La Cattedrale di San Lorenzo è la chiesa madre di Alba e il principale luogo di culto della diocesi. Questa imponente struttura vanta origini millenarie, con una storia che affonda le sue radici nell’epoca romana, e rappresenta un fondale scenografico di Piazza Risorgimento.
Origini e Fondazioni Antiche
La Cattedrale sorge sul settore orientale del foro dell’antica città di Alba Pompeia, dove sono emerse poderose murature romane di un grande complesso edilizio pubblico. Tale edificio, conosciuto come basilica, chiudeva il lato orientale del foro e presumibilmente era destinato a ospitare il tribunale.
Nel sottopiano della Cattedrale, l’area archeologica del Museo Diocesano conserva ulteriori tracce tardo-romane e altomedievali. In epoca tardo-antica, la basilica cambiò funzione e lo spazio interno fu probabilmente adibito a magazzino, come ipotizzato dai dati raccolti durante gli scavi archeologici. La struttura subì una trasformazione radicale nel VI secolo d.C., quando il primo edificio religioso sostituì definitivamente quello romano.

Di notevole interesse è il ritrovamento del fonte battesimale paleocristiano (VI secolo), appartenuto al primo edificio cristiano. Questo reperto testimonia l’utilizzo del rituale ad immersione per celebrare il sacramento del battesimo, come indicato dall’ampia vasca in marmo rosso di Verona. I resti di una struttura ottagonale, in fondo alla navata destra, segnano il luogo di prima edificazione del battistero, raccordato mediante un atrio alla basilica paleocristiana.
Evoluzione Architettonica e Storica
Le Prime Modifiche e l'Impianto Romanico
L'edificio religioso fu più volte rimaneggiato nel tempo. In epoca longobarda, la chiesa venne arretrata. La chiesa primitiva fu ampliata alla fine del X secolo, mentre l’impianto romanico risale all’ultimo quarto dell’XI secolo. Intorno all'anno 1000, l'edificio venne ampliato. Nel XII secolo, assunse l’aspetto romanico, di cui il campanile resta a testimonianza. A un complesso intervento della seconda metà del XII secolo si ascrive la realizzazione degli splendidi portali, di una pavimentazione in lastre di pietra su cui poggia la scala d’ingresso di forma poligonale e del campanile che ne ingloba uno più antico (fine X - inizio XI secolo).
Notizie più sicure si hanno a partire dai secoli XII e XIII, quando Alba, divenuta comune di notevole importanza in Piemonte, si servì della cattedrale per manifestazioni pubbliche di tipo politico ed amministrativo: sulle logge si tenevano riunioni pubbliche, mentre sotto i portici i mercanti locali tenevano bottega. È questo verosimilmente il momento in cui la cattedrale rappresentava l’edificio pubblico per eccellenza.
Secondo documenti conservati presso l’archivio Capitolare e quelli pubblicati nel Rigestum Comunis Albe, che ne testimoniano l’esistenza dal 1153, l’impianto romanico è da riferirsi alla prima metà del XII secolo. A pianta longitudinale, con cinque navate ed abside semicircolare, presentava una facciata a capanna e i fianchi erano contraddistinti da un porticato con pilastri alternati a colonne, sotto il quale si installavano i mercati settimanali. Sul fronte principale si ergeva, al di sopra del porticato, un terrazzo coperto e chiuso da vetrate, di pubblico accesso. Alla sinistra dell’edificio sorgevano la torre campanaria e l’antica chiesetta di San Silvestro, alla destra il chiostro dei Canonici.
La Ricostruzione Rinascimentale del Vescovo Novelli
Tra il 1486 e il 1516, il vescovo Andrea Novelli dispose i lavori per una radicale ricostruzione della Cattedrale, quale fase conclusiva di un processo di riordino dell’assetto urbano della città. Arrivato ad Alba nel 1484, il vescovo Novelli trovò il duomo in pessimo stato di conservazione e ne promosse la ricostruzione, posando la prima pietra il 18 maggio 1486. La ricostruzione si basò su un impianto a tre navate, con volte a crociera, e sei altari laterali. La facciata principale inglobò i tre portali romanici, in corrispondenza di altrettante aperture ogivali che contrassegnavano il porticato. Quattro contrafforti, con i due centrali più alti a foggia di piccoli campanili cuspidati, delimitavano tre scomparti, che rispecchiavano esternamente la suddivisione interna. Il coro ligneo fu realizzato da Bernardino Fossati per volontà del vescovo Andrea Novelli.
Interventi Barocchi e Ristrutturazioni del XVII Secolo
Già nel 1588 si dovette intervenire con urgenza per risolvere gravi problemi di staticità dell’edificio e altre riparazioni si susseguirono negli anni per evitare il deterioramento totale della struttura. Dopo una serie di terremoti, nella notte del 26 maggio 1626, la volta della navata centrale precipitò. Nel 1652, il vescovo Paolo Brizio diede inizio a necessari lavori di ristrutturazione: per la volta la configurazione fu mutata da crociera a botte. Inoltre, vennero aggiunte le due profonde cappelle laterali di San Teobaldo e del Santissimo Sacramento.
La Grande Rielaborazione Ottocentesca
L’ultima complessa rielaborazione della Cattedrale è quella ottocentesca, che si concretizzò nell'intervento di restauro attuato tra il 1867 e il 1872 su progetto dell’architetto vercellese Edoardo Arborio Mella. L’intervento ottocentesco, in particolare, determinò la ricostruzione completa delle coperture e delle volte delle navate, la realizzazione di sei nuovi altari laterali e di tutte le finestre nei fianchi, il rifacimento totale dell’abside a pianta poligonale, la sostituzione integrale della pavimentazione interna, la ridipintura di quasi tutte le pareti, il riassetto della facciata con l’ampliamento delle finestre laterali e l’apertura del rosone centrale, la collocazione nella nuova nicchia centrale della statua del santo titolare, il prolungamento dei contrafforti laterali e l’inserimento di nuove cornici.
L’aspetto attuale della cattedrale di San Lorenzo risale alla fine dell’Ottocento, quando, grazie all’operato di Arborio Mella, essa assunse un carattere omogeneo e una patina goticizzante che ancora caratterizza la struttura, richiamando il Duomo di Chieri nello stile romanico-gotico e nelle decorazioni interne (bande orizzontali, pilastri lobati, volte a crociera azzurre).

