Introduzione all'Angelo Imamiah
Imamiah, o ‘Imamiyah, è il 52esimo Soffio angelico e il quarto raggio nel Coro venusiano degli Angeli Principati. Questo angelo amministra le energie di Marte, armonizzandole con quelle di Venere. Il suo nome significa “Dio eleva al di sopra di tutto” e il dono principale che egli dispensa è l'AMNISTIA o l'ESPIAZIONE.

Significato del Nome e Posizione Angelologica
Secondo la Kabbalah, tre versetti dell'Esodo (ciascuno composto da 72 lettere) celano il codice dei 72 Nomi di Dio, precisamente i versetti 19, 20 e 21 del capitolo 14. Le origini delle lettere nel trigramma-radice del Nome di Imamiah, ayin-mem-mem, sono le seguenti:
- La Ayin (occhio) proviene da Esodo, 14, 19: "Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro".
- La prima Mem (acqua) viene da Esodo, 14, 20: "venendosi a trovare fra l'accampamento degli Egiziani e quello di Israele".
- La seconda Mem proviene da Esodo 14, 21: "e l'Eterno, durante tutta la notte, ritirò (prosciugò) il mare con forte vento da Oriente".
Il rebus formato da queste tre lettere, in relazione alla loro origine, evoca l'immagine della pioggia che si avvicina. Questa interpretazione suggerisce che Imamiah aiuti a leggere nel più profondo dell'essere e a contemplare la potenza divina che si esprime nella natura, come evidenziato da Muller-Baudat.
I Protetti di Imamiah: Caratteristiche e Sfide
I nati sotto l'influenza di Imamiah (tradizionalmente tra l'8 e il 12 dicembre) e i sei Angeli Custodi del Sagittario sono potenze che collettivamente li rendono persone leali, gentili, energiche e indipendenti. Sono capaci di gestire il potere ma anche di essere generosi con i deboli e gli oppressi. Sebbene possano essere orgogliosi e impulsivi, sono anche pronti a dimenticare i torti. Secondo Sibaldi, gli angeli del Sagittario possiedono qualità molto simili tra loro, una rarità tra le energie angeliche dei segni zodiacali. Questi Principati sembrano essere variazioni su un tema esistenziale che Sibaldi definisce "il Castello", raffigurato tra due torri nel pittogramma del Nome di Vehuel, il primo dei Principati.
I Principati sono gli Angeli della Bellezza, collocati da Dante nel terzo cielo del Paradiso, quello di Venere. La bellezza, in questo contesto, è ciò che si coglie nelle forme ma che le trascende. I protetti di Imamiah si pongono, sul piano esistenziale, come "in alto" rispetto agli altri, cercando in se stessi una forma di identità più alta e più grande del semplice «io».
Mentre per molti l'«io» è ancora da considerare o rappresenta un punto di arrivo, per i nati sotto questi angeli l'io è una porta, l'inizio di una via oltre la quale sono impazienti di avventurarsi. Perciò, il «noi» può annoiarli e opprimerli, così come fermarsi alla semplice accettazione e soddisfazione dell'«io».
La Visione di Sibaldi: L'Angelo dei Prigionieri
Secondo Sibaldi, nella radice ayin-mem-mem del Nome di Imamiah si cela il concetto: "Le apparenze limitano l'orizzonte". Egli avverte che il compito degli Imamiyah è tra i più difficili e scomodi dell'angelologia. Imamiah è l'Angelo dei prigionieri, degli schiavi, di chi si trova circondato da un nemico soverchiante. La doppia mem nel Nome evoca l'immagine di una doppia cinta di mura, e la ayin (occhio) sull'ingresso della prigione rappresenta l'inganno, l'apparenza che nasconde il nulla.
Gli Imamiyah devono imparare e insegnare a riconoscere come spesso la vita dei loro simili si trovi in una situazione di prigionia. La gente comune, infatti, tende a non vedere o a ignorare tali realtà. Esempi storici includono la denuncia di Solgenitsyn contro gli orrori dello stalinismo o gli insegnamenti di Osho, volti a scardinare le prigioni psicologiche e religiose.

Le Sfide del Percorso
Agli Imamiyah tocca innanzitutto imparare in cosa consista l'oppressione, il che rappresenta la parte più dura del loro percorso. Pochi hanno la fortuna o l'accortezza di interessarsi precocemente a ossessioni, fissazioni, fobie, sensi di colpa e vittimismo, che sono tra i più frequenti carcerieri dell'uomo contemporaneo. In genere, l'Imamiah sperimenta tutto questo in prima persona, dovendo affrontare per anni i pesanti fantasmi della propria mente, gli incubi di persone vicine, o situazioni di grande solitudine e incomprensione. In questo modo, scopre il significato di ritrovare se stessi, lottare e difendersi, accumulando un'immensa energia che, se tutto va bene, gli permette di diventare una guida per gli altri.
