Ariel S. Levi di Gualdo è una figura complessa nel panorama ecclesiale contemporaneo, noto come presbitero, teologo, saggista e direttore della rivista telematica L’Isola di Patmos. La sua attività è caratterizzata da una profonda analisi delle dinamiche della Chiesa, ma anche da controversie legali e interpretazioni audaci riguardo a eventi vaticani e documenti pontifici.
La Carriera e il Contesto Ecclesiastico di Ariel S. Levi di Gualdo
Biografia e Formazione
Ariel S. Levi di Gualdo, iscritto agli atti civili come Stefano Levi di Gualdo, è nato a Grosseto il 19 agosto 1963 e ha ricevuto il Santo Battesimo al quinto giorno di vita nella cappella dell’Ospedale di S. Maria della Scala a Siena. Cresciuto tra Roma e la bassa Maremma toscana, proviene da una famiglia paterna romana e una materna toscana. È stato consacrato sacerdote a Roma da S.E. Mons. Luigi Negri il 1° maggio 2010 nella Chiesa di Santa Prisca all’Aventino per la Diocesi di San Marino Montefeltro.
Dipendente dalla giurisdizione canonica di S.E. Mons. Andrea Turazzi, è un presbitero residente fuori Diocesi con il benestare del Vescovo per motivi legati al sacro ministero e agli studi di ricerca. Alla sacra ordinazione, ha assunto il nome di Ariel (dall’ebraico biblico "Leone di Dio"), seguendo un’antica tradizione dei Padri della Chiesa che, mutando nome, recidevano ogni legame con la vita precedente. Ha svolto a Roma l’intero ciclo formativo, ha ricevuto i sacri ordini e ha iniziato a esercitare il sacro ministero. È specialista in teologia dogmatica e storia del dogma, con riconosciute competenze scientifiche in storia, filosofia e diritto. È abilitato al ministero di esorcista (2010) e alla postulazione delle cause dei santi (2011).

Opere e Pubblicazioni
Ariel S. Levi di Gualdo è autore di numerosi libri, tra cui:
- "Erbe amare - Il secolo del Sionismo" (Iª ed. Roma 2006, IIª ed.)
- "E Satana si fece trino - Relativismo individualismo disubbidienza, analisi sulla Chiesa del terzo millennio" (Iª ed. Roma 2011, IIª ed.)
- "Quanta cura in cordibus nostris" (Iª ed.)
- "Prete disoccupato" (Iª ed.)
- "La setta neocatecumenale - L’eresia si fece Kiko e venne ad abitare in mezzo a noi" (Iª ed.)
- "La Chiesa è il coronavirus - Tra supercazzole e prove di fede, l’apostolato dei Padri de L’Isola di Patmos in tempo di pandemia" (co-autori Ivano Liguori, Ofm.capp. Gabriele Giordano M. Scardocci, O.P., Iª ed.)
- "L’aspirina dell’Islam moderato - Quando l’Europa inventa ciò che non esiste e nega il pericolo reale" (Iª ed.)
- "Pio XII e la Shoah - Essere grati a chi ti ha salvato la vita è una umiliazione che alcuni non reggono" (Iª ed.)
- "Nada te turbe - Romanzo storico" (Iª ed.)
- "Il cammino delle tre chiavi - romanzo fantastico" (Iª ed.)
Inoltre, è noto per la sua attività di saggista e per la direzione della rivista telematica "L’Isola di Patmos". Su Ariel S. Levi di Gualdo circolano in rete notizie false diffuse da vari forum di discussione e finite poi in vari social network, spesso create da "soggetti non in grado di sostenere confronti e di dibattere sul piano scientifico e culturale", che si nascondono dietro nickname di fantasia cimentandosi in azioni di killeraggio e confezionando notizie false.
La Controversia Legale: Il Caso Simone Alliva
Le Origini della Disputa: Il Terremoto di Amatrice e Radio Maria
Una vicenda legale significativa che ha coinvolto Ariel S. Levi di Gualdo è iniziata il 30 ottobre 2016, a dodici ore dal terremoto di Amatrice. In quell'occasione, ai microfoni di Radio Maria, Giovanni Cavalcoli, frate domenicano e sacerdote, affermò: «Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, sono il castigo del peccato originale, anche se la parola non piace. […] Arrivo al dunque, castigo divino. Queste offese alla famiglia e alla dignità del matrimonio, le stesse unioni civili. Chiamiamolo castigo divino».
Il giornalista Simone Alliva de L'Espresso riportò per primo la notizia, che ebbe un'eco internazionale. Radio Maria si scusò e sospese la trasmissione del parroco. Le uscite di Cavalcoli imbarazzarono anche la Santa Sede, che ordinò restrizioni con proibizione di predicare, confessare e celebrare la Santa Messa. Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato Vaticana, commentò: «Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede».

