L'altare nelle chiese: evoluzione storica e adeguamento liturgico

La storia dell'altare cristiano riflette la ricchezza del mistero della fede e le diverse sensibilità teologiche che si sono succedute nei secoli. Sebbene l'altare sia da sempre considerato il punto centrale per la comunità dei fedeli, il suo ruolo e la sua collocazione architettonica hanno subito trasformazioni significative, specialmente in seguito alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II.

schema cronologico dell'evoluzione dell'altare: dall'altare a parete alla celebrazione versus populum

L'altare prima della riforma: tipologie e significati

Prima del Concilio Vaticano II, la forma più comune di altare era quella a parete o dotata di un monumentale dossale. Il Messale Romano tridentino prevedeva, seppur raramente, la possibilità di celebrare rivolti al popolo (ad orientem versus populum), ma la prassi consolidata vedeva il sacerdote celebrare rivolto verso l'abside.

Nel corso della storia, diverse tipologie hanno caratterizzato lo spazio liturgico:

  • L'altare col ciborio: Conferiva dignità speciale alla struttura, sottolineando la centralità del sacrificio eucaristico. Le colonne richiamano l'immagine biblica della "Sapienza che si è costruita la casa".
  • L'altare col dorsale (gotico-moderno): Serviva a descrivere, attraverso l'arte, le dimensioni del mistero che sull'altare si compie, proclamando visivamente i frutti del sacrificio di Cristo.
  • L'altare barocco col tabernacolo: A partire dal Concilio di Trento, il tabernacolo venne permanentemente intronizzato sull'altare, sancendo un legame indissolubile tra il sacrificio offerto e la presenza reale di Cristo.

La riforma liturgica e il concetto di "adeguamento"

L'indicazione per la celebrazione versus populum è contenuta formalmente nell'istruzione Inter oecumenici del 26 settembre 1964. Le successive Istruzioni generali del Messale Romano del 1970 hanno stabilito che l'altare sia costruito staccato dalla parete, affinché sia possibile girarvi intorno e celebrare rivolti verso l'assemblea.

È importante sottolineare che la celebrazione verso il popolo rimane una possibilità e che la norma riguarda la costruzione di nuove chiese, mentre per quelle storiche l'adeguamento richiede un progetto organico che tenga conto del valore artistico del patrimonio preesistente. La Conferenza Episcopale Italiana, con la nota pastorale del 1996, ha ribadito che la conformazione dell'altare deve rendere agevole la celebrazione rivolta al popolo, pur senza imporre distruzioni indiscriminate.

infografica che illustra i principi dell'adeguamento liturgico: posizionamento dell'altare, ambone e sede del celebrante

Principi per la progettazione e l'adeguamento

Il progetto di adeguamento liturgico si sviluppa per fasi, sotto la guida del vescovo diocesano e con il supporto di esperti in arte sacra. Alcuni criteri fondamentali includono:

  1. Unicità dell'altare: Nelle nuove chiese deve esserci un solo altare, segno dell'unico Cristo e dell'unica Eucaristia.
  2. Fissità: L'altare dovrebbe essere un elemento fisso e, preferibilmente, realizzato in pietra naturale.
  3. Area penitenziale e battesimale: Il battistero e i confessionali devono essere collocati in modo da favorire la partecipazione e il significato teologico dei sacramenti.
  4. Spazio per l'assemblea: La disposizione deve favorire la partecipazione attiva, evitando però di ridurre l'altare a una semplice "mensa comune" priva di sacralità.

Ermeneutica e dibattito sul post-concilio

Il tema dell'adeguamento liturgico solleva spesso interrogativi riguardanti l'ermeneutica del Concilio Vaticano II. Se da una parte l'intento pastorale mira a una maggiore vicinanza fisica e visiva tra celebrante e fedeli, dall'altra si riscontra la necessità di rispettare la continuità storica e la sacralità degli altari antichi. Molti esperti sottolineano come non vi sia una reale contrapposizione tra il rito antico e quello riformato, essendo entrambi espressione dell'Unica Chiesa Cattolica, a patto che non si scada in applicazioni soggettive che danneggino il valore artistico e spirituale degli edifici di culto.

"Cosa c'è sul tuo altare?" - Breve Riflessione - Esodo 20:22-25 - Daniele Ramunno

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