Talvolta questo duro periodo di apprendistato li segna profondamente, rendendoli cupi, aggressivi, impulsivi e distruttivi, con la tendenza a imporre rapporti di dipendenza agli altri. Molti possono apparire emotivamente chiusi, sfuggenti, con uno sguardo sospettoso su chiunque abbia pregi e prestigio, quasi come se questi rubassero la scena a loro, che dopo tanta maturazione interiore avrebbero molto da dire. Essi sono animati dal desiderio di opporsi a ogni forma di limitazione o autolimitazione della dignità umana, cercando oppressori da smascherare e situazioni ingiuste a cui ribellarsi. Sognano, onestamente, la riconquista di un "Paradiso perduto", come il famoso Imamiah John Milton.
Sono spesso abili terapeuti, sindacalisti esemplari o attivisti politici, e possono rivelarsi preziosi nelle forze dell'ordine o negli apparati di controllo. Il loro successo dipende da quanto siano riusciti a liberarsi dai residui del loro passato istruttivo.
I Rischi Psicologici
Il rischio psicologico più comune per gli Imamiyah che agiscono per gli altri è l'idealizzazione eroica della propria figura. Sentirsi troppo investiti di una missione può appannare il loro senso della realtà. Mentre cacciano o aggrediscono un nemico (anche solo presunto) o insegnano agli altri a liberarsi dalle prigionie, possono non rendersi conto di apparire essi stessi oppressivi. Questo accadde, per esempio, al generale Custer, un Imamiah sfortunato, che probabilmente non comprese mai di essere lui il nemico degli indiani.
È essenziale che gli Imamiyah imparino a sorvegliarsi, ad agire il meno possibile di testa propria e a trovare una causa, una Chiesa o un partito per cui operare. Tra le armi per lottare contro le servitù, dovrebbero preferire l'ironia, che ha il vantaggio di potersi applicare anche contro chi la usa.
Coloro che non si sentono toccati da impulsi altruistici devono sapere che il loro destino non trae vantaggio dall'egoismo, anzi ne possono derivare cupe conseguenze. Non solo rimangono bloccati nella prima fase della loro crescita interiore, passando da una prigionia all'altra nei rapporti umani e da una fase ossessiva all'altra nei rapporti con se stessi, ma in loro cresce un'astiosità speciale, rancorosa e invidiosa. Sviluppano la tendenza a trovarsi dei capi per poi tradirli, a incensare un amico per poi calunniarlo. Ogni legame, anche familiare, appare loro come una trappola da cui liberarsi. Questa è un'altra prigione; per uscirne, devono avere il coraggio di un'inversione a U.
Salute e malattia, altruismo ed egoismo; ego e Vero Sé
I Doni e le Qualità di Imamiah
Imamiah dispone del potere di armonizzare le energie di Marte (forza e lavoro) con quelle di Venere (amore, dolcezza, facilità). Se si entra in sintonia con lui, dona ai suoi protetti un temperamento forte e spirito di sopportazione nelle avversità, guidando a trovare la propria via chi cerca la verità in buona fede. Haziel afferma che questo angelo concede il piacere di ciò che è primordiale, l'anelito al divino e il desiderio di abbellire sia il mondo fisico che quello invisibile. Egli opera principalmente sulle forme fisiche, donando bellezza o fascino come garanzia di grazia e successo. L'energia di Imamiah produce anche l'amore e la stima di sé, da cui discende la facoltà di essere stimati dagli altri.
Imamiah dona la capacità di attingere la propria liberazione e di compiere senza sforzo qualsiasi tipo di lavoro, favorendo il successo nella vita sociale e nell'assistenza a prigionieri o persone in difficoltà. I suoi protetti sono apportatori di concordia, bellezza e armonia, capaci di dare alla Società tangibili attestazioni d'amore. L'essenza angelica di Imamiah è l'Espiazione dei Peccati.
Le qualità che Imamiah sviluppa sono:
- Propensione a riconoscere i propri errori, a correggerli e a riparare i danni causati.
- Capacità di perdono e di rappacificarsi con gli avversari.
- Soccorso agli altri nelle difficoltà.
- Rigore, laboriosità, fede e senso del servizio.
- Pazienza, coraggio, umiltà, semplicità.
