La storia dell'intervento divino e delle guarigioni miracolose ha sempre affascinato l'umanità, specialmente quando coinvolge la vita dei bambini. Tra queste narrazioni, spicca il legame con figure celesti come l'Arcangelo Michele, venerato come protettore e condottiero. Questa panoramica esplora testimonianze moderne e antiche leggende che intrecciano fede, speranza e prodigi, con un focus particolare sulla figura dell'Arcangelo.
La Storia di Joshua De Nicolò: Una Guarigione Miracolosa a Medjugorje
La fede nella guarigione divina ha trovato una risonanza contemporanea nella storia di Joshua De Nicolò, un bambino di Putignano la cui vicenda ha commosso molti. Dopo mesi di cure e cicli di chemioterapia presso l'oncologico pediatrico di San Giovanni Rotondo, Joshua, a 33 mesi, ha fatto ritorno a casa, seppur con poche speranze di vita datogli dai medici.
Il Ritorno a Casa e la "Festa Triste"
I genitori di Joshua, Manuel e Elisabetta, erano in preda a una disperazione profonda. Amici e parenti, per il ritorno a casa del piccolo, organizzarono una festa di "benvenuto" per sdrammatizzare gli eventi. Un lungo striscione era sospeso sotto casa nel quartiere di San Filippo Neri, e una piccola festa con i compagni della scuola materna è stata organizzata presso il Conservatorio S. Maria degli Angeli, a cura della dott.ssa Paola Troilo e della maestra Marianna, dove Joshua aveva frequentato la sezione Primavera. Nonostante l'intento, la festa apparve "triste", come un ultimo addio a un bambino sfortunato. I giorni passarono e la vita quotidiana riprese il suo cammino.
La Notizia della Guarigione e gli Esami Medici
Solo la scorsa settimana, il telegiornale di RAI 3 ha riportato la notizia che un bambino di Putignano aveva ricevuto una Grazia di guarigione dopo un pellegrinaggio a Medjugorje. "Il bambino che a seguito del tumore non poteva camminare, giunto nel paesino della Bosnia, appena sceso dal pullman ha iniziato a correre con grande meraviglia dei genitori," ha raccontato il cronista. In seguito, gli esami clinici hanno evidenziato una riduzione della massa tumorale da 7,5 cm a 3 cm e la cicatrizzazione delle metastasi alle ossa, un caso unico che ha fatto gridare al miracolo. Il bambino che ha ricevuto la "Grazia" dalla Madonna è stato identificato come Joshua De Nicolò.

Il Percorso di Fede della Famiglia De Nicolò
La notizia ha creato stupore tra i cittadini, anche perché Manuel e Betta non erano cattolici praticanti, ma "Cristiani fai da te" che seguivano la fede per tradizione. Manuel, attore comico, e sua moglie Elisabetta, hanno visto la loro vita trasformarsi radicalmente. La famiglia De Nicolò, nel suo viaggio a Medjugorje, ha incontrato il giornalista Paolo Brosio e la veggente Mirjana. Paolo Brosio ha voluto inserire un capitolo sulla storia di Joshua nel suo libro "A un passo dal Baratro", i cui introiti saranno devoluti a favore di un orfanotrofio e una casa per anziani del posto.
Segni Divini e il Ruolo di Padre Pio e dell'Arcangelo Michele
Manuel ha rivelato il motivo del pellegrinaggio a Medjugorje. "Dopo tante disavventure mediche e preso dalla disperazione avevo pensato di portare Joshua a Lourdes," ha raccontato Manuel al Giornale di Putignano. Tuttavia, dopo aver visitato la cripta di Padre Pio a San Giovanni Rotondo e aver chiesto un segno, la sua ricerca ha preso una piega inaspettata. Al ritorno in ospedale, un totem di un computer si è acceso mostrando il volto della Madonna. Poco dopo, la moglie gli ha riferito che Joshua si era calmato ascoltando canzoni mariane, che si sono rivelate essere dedicate alla Madonna di Medjugorje. Un ulteriore segno è arrivato da uno speciale di "Oggi" che parlava delle apparizioni a Medjugorje. Nonostante i medici sconsigliassero il viaggio a causa delle piastrine basse di Joshua (5.000), i genitori erano decisi, e il giorno della partenza le piastrine del figlio sono misteriosamente salite a 160.000.

