La Chiesa Parrocchiale di San Martino ad Arborio: Storia, Arte e Architettura

Introduzione ad Arborio

Arborio è un piccolo comune del vercellese, situato in un territorio pianeggiante compreso tra il fiume Sesia e il torrente Marchiazza. Si tratta di un centro agricolo della pianura vercellese, posto alla destra orografica del Sesia. L'abitato, dal tipico aspetto rurale, ha come asse principale la strada per Gattinara e si è espanso verso ovest. Il borgo è situato a 185 metri sul livello del mare e si estende su una superficie comunale di 23.20 km².

Cenni Storici e Territoriali

Come molti altri Comuni della zona, il borgo di Arborio viene citato già in epoca medievale. Un documento del 1027 lo ricorda per la prima volta, e successivamente appartenne alla Chiesa di Vercelli, cui fu confermato da diplomi imperiali del 1152 e del 1191. Durante i secoli, gli imperatori che si susseguirono nel dominio dei territori del Nord Italia affidarono la gestione e il controllo di queste terre a vescovi e famiglie nobili. Tra queste, nel caso di Arborio, spiccano i Conti di Biandrate, i De Arborio, i Visconti e i Savoia, che dal paese trassero il nome. Negli anni settanta del secolo scorso fu demolita la più antica chiesa di Santa Maria, che presentava rilevanti strutture del periodo romanico e gotico, testimoniando un passato religioso ancora più antico del borgo.

La Chiesa Parrocchiale di San Martino

Tra i luoghi di interesse storico e religioso di Arborio, la Chiesa parrocchiale di San Martino occupa un posto di rilievo. Dedicata a San Martino, patrono festeggiato a inizio agosto, la chiesa è un'opera pregevole la cui edificazione risale al 1769, frutto del progetto dell’architetto Michele Richiardi. Il campanile, invece, fu costruito nel 1786 dall’architetto Nicola Nervi.

Foto della facciata della Chiesa di San Martino ad Arborio

Storia e Architettura Esterna

La chiesa parrocchiale di San Martino, risalente al XVIII secolo, è una costruzione alta la cui facciata è ripartita da larghe lesene piatte e da semicolonne nella parte bassa. Quella alta porta al centro un ovale con un mosaico raffigurante San Martino che divide il manto col povero. Questa opera musiva, sebbene di modesta qualità, rappresenta un elemento caratteristico dell'esterno.

L'Interno: Un Capolavoro Barocco

L’interno della chiesa si presenta assai più interessante, con soluzioni architettoniche e ornamentali di una certa ricchezza. Si tratta di una chiesa a unica navata, a pianta centrale, di forma ellittica, con un'abside e una cantoria posizionate in maniera opposta, che interrompono l'andamento semicircolare.

Nella parte bassa, i fianchi sono scanditi dall’alternarsi di cappelle, nicchie con archi a tutto sesto e ampi pilastri che presentano, a mezza altezza, piccoli matronei nascosti da grate. I muri sono sontuosamente decorati con stucchi a marmo che terminano in semicapitelli piatti di tipo ionico-corinzio al vertice delle lesene. Oltre l’arco delle nicchie, le superfici dell’estradosso sono decorate con festoni floreali dorati.

Interno della Chiesa di San Martino ad Arborio con dettagli degli stucchi barocchi

In alto, alla base della volta del soffitto, corre tutt’attorno una lunga e stretta balconata delimitata da un’elegante ringhiera. La volta del soffitto è riccamente decorata da stucchi e dipinti, ripartita da ampi spicchi a vela contenenti grossi ovali dipinti e illuminati da grandi finestre, che si alternano a larghi costoloni ornati da motivi a greca e riquadri dorati. Il tutto converge in alto in un grande anello con al centro una grandiosa scena sulla Trinità con angeli e santi, secondo il più puro stile barocco. L'effetto generale è di una sontuosità elegante, e l'altezza della volta dona ampio respiro ai volumi interni dell’edificio.

San Martino - La chiesa

La forma ellittica dell'edificio è interrotta dalla cantoria, che ospita un magnifico organo, e dall’abside. Il presbiterio presenta un altare sormontato da un ricco baldacchino che pende da un soffitto decorato con stucchi e dipinti, in continuità con il resto della volta. L’abside semicircolare ospita una serie di grandi e pregevoli tele. L'intero complesso si presenta con uno stile unitario e ricco, un insieme equilibrato pur nello splendore barocco, rendendo la Chiesa di San Martino un piccolo capolavoro di arte barocca.