I difetti che Imamiah aiuta ad annullare includono:
- Perversione sessuale
- Bestemmia
- Malvagità
- Volgarità
- Litigiosità
Tramite l'invocazione, è possibile ottenere da Imamiah, oltre a tutti i suoi doni, la liberazione dei prigionieri, viaggi utili e dilettevoli, e protezione da persone ostili, purché si sia nel giusto o sinceramente pentiti per errori che hanno condotto all'ostilità.
L'Angelo dell'Abisso Bacaron
L'Angelo dell'Abisso contrario a Imamiah si chiama Bacaron. Esso rappresenta il desiderio sterile di rivalsa, ispirando orgoglio e animosità, e causando limitazioni alla libertà, situazioni bloccate e un senso di oppressione. A causa di Bacaron, le personalità influenzate da Imamiah possono incorrere in instabilità e iperreattività emotiva, amore competitivo, relazioni eccessivamente passionali e deviazioni sessuali, rigidità orgogliosa, intransigenza, severità eccessiva e conflittualità.
La Preghiera a Imamiah
Meditazione Associata: La Passione
La meditazione associata a Imamiah si chiama "passione". Secondo la Kabbalah, questo nome accende l'ardore. Per accedere al vero potere della preghiera, è necessario un fuoco che, ardendo nel cuore, alimenti il fuoco dell'anima, come quello che animava Emily Dickinson, anch'essa un'Imamiah. Le lettere ayin-mem-mem conferiscono il potere di connettersi spiritualmente in modo sincero e secondo la giusta coscienza, sapendo guardare oltre le apparenze che limitano l'orizzonte.
Per la meditazione:
- Concentra la tua visione sulle lettere ebraiche della radice del Nome (ayin-mem-mem), senza pensare ad altro.
- Respira profondamente e, lasciandoti permeare a lungo dal suo significato, pronuncia questa intenzione: "Per l'energia di questo Nome, si alimentano le fiamme della passione nel mio cuore e nella mia anima. Il potere di queste lettere mi trasmette la forza della sincerità, devozione e corretta coscienza nelle mie preghiere, meditazioni e connessioni spirituali."
L'Esortazione Angelica
Imamiah esorta a osservare se stessi in profondità, cercando di comprendere i propri cambiamenti e il vero significato delle esperienze che si affrontano, nonché le conseguenze che esse determinano nella vita. Invitando a guardare oltre le apparenze, esorta a prendere coscienza dei propri talenti e, con fiducia, a metterli al servizio del mondo e degli altri, senza eccedere nelle certezze, mantenendosi sempre indulgenti e aperti.
Giorni e Orari di Reggenza
Imamiah è sempre in ascolto per coloro che sono nati nei suoi giorni di reggenza (dall'8 al 12 dicembre), ma le sue energie si schiudono in particolare nelle date del compleanno e negli altri cinque giorni dati dal calcolo della Tradizione. I suoi giorni di reggenza sono:
- 28 febbraio
- 12 maggio
- 26 luglio
- 8 ottobre
- 19 dicembre
Imamiah governa ogni giorno, come "angelo della missione", le energie dalle 17:00 alle 17:20. Questo è l'orario migliore in cui tutti possono invocarlo, e assiste in particolare i nati in questi giorni e in questo orario, indipendentemente dalla data di nascita.
La Preghiera Tradizionale e Invocazione
La preghiera tradizionale rivolta a Imamiah è il 18° versetto del Salmo 7:
"Confitebor Domino secundum iustitiam eius et psallam nomini Domini, Altissimi"
(Confiderò nel Signore secondo la sua giustizia e canterò il nome di Dio, l'Altissimo).
Per stabilire una comunicazione con l'Angelo Custode, specialmente nei giorni e nell'ora di reggenza:
- Ritirati in un luogo calmo e tranquillo.
- Accendi una candela per richiamare luce e dare pace.
- Dopo qualche minuto di meditazione e riflessione, siediti comodamente e leggi le seguenti invocazioni a voce alta:
"Mio Angelo Custode e caro fratello maggiore, che la TUA luce ed il TUO splendore rischiarino il mio animo e rafforzino la mia volontà. Che il TUO amore e la TUA saggezza si manifestino in me e per me mezzo di me sotto la specie dell'amore universale rivolto a tutti gli esseri senzienti. Che la tua Divina Onnipotenza possa indurmi ad agire saggiamente e sempre sotto la TUA guida. Aiutami a sondare il mistero del TUO volto Divino, della TUA meravigliosa presenza. Aprimi la porta del tuo mondo splendente affinché io trovi la mia strada in questo mio mondo umano. Caro mio Angelo custode, consentimi di superare ogni ostacolo che incontrerò sul mio cammino, cercando l'elevazione e la perfezione dello spirito. Cercando di fare del bene al mondo, ma con l'umiltà che mai mi permetterà di soccombere. Purifica le mie mani con il Fuoco Sacro del tuo Amore, affinché esse divengano strumenti di buon lavoro, di cura e di pace secondo la Divina Volontà Universale."
