La Storia della Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura

La Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura è una delle chiese più importanti della cristianità, un luogo ricco di storia e arte. È una delle quattro basiliche maggiori di Roma, seconda per grandezza solamente a San Pietro in Vaticano, ed è un vasto complesso extraterritoriale. Questa imponente chiesa è un luogo di grande spiritualità e tradizione, la cui posizione, fuori dalle antiche mura cittadine, le conferisce un fascino unico.

Le Origini e la Tomba dell'Apostolo

La basilica è dedicata all’apostolo Paolo di Tarso, di cui infatti si conservano le spoglie all’interno, sotto l’altare maggiore. Il martirio di San Paolo - avvenuto per decapitazione - si svolse presso una località allora nota come Acque Salvie, oggi conosciuta come Tre Fontane. Secondo la tradizione, il corpo dell’apostolo venne sepolto all’interno della proprietà di una matrona romana, un luogo che ben presto divenne meta di assidui pellegrinaggi da parte dei cristiani di tutta Europa. L'Apostolo Paolo fu decapitato fuori delle mura di Roma, nel luogo detto ad Aquas Salvias (oggi Tre Fontane), verso l’anno 67, alla fine del tempo di Nerone. La lapide di marmo (2,12m x 1,27m), risalente al IV secolo, con l’iscrizione “PAULO APOSTOLO MART(YRI)” (“A PAOLO APOSTOLO E MARTIRE”), è situata a circa 40 cm sopra la Tomba e non è visibile al pubblico. Nella grande necropoli lungo la via Ostiense, dove fu sepolto, la sua tomba fu oggetto di venerazione da parte dei cristiani fin da subito e ininterrottamente.

Mappa del luogo del martirio di San Paolo e la via Ostiense

L'Edificio Costantiniano e la Basilica Teodosiana

Ed è proprio laddove era collocato il terreno della matrona Lucina che, nel I secolo d.C. (o inizio IV secolo), l’imperatore Costantino fece erigere una basilica, che Papa Silvestro consacrò nel 324 o 330 circa. Tuttavia, questa prima basilica si dimostrò ben presto insufficiente a contenere i grandi flussi di pellegrini. Per questa ragione, poco dopo ne venne edificata una seconda, monumentale, tra il 384 e il 395, sotto gli imperatori Teodosio, Valentiniano II e Arcadio. Questo vasto piano prevedeva un corpo con ben cinque navate e 80 colonne, che si apriva su un quadriportico. La Basilica teodosiana fu inaugurata da Papa Siricio nel 390 e divenne la più grande basilica di Roma, fino alla consacrazione della nuova Basilica di San Pietro, nel 1626.

Capolavori Artistici e Architettonici nei Secoli

Il colossale interno era impreziosito da decorazioni raffinate e materiali nobili, oltre che da grandi capolavori. L'edificio subì delle modificazioni e degli abbellimenti nel corso dei secoli.

  • L’arco trionfale detto di Galla Placidia (circa 388/392-450 d.C.) è coperto da un superbo mosaico paleocristiano, raffigurante il Cristo Pantocratore (V secolo).
  • Il ciborio gotico di Arnolfo di Cambio, una mirabile opera d’arte, fu realizzato nel 1285 e si trova sopra l’altare centrale, al di sotto del quale si trova la confessione e la tomba dell’apostolo.
  • Il mosaico absidale raffigurante il Redentore in trono, con i Vangeli e nell’atto di benedire, fu completato durante il pontificato di papa Onorio III (1216-1227), ma voluto da Innocenzo III (1198-1216).
  • La lunga serie di medaglioni che rappresenta tutti i Papi della storia, fu iniziata sotto il pontificato di Leone Magno nel V secolo (440-461) e, rifatta sotto Pio IX, prosegue fino ad oggi, unica nel mondo.
  • Il bel chiostro dei Vassalletto, opera di Jacopo e Pietro Vassalletto, risalente al XIII secolo, è una delle meraviglie della Roma duecentesca.
  • Il candelabro pasquale di Nicola d’Angelo e Pietro Vassalletto, anch'esso del XIII secolo.
  • I mosaici della facciata di Pietro Cavallini.

L'architettura di San Paolo fuori le Mura è un esempio eclatante di progetto di basilica paleocristiana che fonde gli stili romanico e bizantino. Gli interni ampi e ariosi sono stati progettati per accogliere grandi folle di pellegrini e visitatori, con i suoi alti soffitti e le sue grandiose colonne. Una delle caratteristiche architettoniche più rilevanti della basilica è il suo transetto, che crea una pianta a croce, simbolo della crocifissione di Cristo. Le pareti della basilica sono ornate da affreschi e mosaici, ognuno dei quali è una testimonianza del patrimonio sacro e artistico della cristianità. I rilievi e le sculture che adornano le colonne della basilica raccontano i momenti chiave della vita di San Paolo, dalla conversione sulla via di Damasco al martirio a Roma. Le numerose finestre della basilica, tra cui le famose finestre a lucernario, permettono alla luce naturale di penetrare, creando un'atmosfera divina.

