Atti degli Apostoli e la posizione sulle trasfusioni di sangue

La questione delle trasfusioni di sangue, in relazione ai precetti biblici, è un tema di profonda discussione, in particolare per i Testimoni di Geova. La loro posizione si basa su interpretazioni specifiche di passaggi biblici, come Atti degli Apostoli 15:29, che esorta ad "astenersi... dal sangue".

Il divieto biblico di astenersi dal sangue

Il fondamento della proibizione di assumere sangue si trova in diversi testi biblici, che spaziano dall'Antico al Nuovo Testamento:

  • Genesi 9:4: Dopo il Diluvio, Dio permise a Noè di mangiare carne animale, ma con la chiara indicazione: "Solo non dovete mangiare la carne con la sua anima, il suo sangue".
  • Levitico 17:14: "Non dovete mangiare il sangue di nessuna sorta di carne, perché l’anima di ogni sorta di carne è il suo sangue. Chiunque lo mangi sarà stroncato". Questo versetto sottolinea che l'anima, o vita, è nel sangue e appartiene a Dio.
  • Atti 15:20, 29: Questi versetti del Nuovo Testamento estendono il comando ai cristiani, ordinando loro di "astenersi [...] dal sangue".

Secondo l'interpretazione dei Testimoni di Geova, questo divieto non si limita all'ingestione orale, ma include qualsiasi metodo di introduzione del sangue nel corpo, comprese le trasfusioni. Il libro "Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca" (p.216) esplicita questa posizione: "Se un medico vi dicesse di astenervi dall’alcool, significherebbe semplicemente che non dovete prenderlo per bocca, ma che potete trasfondervelo direttamente nelle vene? Naturalmente no! Così, ‘astenersi dal sangue’ significa non immetterlo affatto nel proprio corpo".

rappresentazione delle scritture bibliche con riferimento al sangue

Interpretazioni e controversie

La "questione di coscienza" e il discernimento

Un punto di dibattito riguarda l'interpretazione dell'espressione "astenersi" contenuta in Atti 15:28,29. Si confronta questa prescrizione con le indicazioni di San Paolo in 1 Corinti capitoli 8 e 10 riguardo al mangiare cose sacrificate agli idoli. Paolo suggerisce che, in quel contesto, si trattava di una "questione di coscienza", purché non si scandalizzassero altri cristiani. Alcuni si chiedono se un simile discernimento e ragionevolezza debbano essere applicati anche alla proibizione del sangue, specialmente in situazioni estreme in cui è in gioco la vita. Tuttavia, i Testimoni di Geova affermano che la questione del sangue non ammette compromessi, ponendola sullo stesso piano della fornicazione, per la quale non esiste alcuna situazione in cui un cristiano possa volontariamente commettere tale peccato.

L'argomento che "l'anima della carne è il sangue" (Levitico 17:11) viene interpretato dai Testimoni di Geova come una chiara indicazione del valore sacro della vita, simboleggiata dal sangue. Essi sostengono che "lasciarsi morire - sacrificando così la realtà simboleggiata - per rispettare tale divieto è in contraddizione con lo scopo per cui venne dato il comando".

Il caso di 1 Samuele 14

Il racconto biblico di 1 Samuele capitolo 14, in cui i soldati di Saul mangiarono carne con il sangue per fame, è spesso citato. Saul stesso riconobbe il peccato del popolo e ordinò di scannare gli animali correttamente per dissanguarli. Sebbene il popolo avesse peccato, Dio non li punì con la morte. Questo evento porta a interrogarsi sulla gravità del peccato in quelle circostanze. Alcuni suggeriscono che i soldati non avessero dissanguato sufficientemente gli animali, rispettando il principio della legge ma non la lettera, oppure che non fossero pienamente a conoscenza della legge sul sangue. Tuttavia, altri contestano questa ultima ipotesi, evidenziando che il comando era noto agli Ebrei fin dai tempi di Noè e ribadito nella Legge Mosaica, che veniva regolarmente insegnata e letta pubblicamente.