Manuel ha anche condiviso esperienze personali di fede e visioni: "Mi viene spesso a trovare [la Madonna] e gli parlo. Sono stato pure perseguitato dal demonio. Ma io ho resistito. Pensavo di avere delle allucinazioni ed ho chiesto alla Madonna di farmi vedere un Santo per provare che Lei non era una mia allucinazione. La Madonna mi ha mandato in visione San Michele Arcangelo. Alcuni giorni dopo questa apparizione sono stato chiamato ad uno spettacolo di beneficenza a Foggia. Il sindaco della città nel ringraziarmi della partecipazione gratuita mi ha donato una statua di San Michele. In quel momento ho pensato: Allora è vero!!! La Madonna mi parla e mi consiglia."
Conferenza Stampa sull’esperienza spirituale di Medjugorie, 19 settembre 2024
Manuel ha anche affrontato la persecuzione demoniaca, descrivendo un'esperienza terrificante dopo essersi arrabbiato con Padre Pio, in cui un'entità lo ha aggredito. Un frate francescano gli ha spiegato che era il diavolo che lo perseguitava per impedirgli la conversione e l'avvicinamento a Gesù e alla Madonna, e gli ha donato un rosario per protezione.
La Devozione a San Padre Pio e l'Intervento a Firenze
La famiglia De Nicolò ha una profonda devozione per Padre Pio. Manuel e Betta hanno sempre creduto che Joshua parlasse con Padre Pio fin dagli 8 mesi. La scoperta del tumore del bambino è avvenuta il 23, giorno della morte di Padre Pio, interpretato come un segno. A Medjugorje, la veggente Mirjana ha rassicurato Manuel, dicendogli che non erano soli e che Padre Pio desiderava si rivolgessero alla Madre di Dio e di Gesù, intercedendo per loro. Mirjana ha anche incoraggiato a testimoniare la loro esperienza per aiutare chi ha perso la speranza.
Un altro evento "soprannaturale" ha guidato Joshua verso un intervento chirurgico cruciale. Il 17 novembre, Joshua si recherà a Firenze per un difficile intervento per rimuovere un "neuroblastoma mediastinico tra il cuore e i polmoni, con infiltrazione midollare e metastasi scheletriche", operazione che i medici di San Giovanni Rotondo e Milano non hanno voluto effettuare. Questo è avvenuto dopo un incontro "misterioso" a Canosa, dove un uomo sconosciuto e una donna gli hanno consigliato l'ospedale di Firenze, un segno interpretato come una guida della Madonna. Manuel e Betta sono fiduciosi che tutto andrà bene, credendo nella protezione della Madonna: "Il buon Dio sa di cosa abbiamo bisogno e sa ascoltare."
L'Arcangelo Michele: Protettore e Guaritore Nelle Leggende e nella Storia
La figura dell'Arcangelo Michele è da sempre associata alla protezione, alla lotta contro il male e, in diverse tradizioni, alla guarigione e alla custodia, anche dei più piccoli. Le leggende e le storie popolari narrano spesso del suo intervento in situazioni estreme, confermando un lato "tenero" oltre alla sua immagine di condottiero celeste.

I Santuari dell'Arcangelo in Luoghi Inaccessibili
San Michele Arcangelo ha una dichiarata predilezione per santuari edificati in luoghi remoti e difficilmente accessibili, simboleggiando forse la sua capacità di manifestarsi e proteggere anche nelle circostanze più ardue:
- In Val Susa, si narra che l'Arcangelo desiderasse un eremo sul cucuzzolo di una montagna ripidissima, spostando i mattoni nottetempo quando la costruzione veniva tentata in un luogo meno scomodo.
- Sul Gargano, il luogo di culto è stato letteralmente scavato nella roccia, nelle viscere di una montagna.
- A Mont Saint-Michel, la chiesa è arroccata su un'isoletta che viene isolata dal resto del mondo non appena si alza la marea.
La Leggenda di Mont Saint-Michel e la Madre in Pericolo
Una delle storie più dolci e significative che ritrae San Michele in un ruolo insolito di custode e salvatore di bambini è tratta dal "South English Legendary", una raccolta di testi agiografici composta in Inghilterra attorno agli anni '60 del Duecento. La leggenda si ambienta nel santuario di Mont Saint-Michel, immaginato dall'agiografo come uno scoglio che emerge in mezzo al mare aperto, accessibile ai pellegrini solo una volta all'anno, nella festa di San Michele, quando le acque si ritirano miracolosamente.
La Tragedia Evitata e l'Intervento di San Michele
Durante uno di questi pellegrinaggi, mentre i devoti camminavano lungo il corridoio asciutto tra le ali d'acqua, improvvisamente, l'acqua cominciò a gocciolare, poi a piovere a secchiate, e infine il mare iniziò a richiudersi su di loro. Scoppiò il panico, ma tutti i viaggiatori, in un modo o nell'altro, riuscirono a mettersi in salvo.
Tutti tranne una: una donna in avanzato stato di gravidanza, rimasta indietro e trascinata via dai flutti. Il marito diede l'allarme, e dopo vane ricerche, la donna fu data per morta. Tuttavia, la donna non era morta; era naufraga in un punto remoto. In quel momento di disperazione, San Michele Arcangelo scese in suo soccorso. Simile a un custode premuroso, salvò la donna dalle onde, la mise al sicuro e le rimase vicino durante il travaglio, poiché la paura le aveva provocato le doglie. L'Arcangelo strinse a sé la madre e il neonato e li condusse in volo su un'altra isoletta vicina. Lì, la famigliola visse per un anno intero, assistita affettuosamente da San Michele che, assumendo il ruolo di angelo custode del bambino, vegliava su di lui e sfamava la madre portandole ogni giorno pesci, acqua potabile e frutta prelibata.

