La comunità residenziale “Suor Rosina La Grua”, situata a Castelbuono (PA), è stata storicamente concepita come un presidio di riabilitazione funzionale a ciclo continuativo. La struttura, che dispone di 23 posti letto, era stata originariamente progettata per offrire un’assistenza centrata sulla persona e sui suoi bisogni specifici. L’approccio assistenziale dichiarato si basava sui principi di umanità, personalizzazione degli interventi, integrazione con il territorio e valorizzazione del rapporto con le famiglie, mirando a promuovere l’autonomia e a migliorare la qualità della vita degli ospiti.

Struttura e organizzazione
La residenza, immersa in un contesto naturale, era pensata per favorire il benessere psicofisico degli ospiti in un ambiente accogliente. La struttura contava su un’équipe multidisciplinare composta da medici, infermieri, operatori socio-sanitari (OSS), fisioterapisti ed educatori. È importante notare che, a seguito di vicende giudiziarie, la struttura ha subito una chiusura nel dicembre 2021, per poi essere oggetto di una ristrutturazione completa nel 2024.
Le indagini della Guardia di Finanza
L’operazione denominata "Relax", condotta dai militari della Guardia di Finanza del comando provinciale di Palermo, ha svelato un sistema criminale radicato all'interno dell'associazione. Le indagini, scaturite dalla denuncia di un'ex direttrice sanitaria, hanno portato alla luce gravissimi episodi di maltrattamenti fisici e psicologici ai danni dei pazienti disabili, documentati tramite telecamere e videointercettazioni.
Le condotte contestate dagli inquirenti includevano:
- Torture sistematiche, scherno e umiliazioni quotidiane verso gli ospiti.
- Reclusione forzata in una "sala relax" (una piccola stanza buia e priva di arredi).
- Somministrazione impropria di un "cocktail" di sedativi, tra cui neurolettici e tranquillanti, non previsti dai protocolli sanitari.
- Mancata assistenza di base, con pazienti lasciati in condizioni igieniche degradanti.
Frodi e malversazione di fondi
Parallelamente ai maltrattamenti, l'inchiesta ha evidenziato reati di natura economica. La Onlus, in convenzione con l'ASP di Palermo con un budget annuale di circa un milione di euro, è stata accusata di frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata ai danni dello Stato. Circa 470 mila euro di fondi destinati alla cura dei pazienti sarebbero stati deviati per fini privati, tra cui l'acquisto di auto di lusso, soggiorni in hotel, gioielli, articoli da regalo e spese enogastronomiche.
Provvedimenti cautelari
Il G.I.P. del Tribunale di Termini Imerese ha emesso numerose misure cautelari per i soggetti coinvolti, tra amministratori, soci e personale sanitario. I provvedimenti hanno incluso il carcere, gli arresti domiciliari, l'obbligo di dimora e l'interdizione dalle attività professionali. Tra gli indagati figurano figure apicali come il presidente dell'associazione e diversi operatori che si sono resi protagonisti degli abusi documentati.
Reazioni istituzionali e religiose
La notizia ha scosso profondamente l'opinione pubblica e le autorità. Il Vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante, ha espresso forte dolore, definendo la struttura "indegna" del nome di Suor Rosina La Grua, figura storica di Castelbuono dedita all'assistenza dei poveri. Anche la direzione dell'ASP di Palermo, tramite il direttore generale Daniela Faraoni, ha promesso tolleranza zero, annunciando l'avvio di indagini interne e la costituzione di parte civile nei procedimenti giudiziari.
tags: #associazione #suor #rosina #la #grua #castelbuono