Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica sociale presso la Facoltà di Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è una figura di spicco nel panorama accademico e scientifico italiano, noto per i suoi studi sulle trasformazioni demografiche e i mutamenti sociali. La sua attività è fortemente legata all'ateneo milanese, dove ricopre ruoli di direzione e coordinamento in importanti centri di ricerca.
Profilo e Affiliazione Accademica
Alessandro Rosina è professore ordinario di Demografia e Statistica sociale nella Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano. Presso l'ateneo, dirige il «Center for Applied Statistics in Business and Economics» e, in passato, ha diretto il Dipartimento di Scienze Statistiche. È anche direttore del LSA-Laboratorio di Statistica Applicata alle decisioni economico aziendali. La sua ricerca si concentra sulle trasformazioni demografiche, i mutamenti sociali e la diffusione di comportamenti innovativi.
Oltre ai suoi ruoli accademici, Rosina è coordinatore scientifico dell'Osservatorio giovani dell'Istituto G. Toniolo, responsabile della principale indagine italiana sulle nuove generazioni, il «Rapporto giovani». È tra i fondatori della rivista online «Neodemos» e di Osservatorio Senior, ed è co-coordinatore di Alleanza per l’infanzia. È inoltre Presidente dell'associazione Mappa celeste e vicepresidente di InnovarexIncludere. Le sue pubblicazioni includono numerosi articoli scientifici e divulgativi, oltre a libri di successo che analizzano le dinamiche demografiche italiane.
La Mobilità Internazionale degli Italiani e il Convegno ai Lincei
Il 29 ottobre 2020, Alessandro Rosina è intervenuto al convegno "Le migrazioni degli italiani: adattamento alla crisi o nuova emigrazione", tenutosi presso l'Accademia Nazionale dei Lincei a Roma. Il suo contributo, intitolato "Mobilità internazionale degli italiani: vecchie e nuove motivazioni", ha analizzato l'aumento dell'emigrazione verso l'estero. Questo fenomeno è spesso interpretato come una conferma della crisi del sistema Italia, incapace di offrire lavoro e promozione sociale ed economica, soprattutto alle giovani generazioni.
Sulla base delle informazioni disponibili, che Rosina ha suggerito di rafforzare, non c’è dubbio che nell’ultimo decennio l’emigrazione degli Italiani, e il saldo negativo al netto dei rientri, sia andata aumentando. Durante il convegno, sono state poste domande cruciali sull'interpretazione di questo aumento: è un segno che la crisi sta diventando strutturale, o si tratta di una risposta alla crisi destinata a riassorbirsi? Oppure è la fisiologica conseguenza dell'integrazione economica e sociale sempre più stretta tra i paesi, che comporta inevitabilmente un aumento della mobilità internazionale?
I dati mostrano che sono soprattutto i laureati e i più dinamici ad alimentare la crescita dei flussi verso l'estero. Tuttavia, più recentemente è aumentato anche il contributo ai flussi in uscita delle persone di mezza età.

Il Concetto di "Degiovanimento"
Alessandro Rosina è il creatore del neologismo «degiovanimento» (sostantivo maschile), che descrive la perdita del bene prezioso della gioventù. Questo concetto è qualcosa di più del semplice invecchiamento e fotografa una mutata situazione demografica, proiettando un'ombra inquieta sui prossimi decenni. L'Italia, secondo Rosina, non solo è e continuerà ad essere un “Paese per vecchi”, ma vedrà le nuove generazioni indebolite nella loro tradizionale carica di soggetti portatori di cambiamento e di crescita.
Il degiovanimento si accentua in particolare quando risorse culturali e capitale sociale sono più elevati, spingendo verso la scelta di emigrare. Viceversa, condizioni di partenza più basse combinate con alte aspettative portano a spostarsi per necessità. In entrambi i casi, il fenomeno contribuisce all'accentuazione del degiovanimento quantitativo e qualitativo della popolazione italiana.
