Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla

La Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla (in latino Dioecesis Regiensis in Aemilia-Guastallensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia, suffraganea dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola e appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. Nel 2023 la diocesi contava 500.056 battezzati su 571.167 abitanti.

Mappa del territorio della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla con evidenza dei confini ecclesiastici

Sede e territorio

La sede vescovile è situata nella città di Reggio Emilia, dove si trova la cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine. A Guastalla è presente la concattedrale dei Santi Pietro e Paolo. L'estensione territoriale della diocesi è sensibilmente più ampia della provincia di Reggio Emilia: oltre a comprendere quasi tutti i comuni della provincia (a esclusione di Rolo, che appartiene alla diocesi di Carpi), include a est territori che, sotto il profilo della giurisdizione secolare, appartengono alla provincia di Modena.

Storia della diocesi

Origini e alto Medioevo

L'origine della diocesi di Reggio Emilia è datata tradizionalmente al I secolo. Tuttavia, si hanno riscontri storici affidabili di un vescovo reggiano solo a partire dal 451, anno in cui il vescovo Favenzio prese parte al concilio di Milano. Originariamente, la diocesi reggiana era suffraganea dell'arcidiocesi lombarda, per poi entrare a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ravenna nel corso del VII secolo.

Un antico catalogo episcopale reggiano, risalente al XIII secolo e rifacentesi forse agli antichi dittici diocesani, riporta un elenco di 49 vescovi fino ad Alberio (1140). La cronotassi dei primi secoli presenta alcune incertezze storiografiche, con datazioni che variano tra gli autori.

Periodo medievale e rinascimentale

Verso la fine del XIII secolo, durante sette anni di sede vacante (1283-1290), la diocesi fu retta da vicari capitolari a causa di una profonda divisione all'interno del capitolo della cattedrale, che si scisse in due partiti contrapposti. A partire dal 1377, ai vescovi di Reggio Emilia fu concesso da parte del Papa il titolo onorifico di principe di Sua Santità, titolo assai raro a cui rinunciò nel 1960 il vescovo Beniamino Socche.

Nel XVI secolo, l'Appennino reggiano era organizzato in 8 plebanati, ciascuno dei quali gestiva diverse chiese filiali. In quest'area sorgevano monasteri di rilievo, tra cui quello di Marola, retto dai monaci agostiniani. I suoi beni passarono successivamente alla Camera Ducale, finché Francesco IV d'Este, duca di Modena e Reggio, cedette l'abbazia al vescovo di Reggio per l'istituzione di un seminario.

Evoluzione dei confini e unione con Guastalla

La Diocesi di Guastalla fu eretta il 18 settembre 1828 con la bolla De commisso nobis di papa Leone XII. Storicamente, la Chiesa guastallese aveva goduto di esenzioni dalla giurisdizione vescovile di Reggio, venendo sottomessa ai Benedettini, poi trasformata in arcipretura nullius diocesis nel 1471 e infine in Chiesa abbaziale nullius nel 1585.

Nella prima metà dell'Ottocento, i confini tra le diocesi della zona furono oggetto di diverse revisioni. Nel 1853, in seguito agli accordi del trattato di Firenze del 1844, furono ridefiniti i confini tra Parma e Reggio Emilia. Il 22 agosto 1855 la diocesi entrò definitivamente a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Modena. Il 30 settembre 1986 la diocesi di Guastalla è stata unita alla sede di Reggio Emilia.

Cronotassi episcopale essenziale

Tra i vescovi che hanno guidato la sede reggiana si annoverano:

  • Favenzio (documentato nel 451)
  • Guglielmo da Bobbio, O.F.M.
  • Tebaldo da Sesso, O.S.B.
  • Eustachio Locatelli, O.P.
  • Giovanni Tommaso Neuschel, O.P. (primo vescovo di Guastalla)
  • Giovanni Paolo Gibertini, O.S.B.
  • Massimo Camisasca, F.S.C.B.

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