Il caso della bambina di Matera deceduta al Bambin Gesù: indagini sulle cause del decesso

La tragica vicenda riguarda una bambina di 9 anni, originaria di Matera, deceduta lo scorso ottobre presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. La piccola, che sembrava godere di buona salute prima del malore, è spirata dopo giorni di agonia in terapia intensiva, dando il via a un complesso caso giudiziario e medico per accertare le reali cause della morte.

La cronaca del ricovero e il trasferimento d'urgenza

Il dramma ha inizio il 5 ottobre a Matera, in Basilicata. La bambina si sente male tra le mura domestiche e viene portata d'urgenza dai genitori al pronto soccorso dell'ospedale "Madonna delle Grazie". Secondo quanto dichiarato dal primario di rianimazione, Franco Di Mona, la piccola è arrivata alle nove di sera con cianosi e in arresto respiratorio. Nonostante i due arresti cardiocircolatori subiti in breve tempo, i medici sono riusciti a rianimarla e stabilizzarla.

Il 7 ottobre, data la gravità delle condizioni, è stato disposto un trasferimento d’urgenza in eliambulanza verso il Bambin Gesù di Roma, considerato una struttura d'eccellenza per la rianimazione pediatrica. Tuttavia, al suo arrivo nella Capitale, la bambina presentava già danni cerebrali irreversibili e condizioni cliniche critiche.

Infografica che illustra il percorso cronologico del caso, dal primo malore a Matera fino al ricovero presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma

L'ipotesi dell'intossicazione da metanolo

A sollevare i primi dubbi sulle cause del decesso sono stati i risultati delle analisi tossicologiche effettuate a Roma. Nel sangue della piccola sarebbero state trovate elevate quantità di metanolo (o suoi metaboliti), una sostanza altamente tossica utilizzata principalmente come solvente o carburante. Il sospetto iniziale della Procura di Roma, che indaga per omicidio colposo, era che la bambina potesse aver ingerito o inalato la sostanza accidentalmente.

L'attenzione degli inquirenti si è concentrata su una schiuma da barba conservata nel bagno di casa. Si è ipotizzato che la vittima potesse aver utilizzato il prodotto per creare lo "slime", una pasta gelatinosa modellabile molto in voga tra i ragazzini, che si può produrre in casa mescolando vari ingredienti. L'ipotesi suggeriva che la bambina potesse aver ingerito una piccola dose di questa pasta autoprodotta.

Il parere degli esperti e le smentite del Centro Antiveleni

Nonostante i sospetti iniziali, Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni della Maugeri di Pavia, ha espresso forti perplessità sulla tesi del metanolo. "I dati clinici e i test analitici non hanno consentito di porre diagnosi di intossicazione da metanolo", ha precisato Locatelli in una nota ufficiale. L'esperto ha inoltre chiarito alcuni punti fondamentali sulla sicurezza dei prodotti domestici:

  • Il metanolo è vietato dalla legge italiana in tutti i prodotti d'uso domestico, inclusi detersivi e alcol denaturato.
  • La produzione casalinga di slime può esporre al rischio di intossicazione da boro (acido borico), ma si tratta generalmente di intossicazioni lievi.
  • Le molecole rilevate nei test possono originare non solo dal metanolo, ma anche da processi endogeni di tipo enzimatico o da altre sostanze tossiche come la formaldeide.
Schema scientifico che mette a confronto la struttura chimica del metanolo e dei suoi metaboliti con i processi enzimatici endogeni del corpo umano

Le indagini della Procura di Roma

Il pubblico ministero Maurizio Arcuri e il procuratore aggiunto Nunzia D'Elia hanno disposto il sequestro delle cartelle cliniche e una nuova consulenza medica. L'obiettivo è chiarire se la piccola fosse affetta da una patologia congenita o da una cardiometabolica non emersa precedentemente. Al momento del decesso, infatti, la diagnosi non era certa: si ipotizzavano miocardite, shock cardiogeno o metabolico.

I risultati definitivi della perizia tossicologica e dell'esame autoptico, attesi entro 60 giorni, saranno determinanti per stabilire se vi sia una relazione diretta tra i valori ematici alterati e l'arresto cardiaco fatale. Rimane, per ora, un mistero la morte di una bambina che, fino a pochi giorni prima della tragedia, risultava essere in piena salute.

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