Altri Luoghi di Interesse Storico e Religioso ad Arborio

L'Oratorio di San Sebastiano

Degni di nota sono anche gli affreschi dell’Oratorio di San Sebastiano, situato fuori del paese, a sud dell'abitato per chi proviene da Vercelli e Greggio, poco prima di entrare. Si tratta di una chiesetta romanica dall’aspetto esterno poco appariscente, con una facciata semplice. Sul retro, un’abside in ciottoli di fiume e lesene in mattone presenta una finestrella strombata e cieca (un’altra è stata interamente murata) e un motivo ad archetti di mattoni disposti a gradino. Sul lato sud vi è un’altra absidiola. L’entrata si apre con un piccolo spazio che introduce alla chiesetta attraverso tre porte, quasi un nartece o un ambiente aggiunto successivamente.

Affresco del Cristo Pantocratore nell'Oratorio di San Sebastiano

Il ciclo degli affreschi del XV secolo è molto ricco e interessante, raffigurando soprattutto la Passione di Cristo. La chiesetta è composta da un’aula con soffitto a botte ribassato, dipinto con un improbabile cielo azzurro stellato, forse un’elevazione del soffitto che ospita sui fianchi quattro finestrelle per lato, disposte al di sopra degli affreschi oltre la piccola cornice che li delimita in alto. L’andamento stesso dei dipinti sul fronte dell’abside principale sembra seguire una precedente copertura a capanna del tetto. I dipinti del catino absidale sono piuttosto rovinati dall’umidità, ma è ancora raffigurato un Cristo Pantocratore nella mandorla con a fianco i simboli degli evangelisti. Nella fascia inferiore si trovano vari santi, mentre sulla parete a fronte è visibile un’Annunciazione, motivi ornamentali e altre figure poco distinguibili.

A destra, nell’absidiola della parete sud, sono raffigurati nel catino una Crocifissione e, in basso, una bellissima Madonna con Bambino e vari santi e sante. In alto, sulla fascia frontale, un bel cavaliere, Uberto, è in ginocchio mentre prega la croce posta fra le corna del cervo. Il ciclo della Passione si apre con l’ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme, segue un’ultima cena nella quale si rappresenta un Giuda isolato e, sorprendentemente, altri dodici apostoli. A destra della scena, un volto sembra essere stato aggiunto successivamente tra due apostoli, mostrandone solo il profilo, identificabile con Mattia, l’unico apostolo non scelto da Gesù ma cooptato dopo la Passione in sostituzione di Giuda Iscariota. Seguono la lavanda dei piedi, Gesù che prega nell’orto degli ulivi, l’arresto di Gesù e il bacio di Giuda, il processo davanti al gran sacerdote Anna, la flagellazione, l’incoronazione di spine, Gesù davanti a Caifa che si straccia le vesti, Pilato che si lava le mani condannandolo a morte. Gesù sale al Golgota con la croce assieme agli altri condannati, segue la Crocifissione, scena grandiosa e ricca di pathos, Gesù morto viene tolto dalla croce da Giuseppe d’Arimatea, Gesù deposto fra le braccia di sua madre piangente, Gesù che risorge dal sepolcro, l’incontro con Maria Maddalena, la cena di Emmaus, Gesù appare agli apostoli con San Tommaso incredulo che tocca il suo costato, e per ultimo Gesù che sale al cielo fra gli apostoli e la Madonna.

Il Castello degli Arborio

Arborio conserva anche un antico castello, o meglio un nucleo fortificato, menzionato nei documenti già dal XIII secolo, più precisamente dal 1224. Il castello, voluto dal comune di Vercelli per proteggere questa località strategicamente importante, è un nucleo fortificato comprendente abitazioni in parte ancora utilizzate. Fu coinvolto nelle lotte fra guelfi e ghibellini e, in seguito, danneggiato dalle incursioni di Facino Cane. Nel 1513, Arborio entrò nella sfera di influenza di Gattinara e subì saccheggi e scorrerie degli eserciti coinvolti nelle guerre fra Spagna e Francia. Le sezioni di mura ancora visibili, con la facciata caratterizzata da ciottoli di pietra disposti a spina di pesce, risalgono al XIV secolo, mentre la parte esterna, in laterizio, è del XV secolo. All'interno dell'antica rocca, nella parte più elevata e interna, sono presenti varie monofore a sesto acuto, tracce rilevanti dell'architettura originaria.

Resti del Castello degli Arborio con mura a spina di pesce

Il Santuario della Madonna del Bosco

Ai bordi del paese, poco fuori l’abitato in direzione ovest, sorge nella campagna una chiesa santuario dedicata alla Madonna del Bosco, conosciuta anche come “Madonna della cintura”, per la cinta che la statua venerata tiene fra le mani. Si tratta di una chiesa di stile seicentesco-settecentesco, con all’altare, racchiusa in una nicchia, la statua della Madonna con Bambino. L’edificio non presenta particolari pregi architettonici o artistici, ma è un importante luogo di devozione e di raduno degli abitanti che si ritrovano per le festività campestri. L’originalità maggiore che presenta il santuario sta nella ricca serie di ex-voto che ornano le sue pareti, testimonianza della fede popolare.

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