Il Duomo di Cortona, ufficialmente Concattedrale di Santa Maria Assunta, è un edificio sacro di grande rilevanza storica e artistica situato nel cuore della Toscana. Le sue origini affondano in tempi remoti, con una pieve risalente all'anno Mille costruita sui resti di un tempio pagano, probabilmente eretto tra il V e il VI secolo.
Origini e Sviluppo del Duomo di Cortona
L'originaria pieve, documentata nell'XI secolo, subì numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Agli inizi del XIV secolo venne istituita la Diocesi di Cortona, ma la pieve non fu immediatamente scelta come cattedrale, sebbene i locali annessi divennero subito residenza vescovile. Fu soltanto sotto il pontificato di Giulio II, nel 1507, che la chiesa assunse il titolo di cattedrale, sostituendo la chiesa suburbana di San Vincenzo. Nella sua forma odierna, la Concattedrale di Cortona è stata costruita nella seconda metà del secolo XIV, con un disegno attribuito a Giuliano da Sangallo, e terminata nel 1507, venendo elevata a Cattedrale il 9 giugno 1508.
L'Esterno: Un Mosaico di Stili
La facciata principale del Duomo di Cortona mostra ancora i segni dell'originario stile romanico, specialmente osservando alcuni dettagli, come un pilastro con annesso capitello e alcune piccole colonne. Resti più antichi includono una parte di un grande arco che rivelano un piano originario più basso dell'attuale, una lunga e stretta finestra e una lastra marmorea con uno stemma trecentesco. Il resto della facciata è in stile quattrocentesco.
I due portali cinquecenteschi sono attribuiti al Cristofanello. Sul fianco destro della cattedrale vi è un loggiato cinquecentesco, costruito verso la fine del Cinquecento dal vescovo Alberti, che portò alla tamponatura delle finestre rivolte verso mezzogiorno. Questo lato è completato da un portale laterale rinascimentale in pietra serena. Il rosone originario in marmo è stato sostituito da una piccola finestra. Il campanile a base quadrata, risalente al 1566, è opera dell'architetto cortonese Francesco Laparelli, costruttore di La Valletta nell'isola di Malta e delle fortificazioni di Castel Sant’Angelo a Roma, ed è caratterizzato da conci angolari in pietra.

L'Interno: Eleganza Rinascimentale e Barocca
L'interno del Duomo, anch'esso più volte rimaneggiato, si presenta con uno stile rinascimentale e successive aggiunte che ne accentuano la bellezza. La pianta longitudinale è divisa in tre navate, delimitate da una serie di colonne e capitelli con pulvino di ispirazione brunelleschiana. La volta a botte che copre la navata mediana, di ispirazione rinascimentale, fu ridipinta nell'ultimo ventennio del XIX secolo dal cortonese Gaetano Brunacci. Le finestre circolari e l'arcone trionfale furono aggiunti nel corso del XIX secolo, mentre la pavimentazione fu completata nella seconda metà dello stesso secolo. L'aspetto attuale risale al XVII secolo.
Gli altari laterali furono aggiunti nel corso del Seicento. L'arco trionfale venne costruito nel 1731 da Alessandro Galilei.
L'Altare Maggiore
La Cappella Maggiore è ornata da un altare maggiore in marmi e pietre dure, realizzato da Francesco Mazzuoli nel 1664. L'effige della Madonna miracolosa è posta sopra l'altare maggiore.

Il Coro
Il coro, opera dei cortonesi Vincenzo Conti e Stefano Fabbrucci (1684-1688), conserva dipinti importanti come la Madonna del Rosario del Cigoli e la Consacrazione della chiesa del Santissimo Salvatore di Andrea Commodi (1603).
Quadri di notevole pregio, attribuiti anche alla bottega del Signorelli, si trovano sulle pareti del coro. Un finestrone rettangolare, sulla parete di fondo del coro, ospita una vetrata colorata che rappresenta l'Assunta e Santi cortonesi, opera del pittore cortonese Giuseppe Ciotti, commissionata dal vescovo Franciolini nel 1960. Nel coro si segnala anche la Madonna della Cintola attribuita a Cristoforo Allori.
