Arcangelo Sciulia: Biografia e la Proposta dell'Arcangelologia

Chi è Arcangelo Sciulia

Nato ad Avellino nel 1978, Arcangelo Sciulia è un avvocato e scrittore che ha dato inizio a una nuova proposta teologica d'ispirazione cattolica, denominata «Arcangelologia». Questo campo di studio si distingue dall'angelologia classica per il suo focus esclusivo sulla conoscenza, lo sviluppo e la diffusione del culto devozionale ai Sette Arcangeli Assistenti al Trono di Dio (come citato in Tb 12,15 e Ap 1,4).

La Nascita dell'Arcangelologia e la Sfida del Riconoscimento

L'Arcangelologia di Sciulia nasce dalla constatazione di un problema fondamentale legato agli arcangeli meno conosciuti del Trono di Dio. Quando questi appaiono, il veggente, in assenza di un sostrato devozionale costante nei secoli da utilizzarsi come base conoscitiva per il nome e il ministero, difficilmente riesce a riconoscerli come ci si aspetterebbe. Questa situazione concerne specificamente l'Arcangelo Sealtiele, ma si estende ad altri.

rappresentazione dei Sette Arcangeli Assistenti al Trono di Dio

La Teoria dell'Abbassamento degli Arcangeli

Al centro della ricerca di Arcangelo Sciulia vi è la disamina di quelle che definisce "teorie di abbassamento", ovvero processi storici e teologici che hanno portato a una degradazione del ruolo e della collocazione celeste di diversi arcangeli.

L'Abbassamento di Sant'Uriele Arcangelo

Secondo la proposta di Sciulia, l'obiettivo strategico di tale abbassamento è stato quello di degradare il ruolo, i compiti e la collocazione celeste di Sant'Uriele, dislocandolo dalla posizione apicale scritturisticamente detenuta nel IV° Esdra per portarlo nel penultimo grado delle classificazioni celesti. Questo processo mirava anche a eliminare il quarto arcangelo per privilegiare la teologia triadica di Proclo.

L'Abbassamento di San Gabriele Arcangelo

Anche San Gabriele è stato oggetto di un simile abbassamento, degradato dalla sua posizione apicale, come attestato in Lc 1,19, e collocato nel penultimo grado delle classificazioni celesti. Gli autori di questo processo sarebbero stati lo pseudo-Dionigi Aeropagita e S. Gregorio Magno, come evidenziato nell'opera Gerarchie Celesti (cap. VIII/2/IV), dove si afferma: «E non riconosciamo ancor più nettamente questa distinzione gerarchica degli angeli… vedendo che chiama l'arcangelo Gabriele e gli dice:».

L'Abbassamento di San Michele Arcangelo

La "prima e più eccellente vittima" delle "teorie di abbassamento" sarebbe stato il Principe degli Angeli, San Michele Arcangelo, vincitore di Satana e difensore di Dio. Egli sarebbe stato "scagliato giù" dal vertice serafico delle regioni celesti, fino a divenire un semplice angelo custode o, in un'accezione negativa, un arcangelo del semplice spirito dell'ottavo coro angelico, superato da ben sette cori superiori e da miriadi di angeli ad essi appartenenti.

raffigurazione di San Michele Arcangelo che combatte il drago

Nelle LXX, San Michele è chiamato «Arconte Massimo» (arcon o megas) ed anche «Archistratega delle virtù del Signore» (archistrategos dynameos kurion), mentre nella Tanakh è il «Gran Principe» (sar haggadol). Scritturisticamente, egli fa parte del gruppo dei «Primi Principi» (in ebraico "Hassarim hari'shonim" e in greco "Proton Arcontes o Protoktistoi"), angeli creati per primi da Dio e in numero di sette innanzi al suo Trono (Tb 12,15 - Ap 1,4), considerati messaggeri incommensurabilmente superiori a tutti gli altri. Questa lettura, tuttavia, non è quella della teologia cattolica che deriva dagli studi esegetici dello pseudo-Dionigi l'Aeropagita e di Tommaso d'Aquino.

Esiste, senza dubbio, una sola figura che interpreta dal punto di vista escatologico un ruolo fondamentale per la salvezza del popolo eletto, e questa è San Michele, il cui compito è debellare le forze del male capeggiate da Satana, che si ribellò a Dio volendo divenire come lui e fu combattuto dal grande Arcangelo per eccellenza, così come descritto nella Sacra Scrittura. Michele riceve nella Bibbia tutti i titoli di nobiltà: è l'Angelo-Principe per eccellenza, l'Archistratega delle forze armate del Signore, il Capo degli Angeli e il primo difensore delle ragioni divine. Figure come il Cardinale Lepicier, Francisco Sylvius e i gesuiti Franciscus Toletus e Gabriel Vasquez ritenevano che l'appellativo "Arcangelo" con riguardo a San Michele appartenesse a uno dei Principati. Aderendo a questa teoria, per combattere il male, San Michele otterrebbe un messaggio molto mediato, dapprima dai Serafini e poi attraverso i Cherubini, Troni, Dominazioni, Virtù, Potestà e infine Principati.

