Giorgio Magliocca: Percorso Politico e Ruoli Istituzionali

Il presidente della Provincia di Caserta, Giorgio Magliocca, è stato ufficialmente designato tra i rappresentanti dell’Unione delle Province d’Italia (Upi) in seno alla delegazione italiana al Comitato europeo delle regioni (CdR), per il mandato che va da gennaio 2025 a gennaio 2030.

I nominativi dei rappresentanti Upi, scelti per questo prestigioso incarico a Bruxelles, sono stati inviati dal presidente dell’Unione Province d’Italia, Michele de Pascale, al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, sen. Roberto Calderoli.

Foto ritratto di Giorgio Magliocca in un contesto istituzionale

Ruoli Istituzionali Europei

Per il presidente Magliocca, questa designazione rappresenta una conferma al CdR, di cui fa parte dal gennaio 2020 e nell’ambito del quale ha aderito al Ppe (Partito popolare europeo). Magliocca è componente delle commissioni CIVEX (Cittadinanza, governance, affari istituzionali ed esterni) e SEDEC (Politica sociale, istruzione, occupazione, ricerca e cultura).

Nel novembre 2023, è stato nominato membro del gruppo BRASS-G, The Better Regulation and Active subsidiarity Steering Group (Gruppo direttivo per il miglioramento della regolamentazione e la sussidiarietà attiva) del CdR, come componente per la Previsione Strategica. Questa nomina è giunta in seguito all’approvazione all’unanimità in sessione plenaria del CdR del Parere su “La previsione strategica quale strumento per la governance dell'UE e per legiferare meglio”, di cui proprio Magliocca è stato promotore e relatore.

Il presidente Magliocca ha espresso grande soddisfazione per questa designazione, sottolineando l'orgoglio che deriva dal riconoscimento del lavoro svolto per il suo territorio, sia come presidente di Provincia che come membro del Comitato delle regioni a Bruxelles. Ha ringraziato l'europarlamentare Fulvio Martusciello per il forte sostegno alla sua riconferma, proposta e condivisa con il ministro Tajani e il senatore Gasparri, e ha assicurato che continuerà a svolgere il suo ruolo con l’impegno e la passione che hanno sempre caratterizzato il suo percorso politico ed istituzionale.

Carriera Politica Locale

Giorgio Magliocca, classe 1975 e laureato in Legge, ha iniziato la sua carriera politica molto giovane. A soli 23 anni è entrato nel consiglio comunale del suo paese come primo degli eletti. Due anni dopo, nel 2000, si è candidato in Provincia ottenendo un significativo 21% delle preferenze.

Nel 2002, a soli 27 anni, è diventato per la prima volta sindaco di Pignataro Maggiore, trionfando con il 58% e 2.686 voti. Salvo una breve interruzione nel 2005, quando il Comune fu commissariato, Magliocca è stato sindaco fino al 2011. Lo scorso 4 ottobre, all'età di 46 anni, è stato eletto sindaco di Pignataro Maggiore per la quarta volta, succedendo a se stesso con 2.267 voti, pari al 60% dei consensi.

Dal 2017, in seguito alla riforma delle Province, Magliocca è anche Presidente della Provincia di Caserta, ruolo in cui è stato riconfermato.

Mappa della Provincia di Caserta e Pignataro Maggiore

Vicende Giudiziarie e Assoluzioni

Inchiesta per Associazione Mafiosa

L'11 marzo 2011, Magliocca fu arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l’inchiesta che lo portò in carcere, Magliocca avrebbe siglato un patto politico-mafioso per gestire i beni confiscati in cambio di voti dai clan. Le accuse si basavano principalmente sulle dichiarazioni di un pentito del clan Ligato, una cosca vicina ai Casalesi.

Il pentito sostenne di aver saputo di un presunto colloquio riservato, a cena, tra Magliocca e il boss della zona, pochi giorni prima delle elezioni comunali del maggio 2006. Tuttavia, il teorema accusatorio andò in crisi durante i processi. Fu dimostrato che, proprio nel periodo storico indicato dal pentito (dall’ottobre 2004 al luglio 2007, inclusa la campagna elettorale del 2006), il capoclan era detenuto in carcere, sottoposto al regime del 41bis. Di conseguenza, il presunto incontro con il politico non poteva e non era mai avvenuto.

Anche sull’altro fronte delle accuse mosse al Sindaco, nel dibattimento processuale le prove si rivelarono insufficienti. Nel 2013, Magliocca ottenne la sentenza di primo grado con assoluzione “perché il fatto non sussiste”. Poco prima, la Cassazione aveva annullato la custodia cautelare, stabilendo che non c’erano i presupposti né per il carcere né per gli arresti domiciliari. Nel 2014, anche la Corte d’Appello di Napoli lo assolse pienamente.

