Il Caso Erich Priebke: Dalle Fosse Ardeatine alla Sepoltura Segreta

Il nome di Erich Priebke continua a generare accese discussioni a Roma e in Italia, anche anni dopo la sua morte. L'ex ufficiale nazista, condannato all'ergastolo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine, è stato al centro di controversie che hanno riguardato non solo la sua vita e le sue dichiarazioni negazioniste, ma anche la gestione della sua salma e il luogo della sua sepoltura, avvolta in un velo di segretezza per ragioni di ordine pubblico.

La Figura di Erich Priebke e l'Eccidio delle Fosse Ardeatine

Erich Priebke, ex capitano delle SS, è stato condannato all'ergastolo per aver partecipato sia alla pianificazione che alla realizzazione dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Durante questo tragico evento, avvenuto il 24 marzo 1944 a Roma, furono fucilati 335 civili italiani come rappresaglia per l'attacco partigiano di via Rasella, in cui morirono 33 militari tedeschi. La misura criminale dell'eccidio fu di dieci italiani per un tedesco, una tragedia del Novecento che la lunga vita centenaria di Priebke ha tenuto aperta.

Dopo una lunga latitanza in Argentina, dove era fuggito dopo la guerra, Priebke fu fermato nel 1994 da una troupe della televisione americana ABC e arrestato ed estradato in Italia nel 1995. Imputato di concorso in violenza con omicidio continuato in danno di cittadini italiani, il Tribunale militare inizialmente ordinò la sua scarcerazione dichiarando il "non doversi procedere" per intervenuta prescrizione. Tuttavia, la Corte di Cassazione annullò la sentenza e dispose un nuovo processo. Nel marzo 1998, la Corte d'appello militare lo condannò all'ergastolo. A causa dell'età avanzata, l'ex SS ottenne subito gli arresti domiciliari a Roma, dove visse fino al compimento dei cento anni.

Priebke è morto l'11 ottobre 2013, senza mai rinnegare il suo passato. Anzi, ha rivendicato il suo antisemitismo, negato le camere a gas e banalizzato i numeri tremendi dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, rilanciando il peccato dell'obbedienza agli ordini ricevuti. Le sue ultime volontà, espresse in un videotestamento dal messaggio choc: «Le camere a gas sono state un falso», hanno generato ulteriore sdegno.

Foto d'archivio di Erich Priebke o immagine simbolica dell'eccidio delle Fosse Ardeatine

Controversie e Ricerca di una Sepoltura

La morte di Priebke ha scatenato una serie di polemiche e la difficoltà di trovare un luogo per la sua sepoltura. Il corpo, da morto, divenne un simbolo, e si voleva evitare che la tomba del capitano diventasse un sacrario nazista.

Il Caso dell'"Altarino" a Ponte Sant'Angelo

A Roma, quanto accaduto su Ponte Sant’Angelo, dove venne allestito un "altarino" con fiori e manifesti per Priebke, fu definito dal sindaco Ignazio Marino «una volgare provocazione, chi l’ha compiuta ha la testa più vuota che rasata» e «un vero schiaffo alla città di Roma che ha avuto un ruolo fondamentale nella Resistenza». Il Campidoglio ordinò l'immediata rimozione dell'altarino e degli altri manifesti sparsi in città. Il legale Paolo Giachini, pur avendo ricevuto l’autorizzazione dalla Prefettura di Roma a deporre fiori sulla tomba di Priebke, decise di «eleggere come luogo ideale della sua memoria il Ponte Sant’Angelo».

Foto di Ponte Sant'Angelo con una simbolica indicazione di un luogo di memoria o immagine dei manifesti rimossi

Il "Muro Contro Muro" per i Funerali e la Sepoltura

La questura di Roma notificò il divieto di celebrazioni solenni all’avvocato Giachini, ribadendo che nessuna cerimonia avrebbe potuto essere pubblica. Il presidente della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici, sosteneva che «il carnefice delle Ardeatine merita l’oblio». Il Vicariato tentò la mediazione, precisando di non aver negato alle persone vicine a Priebke la possibilità di celebrare la preghiera nella casa del defunto, ma le istituzioni non approvarono nessuna delle proposte per la sepoltura.

Molteplici furono i tentativi per trovare una collocazione alla salma:

  • La Germania e l'Argentina, dove Priebke aveva vissuto, si rifiutarono di riprendersi il corpo.
  • Due istituti religiosi declinarono per via del nuovo clima in Vaticano.
  • Quattro sindaci, sondati per una sepoltura anonima nei loro comuni appartati, diedero risposta negativa per paura di incidenti, manifestazioni naziste o proteste.
  • Fu persino ipotizzato un cimitero vicino Messina, a Fondachelli Fantina, un comune che aveva manifestato disponibilità.

Il funerale e la sepoltura rimasero sospese nell'incertezza per giorni. Il governo delegò il caso ad una piccola unità di crisi romana di tre persone. Per evitare che la tomba del capitano diventasse un sacrario nazista, questa unità scelse la procedura segreta. Ottenne il consenso dei figli di Priebke, uno dei quali non era favorevole alla cremazione, e entrambi accettarono il «funerale in località segreta temporanea, per ragioni di ordine pubblico». A questo punto scattò il "Nos", il nulla-osta di sicurezza, che consente di non rendere pubbliche le decisioni operative.