Crisi Demografica Italiana: Analisi e Proposte
L'Italia è uno dei paesi al mondo in cui l'inverno demografico è più accentuato. Rosina avverte che, se gli attuali trend non verranno invertiti, si andrà incontro a criticità irrimediabili. Ciò che distingue l'Italia dagli altri paesi avanzati con natalità più elevata non è un minor numero di figli desiderati, ma politiche meno efficienti a favore delle famiglie e delle nuove generazioni. I dati più recenti certificano che nel 2019 le nascite sono precipitate a 420 mila, rappresentando il record minimo storico dall'Unità d'Italia. L'emergenza Coronavirus ha ulteriormente acuito la denatalità, con stime che prevedono 10 mila bambini in meno tra il 2020 e il 2021.
Nel suo libro “Crisi demografica”, Rosina delinea uno scenario italiano reso ancora più drammatico dagli effetti della pandemia, che ha causato un’ulteriore flessione delle nascite. Egli sostiene che l'Italia si trova di fronte a un bivio ineludibile: da un lato c'è il sentiero stretto e in salita che porta alla nuova fase di sviluppo economico e sociale resa possibile dai fondi europei (Next Generation Eu), dall'altro l'ampia strada verso un declino irreversibile e insostenibile se questa occasione unica non verrà colta. La scelta richiede grande chiarezza di intenti e ancor più grande determinazione nell'imboccare il percorso verso il futuro.

L'Assegno Unico e Universale per i Figli
Rosina identifica l'Assegno unico e universale come uno degli elementi più innovativi delle politiche familiari italiane. La misura, partita in versione temporanea a luglio e a regime da gennaio 2022, è stata oggetto di un ebook curato da Alessandro Rosina per «Neodemos». Questo strumento si propone di approfondire caratteristiche, potenzialità e limiti dell'assegno, confrontandolo con quanto previsto in altri paesi. L'ebook, a cui hanno contribuito i maggiori esperti italiani ed europei di politiche familiari, mira ad arricchire il dibattito pubblico sul tema per migliorare la domanda di politiche pubbliche di qualità ed efficaci.
Il Ruolo delle Donne e dei Servizi per l'Infanzia
L'emergenza sanitaria ha acuito un problema strutturale di disuguaglianza di vecchia data in Italia. I primi mesi di isolamento hanno visto 450 mila occupati in meno, con una penalizzazione delle situazioni professionali più vulnerabili, come quelle precarie, con contratti a termine, part-time e lavoro irregolare. Alessandro Rosina osserva che l'occupazione femminile nel nostro Paese è in assoluto più bassa rispetto a quella maschile ed è anche di qualità inferiore, con un alto tasso di irregolarità e instabilità. Ciò è dovuto, per motivi culturali, all'idea che spetti alla donna più che all'uomo la cura della casa e della famiglia.
Durante la quarantena, il carico di lavoro delle donne si è aggravato a causa della chiusura di scuole e asili, dell'impossibilità di contare sull'aiuto dei familiari e della necessità di assistere i bambini nei compiti. In questo contesto, Rosina sottolinea la grave carenza di servizi per l'infanzia, in particolare al Sud Italia, dove meno del 15% dei bambini da 0 a 3 anni ha accesso al nido. Solo cinque Regioni, tutte al Centro-Nord, hanno raggiunto l'obiettivo europeo di offrire posti al nido al 33% dei bambini. Rosina propone l'apertura di più nidi, che siano di qualità e accessibili gratuitamente alle famiglie in difficoltà economica, per consentire alle madri di non rinunciare al lavoro o intraprendere percorsi professionali marginali e precari. L'economia del Paese ha bisogno del lavoro delle donne.
Proposte per Politiche Familiari Efficaci
A partire dai contenuti del “Piano Colao” e dal “Family Act”, Alessandro Rosina sviluppa alcune considerazioni sull’approccio necessario per politiche familiari efficaci. Rosina evidenzia come gli squilibri demografici siano una delle principali fragilità italiane. Egli sottolinea che il capitale umano di qualità, a partire dall’infanzia, è un valore collettivo che rende più solido il futuro comune. L'approccio dovrebbe essere costruito su tre cardini fondamentali:
- Sostegno economico, servizi e tempo per le famiglie: superando la frammentarietà e la disomogeneità delle misure attuali.
