L'Archivio Storico Diocesano di Sansepolcro rappresenta una delle principali raccolte documentarie di proprietà ecclesiastica in Italia ed è riconosciuto dal Ministero della Cultura come bene culturale di interesse nazionale. Per sua natura, l'Archivio Diocesano è strumento e memoria dell’attività di un vescovo e della sua Curia e, con il tempo, diviene un bene culturale di inestimabile valore. Ospitato all’interno del Palazzo Vescovile, conserva la memoria di cinque antiche istituzioni ecclesiastiche che tra Medioevo ed Età Moderna estesero la loro giurisdizione su vasta parte dell’area centro-italiana, compresa tra Toscana, Romagna e Umbria.

Storia e Formazione
Origini e Prime Difficoltà
Il nucleo documentario più antico dell'archivio risale alla precedente abbazia di Sansepolcro, con documenti che datano in originale dall’anno 1022 e in regesto dall’anno 1012. L’archivio vero e proprio nacque nel 1520, con la creazione della Diocesi di Sansepolcro.
La conservazione archivistica non fu sempre lineare. Verso la fine del XIV secolo, al tempo del vescovo Giovanni II Albergotti, la diocesi di Arezzo (cui Sansepolcro era legata) si trovò in una crisi profonda. Nel 1384 Arezzo fu venduta a Firenze, e, senza difese, venne più volte saccheggiata da compagnie di ventura. In questo contesto, anche a causa dei conflitti con i guelfi aretini, l’archivio precedente il XIV secolo andò distrutto, lasciando di quell'epoca solo una quindicina di registri di atti notarili civili e benefiziali.
In seguito, rimettere in piedi un archivio si rivelò un compito arduo a causa di diversi motivi: si susseguirono vescovi con episcopati molto brevi, alcuni dei quali non residenti ad Arezzo (o perché fiorentini o sudditi a Firenze), mentre altri si trovarono di fronte a difficoltà oggettive o dovettero dare priorità ad altre questioni. La Diocesi, come evidenziato da un frammento della Visita Pastorale del 1421, si trovava in condizioni decisamente penose.
Il Miglioramento e le Prime Riorganizzazioni
La situazione iniziò a migliorare gradualmente, e nella seconda metà del Cinquecento, con la chiusura del Concilio di Trento nel 1563, il miglioramento divenne tangibile. Questo progresso si consolidò con il vescovo Stefano Bonucci (1574-1589) e ancor più con il vescovo Pietro Usimbardi (1589-1611). Con il passare del tempo, la quantità di carte e documenti iniziò a crescere costantemente. Alla fine del Settecento, durante l’episcopato di Angiolo Franceschi, l’archivio della Mensa Vescovile venne riorganizzato.
Antichi repertori archivistici e buste di contenimento testimoniano ulteriori lavori di riordino dell'Archivio Vescovile nella prima metà del XIX secolo. Un evento significativo per la sua costituzione fu la confluenza di archivi di altre giurisdizioni ecclesiastiche: nel 1779 vi confluirono gli archivi delle soppresse giurisdizioni nullius diocesis dell’abbazia di Bagno di Romagna e dell’arcipretura di Sestino; nel 1805, vi confluì l’archivio dell'abbazia nullius di Galeata, soppressa nel 1785.
Verso l'Istituzione Culturale Moderna
La prima nomina di un archivista con compiti specifici di gestione della documentazione antica risale al 1856, quando il vescovo Giuseppe Singlau nominò Luigi Giovagnoli secondo cancelliere e archivista della Curia vescovile. Un passo fondamentale verso la sua attuale configurazione come istituto culturale avvenne nel 1960, con la nomina del canonico dott. Battista Gregori, diplomato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso la scuola vaticana, ad archivista della Curia Vescovile. Dal 1965, il canonico mons. Ercole Agnoletti, autore di numerose pubblicazioni sulla storia della città e diocesi di Sansepolcro, ha assunto la direzione, divenendo il vero e proprio organizzatore dell’archivio nella sua attuale sistemazione. Nel 1995, la direzione dell'archivio è stata assunta dal prof. Franco Polcri, succeduto a mons. Agnoletti.