Nel 2016, dopo queste assoluzioni, Giorgio Magliocca ha ripreso la sua attività politica, tornando sindaco di Pignataro Maggiore per la terza volta.

Riflessione sulla Giustizia

Sul suo blog personale, Magliocca ha più volte riflettuto sulla sua vicenda giudiziaria. Sebbene si sia chiesto se fosse vittima di un caso di mala giustizia, ha sempre risposto di no, riconoscendo che la magistratura e le forze inquirenti fanno il loro dovere. Il problema vero, a suo avviso, è come "schermare il procedimento penale dalle lotte politiche" e tutelare l’azione giudiziaria dal "virus della politicizzazione". Secondo Magliocca, quando la giustizia diventa lo strumento principale che le parti politiche utilizzano nella contesa per avere la meglio dei propri avversari, si è di fronte alla negazione stessa del principio etico a fondamento della Legge.

Ha anche dichiarato di essere stato iscritto nel registro degli indagati per oltre 60 volte, sempre a seguito di denunce di avversari politici e mai per indagini autonome. Per più di 30 volte i procedimenti sono stati archiviati su richiesta dello stesso Pubblico Ministero, per una quindicina è stato prosciolto dal Giudice dell’Udienza Preliminare, mentre per i restanti ha affrontato processi che si sono conclusi tutti con assoluzioni piene, con la formula più ampia il "fatto non sussiste", significando che i fatti contestati non sono mai esistiti in realtà.

Altre Indagini e Potere Decisionale

Nel 2009, Magliocca era già sotto processo per corruzione e voto di scambio quando, assunto quattro anni prima per concorso come impiegato capitolino, iniziò la sua ascesa a Palazzo Senatorio, nella segreteria di Sergio Gallo, allora capo di gabinetto di Alemanno. Qualche mese più tardi, nell'estate 2010, nonostante il rinvio a giudizio, fu promosso dirigente a tempo determinato presso la segreteria politica di Alemanno, con una retribuzione triplicata.

Più recentemente, una richiesta di archiviazione formulata dalla Procura ha rivelato che in Provincia di Caserta "comandava una sola persona: l’ex presidente Giorgio Magliocca". Avrebbe esercitato questo potere attraverso "pizzini e minacce ai dirigenti" per indurli a piegarsi alle sue volontà. Il gip Daniela Vecchiarelli, accogliendo la richiesta dei pubblici ministeri Gerardina Cozzolino e Giacomo Urbano, ha disposto l’archiviazione delle posizioni di diversi dirigenti (Gerardo Palmieri, Marcello Baldo, Paolo Madonna e Clara Di Patria).

Nel corso degli interrogatori, è emerso che il potere decisionale era concentrato nelle mani di Magliocca, il quale avrebbe preteso informazioni sulla programmazione dei lavori pubblici e l’affidamento a ditte a lui vicine, indicate su biglietti consegnati ai dirigenti. In caso di ritardata esecuzione degli ordini, funzionari e dirigenti sarebbero stati minacciati della revoca delle posizioni organizzative, con conseguenze sugli aumenti di stipendio. La Procura ha concluso che la posizione dei dirigenti era di "completa sudditanza" rispetto alle decisioni di Magliocca.

Il gip Vecchiarelli ha anche scagionato il presidente della squadra del Vitulazio Calcio, Luigi De Lucia, e Alfonso De Lucia, coinvolti nella vicenda di una sponsorizzazione alla squadra sportiva, frutto di un presunto accordo corruttivo tra Magliocca e un imprenditore per favorire il figlio di Magliocca. Secondo la Procura e il gip, i De Lucia, pur a conoscenza dell’illiceità delle sponsorizzazioni da ditte amiche, non avrebbero fornito alcun apporto alle condotte corruttive, essendone meri beneficiari. Infine, anche gli imprenditori Cosimo Rosato e Adolfo Raimondo sono stati scagionati, in quanto la consulenza della Procura non ha fatto emergere la frode nelle pubbliche forniture inizialmente contestata.

Schema che illustra la struttura del Comitato europeo delle regioni

Il Comitato Europeo delle Regioni (CdR)

Il Comitato europeo delle regioni (CdR) è l'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali di tutti i 27 Stati membri dell'Unione europea. Istituito nel 1994, a seguito della firma del Trattato di Maastricht, ha il compito fondamentale di coinvolgere nel processo decisionale dell'UE gli enti regionali e locali, e di informarli sulle politiche europee.

Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea consultano il CdR in relazione alle politiche europee che hanno un'incidenza diretta sulle regioni e sulle città. Per far parte del CdR, ognuno dei 329 membri e 329 supplenti deve essere titolare di un mandato elettivo o essere politicamente responsabile dinanzi a un'assemblea eletta. Attualmente, il presidente del CdR è il portoghese Vasco Alves Cordeiro, mentre il presidente della delegazione italiana è Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte.

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