San Raffaele è uno dei tre arcangeli menzionati nella Bibbia, riconosciuto universalmente per il suo ruolo di guaritore e protettore dei viaggiatori. Il suo nome, di origine ebraica, significa "Dio guarisce" o "Il Signore ha guarito", un appellativo che riflette perfettamente la sua missione di curare le ferite fisiche e spirituali degli esseri umani.

Il ruolo biblico nel Libro di Tobia
La figura di Raffaele è celebrata nel Libro di Tobia, testo deuterocanonico dell'Antico Testamento. In questo racconto, l'arcangelo viene inviato dal Signore sotto le spoglie di un uomo chiamato Azaria per guidare il giovane Tobia in un viaggio pericoloso verso una città lontana. Durante questa missione, Raffaele svolge contemporaneamente le funzioni di angelo custode, medico ed esorcista.
- Protezione: Assicura la sicurezza di Tobia e del suo compagno, il cane.
- Guarigione: Istruisce Tobia a catturare un grosso pesce nel fiume Tigri, conservandone il cuore, il fegato e il fiele.
- Esorcismo: Grazie al cuore e al fegato del pesce, Tobia riesce a liberare la sposa Sara dal demone Asmodeo, che ne uccideva i mariti la notte delle nozze.
- Restaurazione della vista: Con il fiele dell'animale, Raffaele guarisce la cecità del vecchio Tobia, padre di Tobia.

Simbologia e iconografia
A partire dal tardo Medioevo, l'arcangelo è stato raffigurato con attributi specifici che ne chiariscono la missione:
| Simbolo | Significato |
|---|---|
| Il pesce | Riferimento all'avventura con Tobia e alla capacità di guarire tramite i rimedi naturali. |
| Il vaso di medicina | Emblema della sua funzione taumaturgica, accostandolo alla figura del medico. |
| Il bastone/caduceo | Simbolo di guida per i viaggiatori e richiamo al caduceo di Asclepio, dio della medicina. |
L'abito verde, colore della rinascita e della speranza, e le ali, segno della sua natura celeste, completano l'iconografia tradizionale. A Firenze, nel periodo rinascimentale, i figli dei mercanti che partivano per il loro primo viaggio venivano spesso ritratti su tavolette ex voto insieme all'angelo, a testimonianza del suo patronato sui viandanti.
L'importanza trasversale nelle tradizioni
Raffaele occupa un posto di rilievo in diverse culture monoteiste:
Tradizione Ebraica
Raffaele è associato alla Sephirah Hod sull'Albero della Vita, che rappresenta l'intelletto e l'equilibrio. È considerato il protettore del primo giorno della settimana e, secondo la tradizione, è lui ad accendere la luce del mattino poiché preposto al sole. Molte formule di guarigione ebraiche antiche includevano il suo nome come protezione contro le malattie.
Tradizione Cristiana
Sebbene non esplicitamente citato nel Nuovo Testamento, è venerato come uno dei sette arcangeli che stanno davanti a Dio. La sua festa, inizialmente assente dai martirologi antichi, fu fissata al 24 ottobre da Benedetto XV per tutta la Chiesa cattolica, sebbene spesso venga celebrato il 29 settembre insieme a Michele e Gabriele.
Tradizione Islamica
Nell'Islam, la figura è nota come Israfil. Pur differendo dal ruolo di medico, egli riveste un compito escatologico fondamentale: è l'arcangelo incaricato di suonare il corno che annuncerà la fine del mondo.
La protezione verso gli animali
Una credenza diffusa associa Raffaele alla cura di tutte le creature viventi. Si ritiene che l'arcangelo vegli sulla sicurezza degli animali domestici, favorendo processi di guarigione che, a differenza degli esseri umani, appaiono negli animali spesso più rapidi e immediati grazie alla loro natura istintiva.