: Nel Medioevo, si pensava che una pianta di basilico messa sul davanzale di una coppia indicasse che la donna avesse il possesso del focolare.

Il Basilico nelle Opere Letterarie e Tradizioni Popolari

  • Il Decamerone di Boccaccio: La profumata piantina diventa protagonista nella V Novella, giornata IV, del Decamerone, dove l'eroina Elisabetta da Messina, dopo l'assassinio del suo amato Lorenzo da parte dei fratelli gelosi, ne seppellisce la testa in un grande vaso di basilico, innaffiandolo tutti i giorni con le sue lacrime.
  • Simbologia d'Amore in Italia: In Italia, un coccio di basilico appoggiato sul balcone stava a indicare che la donna era pronta a ricevere il suo amato. In Sicilia, mettere una pianta di basilico sulla finestra indicava che la donna fosse innamorata.
  • Magia e Riti: Nel campo della magia, il basilico è utilizzato per appianare i conflitti tra gli innamorati, grazie al suo gradevole profumo che è in grado di portare armonia nella casa. Le streghe usavano il basilico in filtri d’amore con formule specifiche. Insieme a menta e papavero, può essere usato per sacchettini o incensi per l'abbondanza. È utile anche per rinfrescare la memoria e l'attenzione e può aiutare a ricordare i sogni se utilizzato in luna nuova.
Illustrazione del Decamerone di Boccaccio

Simbologia Orientale

  • India: In India, il basilico (Ocimum sanctum, o Tulsi) non è utilizzato in cucina, ma è considerato una pianta sacra, l'Incomparabile. In essa viene identificata Lakshmì, sposa di Vishnù e dea della bellezza e dell'armonia, invocata per proteggere il corpo e concedere figli. Il Tulsi è anche impiegato nella medicina ayurvedica come elisir di lunga vita. Gli Egiziani, tutt'oggi, offrono foglie di basilico agli invitati ai matrimoni in segno di buon auspicio.

Simbologia di Lutto e Connessione con l'Aldilà

  • Creta e Moldavia: A Creta era simbolo di lutto, e in Moldavia il basilico era piantato sulle tombe, e se ne raccoglievano i fiori credendo che contenessero lo spirito del defunto. Questa connessione tra il basilico e il trapasso nell'aldilà è un tema ricorrente in diverse credenze.
  • Antico Egitto: Le prime notizie storiche del basilico risalgono all'Antico Egitto, dove era usato durante le operazioni chirurgiche per prevenire e curare le infezioni e, bruciato, in sostituzione dell'incenso nella purificazione degli ambienti e, forse, per l'imbalsamazione dei defunti. Gli antichi Egizi lo utilizzavano per la preparazione dei balsami per l’imbalsamazione dei defunti.

Le "Teste di Moro" di Sicilia: Una Leggenda Intrecciata al Basilico

A Palermo, esistono dei vasi in ceramica caratteristici, detti a Teste di Moro: vasi di bellissima fattura, lavorati da straordinari artigiani. La leggenda vuole che attorno all’anno Mille, durante la dominazione dei Mori, nel popolare quartiere di Al Kalisa (oggi Kalsa), vivesse una bellissima fanciulla chiusa in casa per la gelosia del padre. Un giovane e bellissimo soldato moro, passando per quella strada, si invaghì perdutamente della fanciulla.

Coppia di Teste di Moro siciliane

Versioni della Leggenda

Tra i due nacque un grande amore, nonostante il moro avesse taciuto di essere sposato e padre e che presto sarebbe dovuto rientrare in patria. In preda alla disperazione e gelosia, la fanciulla meditò vendetta: nel mezzo della notte decapitò il moro. La testa fu poi imbalsamata e trasformata in un vaso per contenere una pianta di basilico, che la giovane curava e bagnava personalmente con le sue lacrime, tanto da farla crescere forte e rigogliosa. Questo suscitò l’invidia di tutto il vicinato, che si fece confezionare, dagli artigiani più bravi, vasi raffiguranti la testa del Moro.

In un’altra versione, una giovane di buona famiglia siciliana si innamora di un arabo. Dal loro incontro nasce una relazione clandestina che, una volta scoperta, porterà alla decapitazione dei due giovani innamorati. Le due teste vengono trasformate in vasi per i fiori ed esposte nel balcone come ammonimento per chiunque avesse voluto intraprendere una relazione simile.

La versione di Boccaccio, già citata, presenta una storia simile con Lisabetta da Messina e Lorenzo. I fratelli di Lisabetta, scoprendo la relazione clandestina, uccidono Lorenzo. Lisabetta, dopo che Lorenzo le appare in sogno, ritrova il corpo, ne stacca la testa e la ripone in un vaso di basilico, annaffiandolo con le sue lacrime. I fratelli, scoprendo il macabro segreto, fuggono per timore di essere incolpati.

Le Origini Simboliche dei Vasi Antropomorfi

Le origini esatte delle Teste di Moro siciliane non sono del tutto chiare, ma si ritiene che abbiano radici nel periodo della dominazione araba in Sicilia (VIII-XIII secolo). L'arte e la cultura araba hanno avuto un'influenza significativa sull'isola, e l'invetriatura piombifera delle ceramiche, tipica dei vasi attuali, riporta a quel periodo. Tuttavia, il vaso antropomorfo non è un'invenzione araba, poiché culture come l'ebraismo e l'islam esercitano l'aniconismo.