La Costituzione dell'Archivio Storico Diocesano
L’odierno Archivio Storico Diocesano di Sansepolcro è sorto nel 1985 grazie alla riunione in un’unica sede degli archivi della Diocesi e di altri enti ecclesiastici. Questo progetto di concentramento ha permesso di unire:
- L’Archivio Vescovile (precedentemente conservato nei locali della Curia Vescovile).
- L’Archivio Capitolare (in precedenza conservato nella residenza capitolare, dove, nel 1810, era stato parzialmente coinvolto in un incendio).
- L’archivio del Seminario Vescovile (precedentemente conservato nel palazzo del Seminario, già collegio dei Gesuiti).
- Gli archivi di numerose parrocchie.
- Archivi di alcuni enti assistenziali (Orfanotrofio Femminile Schianteschi, Orfanotrofio Maschile Franceschi - Marini, Asilo Infantile Nomi - Collacchioni).
- Gran parte dell'archivio dell'Azione Cattolica (secc. XIX-XX).
Il lavoro di sistemazione della sede, sostenuto dal vescovo mons. Giovanni D'Ascenzi nell’ambito del più vasto progetto di restauro del Palazzo Vescovile, è stato compiuto da mons. Ercole Agnoletti.
Alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, gran parte del materiale archivistico venne accatastata nei locali a tetto della curia, disposta su scaffalature, e successivamente riammassata per lavori e ricollocata. La fase di riordinamento di questo materiale è oggi vicina al completamento, sebbene non ancora ultimata. Fin dagli anni Settanta, era stata messa in evidenza l'indispensabilità di una nuova sede per un archivio ordinato e dotato dei necessari strumenti di ricerca, problema risolto anche grazie all'intervento di Mons. Agnoletti.
Sviluppi Recenti e Riconoscimenti
- Nel 2015, l'archivio è stato compreso nell'ambito dell’attività della Fondazione Rete Archivistica Bibliotecaria e Museale della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.
- Il 16 ottobre 2019, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana lo ha dichiarato archivio di interesse storico particolarmente importante ai sensi del D. Lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio).
- Nel 2021, la sede è stata ulteriormente ampliata con la destinazione a spazi di deposito e di consultazione di tre ambienti in precedenza usati come uffici della Curia vescovile. Attualmente, i depositi si articolano in cinque sale.
Fondi e Patrimonio Documentario
Complessivamente, l’Archivio Diocesano accoglie circa 6000 unità archivistiche tra buste, registri e filze (secc. XI-XXI). La documentazione raccolta ammonta attualmente a 2.337 buste e registri (1012-2017) e 425 pergamene sciolte (1022-1987), per uno sviluppo di 336,40 metri lineari.
Istituzioni Antiche Conservate
L’Archivio Storico Diocesano di Sansepolcro conserva la memoria delle seguenti antiche istituzioni ecclesiastiche:
- L’abbazia di Sansepolcro e le sue numerose dipendenze nelle diocesi di Città di Castello, Perugia e Assisi (secc. XI-XVI).
- L’abbazia di Bagno di Romagna (secc. XV-XVIII).
- L’abbazia di Sant’Ellero di Galeata (secc. XVI-XVIII).
- L’arcipretura di Sestino (secc. XV-XVIII).
Tipicità dell’Archivio Storico Diocesano di Sansepolcro è quella di essere un archivio di concentramento dove, già dalla fine del XVIII secolo, si conservano anche gli archivi delle antiche giurisdizioni nullius di Bagno di Romagna, Galeata e Sestino, a seguito della loro aggregazione alla Diocesi di Sansepolcro nel 1779 e nel 1785.
Fondamenti Documentari di Particolare Rilievo
- Il fondo pergamenaceo è particolarmente ricco, soprattutto per i secc. XIII-XV. Contiene la documentazione più antica conservata a Sansepolcro, inclusi documenti imperiali dei secc. XI/XII.
