Arresti e Indagini a Varese e Provincia: Un Quadro Generale

Indagini sulla Pedopornografia Online

Un'indagine condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Catania ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 26 persone in diverse regioni italiane. Nove di queste persone sono state arrestate in flagranza di reato dalla Polizia di Stato, nell'ambito di una vasta operazione su tutto il territorio nazionale volta al contrasto della pedopornografia online, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania.

Le indagini, coordinate dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo) del Servizio della Polizia Postale, sono partite da una complessa attività di analisi informatica su alcuni dispositivi elettronici sequestrati a un indagato. Quest'ultimo, arrestato mesi prima per condotte simili, aveva al suo interno, su una piattaforma di messaggistica, gruppi dediti allo scambio di immagini e video raccapriccianti, che includevano abusi su bambini molto piccoli.

Le 26 persone indagate sono accusate di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico e sono state sottoposte a perquisizioni personali e informatiche.

infografica con statistiche sulla pedopornografia online e le aree geografiche di provenienza degli indagati

Operazioni antidroga nel Varesotto

La Squadra Mobile di Varese ha arrestato un giovane di 23 anni per spaccio di cocaina. Gli investigatori, dopo alcuni giorni di pedinamento, hanno individuato l'auto del giovane e la sua abitazione in un comune del varesotto. Il 13 dicembre, l'uomo è stato fermato mentre tentava di disfarsi di un pacchetto contenente cocaina, nascosto nell'intercapedine di un paletto del guard-rail. Il pacchetto conteneva 40 dosi di cocaina. Successivamente, durante la perquisizione personale, sono state trovate altre 20 dosi preconfezionate e una cospicua somma di denaro contante, ritenuta provento di spaccio.

La perquisizione domiciliare ha ulteriormente portato al rinvenimento, in uno zainetto nascosto sotto il letto, di un fucile calibro 12 a canne mozze, nascosto dietro un armadio, e 460 cartucce di vario calibro.

foto di repertorio della Squadra Mobile di Varese

In un'altra operazione antidroga, coordinata dai PM della Procura di Varese, sono state arrestate una venticinquenne, Dalila La Rosa, il suo convivente Matteo Molina (35 anni) e un cinquantacinquenne, Pasquale De Matteo. I tre sono accusati di aver organizzato una rete di spaccio di droga destinata alle piazze del varesotto, in particolare nelle zone del luinese e della Valcuvia. Sono stati sequestrati circa un chilogrammo di cocaina e si stima che il giro d'affari potesse superare i settantamila euro. I tre sono detenuti e saranno sottoposti ad interrogatorio di garanzia. Due degli uomini sono stati fermati a Gemonio e trasferiti nelle strutture di Busto Arsizio e Como.

Nasconde la droga nella sua cameretta, la madre chiama i Carabinieri: arrestato pusher di 16 anni

Rapina all'Ufficio Postale di Somma Lombardo

A quattro mesi dalla rapina all'ufficio postale di Somma Lombardo, due malviventi sono stati arrestati. La rapina, avvenuta ad agosto presso l'ufficio postale di via Dolci, ha visto i due individui, a volto coperto e armati di una pistola (poi rivelatasi giocattolo), farsi consegnare dagli impiegati l'incasso di circa 10.000 euro, utilizzando insulti e spintoni.

Le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dal dott. Rossato, hanno permesso di recuperare l'arma giocattolo, di cui i malviventi si erano disfatti subito dopo il reato. Attraverso il monitoraggio di telecamere di zona e quelle interne all'ufficio postale, è stato possibile ricostruire i movimenti delle autovetture utilizzate dai rapinatori, dal luogo in cui erano state lasciate fino al tragitto a piedi percorso fino all'obiettivo. La descrizione dei volti e dell'abbigliamento fornita dai dipendenti e da testimoni oculari ha ulteriormente contribuito alla ricostruzione completa della dinamica dei fatti.

Contrasto alla criminalità organizzata e ai beni confiscati

A Varese, nell'ambito di una complessa attività investigativa condotta con il Commissariato di P.S., è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere dal G.I.P. nei confronti di Rosario Abilone, 43 anni, di Castelvetrano. Il ricorso presentato da Abilone contro la custodia cautelare per associazione di stampo mafioso, nell'ambito dell'inchiesta "Hydra" della DDA di Milano sul cosiddetto "sistema mafioso lombardo", è stato dichiarato inammissibile dalla Cassazione.

Lo stesso provvedimento è stato notificato in carcere anche al fratello Giovanni Abilone, 44 anni, già detenuto per possesso di un arsenale di armi nella sua abitazione di Taino. L'inchiesta "Hydra" ha coinvolto anche altre figure, tra cui un uomo d'onore della famiglia gelese dei "Rinzivillo", riconducibile al clan Madonia di "Cosa Nostra", già condannato per associazione mafiosa, sottoposto a Sorveglianza Speciale di P.S. e obbligo di soggiorno, coinvolto nell'omicidio dell'avv. MIRABILE Antonio in qualità di esecutore materiale, ma assolto in Cassazione. Questo individuo è sospettato di essere il prestanome e il gestore diretto e indiretto di una serie di attività economiche, principalmente nel settore dell'edilizia.

mappa che evidenzia le aree di influenza dei clan mafiosi e la provenienza dei beni confiscati

La ricerca presenta un quadro dettagliato delle buone pratiche di utilizzo di beni confiscati sottratti alle organizzazioni criminali di tipo mafioso e restituiti alla collettività per uso sociale in Italia. Per la prima volta, una pubblicazione analizza concretamente oltre cento esempi positivi di utilizzo di beni confiscati alle mafie, con cui le comunità locali hanno risposto alla domanda di legalità in territori afflitti dalla presenza di organizzazioni criminali. L'appendice statistica è a cura di Ludovica Ioppolo.

Altri episodi

In un contesto diverso, sono stati documentati casi di frode nell'acquisto di attrezzature per un valore di 20.000 euro, senza che il corrispettivo fosse stato pagato. Inoltre, sono state registrate minacce per non pretendere il pagamento di debiti per circa 300.000 euro.

Il programma televisivo "Striscia la Notizia", tramite il suo inviato Brumotti, ha continuato a documentare le piazze di spaccio, mostrando l'attività di giovani "galoppini" che trasportano dosi di droga. Le immagini aeree con l'uso di droni hanno evidenziato un continuo viavai di automezzi che si fermavano in aree strategiche, inclusa la presenza di una bisarca con carico di auto.

Nasconde la droga nella sua cameretta, la madre chiama i Carabinieri: arrestato pusher di 16 anni

tags: #arresto #atria #rosario #varese