Il Manutergio: Simbolo e Tradizione degli Asciugamani per il Sacerdote

Nella liturgia cattolica, i gesti spesso rivelano una carica espressiva che le parole da sole non riescono a eguagliare. Sono azioni che si imprimono nella memoria, capaci di toccare le corde più profonde dell'animo umano. Questa eloquenza dei gesti è particolarmente evidente nei riti sacramentali, come l'ordinazione sacerdotale, dove segni e parole si intrecciano in un'armonia profonda.

Il Linguaggio Eloquente delle Mani nella Liturgia Sacerdotale

Assistere a un'ordinazione sacerdotale è un'esperienza ricca di simbolismi. La “sinfonia delle mani” è un elemento centrale: si osservano mani giunte in preghiera, mani aperte ad accogliere, mani imposte sul capo del chiamato, mani che ungono altre mani, mani strette in un manutergio, mani che affidano il calice e la patena, e mani alzate per benedire. È un linguaggio universale che rimanda ai gesti fondamentali di cura, amore e dono.

Le mani sono essenziali nel linguaggio dell’amore e dell’agire umano, simbolo della capacità di affrontare il mondo. Nella liturgia dell'ordinazione, le mani del futuro presbitero vengono imposte dal vescovo e poi dagli altri presbiteri presenti, per poi essere unte e consacrate a Dio per sempre. Questa consacrazione ha un significato profondo: Dio desidera che le mani del sacerdote non siano più strumenti per prendere o possedere, ma che trasmettano il suo tocco divino, divenendo strumenti di servizio e capaci di donare l'amore.

Rappresentazione artistica dell'unzione delle mani di un sacerdote durante la cerimonia di ordinazione

Il Manutergio: Un Asciugamano Carico di Significato

Subito dopo l'unzione, le mani del novello sacerdote vengono strette in un manutergio. Questo gesto è commovente e carico di umanità. Il termine "manutergium" deriva dal latino “manu” e “tergium”, che significa “asciugamano”. Esso consiste in un piccolo asciugamano bianco di forma rettangolare, generalmente realizzato in lino.

Il manutergio non è utilizzato solo durante l'ordinazione; è anche il piccolo asciugamano che il sacerdote usa quotidianamente nella liturgia eucaristica, in particolare prima della consacrazione, per lavarsi le mani (lavabo), purificandole in preparazione al più sacro dei gesti.

La liturgia come gesto. I gesti di Gesù nel rito e nell'arte

La Tradizione del Manutergio e il "Doppio Dono" della Madre

Una delle tradizioni più toccanti legate al manutergio riguarda la madre del sacerdote. Il panno che lega le mani del Consacrato nel giorno dell'ordinazione sacerdotale verrà custodito con grande attenzione dalla madre per tutta la sua vita. Secondo la tradizione, al momento della sua morte, questo telo sarà sepolto con lei, intrecciato tra le sue mani, a testimonianza del suo "duplice dono" e come segno che è madre di un sacerdote.

Questo gesto simboleggia un'offerta profonda: la madre che da piccolo ha nutrito, lavato e curato il figlio, ora custodisce l'asciugamano che lo rende "il servo di tutti". Questa tradizione rafforza il concetto di totale dedizione e servizio che è intrinseco al sacerdozio. Come affermava Don Andrea Santoro, “si diventa capaci di salvezza solo offrendo la propria carne”, un'idea che risuona con il sacrificio e la donazione totale di sé che il sacerdozio implica, e che trova nel manutergio un simbolo tangibile di mani consacrate al servizio divino.

Illustrazione o foto di mani di una madre che stringono un manutergio, simbolo del figlio sacerdote

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