La Collegiata di Santa Maria Assunta, situata in Piazza Tre Novembre, rappresenta uno dei monumenti più belli e significativi della città di Arco. Questa monumentale chiesa, che domina con la sua imponente struttura l’intero centro storico, costituisce uno degli esempi più importanti dell'architettura rinascimentale nella provincia.

Storia e Origini
L'edificio attuale sorge sui resti di un'antica pieve di epoca romanico-gotica, ricordata nelle fonti già nel 1144. I lavori per la costruzione dell'attuale Collegiata iniziarono nel 1613, seguendo il progetto di G. B. All'edificazione parteciparono attivamente maestranze locali, veronesi e bresciane. La comunità contribuì attivamente fornendo materiali come pietre, calce e legname, oltre alla manodopera per il trasporto. I lavori, protrattisi per decenni, subirono un'interruzione forzata nel 1630 a causa di una violenta epidemia di peste.
Caratteristiche Architettoniche
L'aspetto architettonico della chiesa è reso originale dai quattordici possenti contrafforti che sostengono l'aula e dall'imponente campanile alto 61 metri. La facciata monumentale, che raggiunge un'altezza massima di 32 metri e una larghezza di 27, è scandita da lesene a doppio ordine, dorico e ionico. Ogni ordine è arricchito da un fregio monocromatico: quello inferiore raffigura strumenti musicali, spartiti e oggetti sacri, mentre quello superiore risulta meno leggibile.

Sopra il portale d'ingresso si apre un'ampia nicchia che accoglie il gruppo scultoreo raffigurante Maria Assunta. All'interno, la struttura si presenta come un'unica grande navata, caratterizzata da otto altari laterali - quattro per lato - che offrono al visitatore una ricca esposizione di opere d'arte sacra.
Opere d'arte e arredi
La chiesa custodisce numerosi elementi di grande pregio:
- Altare maggiore: Composto da due colonne di marmo bianco e verde con capitelli corinzi, è sormontato da un frontone decorato con angeli e anfore, terminante in una forma a conchiglia. Al centro spicca il gruppo marmoreo dell'Assunta, attribuito a Gabriele Cagliari (o Calegari di Verona).
- Pala di Felice Brusasorzi: Situata sopra il primo altare di sinistra, raffigura la Madonna con il Bambino, due angeli e San Michele Arcangelo; fu realizzata su commissione di Guglielmo Torboli, arciprete di Angiari.
- Cantoria in legno: Ultimata nel 1731, è opera di Giacomo Benedetti di Desenzano del Garda. È ornata da quattro bassorilievi in legno stuccato, alternati a piccole statue di musicanti, con le figure di Mosè e di un Santo collocate ai lati.
Ai piedi dei gradini che conducono al presbiterio si trovano due grandi lapidi risalenti al 1781, che indicano le antiche tombe riservate ai canonici e ai sacerdoti che hanno servito la comunità.