La Basilica di Santo Stefano, situata a Sesto San Giovanni, rappresenta un importante punto di riferimento storico e spirituale per la città. La sua costruzione fu intrapresa per sopperire alla capienza insufficiente dell’antica chiesa seicentesca, ora intitolata a Santa Maria Assunta, ed è stata arricchita nel corso dei decenni da numerosi interventi artistici e strutturali.
Le Origini e la Nascita della Basilica
L’attuale chiesa di Santo Stefano ebbe inizio nel 1884, con la posa della prima pietra il 19 ottobre. Il progetto dell’edificio venne redatto dall’Ingegnere Architetto Alfonso Parrocchetti di Milano, il quale concepì una pianta basilicale a tre navate con transetto.
La sua costruzione fu possibile grazie al contributo solidale dei cittadini, che si impegnarono attivamente nel recupero dei materiali utili all'edificazione. I lavori vennero realizzati dalla ditta costruttrice Clapis e Bernasconi. Per esigenze finanziarie, la costruzione fu interrotta e ripresa più volte fino alla sua consacrazione, celebrata da Monsignor Paolo Angelo Ballerini il 21 settembre del 1891, sotto il parrocato di don Alfonso Brambilla. Un secolo dopo, nel 1991, la chiesa è stata insignita del titolo di Basilica Minore.
Durante la fase di costruzione, i fratelli Arbizzoni forgiarono i serramenti in ferro, mentre la ditta Spada-Perego di Usmate Carnate fornì le porte e i serramenti in legno. La pavimentazione del Sancta Sanctorum, realizzata con marmette a mosaico, fu opera della ditta Ghilardi di Bergamo, e la pavimentazione generale della chiesa fu curata dalla ditta Bernasconi di Monza.

Gli Interni: Decorazioni e Arricchimenti Artistiche
Le Prime Collocazioni e le Decorazioni degli Anni Venti e Trenta
Nei giorni stessi della consacrazione, furono collocate in basilica la statua della Madonna Addolorata del 1765 e l’urna di S. Negli. Negli anni trenta, si assistette a un fervore decorativo che arricchì la basilica con le pitture del milanese Mario Albertella. Nel 1927, Albertella dipinse il presbiterio con il Martirio di S. Stefano e le Virtù Teologali, oltre a diverse cappelle. Sempre nel 1927, la decorazione del coro, dell’altare maggiore e della cupola venne completata dal professor Albertella.
Il coro di noce fu eseguito nel 1925 dai fratelli Barbanti su disegno di Parolini, mentre il presbiterio fu scolpito nel 1931. Nel 1928 venne portato dalla vicina chiesa dell’Assunta il Crocifisso posto sopra l’altare maggiore. Nello stesso anno sono state eseguite le vetrate del coro, della facciata e delle due cappelle della Madonna e di S. Clemente. Le vetrate della facciata e della cappella di San Clemente furono dipinte a fuoco nel 1927, e due anni più tardi (nel 1929) fu completata anche la cappella della Madonna con le vetrate raffiguranti la Presentazione di Gesù al tempio e la Disputa di Gesù tra i dottori.
Interventi e Rinnovamenti dagli Anni Cinquanta agli Anni Sessanta
Il battistero venne costruito e rinnovato nel 1956, ad opera dell’architetto Enrico Villa. Nello stesso anno, don Teresio Ferraroni rimodernò la pavimentazione dell’altare con marmi pregiati e quella del coro e della sacrestia con pietra palladiana. Fece inoltre decorare la navata centrale e rivestire di marmo quattro delle colonne. Sempre nel 1956, la cappellina in corrispondenza della sacrestia venne rifatta completamente per ampliarla e ospitare al suo interno 500 posti; in essa attualmente si svolgono le celebrazioni delle messe feriali.
Negli anni sessanta, viene collocata nelle navate laterali la via Crucis della Valgardena e il pittore Nani Claudio decora le pareti della navata centrale e dei pennacchi.
Basilica di Santo Stefano a Budapest
La Costruzione e l'Evoluzione del Campanile
Nel 1933, il nuovo prevosto di Santo Stefano, don Enrico Mapelli, decise la costruzione del campanile. Esso rispondeva al desiderio vivissimo dei fedeli e al bisogno liturgico, e avrebbe contribuito a dar senso di fiducia e coraggio alla popolazione della città, che aveva ormai raggiunto i 40.000 abitanti. Il progetto iniziale prevedeva un campanile alto 85 metri, con una richiesta del parroco don Mapelli di alzarlo fino a 100 metri. Il progetto ottenne l’autorizzazione della Curia arcivescovile di Milano e fu regolarmente approvato dall’Ufficio Tecnico del Comune di Sesto San Giovanni il 21 dicembre 1933.
La posa della prima pietra, con l’intervento del Cardinale Schuster e di tutte le autorità cittadine, si svolse domenica 14 gennaio 1934. I lavori di fondazione furono realizzati con il sistema dei pali SACOP, pali di cemento formati direttamente nel sottosuolo. Tuttavia, il 26 dicembre 1934, quando l’ossatura in ferro a saldatura elettrica del campanile era ormai terminata, giunse un telegramma dal Ministero dell’Interno che ne limitava l’altezza, su proposta del Comando della Zona Aerea Territoriale, a “non più di cinquanta metri, per motivi militari”. Solo l’intervento della famiglia Falck e l’appoggio del Cardinale Schuster permisero di ottenere dal generale Tedeschini Lalli il permesso di mantenere un’altezza di circa 70 metri.
L’intelaiatura fu rivestita di cemento, l’esterno ricoperto di quarzite di colore paglierino, che ne aumenta lo slancio verso l’alto, mentre l’interno fu intonacato. L’alto zoccolo venne rivestito di serizzo della valle Antigorio, di colore scuro e notevole durezza. Le otto campane della chiesa prepositurale, pesanti complessivamente 13.000 kg, furono consacrate dal Cardinale Schuster il 18 settembre 1937. Per la loro costruzione si adoperò il bronzo delle cinque campane della vicina chiesa dell’Assunta.
Il rivestimento della torre campanaria fu rinnovato da don Teresio Ferraroni negli anni Cinquanta. Nel 1981, don Olgiati ebbe l’onere di costose riparazioni, e nel 2004 venne autorizzato il consolidamento e il parziale rifacimento del rivestimento esterno del campanile.

L'Esterno e i Recenti Interventi di Restauro
L’esterno della Basilica è caratterizzato dalla presenza dell’intonaco segnato da campiture orizzontali. Rispetto al progetto originale, mancano i bassorilievi previsti. Negli anni Novanta del XX secolo, accanto ai necessari interventi voluti dalle normative di sicurezza, sono stati compiuti diversi lavori di recupero architettonico ed estetico. Questi includevano il rifacimento del tetto, dell'interno ed esterno della cupola, l’impianto elettrico e di riscaldamento, la ristrutturazione dei locali adiacenti, delle bussole di entrata, della sagrestia e dei confessionali.
Il primo intervento di restauro della chiesa, che comprendeva la sacrestia e i depositi, è datato 1998.