Simona Baldassarre e il Dibattito sul Crocifisso

Simona Baldassarre, figura di spicco della Lega, è stata al centro del dibattito politico per le sue posizioni ultracattoliche, in particolare riguardo alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, un tema che continua a generare ampie discussioni in Italia.

Chi è Simona Baldassarre: Percorso Personale e Politico

Nata a Giurdignano il 12 novembre 1970, Simona Baldassarre ha vissuto l'infanzia e l'adolescenza in Salento, studiando al liceo linguistico di Maglie. Successivamente, si è trasferita a Roma per l'università, laureandosi alla Cattolica in Medicina, per poi specializzarsi in Medicina del lavoro e Medicina estetica. Dagli anni dell'università in poi, ha sempre vissuto a Roma, tanto da essere eletta consigliera municipale nel 2013. Attualmente è eurodeputata. In quota Lega, la sua nomina è tornata a essere un tema di discussione per possibili incarichi ministeriali, come il Ministero della Natalità e della Famiglia o il Ministero della Disabilità. In ogni caso, potrebbe essere uno dei ministri pugliesi, almeno per nascita.

Foto ritratto di Simona Baldassarre, eurodeputata e politica italiana

Le Posizioni Politiche e i Valori

Simona Baldassarre è riconosciuta come ultracattolica e strettamente legata al Family Day, posizionandosi come una figura chiave per contrastare l'"inverno demografico". Sull'aborto si è espressa più volte, affermando: «Marciare per la vita significa osteggiare con ogni mezzo a nostra disposizione il dramma dell'aborto e tutelare con forza i bimbi ancora non nati e le loro madri!». Quando si accese la discussione sul DDL Zan, scriveva sui social: «Con il ddl Zan sinistri e lobby lgbt entrano nelle scuole per convertire il libero pensiero di minori e insegnanti con iniziative educative contro l'omofobia. Un indottrinamento vero e proprio, ignobile e inaccettabile, fatto sulla pelle dei bambini, la cui educazione spetta in maniera imprescindibile alla famiglia!». Ha votato contro il rapporto sulla salute riproduttiva delle donne al Parlamento Europeo e si è espressa più volte contro l'adozione da parte di coppie gay. Ha anche scritto un libro "Utero in affitto", con prefazione di Matteo Salvini, definendolo la «schiavitù del terzo millennio». Al Parlamento Europeo, Baldassarre ha aderito al gruppo Identità e Democrazia.

La "Crociata" per il Crocifisso nelle Aule Scolastiche

Un momento significativo della sua attività politica è stata la "crociata in difesa del crocifisso" nelle aule scolastiche, avviata dal I Municipio di Roma. Il Consiglio ha approvato una mozione, presentata da due consiglieri di Noi con Salvini, Simona Renata Baldassarre e Luca Aubert. La mozione impegnava la minisindaco Sabrina Alfonsi e la Giunta municipale a "inviare un atto scritto al sindaco di Roma e all'assessore competente, affinché assumano ogni iniziativa politica, deliberativa e amministrativa utile a produrre atti seri e concreti per assicurare la presenza del crocifisso all'interno delle aule e al suo immediato ripristino ove sia stato rimosso".

Tutto nasceva dal fatto che in alcune scuole del I municipio i dirigenti scolastici stessero "tacitamente acconsentendo alla progressiva rimozione del crocifisso dalle aule". Un atto che secondo i firmatari rappresentava "un danno alla religione dominante dello Stato così come all'unità della nazione". La mozione fu approvata con 13 voti favorevoli, 7 contrari e 4 astenuti, con il sostegno anche di alcuni membri della maggioranza Pd.

