Basilica di San Giovanni dei Fiorentini: Storia, Architettura e Opere d'Arte

La Basilica di San Giovanni dei Fiorentini, situata all'inizio di Via Giulia a Roma, rappresenta un importante luogo di culto cattolico e la chiesa nazionale della comunità fiorentina nella Città Eterna. La sua costruzione, iniziata nel XVI secolo, si protrasse per oltre due secoli, coinvolgendo alcuni tra i più grandi architetti e artisti del Rinascimento e del Barocco.

Storia e Fondazione

La storia della basilica è strettamente legata alla presenza della numerosa comunità fiorentina a Roma, dedita principalmente ad attività commerciali e finanziarie nella zona del rione Ponte. Già dal XIV secolo, i fiorentini residenti a Roma si riunivano nella contrada dei Banchi. Durante la terribile epidemia di peste del 1448, istituirono la Confraternita della Pietà, con il compito di assistere gli ammalati e dare sepoltura alle vittime. Successivamente, la confraternita ottenne la Chiesa di Santa Lucia Vecchia, il cui titolo fu mutato in San Giovanni in Lucia, in onore del patrono di Firenze, San Giovanni Battista.

La vera svolta avvenne nel 1508, con la rivoluzione urbanistica promossa da papa Giulio II, che portò all'apertura di Via Giulia, un rettifilo destinato a collegare il cuore della città con il Vaticano. Nello stesso anno, Donato Bramante presentò il primo progetto per una grande chiesa che potesse fungere da terminale architettonico della nuova strada, dedicata a San Giovanni Battista e destinata a rappresentare la nazione fiorentina.

La costruzione della basilica fu fortemente sostenuta da due papi toscani della famiglia Medici: Leone X e Clemente VII. Nel 1519, Leone X indisse un concorso per la realizzazione della nuova chiesa. Tra i partecipanti vi furono nomi illustri come Jacopo Sansovino, Raffaello Sanzio, Antonio da Sangallo il Giovane e Baldassarre Peruzzi. Sebbene Jacopo Sansovino abbia iniziato la costruzione nel 1519 su base centrale, i primi problemi legati alla sua ubicazione vicino al Tevere ne causarono l'allontanamento. La direzione dei lavori passò ad Antonio da Sangallo il Giovane, che risolse brillantemente le problematiche delle fondazioni, ma anch'egli non riuscì a portare a termine il proprio progetto.

La fase di edificazione effettiva della chiesa vide il coinvolgimento di Giacomo Della Porta, che impostò una chiesa a pianta basilicale. Il completamento della struttura avvenne con Carlo Maderno, a cui si deve la slanciata cupola e la definizione delle cappelle absidali e dei transetti. La facciata fu ultimata solo nel 1734 da Alessandro Galilei.

Nel 1564, San Filippo Neri, fiorentino di nascita, fu nominato rettore della basilica, fondando qui gli Oratoriani con alcuni dei suoi discepoli. La chiesa, conosciuta anche per la sua apertura agli animali durante la Santa Messa, fu eretta a parrocchia da Pio X nel 1906.

Architettura e Struttura

La Basilica di San Giovanni dei Fiorentini presenta una pianta basilicale con tre navate scandite da pilastri arcuati, dotate di cinque cappelle per lato. La cupola, una delle caratteristiche distintive dell'edificio, è attribuita a Carlo Maderno ed è nota ai romani come "il confetto succhiato" per la sua forma allungata.

La maestosa facciata, opera di Alessandro Galilei, è articolata su tre portali d'ingresso corrispondenti alle navate interne. È caratterizzata da semicolonne con capitelli corinzi, nicchie, rilievi e un grande finestrone centrale. L'ordine superiore è ornato da statue di santi e beati fiorentini, realizzate da importanti scultori del tardo Barocco.

Facciata della Basilica di San Giovanni dei Fiorentini con dettagli scultorei

La cupola si imposta su un alto tamburo ottagonale, con finestre rettangolari e nicchie ad arco. La calotta, scandita in sezioni ogivali, si conclude con una graziosa lanternina barocca.