Opere d'Arte e Cappelle Laterali
All'interno del Duomo è conservato un ricco patrimonio storico-artistico. All'ingresso, a destra, si trova il Monumento funebre di Giovanni Battista Tommasi, nobiluomo cortonese e ultimo Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta.
Navata Destra
- Al primo altare, vi è un bell'armadio reliquiario della fine del XVII secolo.
- Segue la Trasfigurazione di Raffaello Vanni e una Madonna col Bambino cinquecentesca.
- Un notevole pulpito ligneo di Michelangelo Leggi, detto il Mezzanotte (1524), si trova quasi di fronte.
- L'organo a canne, costruito nel 1840 dal fiorentino Antonio Ducci, è situato sull'ultima campata della navata laterale destra.
- La cappella absidale destra ospita la Madonna del Pianto, una terracotta dipinta del XIV secolo.
- Degno di nota, sul terzo altare dello stesso lato, un mosaico di Gino Severini raffigurante il Sacro Cuore.
- Nella controfacciata destra si trova una Deposizione di Baccio Bonetti (XVI secolo).
- Nel terzo altare è collocata la Madonna del Suffragio di Pietro Colombati (XVIII secolo).
Navata Sinistra
- La Madonna col Bambino e Santi di Lorenzo Berrettini.
- Un crocifisso ligneo seicentesco di Andrea Sellari.
- La tela con l'Adorazione dei pastori di Pietro da Cortona.
- All'altare successivo, il Martirio di San Sebastiano di Lazzaro Baldi e la Madonna della Manna, terracotta dipinta del XV secolo. La Madonna della Manna è la stessa terracotta risalente al XIV sec. che un tempo era venerata nella chiesa della Madonna degli Alemanni. Fu coronata solennemente nel Duomo di Cortona l'8 ottobre 1741.
- L'altare successivo custodisce la tela dell'Annunciazione di Pietro da Cortona (XVII secolo).
- L'ultimo altare custodisce la Natività di Raffaello Vanni (XVII secolo).
- Un celebre quadro di Pietro Berrettini, che ritrae la Natività, si trova sul terzo altare nella parete sinistra.
- Un ciborio di marmo, attribuito al cortonese Ciuccio di Nuccio, si trova incassato nella parte terminale della stessa parete.
- Nella cappella di sinistra dell'altare maggiore vi sono le reliquie di San Francesco: la tonaca, il cuscino di Jacopa di Settesoli e l'evangelario.
La Discesa dello Spirito Santo è invece una tavola realizzata da Tommaso Bernabei detto il Papacello. Tra le quadrerie degli altari laterali si segnalano anche la Natività di Pietro da Cortona e bottega (1650 circa) e la Madonna con i Santi Filippo Neri e Margherita e i Beati Guido e Ugolino di Lorenzo Berrettini (Cortona, 1620-1672), sotto il cui altare si conserva l'ossario del Beato Guido Vagnottelli, francescano. Sono presenti anche due opere di scuola del Signorelli, San Tommaso tocca il costato di Gesù e il Crocifisso.
Nella chiesa è conservato il Simulacro del Cristo orante nell'orto degli Ulivi di Baccio Ciarpi (XVII secolo).
La Sacrestia
La sacrestia conserva numerose testimonianze di oggetti di culto, alcuni dei quali di notevole qualità. Ne è un esempio il calice lasciato in eredità dal vescovo Gherardi nel 1749: in oro zecchino decorato a sbalzo e bulino, è uno degli oggetti più significativi dell'oreficeria del Settecento, probabilmente di manifattura romana come tre dei quattro busti reliquiario che vengono esposti solo in rare ed importanti cerimonie. La sacrestia conserva anche diverse pianete del Sei-Settecento, splendidamente ricamate.