Basilica di Santa Croce in Gerusalemme: Storia, Tesori e Significato

Visitare la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme offre un'opportunità unica per soffermarsi sull'evento storico della passione, morte e resurrezione di Gesù. In questo percorso, ci faremo compagni di viaggio di Sant'Elena, madre dell'Imperatore Costantino, la quale, a 78 anni, non ha avuto timore di intraprendere un lungo viaggio per recuperare la memoria della fede cristiana nei luoghi in cui Gesù ha trascorso la sua vita.

La basilica, situata sull’Esquilino, a ridosso delle Mura Aureliane, tra Porta Maggiore e la Basilica di San Giovanni in Laterano, deve il suo nome al fatto che per le sue fondamenta venne utilizzata della terra proveniente dalla Terra Santa e per la presenza delle reliquie della Vera Croce, recuperate proprio da Sant’Elena. Questo la rende una delle tappe di pellegrinaggio più importanti di Roma.

Veduta esterna della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, con la sua facciata barocca e il campanile

Le Origini e il Ruolo di Sant'Elena

All’epoca dell’imperatore Augusto, la zona in cui oggi sorge la basilica era periferica e a carattere residenziale. La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme sorge sui resti del Sessorium, un complesso residenziale di proprietà imperiale iniziato nella prima metà del III secolo d.C. che comprendeva anche il Circo Variano e l’Anfiteatro Castrense.

All’inizio del IV secolo, il complesso fu scelto come abitazione da Elena, madre di Costantino. Quando Costantino trasferì la capitale a Costantinopoli, l’area rimase di proprietà della madre Elena, che decise di trasformare una parte della residenza in cappella per la conservazione delle reliquie della Croce, rinvenute dalla sovrana stessa sul Monte Calvario durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa, nel 325. La basilica venne quindi pensata fin dall’inizio come un grande reliquiario, esistente per proteggere e conservare le preziose testimonianze della passione di Gesù.

Si narra che la Scala Santa sia giunta a Roma nel 326, per volontà di Sant’Elena, la quale l’avrebbe prelevata dal palazzo di Pilato, a Gerusalemme. Secondo la tradizione, Gesù l’avrebbe salita e ridiscesa due volte nel giorno della condanna a morte.

Architettura e Ristrutturazioni

Inserita nel giro delle Sette Chiese che i pellegrini anticamente percorrevano a piedi, la basilica è stata oggetto di numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli.

  • La basilica fu ristrutturata radicalmente nel 1144 da Papa Lucio II, che aggiunse anche un portico ed eresse il bel campanile in laterizi tuttora esistente.
  • La chiesa presenta ancora una pianta a tre navate, con portico e torre, risalenti al XII secolo.
  • All’epoca rinascimentale si devono alcuni affreschi.
  • La facciata attuale, caratterizzata da un’elegante alternanza di volumi concavi e convessi, risale invece al Settecento, così come l’atrio ellittico, e costituisce un monumentale epilogo della grande stagione della Roma Barocca.
Dettaglio della facciata barocca della basilica, con l'atrio ellittico

L'Interno della Basilica

L’interno è suddiviso in tre navate da dodici colossali colonne antiche di granito, quattro delle quali furono incorporate in pilastri nella ristrutturazione settecentesca. All’interno si possono ammirare numerose opere d’arte:

  • Al centro dell’abside, decorata nel semicatino da pitture attribuite ad Antoniazzo Romano, si trova la magnifica Tomba del Cardinale Francesco Quiñones, opera di Jacopo Sansovino.
  • La Cappella di Sant’Elena, in fondo alla navata destra, è decorata da un mosaico, rifacimento cinquecentesco di Melozzo da Forlì o di Baldassarre Peruzzi di un originale dell’epoca di Valentiniano III. Si dice che conservi sotto il pavimento la terra del Calvario portata da Elena a Roma assieme alle reliquie, ospitate nella vicina Cappella delle Reliquie.

Le Reliquie della Passione

La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme custodisce numerose reliquie, tra cui alcune tradizionalmente collegate alla Passione di Gesù. Potremo vedere i muti testimoni della morte di Cristo: le reliquie della Croce.

Le Reliquie Maggiori

Le reliquie principali includono:

  • Tre frammenti della Vera Croce.
  • Una parte della Corona di Spine.
  • Un Sacro Chiodo.
  • Il Titulus Crucis.

Svariati frammenti della Santa Croce sono conservati nelle principali chiese e cattedrali europee, poiché nel medioevo i papi ne facevano dono a principi e imperatori per creare alleanze e rafforzare la stabilità politica del papato.

Illustrazione o foto delle reliquie della Vera Croce e del Titulus Crucis

Altre Reliquie

Alle Reliquie della Passione di Cristo nel corso dei secoli sono state aggiunte altre reliquie di minore importanza, alcune di provenienza incerta, quali:

  • I frammenti della Grotta di Betlemme e del Santo Sepolcro.
  • Quelli della Colonna della Flagellazione.
  • Il Patibulum del Buon Ladrone.
  • La falange del dito di San Tommaso.