La Rivelazione del Miracolo
L'incredibile stupore si diffuse quando, il 29 settembre dell'anno successivo (data in cui anticamente si celebravano tutti gli angeli insieme al loro principe), San Michele calò dal cielo sull'isolotto di Mont Saint-Michel portando con sé la donna e il bambino che tutti credevano morti. Questo prodigio servì a confermare nei fedeli la certezza di non essere mai soli, anche nelle circostanze più disperate.
Questa leggenda è curiosa perché ritrae San Michele in vesti di angelo custode, ostetrico, nutrice e babysitter, ruoli non tradizionalmente associati al condottiero delle milizie celesti. Tuttavia, la sua inclusione nel "South English Legendary" è comprensibile, considerando che fino al 1607, quando papa Paolo V ufficializzò la festa degli Angeli Custodi il 2 ottobre, tutti gli angeli venivano festeggiati insieme a San Michele il 29 settembre. Questa sovrapposizione potrebbe aver ispirato l'autore a rappresentare l'Arcangelo in tale veste inconsueta, ma non per questo meno adatta, di angelo guardiano.
Altre Storie di Guarigione e Intercessione
L'Apparizione a Diego Lázaro in Messico e la Fonte Miracolosa
Nel 1631, a Tlaxcala, Messico, un indio di nome Diego Lázaro ebbe una visione di San Michele Arcangelo che gli rivelò la volontà di Dio e dell'Arcangelo stesso: dire agli abitanti della città che avrebbero trovato una fonte miracolosa d'acqua capace di guarire tutte le malattie, situata nell'avvallamento tra due montagne. Diego, temendo di non essere creduto, non disse nulla e dopo tre giorni si ammalò gravemente, giungendo in punto di morte. Solo allora comunicò il messaggio, ma fu creduto solo dalla sua famiglia.

Durante la sua agonia, nella notte del 7 maggio, vigilia della festa delle apparizioni di San Michele sul Gargano, una grande luce illuminò la stanza, intimando i presenti a fuggire e lasciando solo Diego. L'Arcangelo affermò che dal cielo era scesa una grande luce sul luogo della fonte, indicando la scelta divina per la guarigione degli ammalati. Qualche giorno dopo, completamente ristabilito, Diego si recò con il padre sul luogo indicato. I due indios, con forza inspiegabile, riuscirono a rimuovere una grande rupe che copriva la fonte, un fatto che avallò le parole dell'Arcangelo e permise lo sgorgare dell'acqua miracolosa.
Il Miracolo di Parisio e Sant'Antonio
La storia di Parisio, figlio di Maria Martins da Lisbona (sorella del Taumaturgo Sant'Antonio), narra un prodigio di resurrezione. Parisio, chiamato così da Apparizio per essere nato l'8 marzo (anniversario dell'apparizione di San Michele Arcangelo sul Gargano), morì annegato in una barca capovolta sul fiume Tago. I lamenti di Maria giunsero alle orecchie di Sant'Antonio, che, morto da poco, corse da lei. Si verificarono due miracoli: la resurrezione del piccolo Parisio e la realizzazione del voto di Maria, che vide il figlio condurre una "vita di luminosa santità" come frate francescano. Questa storia, sebbene legata a Sant'Antonio, include un riferimento significativo a San Michele Arcangelo attraverso la data di nascita di Parisio.
L'Intervento di San Gerardo Majella
Anche San Gerardo Majella, venerato per la sua fama di taumaturgo, è associato a miracoli che coinvolgono bambini. Un episodio narra di un ragazzino di 10 anni a Muro Lucano, figlio dell'amico orefice di Gerardo, Alessandro Piccolo, che cadde e batté la testa, rimanendo esanime. Gerardo, sentite le urla della gente, si precipitò, e avvicinatosi al letto del piccolo, esclamò "Non è niente, non è niente", tracciando un segno di croce sulla fronte ormai gelida del bambino, che si riprese. Questo è uno dei molti episodi narrati dalla tradizione popolare che evidenziano la sua intercessione per la guarigione, specialmente dei bambini.