LA BIBBIA VIETA LA TRASFUSIONE DI SANGUE??

Il Concilio di Gerusalemme e le sue direttive

Il primo Concilio della Chiesa Cristiana a Gerusalemme, descritto negli Atti degli Apostoli, fu cruciale per stabilire le regole per i Gentili convertiti. Giacomo, l'autorità massima della Chiesa di Gerusalemme, prese le conclusioni sulla controversia. Le indicazioni furono di astenersi da:

  1. Le carni offerte agli idoli: Per evitare dissapori con gli Ebrei che consideravano tali carni impure.
  2. L'impudicizia: Evitare rapporti sessuali con consanguinei, pratica comune ma che turbava fortemente i Giudei.
  3. Gli animali soffocati: Riguarda il sangue, che contiene la vita e deve essere offerto al Signore; quindi, non si potevano mangiare animali con il sangue ancora all'interno.
  4. Il sangue: Strettamente legata al punto precedente, la proibizione di mangiare il sangue degli animali perché conteneva la vita e doveva essere offerto al Signore.

Queste regole, secondo la decisione, non erano tanto vincoli cultuali, ma piuttosto disposizioni per rendere più armonioso il rapporto tra Giudei e Pagani, promuovendo la convivenza e la fratellanza. La decisione fu comunicata tramite una lettera ad Antiochia, sottolineando che "lo Spirito Santo e noi abbiamo deciso", a significare una decisione unanime e guidata divinamente.

Trasfusioni di sangue nel contesto moderno

La posizione dei Testimoni di Geova

I Testimoni di Geova rifiutano le trasfusioni di sangue intero e dei suoi componenti principali, basandosi sui precetti biblici che proibiscono di "assumere sangue". Essi però accettano e cercano attivamente alternative mediche al sangue. La loro ferma posizione, secondo loro, ha contribuito allo sviluppo di trattamenti medici più sicuri e ha spinto la ricerca verso la "medicina senza sangue". Esperti come il Prof. Luc Montagnier hanno anche ipotizzato che "un giorno le trasfusioni di sangue dovranno sparire". Programmi di cura senza emotrasfusioni sono stati sviluppati in molti ospedali a partire dagli anni '90, con strategie diverse per gestire i pazienti, inclusi quelli attivamente sanguinanti che rifiutano le trasfusioni.

medici e ricercatori che esplorano alternative alle trasfusioni di sangue

Argomentazioni contro il rifiuto delle trasfusioni

Al di fuori della dottrina dei Testimoni di Geova, si argomenta che il divieto biblico di "mangiare sangue" si riferisse all'uso alimentare del sangue animale, non alle trasfusioni mediche moderne, una pratica inesistente all'epoca biblica. Viene evidenziato che "il sangue umano non s’identifica con l’anima" in senso spirituale, ma piuttosto come la sede della vita fisica. L'interpretazione che l'anima risieda nel sangue, e che una trasfusione comporterebbe una "trasfusione dell'anima", è considerata un'idea antibiblica.

Inoltre, si sottolinea che Gesù stesso ha affermato: "Nessuno ha amore più grande che quello di dar la sua vita per i suoi amici" (Giovanni 15:13), e gli apostoli Paolo e Barnaba hanno mostrato un profondo spirito di compassione. Il rifiuto di una trasfusione di sangue, in situazioni di estrema necessità, è visto da alcuni come un "far poco conto della vita umana", un dono di Dio. La scienza medica, con le trasfusioni di sangue, ha salvato milioni di vite, e rifiutare tale pratica quando necessaria è paragonato a un "tentato omicidio" o "suicidio", entrambi in opposizione ai principi divini.

La deontologia medica, come l'articolo 3, afferma che il "Dovere del medico è la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell'Uomo e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della libertà e della dignità della persona umana, senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale".

tags: #atti #degli #apostoli #trasfusioni #di #sangue