Il mistero della sepoltura di Cervantes

La Sepoltura Segreta: Un Viaggio nella Notte

La salma di Erich Priebke rimase per giorni in un hangar militare vuoto a Pratica di Mare, a 35 chilometri da Roma, dopo che il sindaco aveva vietato la sepoltura nella Capitale e la Chiesa aveva proibito i funerali religiosi. La bara, zincata completamente, attendeva una destinazione definitiva.

La procedura per la sepoltura fu orchestrata con la massima segretezza. Due uomini a bordo di una station wagon grigia partirono alle 3.45 del mattino. Dopo pochi chilometri, un'auto civetta con due sottufficiali fece da scorta. A una prima tappa, la bara venne trasbordata su un altro mezzo. Poi, in piena domenica, il corteo proseguì su strade di mezza montagna, fino a destinazione. Un furgone passò davanti all'ultima bandiera italiana, entrando in una strada bianca che portava al cimitero.

Due sottufficiali calarono pale e picconi e scavarono la terra. Due ore dopo, prima che facesse l'alba, tutto era finito. A Roma, l'unità di crisi ricevette il messaggio: «tutto a posto, operazione terminata». Per sicurezza, il governo fu informato solo qualche giorno dopo. Sulla tomba fu piantata una croce di legno scuro, intagliata nella capitale, senza nome né data, ma con un numero, conservato in una busta gialla con i sigilli del segreto di Stato nella cassaforte del funzionario che aveva pilotato l'operazione. Solo il figlio di Priebke, Jorge, residente a Bariloche, in Argentina, avrebbe accesso a questa busta e alle coordinate.

Illustrazione o mappa stilizzata del percorso della salma in segreto

La Tomba Senza Nome: Un Cimitero in Disuso in un Carcere

La salma di Erich Priebke è sepolta in Italia, nel cimitero in disuso di un carcere su un'isola italiana. Questo luogo, protetto dal segreto di Stato, è stato rivelato da "Repubblica" e successivamente approfondito da "L'Espresso". Il cimitero è un luogo dove l'erba copre tutto, senza manutenzione, e le lapidi sono rovinate dal tempo. Non c'è alcun segno di affetto sulle tombe, né fiori recisi, né lapidi sistemate, né nomi o foto. Sembra un luogo dimenticato da decenni.

Il carcere, ancora attivo, ospita 250 detenuti, di cui solo uno su cinque è italiano. Il cimitero, situato su una collinetta, è un'area protetta da un muro alto poco più di due metri e con un cancello in ferro cigolante. Si contano circa cento croci di ferro arrugginite e altre in legno fradice, allineate in file, senza nomi. Tra queste, una lapide più grande appartiene a un medico del carcere sepolto dal 1942, e una più piccola ospita una neonata morta durante il parto 53 anni fa.

Nel 2013, dopo quasi cinquant'anni di abbandono, questa terra è stata nuovamente smossa. Durante una notte d'autunno, i picconi hanno scavato una buca profonda e, prima dell'alba, un piccolo gruppo di persone ha seppellito la bara di Priebke. Nessuno del carcere, almeno nessuno dei detenuti, si è accorto di questa operazione super segreta.

La segretezza assoluta fu scelta per evitare che la tomba diventasse un sacrario nazista e per sottrarre la salma ad azioni vandaliche o agli omaggi dei neonazisti. Nonostante l'orrore delle fosse comuni e delle stragi commesse, il segreto che copre una procedura d’eccezione ha permesso a un capitano nazista di avere la sepoltura che una democrazia deve assicurargli, anche se questo solleva interrogativi sulla gestione pubblica della memoria.

Foto suggestiva di un cimitero dismesso o di un paesaggio isolano che evoca la descrizione

Priebke e la Memoria Storica

Priebke, morto a cent'anni senza pentirsi né chiedere perdono, ha mantenuto fino all'ultimo una caparbietà nazista intatta. Da vivo, la sua figura invecchiata poteva sembrare disarmata, ma da morto il corpo del vinto diventa un simbolo potente, riaprendo i conti con la storia e obbligando il presente a riaccendere la memoria del passato. Il presidente del consiglio Enrico Letta intervenne sulla vicenda, dichiarando: «Non abbasseremo mai la guardia sull’antisemitismo. Serve una reazione ferma senza confusione tra pietà e debolezza che può lasciare spazio a nuove tendenze di devastazione e di morte».

Numerosi documenti personali relativi a Erich Priebke sono conservati nel Bundesarchiv, a testimonianza del suo passato. Tra questi figurano atti del Berlin Document Center (BDC), inclusa la corrispondenza del partito NSDAP, fascicoli tecnici e personali delle SS e delle SA. Presso il Bundesarchiv Koblenz si trovano fondi della Zentrale Rechtsschutzstelle e del Bundeskanzleramt. Di particolare rilievo sono gli atti investigativi e procedurali della Staatsanwaltschaft Dortmund, conservati nel fondo B 162 (Az. 45 Js 16/94 contro Erich Priebke e Karl Hass), articolati in oltre trenta volumi e prodotti tra il 1942 e il 1998.

La sepoltura del nemico, un gesto di civiltà e umanità, deve accompagnarsi con il ricordo di quanto è avvenuto, per non dimenticare e per non smarrire la nozione del Bene e del Male. La vicenda di Priebke, così saldamente legata al Novecento italiano, rimane un monito sulla difficoltà di un rendiconto pubblico e trasparente delle tragedie del secolo scorso.

Il mistero della sepoltura di Cervantes

tags: #altare #per #priebke