Il professore Arcangelo Pellegrino, docente presso il prestigioso Liceo “Domenico Cirillo” di Aversa, attraverso la sua opera “La scuola di Posillipo. Napoli. La pittura di paesaggio” ha voluto restituire la giusta importanza ad una scuola di pittura tra le più importanti d’Europa, quella napoletana.
Il Contributo di Arcangelo Pellegrino alla Valorizzazione della Scuola di Posillipo
Nel grande panorama della storia dell’arte Italiana, la pittura di paesaggio è stata considerata a lungo un “genere minore”. Tuttavia, ci sono stati segnali importanti nell’arte, iniziando dai primi anni del Trecento e fino alla grande esplosione dell’Impressionismo della seconda metà dell’Ottocento. Il libro del docente di storia dell’arte Arcangelo Pellegrino affronta in maniera inedita e approfondita l’arte paesaggistica napoletana, sottolineandone tratti pionieri e innovativi e analizzandone ogni aspetto con dovizia di dettagli. L'opera è il risultato dell'amore per la propria terra e del desiderio di esaltarne l’immenso patrimonio storico, artistico e culturale.

La Visione Artistica e il Paesaggio Napoletano
Arcangelo Pellegrino, pur non essendo un artista, esprime una visione profonda di Napoli. Afferma che la dipingerebbe dal mare, da un punto di vista dall’alto, in una versione contemporanea delle vedute del Duca di Noja, per mostrare come la città, con le sue colline, le sue strade e le sue piazze, abbracci il mare, sua antica fonte di vita. Tutti gli artisti della scuola pittorica napoletana dell'Ottocento, dai locali agli stranieri, hanno mostrato aspetti peculiari ed affascinanti della città. Pellegrino si convince sempre di più di quanto era ed è bella Napoli, e non solo, ma tutta la Campania, un luogo ameno, a rivedere più di una volta queste pitture di paesaggio.
Nelle sue pubblicazioni e ricerche, Arcangelo Pellegrino collega molto l’arte alle vicende storico-sociali del territorio. Egli crede che l’arte, nelle sue varie manifestazioni, sia sempre l’espressione dell’uomo-artista come persona legata a tutto il contesto storico e sociale nel quale vive e lo ripropone nelle sue opere. In questo contesto, è proprio Pitloo a sentire, prima degli altri artisti, la morsa delle convenzioni accademiche legate anche alla situazione politica napoletana della Restaurazione. Ne “La scuola di Posillipo”, l’autore riesce a far rivivere un momento artistico fervido e prodigo di opere, un’arte fine, sempre in fieri quella napoletana, profondamente identitaria che ha, tra l’altro, precorso i tempi anticipando tecniche che hanno poi determinato il grande cambiamento della pittura dell’Ottocento.
Il clan dei pittori napoletani del '600 che monopolizzò l'arte in città
Tecnologia e Formazione Artistica: Un Ponte per i Giovani
Nell’era della tecnologia, l'arte tra i più giovani è un tema che merita attenzione. Secondo Pellegrino, usare la tecnologia non significa escludere l’arte dalla formazione dei giovani. Anzi, la tecnologia può e deve essere impiegata per diffondere l’arte e per attrarre i ragazzi. Lo stesso Pellegrino utilizza mezzi informatici per le sue ricerche e nelle sue lezioni. Per avvicinare i giovani all’arte, ci vorrebbe una volontà politico-istituzionale come quella di inserire la Storia dell’Arte nei piani di studio di tutti gli indirizzi della scuola superiore di secondo grado. La consapevolezza della nostra identità storico-artistica porterà di sicuro ad un miglioramento dell’ambiente e questo può trasformarsi in un veicolo economico, come accaduto con il “Grand Tour!”.
Viviamo in una terra difficile, ma la bellezza può condurre alla giustizia. Secondo Pellegrino, la “conoscenza”, il “rispetto” e il dare il giusto valore al patrimonio che gli uomini del passato ci hanno lasciato, insieme al guardare con considerazione la natura che il mondo ha creato, può portarci alla legalità nel suo significato globale.
Il Libro: Approfondimenti e Prospettive Future
La pubblicazione di Pellegrino è stata solo un piccolo passo verso il fenomeno della Scuola di Posillipo, che merita ancora approfondimenti e studi. In questo suo lavoro, pur senza rinunciare a descrizioni minuziose e tecnicismi, utilizza un linguaggio accessibile a tutti, scevro dal lessico pomposo e ridondante, e compie un vero e proprio viaggio alla scoperta della pittura paesaggistica partenopea da troppi dimenticata, ignorata e palesemente messa all’angolo. Il prossimo libro di Arcangelo Pellegrino tratterà un periodo storico molto diverso da quello de “La scuola di Posillipo”, e, pur essendo già in prima stesura, sarà sempre improntato sulla ricerca e valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio campano.
Presentazione del Libro e Profilo dell'Autore
La presentazione del libro “La scuola di Posillipo - Napoli - La pittura di paesaggio” di Arcangelo Pellegrino, Edizioni Melagrana, si è tenuta giovedì 21 febbraio, alle ore 11, presso l’Aulario, Aula Appia, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” di Santa Maria Capua Vetere. Dopo i saluti di apertura della prof.ssa Maria Luisa Chirico, Direttrice di Dipartimento, e del dott. Adriano Manzella, Consigliere degli studenti, sono intervenuti il prof. Tommaso Zarrillo, Presidente AICC Terra di Lavoro, il prof. Federico Scarano, Docente di Storia delle Relazioni Internazionali, e il prof. Arcangelo Pellegrino, autore del libro.
Arcangelo Pellegrino è architetto e storico dell’arte, attualmente docente di storia dell’arte presso il liceo classico “Cirillo” di Aversa. Da sempre è impegnato nella difesa delle risorse artistiche, in special modo quelle campane.