- Le serie degli Atti vescovili (secc. XVI-XVII), delle Visite pastorali (1564-1994), degli Stati delle anime e dei Duplicati parrocchiali (secc. XVII-XX).
- All'interno della sezione dei manoscritti si segnalano la copia cinquecentesca dei diplomi imperiali e delle bolle pontificie redatta da Guido Ascanio Sforza e il manoscritto di Annibale Lancisi, risalente alla fine del sec. XVIII, "Storia del Borgo S. Sepolcro".
- Particolarmente ricca è la documentazione del XX secolo, tra la quale si segnalano carteggi, conservati in fondi diversi, con esponenti di spicco del cattolicesimo italiano quali il cardinale Elia Dalla Costa, don Giulio Facibeni, Giorgio La Pira, Amintore Fanfani, Aldo Moro, Guido Gonella, Giulio Andreotti, Carlo Carretto, Giuseppe Lazzati, Luigi Gedda, Pino Arpioni, Luigi Novarese.
- Si conservano inoltre le annate del «Bollettino diocesano» (1913-1986 e 1987-2014), del settimanale diocesano («La Voce», 1955-1977; «La Vita», 1978-1984; «Toscana oggi», dal 1985 in poi), del bimestrale «L'Alta Valle del Tevere» (1933-1940), del semestrale «Pagine altotiberine» (dal 1997 a oggi), dell'annuale «Alpe Appennina» (dal 2019 a oggi), dei «Quaderni dell'Archivio Storico Diocesano di Sansepolcro» (dal 2021 a oggi).
- Una raccolta di sigilli (secc. XVIII/XXI) e una ricca fototeca (secc. XIX-XXI).
- Oltre ai fondi documentari solitamente conservati presso gli archivi diocesani, negli anni Ottanta è stato trasferito in questo istituto l’archivio storico di Santa Maria della Pieve (di notevole importanza e tutt’ora da inventariare).
Archivi Personali
Il fondo Archivi personali raccoglie i documenti privati di vescovi, sacerdoti e laici pervenuti all'Archivio tramite la donazione dei singoli proprietari o degli eredi. Si tratta di documenti di varia natura, la cui consultazione è disciplinata dalla normativa ecclesiastica e dagli artt. 122-127 del decreto legislativo 42, 22 gennaio 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio). Le figure di cui si conservano gli archivi personali sono particolarmente significative per la storia ecclesiale, culturale e sociale di Sansepolcro e del territorio nel XX secolo. Le buste ordinate e indicizzate sono 34, per un totale di 263 fascicoli, 5 registri, 29 agende e 5 dattiloscritti. Rimangono da ordinare i fondi personali di Ercole Agnoletti, Ettore Gabrielli e Gianni Gorizi.