Crocifisso tradizionale appeso in un'aula scolastica italiana

Reazioni e Polemiche

Sul voto, tuttavia, scoppiò subito polemica. I consiglieri di Sinistra Ecologia Libertà Mauro Cioffari, Jacopo Argilli e Graziella Manca ritennero "un fatto grave e lesivo della dignità degli alunni di tutte le confessioni religiose e delle loro famiglie che un'istituzione di prossimità, come il Municipio, possa imporre decisioni tali da mettere in discussione l'autonomia scolastica". Essi condannarono "le strumentalizzazioni di chi, a fini elettoralistici e di propaganda, approfittando della complicità di una parte del Partito Democratico, brandisce il crocifisso e non si preoccupa di risolvere i veri problemi causati dai tagli della buona scuola di Renzi". Di "imbarazzo per un atto che descrive il crocefisso come unico simbolo di fratellanza pace e giustizia" parlarono anche i consiglieri Pd Davide Curcio e Stefania Di Serio, contrari alla mozione. Essi sostennero che fosse "chiaramente strumentale" e che desse "una visione distorta del concetto di multiculturalità", accusando professori e dirigenti scolastici di complicità in un presunto disegno per la progressiva rimozione dei crocifissi dalle aule.

"Identità e Integrazione: Giorgia Meloni e il Dibattito sul Crocifisso a Scuola

Il Crocifisso come Simbolo: Argomenti nel Dibattito Pubblico

Il dibattito sulla presenza del crocifisso nei luoghi pubblici, e in particolare nelle scuole, è una questione ricorrente in Italia, che affonda le sue radici nella storia, nell'arte e nella letteratura del paese.

Argomenti a favore della presenza

I sostenitori della presenza del crocifisso lo considerano un simbolo della religione cristiana e dell’Italia, rappresentando un simbolo importante del nostro paese e del credo religioso praticato dalla maggior parte della popolazione. È visto come un simbolo di valori come fratellanza, fede e orgoglio patriottico. Molti affermano che il crocifisso non faccia "male" a nessuno, e che anzi possa dare coraggio e speranza al paziente, essendo un simbolo importante della nostra religione che si può consultare nei momenti di sconforto. Si sottolinea come il crocifisso sia un simbolo dei valori alla base della nostra identità, non solo un oggetto materiale, ma il simbolo del nostro credo religioso e delle radici su cui si fonda da secoli. È inoltre considerato un simbolo che anche a chi non crede insegna molto. Per le persone più anziane, in particolare, è un simbolo da non sminuire, che non crea danni psico-fisici.

Argomenti contrari o per la neutralità

D'altra parte, ci sono coloro che ritengono che i luoghi pubblici, inclusi ospedali, tribunali e classi, dovrebbero essere neutrali e non esporre simboli religiosi, in rispetto della laicità dello Stato e delle diverse credenze. Si obietta che imporre un simbolo religioso possa offendere persone di altre religioni che non condividono le sue idee o gli atei, creando una "provocazione nei nostri confronti". Ci si chiede perché dovremmo tenere un simbolo religioso in un luogo pubblico che dovrebbe rappresentare tutti, anche chi la pensa diversamente. Alcuni sostengono che la rimozione del crocifisso non creerebbe nessun danno e non impedirebbe una crescita sana, e che la sua assenza lascerebbe "un muro bianco, simbolo degli atei", che farebbe un torto anche a loro. Il dibattito solleva interrogativi sulla necessità di esporre simboli di una sola religione in una società multiculturale e sulla strumentalizzazione politica di tale questione.

Implicazioni della Multiculturalità e della Laicità

La questione del crocifisso si inserisce in un contesto di crescente multiculturalità in Italia. La nostra società è caratterizzata da tradizioni e religioni diverse, e il rispetto per tutti dovrebbe essere un principio fondamentale. Molti si chiedono se, in un paese multietnico, sia giusto continuare a esporre solo i simboli della religione cattolica. La presenza del crocifisso in classe è un simbolo religioso, e ci si interroga se sia opportuno toglierlo dalle aule per accogliere e non offendere persone di altro credo. Si sottolinea che lo stato laico non dovrebbe imporre la religione cattolica e che l'unica via sia la tolleranza, senza discriminazione. Molti si chiedono perché non esporre anche simboli di altre culture o se sia preferibile un approccio di neutralità totale. Il dibattito evidenzia la tensione tra l'identità cattolica storica dell'Italia e la necessità di uno Stato laico che garantisca libertà e non discriminazione a tutti i suoi cittadini. Come dice un proverbio: "Vivi e lascia vivere".

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