Arcangelo R. Amarotta: Il Sarno e il Mito della Navigabilità

Il presente lavoro si propone di analizzare la figura di Arcangelo R. Amarotta e i suoi studi incentrati sul fiume Sarno e il dibattito sulla sua navigabilità, contestualizzandoli nel più ampio panorama della geografia sonora e della percezione dello spazio urbano nell'Italia moderna.

Arcangelo R. Amarotta e gli Studi sul Fiume Sarno

Arcangelo R. Amarotta ha dedicato parte della sua ricerca al fiume Sarno, esplorando il "mito della navigabilità" in opere quali "Il Sarno e il mito della navigabilità" (1972) e "La linea del Sarno nella guerra gotica. In appendice: Ipotesti sul porto di Pompei" (1978). Questi studi si inseriscono in un contesto di indagine sulla storia e la geografia del Mezzogiorno, con particolare attenzione alle dinamiche idrografiche e alla loro influenza sullo sviluppo territoriale e storico.

Le sue pubblicazioni, come quelle citate nella bibliografia, affrontano tematiche legate alla topografia storica, alla cartografia e alla rappresentazione dello spazio, evidenziando l'importanza dei fiumi e delle vie d'acqua come elementi fondamentali nella definizione del paesaggio e delle interazioni umane. L'analisi del Sarno, in particolare, permette di comprendere le sfide e le aspirazioni legate alla sua utilizzazione come via di comunicazione, un tema ricorrente nella storia di molte regioni italiane.

Mappa storica della Valle del Sarno con indicazione del corso del fiume

Contesto Storico e Geografico: La Valle del Sarno

La Valle del Sarno, oggetto degli studi di Amarotta, è un territorio ricco di storia, testimoniata da numerose ricerche archeologiche, storiche e urbanistiche. Le pubblicazioni citate nel materiale di riferimento spaziano dalla preistoria all'età moderna, toccando aspetti come la presenza di necropoli, villaggi nuragici, centri abitati di epoca romana e medievale, e le trasformazioni indotte dall'attività umana e dai cambiamenti ambientali.

Opere come "Serra is Araus (San Vero Milis, Or), Sardegna Centro-Occidentale" o "Lungro, Firmo ed Acquaformosa nella “Pianta ichnografica […] d’Altomonte [...] e della Saracina” del 1713" illustrano la diversità e la complessità del patrimonio cartografico e storico del Mezzogiorno, evidenziando come la rappresentazione del territorio sia sempre legata a specifici punti di vista e a contesti culturali e politici.

Inoltre, la guida "Pompeo Sarnelli, Guida de’ forestieri curiosi di vedere e d'intendere le cose più notabili della regal città di Napoli e del suo amenissimo distretto" (1688) offre uno spaccato della Napoli e del suo distretto nel XVII secolo, un'area geografica che include anche la Valle del Sarno, sottolineando l'importanza di queste aree all'interno del Regno di Napoli.

Geografie Sonore e Percezione dello Spazio Urbano

Gli studi di Amarotta sul Sarno possono essere letti anche alla luce delle più ampie ricerche sulla "geografia sonora" e sulla percezione dello spazio urbano, come suggerito dal contesto in cui sono citati alcuni dei testi. La collettiva "Geografie sonore. Il suono come elemento dello spazio urbano nell’Italia dell’età moderna" (2020) esplora come il suono abbia modellato l'esperienza urbana nell'Italia moderna, analizzando aspetti come il suono delle cerimonie urbane, il rumore, e il suo impatto sull'immagine della città.

La fotografia, come analizzato in "Città (in)visibili: soggetti, sguardi", diventa uno strumento per catturare e interpretare la complessità dello spazio urbano, rivelando come ogni immagine sia una narrazione influenzata dal punto di vista dell'osservatore. La città stessa è descritta come uno spazio molteplice, inafferrabile, contraddittorio e versatile, un "topos privilegiato dell'arte".

Questi approcci metodologici, che integrano l'analisi storica, geografica e culturale, sono fondamentali per comprendere appieno le dinamiche che hanno interessato il Sarno e la sua regione, al di là della mera questione idrografica. La navigabilità di un fiume, infatti, non è solo un fatto tecnico, ma è intrinsecamente legata alla percezione sociale, economica e simbolica che di esso avevano le comunità che vivevano lungo le sue sponde.

L'inquinamento del fiume Sarno - Cartabianca - 05/10/2021

La Cartografia e la Rappresentazione del Territorio

Il materiale di riferimento include numerosi contributi sulla cartografia e sulla rappresentazione dello spazio, che forniscono un quadro essenziale per comprendere gli studi di Amarotta. Le mappe storiche, come quelle analizzate in "Lungro, Firmo ed Acquaformosa nella “Pianta ichnografica […] d’Altomonte [...] e della Saracina” del 1713" o in "La conoscenza e la percezione del territorio nelle carte aragonesi e nella cartografia di Età moderna: il Potentino", non sono semplici rappresentazioni geografiche, ma testi che riflettono visioni del mondo, potere e identità.

L'analisi di "Fonti cartografiche nell'Archivio di Stato di Napoli" e di opere dedicate alla cartografia del Mezzogiorno, come quelle di Brancaccio o La Greca, sottolinea come lo studio delle mappe sia cruciale per ricostruire la storia dei paesaggi, delle vie di comunicazione e delle trasformazioni territoriali. In questo senso, gli studi di Amarotta sulla navigabilità del Sarno si inseriscono in un dibattito più ampio sulla rappresentazione e la gestione delle risorse idriche e fluviali attraverso la cartografia storica.

Esempio di mappa storica della regione campana con il corso del fiume Sarno

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