La Diffusione del Dossier Infamante e la Querela
Dopo circa un mese, Alliva ricevette commenti sui propri profili social che segnalavano un link a un blog intitolato “L’Isola di Potamos”. I post riportavano le sue foto, le sue generalità e l’università alla quale al tempo era iscritto, con il titolo: «È terminato l’embargo per Padre Giovanni Cavalcoli, ma voi boicottate la Lumsa, università pseudo cattolica che accoglie le “serpi in seno” che sputano sul piatto dove mangiano».
Il post, presentato sotto forma di trilogia e firmato dal presbitero e fondatore delle Edizioni L’Isola di Patmos, Ariel S. Levi di Gualdo, descriveva Alliva come «Un “religioso” della suprema “neo-chiesa del gender” [...] Il suo spirito malvagio, forse unito anche all’intima gioia d’aver recato grave danno, dolore e disagio a un uomo timorato di Dio». Nel secondo articolo della trilogia, Alliva venne preso di mira per aver vinto una borsa di studio, con l'accusa che l'università si mettesse «in casa un ideologo della cultura del gender e dell’omosessualismo più radicale [...] lo agevola pure per le spese di studio». Il terzo articolo, invece, conteneva pesanti allusioni sessuali. Simone Alliva decise così di querelare per diffamazione presso il Tribunale di Roma.
Il Processo e la Sentenza
Il processo, durato anni, fu caratterizzato da innumerevoli rinvii per la ricerca dell’imputato, che per anni non fu reperito presso il proprio indirizzo di residenza nonostante fosse protagonista di talk televisivi. Ulteriori rinvii furono motivati da "legittimo impedimento" basati su ragioni di salute considerate discutibili, come una congiuntivite e un rimpolpamento degli zigomi. Dopo otto anni, è giunta la sentenza: il Tribunale di Siracusa ha condannato Ariel S. Levi di Gualdo, presbitero e teologo, imputato per diffamazione nei confronti del giornalista Simone Alliva, al risarcimento danni da stabilire in sede civile, più il pagamento delle spese processuali.
Alliva ha commentato la sentenza ringraziando la sua avvocata Francesca Rupalti e l'avvocato Lele Russo, insieme a Rete Lenford, per il sostegno. Ha sottolineato come questa vicenda non riguardi solo lui, ma «parla di un sistema che punta alla corrosione: ti intimorisce, ti porta a pensare due volte prima di raccontare un fatto». Ha evidenziato le difficoltà degli anni trascorsi, tra attacchi feroci e l'ansia personale legata al processo, e l'importanza di non aver dato pubblicità alla vicenda per evitare di amplificare l'intimidazione. Ha espresso solidarietà a chi, da collaboratore o freelance, riceve intimidazioni simili senza avere le risorse per contrastarle, riconoscendo che, sebbene la giustizia sia stata lentissima, alla fine «ha riconosciuto che il danno era palese».
Presunta Nomina a Segretario della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei"
L'Annuncio e il Contesto
Una notizia circolata, apparentemente dalla Redazione dell'Isola di Patmos, ha annunciato la nomina di Ariel S. Levi di Gualdo a Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Secondo tale annuncio, il Padre Ariel è stato "eletto vescovo alla sede titolare di Laodicea Combusta" e nominato segretario della suddetta commissione, succedendo a S.E. Rev.ma Mons. Guido Pozzo, Arcivescovo titolare di Bagnoregio, il quale sarebbe entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede con l'incarico di istituire la nuova nunziatura apostolica nella Repubblica di Nauru, nell’Oceania della Micronesia. L'annuncio specifica che il Sommo Pontefice lo avrebbe promosso alla dignità episcopale ed eletto alla sede titolare di Laodicea Combusta, già suffraganea dell’Arcidiocesi di Antiochia.
È stato indicato che "Coloro che vengono promossi vescovi devono essere titolari di una sede perché l’episcopato è legato ad una Chiesa particolare". La "Bolla di Nomina" associata a questa informazione riporta la data 2015-04-01.

Analisi e Visioni sulla Chiesa Contemporanea
Ariel S. Levi di Gualdo ha espresso le sue analisi e visioni sulla Chiesa contemporanea, toccando diversi temi sensibili in interviste e pubblicazioni. Ritiene che lo stato attuale della Chiesa universale sia connotato da mondanità, debolezza e ambiguità, non generato dal Pontefice regnante, ma conseguenza di lunghi anni di devastazione dottrinale e di crisi dell’autorità ecclesiastica.
Il Rapporto tra Fedeli e Istituzioni Ecclesiastiche
Secondo Padre Ariel, fedeli e istituzioni ecclesiastiche percorrono strade diverse non da oggi, ma dagli anni Settanta. Una prova in tal senso è stata il referendum sull’aborto promosso dai Radicali, e l'elogio papale di Emma Bonino, che a suo dire l’avrebbe indotta a impegnarsi ulteriormente per l’eutanasia, il gender e il matrimonio tra coppie dello stesso sesso.