- Riduzione degli squilibri di genere: promuovendo equità nelle opportunità lavorative e nella distribuzione del carico familiare.
- Promozione di un cambiamento culturale: per permettere alle famiglie di mettere basi più solide al proprio futuro e valorizzare le nuove generazioni.
Rosina ha osservato che le politiche familiari non possono essere limitate al contrasto della povertà e ha criticato le risorse destinate in passato, spesso disattese, e l'impatto limitato sulle scelte riproduttive. Auspica un deciso cambio di passo rispetto alle politiche degli ultimi anni per favorire l'occupazione femminile, combattere la povertà materiale e culturale dei bambini e risollevare la natalità in Italia.
L'inverno demografico al bivio. Alessandro Rosina
Partecipazione a Commissioni e Attività Istituzionali
Alessandro Rosina ha ricoperto e ricopre numerosi ruoli di esperto e consulente a livello nazionale e internazionale. È stato membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Statistica ed è attualmente componente del consiglio scientifico di varie riviste. Ha partecipato come esperto a numerose Commissioni ministeriali, tra cui “Progetto PIAAC - Programme for the International assessment of Adult Competencies” e “Definizione dei collegi plurinominali della Legge elettorale 6 maggio 2015 n. 52 - Italicum”.
Più recentemente, è stato membro del “COVIGE-Comitato per la valutazione dell’impatto generazionale delle politiche pubbliche” (istituito con il DM del 3 giugno 2021), contribuendo a stendere le “Linee Guida per la valutazione dell’impatto generazionale delle politiche pubbliche”. Ha svolto l’attività di Esperto per il Ministro per le pari opportunità e la famiglia (2019-2022), contribuendo alla definizione dei contenuti del “Family act”, ed è stato coordinatore del Gruppo di esperti su “Demografia e Covid-19” (2020-2022). È consigliere esperto del CNEL, di nomina del Presidente della Repubblica. Partecipa inoltre come esperto a Commissioni Istat e Ministeriali, e collabora con la redazione di ItalianiEuropei.
Pubblicazioni e Attività Divulgativa
La passione di Alessandro Rosina per la demografia come chiave di lettura del mondo che cambia (nella relazione tra scelte individuali e mutamento collettivo) si riflette nella sua vasta produzione scientifica e divulgativa. Ha al suo attivo molte pubblicazioni e diversi libri che hanno contribuito ad alimentare il dibattito pubblico sui temi demografici e sociali in Italia. Tra i suoi lavori più noti si annoverano:
- “Non è un paese per giovani. L’anomalia italiana: una generazione senza voce“ (con E. Ambrosi, Marsilio, 2009)
- ”Famiglie sole. Sopravvivere con un welfare inefficiente” (con D. Del Boca, Il Mulino, 2009)
- “L’Italia che non cresce. Gli alibi di un paese immobile” (Laterza, 2013)
- “NEET. Giovani che non studiano e non lavorano” (Vita e Pensiero, 2015)
- “Il futuro non invecchia” (Vita e Pensiero, 2018)
- “Introduzione alla Demografia” (con A. De Rose, Egea, 2022)
- “Storia demografica d’Italia. Crescita, crisi e sfide” (con R. Con)
- “Crisi demografica”
Per Treccani ha redatto la voce “Demografia” per il progetto editoriale “Parole del 21° secolo” e la voce “L’impatto sulla natalità, le tensioni familiari: la difficile convivenza e la distanza”, per il progetto editoriale “XXI Secolo - Il Mondo Sospeso”. Scrive regolarmente per importanti testate nazionali come “Repubblica” e “Il Sole 24 ore”, contribuendo a divulgare i suoi studi e analisi al grande pubblico.
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