Descrizione Architettonica Esterna
La Facciata
La sobria facciata in cotto, rimaneggiata durante l’intervento di restauro ottocentesco (1867-1872), presenta un rosone centrale aperto durante questi lavori. L'imponente edificio in stile gotico è caratterizzato da mattoncini rossi del paramento murario. Prospetta sulla piazza con l’alta facciata a salienti, suddivisa in tre sezioni da pilastri a pianta quadrata in corrispondenza delle tre navate interne. Nella parte inferiore, la facciata presenta il pronao, con arcate a sesto acuto. È arricchita dalla statua di San Lorenzo martire di Luigi Cocchio e da quelle dei Simboli degli Evangelisti di Carlo Dusio (1878).
Il Campanile
Alla sinistra dell’abside, vi è l’alta torre campanaria, risalente al XIII secolo e modificata nel 1477. In essa si aprono quattro ordini di finestre: dal basso, un ordine di monofore, due ordini bifore e un ordine di quadrifore (soltanto le due aperture centrali, però, sono aperte).
I Portali
I portali romanici in pietra arenaria accolgono i visitatori, introducendoli nella Cattedrale.
Interni e Opere d'Arte

L’interno della cattedrale lascia intuire la lunga storia dell’edificio, che racchiude le tracce di antichi restauri e ricostruzioni. La chiesa è scandita in tre alte navate di quattro campate ciascuna, con profondo transetto in corrispondenza della quarta campata.
La Navata Centrale e le Cappelle
Lungo le navate laterali, si aprono sei cappelle, tre per lato. Due grandi cappelle, fatte realizzare dal vescovo Paolo Brizio (1652), formano una sorta di transetto. A destra, la cappella dedicata al SS. Sacramento fu portata a termine da Mons. Carlo Francesco Vasco, tra il 1746 e il 1748. Nel tabernacolo è presente Gesù che si è fatto pane per entrare in comunione con i suoi. Il tema iconografico dell’apparato decorativo, opera del saviglianese Francesco Antonio Cuniberti, è l’Eucarestia. La cappella di sinistra, sede della penitenzieria, è dedicata a San Teobaldo, il santo ciabattino compatrono della Cattedrale. A lui è dedicata l'Arca monumentale (1515-1525), opera scultorea del milanese Antonio Carlone. In essa si conservano alcune reliquie dei santi tutelari di Alba.
Il Presbiterio e l'Altare Maggiore
Nell’antico presbiterio troviamo il monumentale altare barocco del 1712, opera del luganese Giuseppe Gaggini. Il settore absidale ospita l'altare maggiore in marmi policromi, realizzato nel 1712 da Giuseppe Gaggini su committenza di Monsignor Giuseppe Roero, e la pala d’altare con S. Lorenzo realizzata dal pittore Claudio Francesco Beaumont nel 1766.
Nella terza campata della navata centrale, ai piedi della scalinata che conduce al presbiterio tridentino, rialzato rispetto al resto della chiesa per la presenza della sottostante cripta, vi è il nuovo presbiterio, realizzato fra il 2007 e il 2009 per volere dell’allora vescovo di Alba Sebastiano Dho.
Il Coro Ligneo di Bernardino Fossati