Politica e Chiesa
In merito a figure come Nunzio Galantino, Ariel S. Levi di Gualdo lo descrive come un “ragazzo emotivo” che tende a piacere a tutti, in tempi in cui pochi provano simpatia per le "parole dure e crude del Vangelo di Gesù Cristo". Sul dialogo con partiti politici come la Lega, suggerisce che la Chiesa, se è così “accogliente” e “includente” verso tutti, dovrebbe dialogare davvero con tutti, evitando questioni strettamente politiche che non tocchino dal vivo la coscienza dei cattolici.
Il Pontificato di Papa Francesco
Il pontificato di Papa Francesco, per Ariel S. Levi di Gualdo, riflette uno stato di decadenza e confusione che oggi avvolge la Chiesa universale. Questo non è attribuito al Pontefice stesso, ma lo vede come la conseguenza e il prodotto finale di anni di devastazione dottrinale e crisi dell’autorità ecclesiastica, in particolare per quanto riguarda la questione dei migranti.
Cristianesimo, Islam e "Peccati Ecologici"
Il rapporto tra cristianesimo e islam è considerato "malato" e basato su un "pericoloso equivoco": l'idea che cristiani e musulmani adorino lo stesso Dio. Ariel S. Levi di Gualdo smentisce questa affermazione, sostenendo che il Dio trinitario cristiano non è quello dei Musulmani e che costruire rapporti su ciò che piacerebbe ma non esiste è pericoloso. Per quanto riguarda l'introduzione dei "peccati ecologici", si definisce ecologista e animalista, ma sottolinea di rispettare prima la vita umana dal concepimento, l’ordine del creato e il suo diritto naturale.
Le Finanze Vaticane e le Nomine Curiali
Non sono i conti in Vaticano a spaventarlo, ma le "persone sbagliate messe con ostinazione in posti sbagliati a fare danni enormi". Ritiene che i chierici non abbiano lo spirito né la formazione per occuparsi di finanze, e che i laici a fedele servizio della Chiesa dovrebbero provvedere a questo, affermando che "tenere i preti lontani dai soldi vuol dire evitare gravi problemi e scandali garantiti". Sulla nomina del cardinale Tagle come prefetto della Congregazione de propaganda fide, esprime scetticismo, vedendola come "l’ennesima scelta infelice per favorire delle cordate" e criticando la mancanza di conoscenza della curia romana da parte dell'Arcivescovo di Manila, a discapito di figure come il Cardinale Fernando Filoni, "licenziato" prima dei limiti di età.
Discriminazione dei Cristiani in Italia
Riconosce che i cristiani sono oggetto di campagne d’odio, citando come esempio il Gay Pride, dove si rivendica il diritto al rispetto delle diversità mentre si vilipende la fede cattolica. Collega questa situazione al prezzo di anni di interferenze della Chiesa nella vita politica del Paese, dove "era immorale solo ciò che toccava anche vagamente la sessualità umana", e ora "ci stanno facendo pagare il conto".

La Figura di "Ghost-Writer" del Pontefice
Anticipazioni e Profezie di Ariel S. Levi di Gualdo
Secondo alcune fonti, Padre Ariel S. Levi di Gualdo ha "anticipato situazioni, tempi e persino documenti e atti pontifici". A dimostrazione di ciò, vengono citati suoi libri e articoli pubblicati anni prima del verificarsi di certi eventi. In particolare, il 7 maggio 2020, pubblicò il video di una sua lectio in cui auspicava, con ragioni ecclesiologiche, pastorali e pedagogiche, l’abolizione dell’uso del Messale di San Pio V, concesso nel 2007 con il Motu Proprio Summorum Pontificum dal Sommo Pontefice Benedetto XVI. Nella lectio, ha spiegato i limiti della riforma liturgica del Concilio Vaticano II, pur riconoscendo la necessità di una riforma.
17 febbraio 2022 - Mons.Angelo Lameri su Motu proprio Traditionis Custodes e Lettera accompagnatoria
Il Motu Proprio "Traditionis Custodes"
A distanza di oltre un anno dalla sua lectio, il 16 luglio 2021, è stata pubblicata la Lettera del Santo Padre Francesco ai Vescovi di tutto il mondo per presentare il Motu Proprio Traditionis Custodes sull’uso della Liturgia Romana anteriore alla Riforma del 1970. Questa Lettera Apostolica, data in forma di motu proprio, racchiuderebbe tutte le ragioni enunciate ed espresse un anno prima da Padre Ariel, soprattutto nel messaggio esplicativo indirizzato dal Santo Padre ai Vescovi. Tale coincidenza ha portato alla conclusione, per alcuni, che il vero "ghost-writer" del Sommo Pontefice Francesco sia Padre Ariel S.
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