Successivamente, medita su questa risposta che l'angelo potrebbe darti:
"Mio caro fratello umano, avendomi invocato tu sei in procinto di entrare a far parte del nostro mondo, i tuoi occhi si apriranno su di un fraterno universo. Non appena avrai pronunciato la formula dell'unione TU SARAI UN TUTT'UNO CON ME ED IO SARO' UN TUTT'UNO CON TE!"
La formula dell'unione va pronunciata in piedi, tenendo la mano sinistra sul cuore (simbolo dell'amore divino) e con la mano destra alzata all'altezza del capo (simbolo di saggezza divina):
"Ora sei qui presente accanto a me testimone dei miei propositi per accettare l'alleanza con me; perché io accetto di percorrere insieme a te il cammino della mia esistenza su questa terra. Io spero con la tua benedizione di diventare un'aiutante cosciente, un nobile strumento corporeo al servizio della Volontà Divina Universale. Caro Angelo IMAMIAH, mi assumo l'impegno di realizzare pienamente la mia vita, perseguendo la salute e la prosperità per poter agire intensamente ed utilmente nel mondo. Mi impegno a realizzare pienamente il mio amore: consacrandomi alla mia vocazione (il lavoro giusto per cui sono nato); Mi impegno ad amare in modo disinteressato e ad essere amato. Mi impegno a realizzare pienamente la mia morte per conoscere ogni cosa sui mondi visibili e per perseguire il progresso spirituale. Da oggi sono libero dalla paura della morte, poiché sono consapevole che la vita è eterna. Ti ringrazio per i doni che mi elargirai e di cui tu sei portatore: Essenza Angelica ESPIAZIONE dei PECCATI, Qualità sviluppate: capacità di riconoscere i propri errori, perdono, correzione dei vizi e delle cattive abitudini. Difetti annullati: perversione sessuale, bestemmia, malvagità, volgarità, litigiosità. Giorni di reggenza: 12 Maggio, 26 Luglio, 8 Ottobre, 19 Dicembre, 28 Febbraio. Ora: 17.00 / 17.20. Ti ringrazio caro Angelo di avermi sempre protetto dalla mia nascita. Ti ringrazio di tutto quello che fai per me e di guidarmi nel mio cammino. Adesso so che mi ami intensamente ed io voglio ricambiare il tuo amore con somma riverenza, portando la luce che hai riversato nel mio cuore ai miei fratelli nel mondo. Tu sei il mio Angelo ed io sono il tuo fratello umano e da oggi la mia preghiera non sarà più un monologo ma un dialogo grazie alla tua presenza viva che ora sento accanto a me. Indicami ogni giorno la mia strada, la strada Vera, quella della mia crescita spirituale."
Il messaggio del proprio angelo custode può rivelarsi immediatamente oppure in seguito, tramite sogni o segnali simbolici, annunciando una realtà che presto si manifesterà nella vita quotidiana. Se si desidera chiedere aiuto ad un altro angelo per i suoi doni specifici, è possibile invocarlo tramite il proprio Angelo Custode.

Corrispondenze Simboliche
Arcani Maggiori dei Tarocchi
A ciascuna delle 22 lettere ebraiche sono associati numeri, e di conseguenza, corrispondenze con le simbologie dei 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi. Questo può essere utile per l'introspezione psicologica. Nel caso della radice ayin-mem-mem, la configurazione risponde a "la Torre - la Morte - la Morte".
Le domande suggerite da questi arcani sono:
- La Torre o Casa di Dio (l'apertura, l'emergere di ciò che stava chiuso): Con chi o con che cosa devo rompere? Da quale prigione mi sto liberando? Quali energie si sbloccano dentro di me? Quale gioia mi attende?
- La Morte (trasformazione profonda, rivoluzione, chiusura di un ciclo), per ben due volte: Qual è la mia ira? Cosa deve morire in me? Cosa devo lasciar andare?

Cori di Appartenenza e Arcangeli di Influenza
L'angelo Imamiah appartiene al Coro degli Angeli Principati, guidato dall'Arcangelo Haniel. Il segno del Sagittario cade sotto il gioioso Arcangelo Hesediel, mentre la decade dall'8 al 12 dicembre è sotto l'Arcangelo guaritore Raffaele.