L'Alleluia nel tempo di Quaresima: significato liturgico e silenzio penitenziale

Il ruolo dell'Alleluia nella Liturgia

Secondo l'Ordinamento Generale del Messale Romano, dopo la lettura che precede immediatamente il Vangelo, si canta l'Alleluia o un altro canto stabilito dalle rubriche, in base al tempo liturgico. Tale acclamazione costituisce un rito a sé stante, con il quale l'assemblea dei fedeli accoglie e saluta il Signore che sta per parlare nel Vangelo e, attraverso il canto, manifesta la propria fede.

Il termine Alleluia è la traslitterazione dell'ebraico hallĕlū Yāh, che significa "lodate il Signore". Questa espressione trova la sua fonte principale nel Libro dei Salmi. Nelle liturgie neotestamentarie, il grido dell'Alleluia ha assunto fin da subito una chiara connotazione pasquale, simboleggiando la vittoria del Signore. Poiché la domenica è la celebrazione settimanale della risurrezione di Cristo, l'Alleluia è previsto in ogni domenica dell'anno, ad eccezione del tempo quaresimale.

Schema grafico che illustra la struttura della Liturgia della Parola e la posizione dell'Alleluia prima del Vangelo

Il silenzio quaresimale: perché l'Alleluia viene omesso

Il tempo di Quaresima è un periodo di penitenza, digiuno e conversione, vissuto come preparazione all'evento glorioso della risurrezione del Signore. In questo tempo "forte" dell'anno liturgico, la Chiesa, come una madre amorosa, desidera scuotere i fedeli dal loro assopimento e orientare i cuori verso le realtà celesti.

Per sottolineare il carattere penitenziale di questi quaranta giorni, la liturgia "digiuna": nelle celebrazioni eucaristiche quaresimali vengono omessi sia il canto del Gloria che l'Alleluia. La soppressione di questa antica acclamazione è uno dei segni più solenni dell'anno liturgico. Come affermava Ruperto di Deutz, l'Alleluia è una goccia della gioia suprema della Gerusalemme celeste; privarsene per un tempo significa riconoscere la nostra condizione di viatori, chiamati a purificare i cuori dal peccato per poter, un giorno, tornare a cantare la lode degli Angeli nella notte di Pasqua.

Prima Domenica di Quaresima — Gesù è tentato nel Deserto

La sostituzione dell'Alleluia nel tempo di Quaresima

L'Alleluia, acclamazione di lode per eccellenza, lascia il posto ad altre espressioni laudative per annunciare il Vangelo. Il Messale Romano suggerisce diversi testi sostitutivi, che mantengono un carattere conciso ed efficace, come ad esempio:

  • Gloria e lode a te, o Cristo.
  • Gloria a te, o Cristo, sapienza del Padre.
  • Gloria a te, Signore, Figlio del Dio vivente.
  • Lode e onore a te, Signore Gesù.
  • Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria.
  • Grande sei tu, Signore; mirabili i tuoi prodigi.

Questi canti non sono un semplice commento alle letture precedenti, ma mantengono la funzione di acclamazione. Durante la Quaresima, i fedeli sono chiamati a concentrarsi sull'attesa del Regno di Dio, meditando sulla Passione e Morte di Cristo, in attesa della gioia della Risurrezione, momento in cui gli inni di giubilo torneranno a risuonare nelle chiese.

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