Ricostruzione storica della Basilica di San Paolo fuori le Mura nel Medioevo

Le Fortificazioni e le Aggiunte successive

Nei secoli la basilica subì delle modificazioni e delle vicende diverse, come terremoti (442 e 1349) e saccheggi (dei Longobardi nel 739, degli Arabi nel 847). A seguito delle invasioni, alla fine del IX secolo, fu innalzata un'imponente cinta di fortificazioni che durò cinque secoli. Nel complesso paolino, il visitatore scoprirà tracce architettoniche e visive di epoche diverse: paleocristiane, bizantine, gotiche, rinascimentali.

Il Disastroso Incendio del 1823 e la Ricostruzione

Il suo assetto generale rimase pressoché invariato fino al disastroso incendio del 15 Luglio 1823. La notte del 15 luglio 1823, un incendio si sviluppò nella Basilica e in cinque ore distrusse secoli di storia, devastando gran parte della chiesa. Il rogo fu causato dalla negligenza di uno stagnaio che dimenticò acceso il fuoco usato per riparare le grondaie del tetto. Miracolosamente, l'incendio preservò il transetto, salvando così non solo la sepoltura di San Paolo, ma anche il ciborio di Arnolfo di Cambio, l’arco trionfale e il mosaico absidale.

San Paolo infiamma #2 - San Paolo fuori le Mura in fiamme. L’incendio: il racconto e le immagini

La Basilica venne ricostruita in modo identico, riutilizzando gli elementi risparmiati dal fuoco. Papa Leone XII fece appello a tutto il mondo per sostenere l’immenso sforzo della ricostruzione, di cui l’architetto L. Poletti è l’artefice principale. Papa Gregorio XVI nel 1840 consacrava l’Altare della Confessione e il transetto. La ricostruzione continuò nel XIX e XX secolo. Tra il 1854 e il 1874, Filippo Agricola e Nicola Consonni realizzarono gli splendidi mosaici sulla facciata, raffiguranti i profeti dell’Antico Testamento, l’Agnus Dei e 4 fiumi a rappresentare i Vangeli. Il grandioso quadriportico lungo 70 metri fu realizzato da Giuseppe Saccone e Guglielmo Calderini tra il 1890 e il 1928, con la statua di San Paolo realizzata da Giuseppe Obici al centro del cortile. Con la messa in opera del portale di bronzo di Antonio Maraini nel 1931, si concluse la ricostruzione della Basilica Ostiense.

Foto storica della Basilica di San Paolo fuori le Mura durante la ricostruzione dopo il 1823

La Basilica Oggi: Complesso, Ministeri ed Eventi

Oggi, la Basilica di San Paolo fuori le Mura è introdotta da un ampio cortile con quadriportico e da una facciata decorata a mosaico. L’interno, a cinque navate, conserva pregevoli realizzazioni che coprono un ampio intervallo temporale: dal mosaico del Cristo Pantocratore sull’arco di Galla Placidia (V secolo) alle decorazioni dell’abside e al ciborio di Arnolfo di Cambio, di età medievale; dalle cinquecentesche cappelle di San Lorenzo e del Santissimo Sacramento (decorata da affreschi, statue e dipinti di notevole spessore artistico) ai tondi musivi con i ritratti dei pontefici, realizzati nel XIX secolo ma ispirati a quelli della basilica antica. Dal 2 maggio al 17 novembre 2006, nella zona sottostante l’altare della Confessione, si sono svolti delicatissimi lavori di scavo che hanno permesso di vedere l’esatta ubicazione del sarcofago.

San Paolo fuori le Mura è un vasto complesso extra territoriale (Motu Proprio di Papa Benedetto XVI, 30 maggio 2005), amministrato da un Arciprete. Oltre alla Basilica Papale, l’insieme comprende un’Abbazia benedettina molto antica, restaurata da Odon de Cluny nel 936, attiva sotto la direzione del suo abate. I Monaci Benedettini della antichissima Abbazia, edificata presso la Tomba dell’Apostolo da Papa Gregorio II (715-731), favoriscono il ministero della Riconciliazione (o della Penitenza) e la promozione di avvenimenti ecumenici. È lì che, ogni anno, si chiude solennemente nel giorno della Conversione di San Paolo, il 25 gennaio, la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Papa Giovanni XXIII visitò l’Abbazia il 25 gennaio 1959 e annunciò la celebrazione del Concilio Vaticano II. Il Santo Padre Benedetto XVI, il 28 giugno 2007, ha visitato la Basilica per indire “l’Anno Paolino”, commemorando in tal modo il bimillenario della nascita di San Paolo, svoltosi dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009.

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