Opere d'Arte e Cappella Falconieri

L'interno della basilica custodisce numerose opere d'arte di grande valore, testimonianza della ricchezza artistica del periodo barocco.

L'Altare Maggiore e le Sculture di Mochi

Una delle vicende artistiche più significative riguarda le sculture che Francesco Mochi aveva ideato per l'altare maggiore. Le due statue, raffiguranti il Battesimo di Cristo, furono realizzate tra il 1634 e il 1644 su commissione della famiglia Falconieri. Per diverse ragioni, l'opera non fu mai collocata nella basilica per cui era stata concepita. Fu esposta per molti anni a Ponte Milvio, dove tuttora si trovano delle copie, e successivamente trasferita al Museo di Roma a Palazzo Braschi. Solo nel 2016, dopo un'attenta opera di restauro, le sculture originali sono state finalmente ricollocate in una cappella dedicata all'interno della Basilica di San Giovanni dei Fiorentini, realizzando così l'originaria intenzione dei committenti.

Sculture di Francesco Mochi raffiguranti il Battesimo di Cristo

La Cappella Falconieri

La Cappella Falconieri è considerata un vero e proprio gioiello e rientra tra i capolavori della scultura barocca romana. La sua decorazione e arredo sono stati curati da importanti artisti del Seicento. La cappella, iniziata da Pietro da Cortona, a cui si deve il disegno della volta a cassettoni dorati, è stata completata da Francesco Borromini. L'abside della basilica, in generale, rappresenta un museo della scultura barocca immediatamente successiva a Bernini e Algardi.

All'altare maggiore si apre l'imponente gruppo scultoreo raffigurante il Battesimo di Cristo di Antonio Raggi. Ai suoi lati si trovano i sepolcri della famiglia Falconieri, con le statue La Fede di Ercole Ferrata e La Carità di Domenico Guidi, arricchite da geni in stucco. I ritratti marmorei di membri della famiglia Falconieri in medaglioni policromi, retti da putti, sono datati al Settecento.

Altri Monumenti e Opere

Nei pilastri delle navate sono presenti diversi monumenti significativi:

  • Il Monumento a Francesca Calderini Pecori Riccardi di Antonio Raggi (circa 1655).
  • Il Monumento ad Alessandro Gregorio Capponi, disegnato da Ferdinando Fuga e scolpito da Michel-Ange Slodtz (1746).
  • Il Monumento a Girolamo Samminiati di Filippo della Valle (1733).
  • La memoria e busto di Clemente XII Corsini di Filippo della Valle (1750).

Nella prima cappella a destra dell'ingresso si trova una lapide latina che indica il sepolcro dei Marchesi del Grillo, tra cui Cosma, Bernardo e Onofrio del Grillo, quest'ultimo ispiratore del celebre film "Il Marchese del Grillo".

Particolare attenzione merita la Cappella Sacchetti, ove sull'altare è posto un magnifico crocefisso in bronzo realizzato da Paolo Sanquirico su disegno di Prospero Antichi, inquadrato da una mostra in marmo nero africano lucidato a specchio.

Dettaglio interno della Basilica di San Giovanni dei Fiorentini con affreschi e sculture

Il contributo di Francesco Borromini

Francesco Borromini, sebbene noto per la sua tragica fine, lasciò un'impronta significativa nella basilica. L'attuale apparato decorativo dell'altare maggiore fu realizzato da Borromini con un nuovo progetto, utilizzando il medesimo tema del Battesimo di Cristo, ma con una forma totalmente diversa rispetto al precedente. Al centro del gruppo scultoreo si trova l'opera di Ercole Antonio Raggi. Il vero testamento di Borromini si trova nella cripta, uno spazio ellittico noto come la cappella sotterranea dei Falconieri, considerata la sua ultima opera.

Mille Passus 2.5-1 - La Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini - I parte

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