La Parrocchia dei Santi Pietro e Pancrazio a Valle di Maddaloni: Storia e Struttura

Valle di Maddaloni è un comune situato in provincia di Caserta, ricco di storia e tradizione, in particolare per quanto riguarda il suo patrimonio religioso. La comunità è fortemente legata alle sue chiese, in primis quelle dedicate a San Pancrazio Martire e San Pietro Apostolo, che insieme costituiscono il fulcro della vita parrocchiale locale.

Veduta panoramica di Valle di Maddaloni con le chiese

La Chiesa di San Pancrazio Martire: Origini e Evoluzione

Le Incerta Fondazione e le Prime Testimonianze

Non essendo possibile effettuare una datazione precisa sull’anno di fondazione della chiesa di San Pancrazio per mancanza di fonti, viene assunta come data formale quella dell’XI secolo. Questa data è ricavata dallo studio della vestigia a pianta rettangolare, ovvero dell’estrema geometrizzazione del manufatto comune ad altre chiese campane di quell’epoca, costruito interamente con materiale tufaceo e malta, estratto direttamente dal “graben” (dove sorge).

Questo stesso “graben” fu successivamente utilizzato più volte come cava d’estrazione del tufo occorrente per la costruzione di altre chiese, come quella di San Pietro nell’abitato, e degli Archi dell’Acquedotto Carolino. La chiesa, per la sua semplicità stilistica, lascia supporre che fu progettata e realizzata dalle maestranze locali, che non mancarono mai in arti e mestieri.

Sull’intradosso dell’arco a tutto sesto e poggiato su piedritti, lato sinistro della chiesa, dove fu staccato l’affresco di Sant’Antonio Abate benedicente, segno tangibile dell’operosità e della religiosità dei Vallesi, datato inizi XII secolo, vi è un lucernario a feritoia. Questa caratteristica finestra monofora, tipica dell’XI - XII secolo, è presente anche nelle torri del castello.

L’Altare Maggiore era rivolto a 40° verso Nord Est, costruito a imbotte semi incastonato nella parete ad arco a tutto sesto, con pietra locale. Era sostenuto da colonnette a “balaustrum”, oggi inesistenti, ai cui piedi è ancora oggi visibile una fossa profonda a due bocche quadrate, utilizzate per la sepoltura.

Le prime notizie scritte si hanno dalle Rationes Decimarum Italiae, un registro delle imposte, nei secoli XII e XIV. Fino al 1456 non si hanno notizie particolari, se non quelle relative al “tremuoto” che scosse le terre, provocando fortunatamente solo lievi danni alla chiesa, prontamente riparati.

Disegno ricostruttivo o fotografia degli interni della Chiesa di San Pancrazio

Il Declino e la Persistenza del Culto

Dopo la peste del XVII secolo, la popolazione di Valle si ridusse ad appena 500 anime. L’esiguo numero di abitanti scampati alla pestilenza comportò la riduzione delle curate e, quindi, alla sola centrale di San Pietro nell’abitato, che assunse il ruolo di arcipretale. Nonostante ciò, l’importanza mistica della figura del Martire San Pancrazio non fu esautorata, e il santo è rimasto il Santo Protettore di Valle.

Nel 1753, la chiesa risultava custodita da un eremita, in pessime condizioni edilizie e quasi crollante. Per tale motivo fu interdetta al culto.

La Chiesa di San Pietro Apostolo: Dalle Origini alla Riconfigurazione

Le Antiche Attestazioni e la Nascita della Parrocchia

Le prime notizie riguardanti la Chiesa di San Pietro risalgono al 1308, riportate nelle Rationes Decimarum Italiae, dove è indicata come Monasterium S. Petri de Valle. Successivamente, nel 1325, viene menzionata come In Castro Vallis. La sua fondazione è da collocare, agevolmente, tra il X e XI secolo, durante il declino del dominio Longobardo, in località Votta, ove attualmente vi sono terreni ancora di proprietà della Parrocchia di San Pietro.

Per circa 189 anni non si hanno ulteriori notizie. Nel 1514 non è più indicata come “Monasterium”, ma come Ecclesia e solo successivamente, nel 1531, fu espressamente denominata Cura=Parrocchia.

Fotografia della facciata della Chiesa di San Pietro Apostolo

La Ricostruzione e gli Ampliamenti Successivi

Nel 1601, il vescovo Giulio Santucci, dopo varie alternanze di visite pastorali, trovò la chiesa in non buone condizioni edilizie. Per questo, ordinò all’Arciprete don Ottavio Gloria che venisse abbattuta per poi costruirne una nuova nell’abitato, per maggiore comodità degli abitanti. Nel 1621, con giubilo della popolazione, la nuova chiesa venne ufficialmente inaugurata dal vescovo Ettore Diotallevi.

Per circa quattro secoli non si hanno sostanziali notizie, se non l’aver subito alcune trasformazioni che hanno teso ad ampliare la chiesa e renderla più agevole al culto. Gli ultimi lavori di ampliamento, che ne hanno mutato la fisionomia, furono fatti eseguire dall’Arciprete don Alfredo de Lucia.

Caratteristiche Architettoniche e Dettagli Interni

L’interno si presenta tripartito in navata centrale e due laterali, ciascuna con tre cappelle. L’abside e la navata centrale sono coperte da “volta a botte”. Nella navata destra c’è l’accesso ad un ambiente annesso, sede di congrega. La facciata si presenta molto semplificata dopo un restauro ottocentesco.

Caratteristica è l’acquasantiera a valva di conchiglia realizzata in marmo rosso di Levanto e la pila dell’acquasanta in pietra arenaria, su cui poggia la vasca decorata da una boccellatura.

Dettaglio dell'acquasantiera nella Chiesa di San Pietro

Il Nuovo Complesso Parrocchiale dei Santi Pietro e Pancrazio

La struttura oggetto di recenti interventi è ubicata in Valle di Maddaloni, precisamente alla Via Sannitica Commerciale (in catasto foglio 8, p.lla 341). Riguarda la costruzione di una nuova casa canonica, aule catechistiche e un salone per la Chiesa San Pietro Apostolo e San Pancrazio Martire.

Il fabbricato, che in pianta è composto dall’unione di due rettangoli, ha la forma di una "L" tozza ed è inscrivibile in un rettangolo di dimensioni 36 m x 13.40 m. Ha un’altezza strutturale variabile tra 3.10 m e 12.40 m. Le fondazioni sono attestate a 4 m dal piano campagna con uno strato di misto cementato, operando di fatto la sostituzione di uno strato di 1 m al di sotto delle fondazioni. Tale sostituzione è dovuta al fatto che lo strato precedente non era idoneo a ricevere i carichi della sovrastruttura, mentre con uno strato di misto cementato, sicuramente più adatto a trasferire i carichi agli strati più profondi.

Planimetria o rendering del nuovo complesso parrocchiale

Come Raggiungere Valle di Maddaloni

Valle di Maddaloni è facilmente raggiungibile attraverso diverse modalità:

  • In auto: Da Roma, prendi l'autostrada A1 in direzione Napoli ed esci a Caserta Nord. Prosegui sulla SS265 verso Maddaloni e segui le indicazioni per Valle di Maddaloni.
  • In treno: La stazione ferroviaria di Valle di Maddaloni è servita da treni regionali sulla linea Napoli-Foggia.
  • In aereo: L'aeroporto più vicino è quello di Napoli-Capodichino.
Mappa della zona di Valle di Maddaloni con indicazioni stradali

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