Vasi a forma di testa sono riscontrabili in Oriente, nelle culture precolombiane e soprattutto nella cultura greco-romana. In Grecia antica, vasi a forma di testa o con la testa dipinta frontalmente erano comuni, spesso raffiguranti divinità come Demetra/Persefone e Ade/Dioniso. Il vaso è un simbolo che rappresenta la madre, l'utero, il ritorno laddove tutto ebbe inizio.

Il vaso, anche definito in dialetto "rasta" nella cultura contadina, era prevalentemente usato per gli aromi o piante medicinali. Il basilico, che cresce in primavera per fiorire alla fine dell'estate, rappresenta il momento della rinascita, un richiamo a Demetra che ottiene di liberare sua figlia Persefone per sei mesi l'anno. Non a caso queste "raste" antropomorfe sono spesso in coppia, considerate nella cultura popolare di buon auspicio per l'armonia della famiglia, proprio come il basilico.

La simbologia delle Teste di Moro ha subito rimaneggiamenti nel tempo. È plausibile che in origine la scelta del soggetto "moro" sia nata per sottolineare una concordanza, data la lunga dominazione musulmana in Sicilia. Tuttavia, dopo la liberazione ad opera di Ruggero d’Altavilla, il "moro" è spesso diventato il soggetto della discordanza nelle credenze popolari, un aspetto da ricordare oggi, in un'epoca in cui tali simboli possono essere interpretati come segni di razzismo.

Vaso antropomorfo di Demetra/Kore

Proprietà e Usi del Basilico

Descrizione Botanica e Coltivazione

Il basilico (Ocimum Basilicum), è facilmente riconoscibile per la forma delle sue foglie lanceolate che variano dal verde chiaro al verde intenso e, per alcune varietà, addirittura al viola o al porpora. Ama il sole e il caldo, ed è una delle piante simbolo dell'Italia, soprattutto nelle aree mediterranee.

Per conservare il basilico, basta pulire le foglie appena raccolte e metterle sott'olio; l'olio così aromatizzato potrà essere utilizzato per condire insalate e bruschette. Per avere tutte le caratteristiche delle sue foglie sui nostri alimenti, ricordate che il basilico, come la maggior parte delle erbe aromatiche, deve essere aggiunto nelle pietanze calde solo a fine cottura. Non tritatelo, ma spezzettatelo a mano, crudo.

Valore Alimentare e Culinario

Il basilico è noto soprattutto per il suo utilizzo nella preparazione della salsa più cotta sulla terra... il pesto! Ha un basso apporto calorico e contiene molte sostanze nutritive essenziali, minerali e vitamine necessarie per la salute dell'organismo, come il beta-carotene, la zeaxantina, la vitamina A, K, B1, B2, B3, C ed E. Il suo impiego in cucina rappresenta un primo passo verso il completamento di una buona digestione. L'uso del basilico è diffuso anche nelle conserve e nei liquori.

Proprietà Medicinali e Benefici per la Salute

Il basilico è un alimento antinfiammatorio, apporta importanti benefici nei casi di infiammazione intestinale, fornendo sollievo immediato nei casi di gas nello stomaco e nell'intestino. Contiene tracce di aminoacidi, tra cui la lisina, che favorisce lo sviluppo di anticorpi e contribuisce alla fissazione del calcio nelle ossa.

Nella medicina popolare di varie regioni italiane è impiegato per calmare la febbre e la pertosse, per alleviare le emicranie, risolvere le afte, le indigestioni e l'acidità di stomaco. Combatte inoltre l'insonnia, l'ansia, il nervosismo, le nausee da gravidanza, le vertigini, la pressione bassa, le congestioni, i dolori articolari, il raffreddore e l'influenza, la caduta dei capelli e i problemi di circolazione.

Il basilico è indicato dalla medicina naturale come rimedio per alleviare il dolore causato dall'artrite e per ridurre altre infiammazioni: ad esempio, con le sue foglie essiccate si può preparare un infuso per alleviare i sintomi del mal di gola. Queste virtù sono giustificate dai suoi principi attivi antinfiammatori e antibatterici, come l'eugenolo (benefico per coloro che soffrono di condizioni infiammatorie croniche all'intestino, artrite reumatoide, osteoartrite o artrosi, febbre) e il linalolo, che ha attività antifungina.

In infusione è un ottimo sedativo, un antimicrobico, diuretico e un ottimo disinfiammante per il cavo orale.

Usi in Cosmesi e come Repellente

Oltre all'uso interno, il basilico è utilizzato in cosmesi per bocca o gola infiammate e per purificare l'alito. Per ottenere un bagno aromatico, tonificante e deodorante, si può aggiungere un pugno di foglie di basilico nell'acqua del bagno (in un sacchetto di tela spessa per evitare di intasare gli scarichi).

Il delicato profumo del basilico risulta molto fastidioso per gli insetti, in modo particolare per le zanzare, agendo come un naturale repellente.

PESTO ALLA GENOVESE

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