Sono tutte reliquie legate agli eventi della Passione e Risurrezione di Gesù, e sono state collezionate principalmente a scopo catechetico e omiletico. Per i pellegrini, il valore delle Reliquie della Passione non sta tanto nel trovare conferma della veridicità degli eventi storici della Passione, quanto piuttosto nel servire come preziosi strumenti di catechesi.

La Santa Sindone (Riproduzione)

In modo particolare, potremo entrare più da vicino in quell'evento con un testimone privilegiato, la santa Sindone, di cui in questa basilica si conserva una fedele riproduzione. In un vano adiacente alla Cappella delle Reliquie sono stati posti una copia della Sindone a grandezza naturale - dono alla Basilica della Commissione Diocesana della Sindone dell’Arcidiocesi di Torino nel 2003 - e il Crocifisso sindonico realizzato da monsignor Giulio Ricci, a cui è intitolato il Centro Diocesano di Sindonologia che qui ha sede.

Foto della riproduzione della Sindone esposta nella basilica

Il Titulus Crucis: Studio e Veridicità

Il Titulus Crucis è una reliquia costituita da una tavola di legno di noce che, secondo la tradizione, sarebbe il cartiglio originario infisso sopra la Croce di Gesù. Il rinvenimento di questa tavoletta lignea inscritta avvenne in una cassetta murata nell'abside in epoca rinascimentale ed è ancora conservata all'interno della basilica.

La Discussione sulla Veridicità

La veridicità del Titulus Crucis è abbastanza discussa per la questione se sia verosimile ritenere che il cartiglio della Croce sia stato conservato, e se la reliquia romana possa corrispondere realmente all’originale o almeno essere una copia fedele di quest’ultimo.

  • Alcuni studiosi hanno supposto che il cartiglio sia proprio quello originale, sostenendo in particolare che sarebbe stato staccato dalla Santa Croce e deposto inizialmente nel sepolcro assieme al corpo di Gesù.
  • La sepoltura, caratterizzata secondo i vangeli dall’utilizzo di una tomba di ampie dimensioni, dal trattamento della salma con unguenti preziosi e dall’avvolgimento in un sudario, avrebbe avuto tutte le caratteristiche di una sepoltura regale. L’aggiunta del cartiglio, il cui testo appariva ai seguaci di Gesù inconsapevolmente profetico della regalità di Gesù, si accorderebbe con le intenzioni di Giuseppe d’Arimatea e di Nicodemo.

Indagini Scientifiche

Per rispondere alla questione sulla veridicità del Titulus Crucis, a partire dal 1995 alcuni studiosi hanno avuto accesso alla reliquia e hanno collaborato ad indagini scientifiche per la datazione del manufatto. Il Titulus Crucis di Santa Croce in Gerusalemme reca effettivamente una parte dell’iscrizione in tre lingue: ebraico, greco e latino. È interessante notare che anche i testi in latino e greco sono scritti da destra a sinistra, come per l’ebraico. Nel testo latino è riportata la versione “Nazarinus” anziché “Nazarenus“. Il testo, poi, non sembra corrispondere esattamente a nessuno di quelli dei quattro vangeli.

Le fotografie dell’iscrizione, inoltre, vennero fatte esaminare da diversi paleografi contattati indipendentemente dai tre ricercatori, i quali condussero un’indagine paleografica comparativa. Resta, infine, il problema se tale copia del Titulus Crucis o presunto originale possa essere quello utilizzato sul Monte Calvario. Per chiarire la questione, la Santa Sede autorizzò il prelievo di campioni del legno, che vennero datati attraverso l’utilizzo del metodo del carbonio-14.

Museo della Passione - Il Titulus Crucis

Il Giardino Cistercense

Il Giardino Cistercense è stato creato all'interno dell'Anfiteatro Castrense ed è stato legato per secoli alla basilica e al suo convento. Nel 2004 il giardino è stato ricreato. Il progetto è stato realizzato dall'architetto Paolo Pejrone, e i lavori sono iniziati con l'aiuto dell'associazione "Amici della Santa Croce in Gerusalemme". Lo spazio ellittico è diviso da due percorsi perpendicolari coperti da pergole che si incontrano in una fontana centrale.

Informazioni per i Visitatori

La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme è un percorso alla scoperta di un luogo, al di fuori dei grandi circuiti turistici, dove si incontrano una storia antica, una grande arte e curiose leggende.

Orari delle Sante Messe

Le Sante Messe si tengono presso la Cripta della Basilica:

  • Feriali (Lunedì-Venerdì): 08.00, 18.30
  • Sabato e prefestivi: 18.30
  • Domenica e festivi: 8.00, 10.00, 11.30, 19.00

Cappella delle Reliquie

La Cappella delle Reliquie è aperta tutti i giorni nell'orario di apertura della Basilica.

Accessibilità e Indulgenze

Per conoscere tutti i servizi sull'accessibilità, è consigliabile visitare la sezione "Roma accessibile". È importante notare che la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme non ha la Porta Santa, per cui non è ordinariamente legata alle indulgenze giubilari; inoltre non vi sono penitenzieri pontifici che si occupano delle confessioni legate alle indulgenze, come invece avviene per le vicine basiliche di San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore.

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