Mauro Biglino, noto studioso e traduttore di ebraico biblico, propone una rilettura radicale dei testi dell'Antico Testamento, basandosi su una traduzione letterale del codice masoretico. La sua tesi centrale smonta l'idea tradizionale di un unico Dio trascendente, rivelando uno scenario dove entità concrete, simili agli Anunnaki delle tavolette sumere, hanno interagito con l'umanità, operando ciò che oggi definiremmo ingegneria genetica.
La Pluralità degli Elohim e le Loro Caratteristiche
Nella Bibbia cattolica e protestante, la parola “Dio” è la traduzione del termine ebraico Elohim. All’interno del testo masoretico originale, in alcuni casi Elohim è tradotto come “Dio”, mentre in altri troviamo il nome Yahweh, reso in italiano come “Signore” o “l’Eterno”. Tuttavia, Biglino sottolinea che il termine Elohim identifica un gruppo di individui e non un unico essere. I significati attribuiti a quel nome sono diversi e non certi, tra cui “legislatori”, “Signori”, “splendenti” o “quelli dell’alto”. Per questo, sarebbe preferibile non tradurlo e lasciarlo nella sua versione originale ebraica, similmente a vocaboli come efah o efod, che vengono semplicemente traslitterati. La parola “Elohim”, infatti, è il plurale di “El”, il cui significato base è “signore” o “capo”, un nome comune e non un nome proprio di persona. Questa pluralità è una delle due grandi manipolazioni operate dai traduttori Greci e Latini della Bibbia, che hanno modificato il plurale in singolare per creare l'idea del Dio Unico.
Dalle analisi di Biglino, emerge che gli Elohim non sono divinità onnipotenti e onniscienti, ma individui potenti con conoscenze avanzate, capacità e tecnologie inimmaginabili per gli umani del tempo. L'espressione ebraica El-Shaddai, comunemente tradotta con “onnipotente”, in realtà, nella più accreditata delle ipotesi, significa “Signore della steppa”. Inoltre, la Bibbia suggerisce che gli Elohim erano esseri "in carne e ossa", destinati a morire come tutti gli adam, un elemento che emerge con estrema chiarezza nel testo sacro.

I Paralleli tra Elohim Biblici e Anunnaki Sumeri
Biglino evidenzia sorprendenti somiglianze tra gli Elohim e gli Anunnaki delle tavolette sumere. Il termine Anunnaki è tradotto come “quelli che dall’alto sono scesi sulla terra” o “il seme più importante della terra”, entrambi i significati rimandano a una categoria di individui dalle caratteristiche peculiari, potenti, legislatori e giudici, proprio come gli Elohim. Gli scritti mesopotamici, redatti tra il 2500 e il 2000 a.C., sono molto più antichi della Bibbia, antecedendo i testi biblici di circa duemila anni. Pertanto, i racconti sumeri possono essere considerati gli originali, e la Bibbia una copia e una sintesi rielaborata di quelle narrazioni.
La "Fabbricazione" dell'Uomo: Ingegneria Genetica Antica
Uno dei paralleli più impressionanti riguarda la cosiddetta “creazione dell’uomo”, che Biglino preferisce definire “fabbricazione”. Le corrispondenze tra Bibbia e tavolette sumere sono notevoli:
- La Bibbia racconta di un intervento di ingegneria genetica che implica la manipolazione del DNA, con successivi interventi di clonazione (la fabbricazione di Eva).
- La Bibbia afferma che l’adam è stato progettato utilizzando il DNA (lo tselem) degli Elohim, ovvero il materiale che conteneva la loro immagine.
- Le tavolette sumere dicono che l’Adamu è stato progettato utilizzando qualcosa ottenuto dal sangue degli Anunnaki.
- La Bibbia descrive l'adam come un ibrido, ottenuto mescolando il DNA degli Elohim con quello delle creature già presenti sulla terra (l’argilla).
- Nelle tavolette sumere, l’Adamu era chiamato anche il “Lu-lu”, che significa “il mescolato”, ovvero l’ibrido in termini moderni.
- Sia nella Bibbia che nelle tavolette sumere, il gruppo di individui che ha realizzato l’adam attraverso la manipolazione del DNA è chiamato rispettivamente Elohim e Anunnaki.