Principali Fondi e Serie Archivistiche
L'archivio contiene le serie tipiche di ogni archivio diocesano, con gli atti prodotti dai vari organismi della Curia Vescovile e dagli altri enti ecclesiastici. Di seguito un elenco dei fondi e delle serie principali:
- Aggregazioni laicali (9 buste, sec. XX)
- Amministrazione (4 buste, sec. XX)
- Congrue (3 buste, sec. XX)
- Mensa Vescovile (5 buste, secc. XVIII-XX)
- Ufficio amministrativo (4 buste, sec. XX)
- Benefici semplici di Pieve Santo Stefano (1 busta, secc. XVIII-XIX)
- Canonicati di Pieve Santo Stefano (1 busta, secc. XVIII-XIX)
- Cappellanie curate (1 busta, sec. XIX)
- Cattedrale. Canonicati, benefici semplici di città, mansionariati (3 buste, secc. XVIII-XX)
- Conferenza Episcopale Italiana (1 busta, sec. XX)
- Conferenza Episcopale Toscana (1 busta, sec. XX)
- Culto (4 buste, sec. XX)
- Culto. Autenticità di reliquie (1 busta, secc. XIX-XX)
- Curia Romana. Lettere e decreti della S. Congregazioni (1 busta, sec. XX)
- Curia Vescovile. Amministrazioni pubbliche (2 buste, sec. XX)
- Curia Vescovile. Beni culturali (14 buste, sec. XX)
- Curia Vescovile. Cancelleria. Documentazione (2 buste, secc. XIX-XX)
- Curia Vescovile. Cancelleria. Statistica (1 busta, sec. XX)
- Curia Vescovile. Comunicazioni sociali (2 buste, sec. XX)
- Curia Vescovile. Decimario di Pocaia - Misciano - Gricignano (1 busta, sec. XVIII)
- Inventari (15 buste, sec. XX)
- Istituti di istruzione (1 busta, secc. XIX-XX)
- Mensa vescovile. Miscellanea "Ercole Agnoletti" (7 buste, sec. XX)
- Miscellanea civile (5 buste, secc. XVIII-XX)
- Miscellanea Parrocchie e compagnie (1 busta, sec. XIX)
- Miscellanea (5 buste, secc. XVIII-XX)
- Miscellanee diverse (1 busta, secc. XVIII-XIX)
- Parrocchie: serie Toscana (152 buste, secc. XVIII-XXI); serie Romagna (50 buste, secc. XVIII-XXI)
- Pastorale (7 buste, sec. XX)
- Patenti per confessioni e confessori diocesani (1 busta, sec. XVIII)
- Predicazione varia (3 buste, sec. XX)
- Sinodi diocesani (4 buste, secc. XVIII-XX)
- Testamenti, contratti, chirografi diversi (1 busta, secc. XVIII-XIX)
- Varie (7 buste, secc. XIX-XX)
- Vicariati (5 buste, secc. XVIII-XX)
- Zona Pastorale Valtiberina (2 buste, sec. XX)
- Archivio del Seminario Vescovile (44 buste, secc. XVIII-XX)
- Seminario Vescovile e Villa (16 buste, 23 registri, secc. XIX-XX)
- Seminaristi (5 buste, sec. XX)
- Nullius di Bagno: Miscellanea civile e criminale (1 busta, secc. XVIII-XIX)
- Nullius di Galeata: Visite dell'ordinario (1 busta, secc. XVIII-XIX)
- Nullius di Sestino: Miscellanea civile e criminale (1 busta, sec. XVIII)
- Nullius di Sestino: Cause civili (1 busta, sec. XVIII)
- Nullius di Sestino: Visite dell'ordinario (1 busta, secc. XVIII-XIX)
- Archivi personali (41 buste, secc. XIX-XX)
- Archivio musicale (8 buste, secc. XIX-XX)
- Asilo Infantile Nomi Collacchioni (13 buste, secc. XIX-XX)
- Conservatorio San Bartolomeo (1 busta, sec. XX)
- Orfanotrofio Bigi (5 buste, secc. XIX-XX)
- Cooperativa Agnese Scifi (7 buste, secc. XX)
- Centro Culturale "La Nuova Stagione" (5 buste, secc. XX)
- Confraternita della Morte di Sansepolcro (12 buste, secc. XVIII-XX)
- Confraternita di Santa Maria Maddalena di Sansepolcro (1 busta, secc. XVIII-XIX)
- Convento dei Cappuccini di Montauto (1 busta, sec. XX)
Attività Scientifica e Accessibilità
L’Archivio Vescovile di Sansepolcro oggi svolge un’attività prevalentemente scientifica, oltre che di supporto alle attività diocesane, specialmente fornendo indicazioni utili allo studio dei beni culturali da sottoporre a restauro. Annualmente accoglie numerosi studiosi, sia italiani che stranieri, e anche scolaresche in visita.
Informazioni Pratiche
Sede: Via G. Fanfulla 16, Sansepolcro.
Direttore: Dom Ubaldo Claudio Cortoni, O.S.B.
Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura.
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