I Quattro Evangelisti - Matteo, Marco, Luca e Giovanni - e i loro simboli tradizionali (l'angelo o l'uomo, il leone, il bue e l'aquila) rivestono un'importanza fondamentale nell'iconografia e nell'architettura sacra cristiana. La loro rappresentazione è diffusa nelle chiese e basiliche di tutto il mondo, spesso con valenze decorative, simboliche e didattiche. Sebbene non esista una lista esaustiva di basiliche dedicate collettivamente ai quattro evangelisti, numerosi edifici sacri li onorano in modo preminente attraverso sculture, mosaici, intarsi e altri elementi artistici, trasformando lo spazio architettonico in una vera e propria catechesi visiva.
La Sagrada Familia: Le Imponenti Torri degli Evangelisti
La Sagrada Familia a Barcellona, l'opera incompiuta di Antoni Gaudí, è un esempio eclatante della celebrazione dei Quattro Evangelisti nell'architettura contemporanea. Tra pochi mesi, la basilica vedrà completate le quattro torri dedicate agli evangelisti che circondano la torre centrale di Gesù. Entro la fine dell'anno saranno terminate le torri di Marco e Luca e nel 2023 quelle di Giovanni e Matteo. I modelli delle sculture che coronano le torri furono presentati quattro anni fa e ora si potranno vedere nella loro realizzazione e posizione definitiva.
Le quattro torri, completate con l'installazione di un busto di un angelo e un'aquila, simboli di Matteo e Giovanni, e illuminate per la prima volta in una solenne cerimonia, sono state benedette dall'Arcivescovo Juan José Omella. Attualmente, 13 torri su un totale di 18 sono completate. La Commissione di Costruzione della Sagrada Familia ha spiegato che la relazione tra forma architettonica e simbolismo è evidente in tutta l'opera, e le quattro torri inaugurate mostrano al mondo l'importanza dei Vangeli, rappresentando una vera e propria "catechesi" orientata verso i quattro punti cardinali: San Luca a nord, San Matteo a sud, San Marco a ovest e San Giovanni a est.
Le sculture di marmo bianco, provenienti dalla Grecia, sono state realizzate dallo scultore Xavier Medina Campeny. I quattro tetramorfi avranno ali superiori di cemento bianco che culmineranno a un'altezza di 135 metri. L'interno del poliedro che unisce la base di ogni torre con le sculture sarà uno spazio vuoto destinato ai faretti che illumineranno la torre centrale di Gesù, alta 174 metri. Le torri degli evangelisti, con i loro 135 metri, saranno le terze più alte del tempio, dopo la Torre di Maria già completata l'anno scorso.
Il fusto, ovvero la parte finale della base di ogni torre dell'evangelista, sarà la sezione che più assomiglierà agli attuali pinnacoli delle facciate. Sarà coperto di trencadís e vi saranno incise le lodi "Amen" e "Alleluia". Gaudí progettò queste iscrizioni sugli elementi esterni elevati dell'edificio affinché le persone che passavano vicino alla Basilica alzassero lo sguardo per leggere e pronunciare le lodi come in una preghiera spontanea.
I lavori più immediati si concentrano sul completamento delle quattro torri degli evangelisti, sulla cappella dell’Assunta che si trova dietro l’abside, e sul completamento del progetto della croce che coronerà la torre di Gesù. Si prevede di ultimare tutte le torri centrali per la fine del 2025 o nel 2026, fissando così il profilo definitivo della Sagrada Familia.

Il Simbolismo dei Quattro Evangelisti nella Basilica di San Marco a Venezia
Anche la celebre Basilica di San Marco a Venezia offre un esempio storico della rappresentazione dei Quattro Evangelisti attraverso elementi decorativi significativi. Nel portale detto di Sant’Alipio, dove si conserva anche l’unico mosaico originale del 1200 ancora visibile sulla facciata di San Marco, sono allineate quattro patere raffiguranti, nell’ordine: il bue alato (San Luca), il leone alato (San Marco), l’aquila (San Giovanni) e l’angelo (San Matteo). Questa sequenza è rara; solo un altro edificio veneziano, in Calle Salviati, presenta le patere dei quattro evangelisti.
La patera, diffusissima tra il X e il XII secolo, è un tipico e potente elemento ornamentale veneziano, inserito su palazzi e chiese con la funzione apotropaica di allontanare le influenze maligne. I simboli degli evangelisti condividono una caratteristica peculiare: sono tutti alati, a simboleggiare la loro natura spirituale e il legame con il divino. Nello specifico, l’angelo rappresenta l’uomo e l'umanità, poiché il Vangelo di San Matteo si apre con la genealogia di Gesù. Il bue, animale sacrificale per eccellenza, simboleggia San Luca, il cui Vangelo sottolinea il significato redentivo della morte di Cristo. Il leone, re degli animali, è associato a San Marco, che esalta la maestà e la regalità di Cristo.