- Entrambi i testi indicano che Elohim e Anunnaki possedevano un’avanzata conoscenza della biologia e dell’ingegneria genetica. Le tavolette sumere, in particolare, sono più specifiche e dettagliate nel descrivere il lavoro svolto da Ninmah ed Enki.
In sostanza, mentre nell’Antico Testamento sono gli Elohim a dirigere gli eventi e la manipolazione genetica, nelle tavolette sumere è il gruppo di individui chiamati Anunnaki a svolgere esattamente lo stesso ruolo. Questo scenario “fantascientifico” descrive esseri provenienti da un pianeta extrasolare, Nibiru, giunti sulla Terra in cerca di oro. A seguito del malcontento dei lavoratori, decisero di creare un sostituto geneticamente modificando ominidi terrestri, inserendo parte del loro DNA per aumentarne le capacità cognitive. Da qui inizia la storia dell’Adam, il “terrestre”, che camminava e conversava con questi “dei”.

Igigi, Malakhim e il Concetto di "Angeli"
Nelle tavolette sumere, accanto agli Anunnaki, troviamo un gruppo di individui chiamati Igigi. Sembra appartenessero alla stessa razza degli Anunnaki ma fossero di lignaggio o rango inferiore, inseriti in una “gerarchia militare”. Il significato della parola Igigi include “osservatori”, “guardiani”, “messaggeri”. Il loro compito era fungere da controllori, portaordini e guardiani degli uomini, la razza di lavoratori/servitori che gli Anunnaki avevano geneticamente fabbricato per i lavori più pesanti. Le tavolette li descrivono come individui in carne e ossa, probabilmente con caratteristiche fisiche simili all'albinismo: pelle chiara, capelli biondi e occhi chiari. Nella Bibbia, figure corrispondenti sono i malakhim, con un ruolo di guardiani, portatori ed esecutori di ordini, cioè "angeli" nel significato letterale del termine greco (messaggeri degli Elohim). Anche i malakhim sono descritti come individui in carne e ossa, non entità spirituali eteree.
Riepilogando, sia gli Igigi nelle Tavolette sumere che i malakhim nella Bibbia sono descritti come:
- Guardiani
- Osservatori
- Messaggeri
- Individui in carne e ossa
Il Diluvio Universale: Un Racconto Condiviso
L'episodio del Diluvio universale, narrato nel libro biblico della Genesi, trova un sorprendente parallelo negli scritti sumero-accadici. Nella Bibbia, gli Elohim decidono di salvare Noè e gli suggeriscono di costruire l’Arca. Nelle tavolette sumere, la stessa storia è narrata con nomi diversi: Noè viene chiamato Ziusudra, ed è l’Anunnaki Enki, figlio di Anu, a metterlo in guardia dal diluvio e a salvarlo. Lo stesso evento è raccontato nell’epos babilonese di Gilgamesh, dove Noè è Utnapishtim. Questo aspetto è riconosciuto anche da rabbini, i quali affermano che le narrazioni della Genesi non ebbero origine in Palestina ma derivarono dai contatti con la cultura babilonese.
I Nephilim: Giganti e Progenie Ibrida
Un altro termine cruciale è Nephilim, descritto nella Bibbia come “Giganti”. Li troviamo menzionati prima del Diluvio universale. Zecharia Sitchin, studioso di idiomi semitici e indoeuropei, spiega che il termine Nefilim significa “coloro che erano discesi” o “figli degli Elohim, non figli di Dio”. Questo termine è il parallelo del sumero Anunnaki; la Bibbia stessa, in Numeri (13:33), afferma che i Nefilim erano figli di Anak (versione ebraica di Anunnaki). Il tempo antecedente al Diluvio era popolato da semidei nati dall'unione degli Anunnaki e delle donne terrestri. Il Libro di Enoch conferma questo concetto, descrivendo gli “angeli, i figli del cielo” che si unirono alle “figlie degli uomini” generando figli.