Il Caso di Sant'Uriele e la Censura Ecclesiastica

Arcangelo Sciulia evidenzia come un esempio di questa "incauta mano operata dalla censura ecclesiastica" si manifesti nell'eliminazione del riferimento concreto all'Angelo Uriele all'interno della biografia del Venerabile Antonio Margil, il grandissimo evangelizzatore d'America. Nelle edizioni successive della medesima biografia, non fu più presente alcun riferimento a questa apparizione. Ciò fu fatto, secondo Sciulia, per non compromettere l'arresto del Sinodo Romano II, sotto Papa Zaccaria del 745 d.C., e dei successivi decreti che ad esso si conformavano.

L’Arcangelo Uriel La Luce di Dio e il Mistero della Conoscenza

Per salvaguardare una pretesa (o presunta) correttezza dottrinaria, non ci si fece scrupolo di mutilare la memoria di padre Margil. Così, oggi, i fedeli possono pregarlo, essendo stato proclamato venerabile da Papa Gregorio XVI nel 1836, senza tuttavia conoscere e pregare lo Spirito angelico che lo proteggeva. Questo implica che, seppur la Chiesa ritenga Margil aver pregato un "demone", come sostenne il cardinale Baronio nei suoi Annales Ecclesiastici del 1600 con riguardo ad Uriele Arcangelo, avendo Margil compiuto opere degne di venerazione e diffuso il Santo Evangelo e il Rosario, può comunque essere pregato senza la memoria del suo protettore. Sciulia critica questa tendenza a "salvare il buono e cancellare quello che non piace", ritenendo che in ciò si sia inevitabilmente voluta comprimere la Verità di Cristo. Egli argomenta che Cristo è Vero Dio anche e soprattutto in coloro che sceglie per la nostra salvezza, poiché in Dio Ontologia (Essere) e Deontologia (Dover Essere) sono una e una sola essenza. Non può esserci un Cristo separato dal Suo Operato, credere il contrario significa inevitabilmente non credere in Gesù Cristo.

Se non vi può essere un Cristo "fatto a pezzi" o peggio "a segmenti di Sé", ma si deve adorare Nostro Signore nell'interezza della sua Divina Essenza, allora fa parte inevitabilmente e meravigliosamente della Medesima Essenza anche il suo potere di scelta e d'elezione, che merita la stessa considerazione di quella Sostanza Infinita che sceglie ed elegge. Ciò non significa adorare l' "oggetto" della scelta, che resta una Sua creatura, bensì adorare la "Scelta Stessa" che, in quanto opera di Cristo, è Essa Stessa Cristo. Cristo non è separato dalle sue opere e dai conseguenti benefici che elargisce. Ma se questi benefici non vengono accettati, o peggio, se coloro che sono stati scelti per la Salvezza non sono riconosciuti, si finisce per mutilare Cristo e per non accettare totalmente la Verità di Cristo. Come un albero che, amputati "senza ragione" alcuni dei suoi rami, finisce per crescere storto. E in tal modo, siccome non vi può essere verità parziale in Dio, conseguentemente non vi può essere Verità parziale in Cristo. Non si adora mezzo Cristo, ma Cristo intero, né nella Santa Eucaristia lo si assume a metà o in parte, ma tutto intero. Per questo, anche la scelta operata da Cristo è vero Cristo, e in ciò Sciulia ritiene stia l'errore più evidente di questo operato. Sorgono dunque diverse domande che rimangono allo stato inevase:

  • È giusto salvaguardare la dottrina, se questa va contro Cristo?
  • È giusto rispettare l'arresto di un Sinodo se questo pronuncia contro la Verità di Cristo?
  • Ed al contrario, se si appurasse realmente, che diversi Santi hanno invocato S. Uriele?

Il Progetto SETTEARCANGELI.IT

A complemento della sua attività di ricerca e divulgazione, Arcangelo Sciulia ha creato e gestisce SETTEARCANGELI.IT, un sito internet informativo, di ricerca e di studio e condivisione documentale. Attraverso questo portale, l'autore ha inteso raccogliere, collezionare e analizzare testimonianze, apparizioni e informazioni inerenti al culto devozionale dei Sette Arcangeli Assistenti al Trono di Dio, delle cui tracce si sono perse, per motivi più o meno oscuri. Il sito persegue diversi obiettivi:

  • La dimostrazione della loro reale esistenza scritturistica, intesa come "personale non allegorica".
  • La ricognizione delle fonti di deposito in cui sono presenti.
  • L'individuazione delle manifestazioni soprannaturali in cui si sono mostrati attraverso un'analisi approfondita delle fonti biografiche e agiografiche espresse nei secoli dalla Santa Sede.
  • La pubblicazione, a scopo informativo e di sensibilizzazione, di monografie dedicate a questi temi.

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