La Chiesa di Giovanni Muzio: Un Esempio di Architettura Sacra Moderna con Riferimenti agli Evangelisti
Un'altra significativa rappresentazione dei Quattro Evangelisti si trova in una chiesa progettata da Giovanni Muzio nel 1955. La chiesa si inserisce diagonalmente per sfruttare al meglio lo spazio aperto antistante. Attraverso una facciata decorata con una tessitura geometrica in mattoni si accede in uno spazio a tre navate. L’aula dei fedeli si espande verticalmente verso la parte terminale, interamente mosaicata da Mario Zappettini. La costruzione della chiesa è avvenuta in breve tempo e con grande economia su un terreno destinato alla lottizzazione. Muzio valorizza al meglio lo spazio a disposizione disponendo la chiesa a quarantacinque gradi in modo da sfruttare l’angolo del lotto rivolto verso via Pezzotti come piazzale di pertinenza. Il complesso viene chiuso da due edifici parrocchiali tra loro simmetrici, costruiti lungo le vie laterali.
La facciata, di forma rettangolare, si presenta semplice e significativa nella sua trama geometrica che ne accentua la verticalità. La decorazione dei mattoni in rilievo e della cornice in pietra che valorizza i tre ingressi suggeriscono un movimento ascensionale che ha il suo culmine nella fascia superiore; essa è composta da cinque piccole cornici slanciate verso il cielo che inquadrano le statue dei quattro evangelisti e al centro, Gesù Cristo. Nella parte superiore domina un mosaico incassato della Madonna, mentre l’uso della pietra serve non solo a definire il basamento ma anche ad incorniciare i tre portali in bronzo; in particolare, sopra il più grande al centro, è collocata la lapide dedicatoria e il monogramma di Cristo.
L’edificio è pensato come un volume unico a forma trapezoidale il cui spazio interno si allarga progressivamente verso l’altare sia in profondità che in altezza. Il primo effetto è reso possibile dalla disposizione dei pilastri non paralleli tra loro: essi separano la navata centrale dalle due laterali più piccole e ribassate e scandiscono un percorso che culmina nello spazio più ampio davanti all’altare. Muzio armonizza questi due ambienti grazie anche alla successione di travi che sostengono una copertura in evidente ascensione fino alla grande trave reticolare che sancisce la fine della navata e lascia già intravedere l’ampiezza del transetto in cui è collocato l’altare. La progressiva altezza viene accentuata anche dalla successione di vetrate colorate, sotto il cui livello d’imposta corre la passerella che si sviluppa lungo tutto il perimetro della chiesa. Di fronte alle navate sono presenti tre nicchie geometriche rivestite da mosaici: le nicchie laterali sono dedicate alla Madonna e a San Giovanni Evangelista, mentre quella centrale si presenta come l’abside dell’intero edificio, con una copertura che discende fino a livello del terreno e avvolge l’organo alle spalle dell’altare.
L’edificio è pensato in muri di laterizio pieno con l’innesto di pilastri a sezione quadrata in cemento. L’apertura della pianta verso l’altare costituisce un importante passaggio dall’impostazione basilicale, ancora presente, verso un coinvolgimento maggiore dei fedeli durante la celebrazione, ricercato dall’impostazione centrale delle chiese post-conciliari. Il mosaico dorato e in particolare l’abside, illuminata da fonti di luce nascoste, esaltano la parte terminale del percorso di chi si avvicina a Cristo: il fedele è accompagnato infatti da numerose figure che narrano episodi del Nuovo Testamento. Di particolare effetto è la pala dietro l’altare, circondata da una cornice con mosaici e pietre incastonate; essa rappresenta l’episodio dei discepoli di Emmaus per simboleggiare il riconoscimento del Cristo al culmine di un percorso di purificazione che dall’inizio della chiesa porta all’altare. Da ricordare il baldacchino sopra l’altare di Antonio Majocchi con sbalzi di rame di N. Galvanoni, ora rimosso.

L'Arte dell'Intarsio: La Mostra "I Quattro Evangelisti" nella Basilica di San Petronio
Oltre alle rappresentazioni permanenti nelle architetture, gli Evangelisti sono spesso protagonisti di mostre e allestimenti temporanei in contesti basilicali. Dal 10 al 31 marzo 2026, nella Cappella Santa Brigida della Basilica di San Petronio, la mostra “I Quattro Evangelisti” ha accompagnato i visitatori alla scoperta dell’arte dell’intarsio attraverso le opere del Maestro Carlo Rossi. Ispirati alla celebre serie pittorica di Guido Reni, oggi conservata presso il Bob Jones University Museum & Gallery, i ritratti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni prendono forma in un raffinato mosaico ligneo che traduce la luce e la spiritualità del Barocco nel linguaggio caldo e materico del legno.

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