La Genesi (6,4) recita: “In quel tempo c’erano sulla terra i giganti e ci furono anche in seguito quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini ed ebbero da loro dei figli”. Questo passo precede la giustificazione del Diluvio universale. Questi giganti sono descritti come aventi una statura enorme. La longevità dei primi patriarchi biblici, che sarebbero vissuti centinaia di anni, è spiegata da Biglino con il fatto che gli Anunnaki avevano il loro orologio biologico orientato secondo l'orbita del loro pianeta d’origine, Nibiru, con un periodo di rotazione di 3600 anni terrestri. Di conseguenza, i primi uomini “creati” con DNA Anunnaki avrebbero avuto una vita molto più lunga. Questa “qualità” fu poi rimossa dall’uomo come parte di una serie di “punizioni”.

Il Monoteismo: Un Concetto Posteriore
Secondo Biglino, il monoteismo come lo conosciamo oggi è un concetto molto più recente rispetto alla redazione dei testi antichi. Il monoteismo nasce nel XIV secolo a.C. con il faraone Akhenaton (Amenofi IV) che creò il culto del dio Aton. Mosè stesso potrebbe essere stato identificato con questo faraone o un suo sacerdote. Dalle parole di Mosè, la presenza di altri “dei” è evidente. Di fronte al roveto ardente, Yahweh si identifica come “Elohim del popolo d’Israele, un El (singolare) geloso”. La domanda sorge spontanea: perché essere gelosi se non ci sono rivali? Del resto, anche nei comandamenti si legge “Non avrai altro Dio al di fuori di me”, frase che presuppone l'esistenza di altri dei.
La Bibbia afferma che Yahweh trovò Giacobbe “che vagava nel deserto”. A Yahweh viene assegnata la famiglia di Giacobbe, cioè Israele, mentre altri rami della stessa famiglia non sono destinati a lui. Questa relazione tra Yahweh, “Elohim di Israele”, e il suo popolo si sviluppa attraverso una serie di guerre per conquistare un pezzo di terra, la cosiddetta “Terra Promessa”. Questa narrazione nega l’idea di un “Dio” universale, benevolo, onnipotente e onnisciente. Esistevano numerosi Elohim, ciascuno con un compito specifico e responsabile di un popolo o territorio. Yahweh, una figura di minor rilievo, ricevette la modesta consegna della famiglia di Giacobbe, assumendo il ruolo di un leader regionale la cui influenza non era universale. La Bibbia ci informa anche di un libro perduto chiamato Le Guerre di Yahweh.
Rilettura di Termini e Concetti Chiave
Molte altre parole, nel corso dei secoli, hanno acquisito un significato religioso che in origine non avevano affatto:
- Ruach, erroneamente tradotto come “spirito di Dio”, era in realtà un fenomeno fisico.
- Kavod, inaccuratamente reso come “gloria di Dio”, indicava una manifestazione materiale.
- Malakhim, tradizionalmente tradotto come “angeli”, rivela una diversa essenza quando è compreso correttamente. Biglino descrive gli angeli (malakhim) come esseri che “camminano, si impolverano, hanno piacere di lavarsi, si stancano e devono riposare, mangiano anche due volte al giorno, stabiliscono dove passare la notte e si difendono dalle aggressioni con metodi che appaiono tecnologici”. Una descrizione ben lontana dalle figure eteree e spirituali.
Satana e Lucifero: Funzioni e Confusione
La parola Satana compare solo 18 volte nella Bibbia e non si riferisce a una persona ma è un sostantivo comune che indica una funzione: l'avversario. Non è sempre antagonista di Dio, anzi, a volte è un fedele esecutore. Nella vicenda di Balaam (Numeri 22), Yahweh manda il suo emissario (un Satana) a ostacolare il cammino di Balaam. La tradizione religiosa ha fuso Satana con Lucifero, ma Lucifero, “portatore di luce” e assimilato al pianeta Venere, viene punito perché vuole diventare simile a Elion/Dio (Isaia, 15). La confusione deriva dal collegamento ideologico fatto dai Padri della Chiesa tra questo passo dell’Antico Testamento e un passo del Vangelo di Luca (“Vedevo Satana cadere dal cielo”).

Il Peccato Originale e la Capacità Riproduttiva
Sul peccato e la condanna, Biglino offre una prospettiva inaspettata: dopo aver mangiato il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, Adamo ed Eva si nascondono da Dio e capiscono che i loro corpi possono essere usati per riprodursi, e che questo non sarà più solo appannaggio divino. Non si vergognano della nudità, che avevano anche prima, ma temono l’ira di Dio per aver scoperto la potenzialità riproduttiva del sesso. “Mangiando il frutto, l’uomo è diventato come Dio”, quindi capace di creare.
Gesù: Un Rabbi Giudeo Messianista
Nei suoi ultimi lavori, Mauro Biglino si concentra anche sulla figura di Gesù, presentandolo come “un rabbi giudeo messianista che, come rabbi messianico, aveva il compito di liberare il popolo ebraico dal giogo straniero”. Gesù fu seguito e giustiziato come dissidente politico. San Paolo, successivamente, ne avrebbe creato una figura spirituale/filosofica, influenzato dalla cultura greca, distante dalla concretezza ebraica. Da qui deriva l’idea del Dio inconoscibile, mentre Gesù, al suo tempo, era kyrios, signore, semidio. Biglino non nega l’esistenza di Gesù/Giosuè e del suo impegno come predicatore politico, ma lo vede come un semidio nato dall’unione tra un’entità superiore e una donna, un concetto che riecheggia i miti di altre culture.

La Metodologia di Mauro Biglino e la Ricerca della Verità
Biglino è esplicito e fermo sul proprio metodo: prende in considerazione solo la traduzione letterale della Bibbia, scevra da interpretazioni. Questa sola, a suo dire, si può leggere e prendere per vera. Ricorda che la Bibbia nasce dalla raccolta di numerosi racconti tramandati oralmente. La prima redazione prevedeva una scrittura continua di sole consonanti; l’inserimento delle vocali è solo del X secolo d.C. e la divisione in capitoli del XIII secolo. Nel corso dei secoli si sono susseguite manipolazioni e interpretazioni differenti.
Lo studioso si avvicina alla Bibbia con un senso pragmatico, cercando la verità senza pretese di verità indiscutibili o divine, ma adottando la prospettiva degli scettici. Egli sostiene che la scienza è fatta in primo luogo di congetture, delle cui prove ed evidenze si va poi alla ricerca. Citando Alfred Russel Wallace, cofondatore della teoria dell’evoluzione, Biglino evidenzia come già nel 1871 Wallace suggerisse che, per quanto riguardava l’Homo sapiens, la semplice selezione naturale “faceva acqua da tutte le parti”, ipotizzando che “un’intelligenza superiore ha guidato lo sviluppo dell’uomo in una direzione precisa, e per uno scopo speciale”. Questa posizione di Wallace, forte di una sua logica ferrea, è in accordo con il testo biblico, mentre sia il creazionismo che l’evoluzionismo classico non si accordano con i testi antichi.
Biglino, forte della sua esperienza decennale come traduttore professionale di ebraico biblico per Edizioni San Paolo, ha tradotto e pubblicato diciassette libri dell’Antico Testamento per la prestigiosa edizione interlineare. La sua riflessione critica mira a correggere l'aberrazione prospettica del monoteismo cristiano, che ha dato origine a interpretazioni aliene al contesto della cultura semitica antica. La lettura fedele del codice masoretico rivela indizi formidabili sull’origine della nostra specie, svelando che la Bibbia è piena di descrizioni concrete di eventi che possono essere interpretati come contatti con civiltà avanzate. Un esempio è la descrizione di Zaccaria di un "rotolo cilindro volante" di dimensioni concrete (20x10 cubiti, ovvero 10x5 metri).
Ep.7 S3 | Gli dei della Bibbia con MAURO BIGLINO | PORETCAST
In sintesi, Biglino invita i lettori a esaminare con cura il suo lavoro ma, soprattutto, a impegnarsi direttamente nella lettura della Bibbia stessa. Non è ancora venuto il tempo in cui possiamo dire di aver capito tutto, ma vi sono ormai tracce evidenti di antichi Creatori, non solo nella Bibbia ma nella realtà intorno a noi, rendendo questa ricerca più attuale che mai.