Lungo la parete absidale si colloca il prezioso coro ligneo di Bernardino Fossati da Codogno (1512). I preziosi intarsi dei trentacinque stalli di cui è composto illustrano nature morte e paesaggi d’invenzione di elevata abilità tecnica. È il luogo del canto della liturgia delle ore, dove i presbiteri canonici elevavano gli inni e i salmi della lode e del ringraziamento. In totale ci sono 34 stalli lignei del coro, del XVI secolo. Bernardino Fossati lo realizzò per sostituire quello esistente di Urbino de Surso de Papia del 1429. Il coro è un’opera di ebanisteria costituito da trentacinque scanni intarsiati, disposti a semicerchio su due file. Al centro è presente lo stallo episcopale, sormontato dal baldacchino e fiancheggiato da vari stalli minori (17 per parte).
Un motivo decorativo scorre sui baldacchini e sui dossali di alcuni stalli minori, rappresentante l’immagine di un castello, architettura tipica del luogo e motivo tradizionale iconografico degli intarsiatori rinascimentali. Un’elegante voluta, che separa i sedili l’uno dall’altro, ha dei motivi vegetali che si sviluppano a partire dal posabraccio. I dossali degli stalli più esterni assumono particolare pregio e bellezza artistica; ognuno di essi è racchiuso in una cornice con motivi geometrici. Nei dossali si alternano due tipologie di soggetti: gli scorci urbani e oggetti della liturgia. Lo scultore promuove un nuovo panorama urbano per la città di Alba, di impianto medievale, inventando nuovi scorci architettonici. Lungo il semicerchio ci sono trentacinque raffigurazioni, tutte diverse tra loro, che richiamano disegni prospettici della tradizione rinascimentale. Bernardino usa per gli intarsi legni differenti, in modo da creare delicate sfumature cromatiche dalle tonalità calde. Con essi scolpisce vari soggetti: strumenti musicali, libri rilegati, oggetti di culto, il calice rovesciato, i simboli della Passione, coppe ricolme di frutta, paesi arroccati con colline.

I Fonti Battesimali
Nella prima cappella a sinistra troviamo il fonte battesimale, opera dell’architetto Ugo Della Piana (1991). È il luogo dove si diventa cristiani, si entra in comunione con Dio e si entra a far parte della Chiesa Cattolica. Non è l’unico fonte, in quanto al termine della navata è presente il già menzionato fonte battesimale paleocristiano (VI secolo).
Spazi Liturgici Moderni
Nella navata centrale trovano posto i poli liturgici, frutto dell’adeguamento attuato nel 2008: l’ambone, il luogo della proclamazione della Parola di Dio; l’altare, il luogo dell’Eucarestia, dove ogni domenica viene ripresentato il gesto del Pane e del Vino obbedendo al comando del Signore; la cattedra, il luogo della presidenza del Vescovo che guida la sua diocesi.
Nel 1985 il vescovo Fausto Vallainc promosse l’attuale adeguamento degli spazi liturgici, allestendo, tra i due pilastri più prossimi allo scalone per l’accesso al presbiterio storico, una piattaforma in legno foderato in moquette su cui si sono sistemati l’altare e l’ambone in legno e le sedute per i ministri della celebrazione. L’adeguamento, a firma dell’architetto Ugo Della Piana, risulta avere carattere di provvisorietà. Gli elementi liturgici fondamentali sono:
- Altare
- Ambone
- Cattedra vescovile
- Custodia eucaristica
- Fonte battesimale

Opere d'Arte Rilevanti
Fra le opere più importanti custodite nella chiesa, vi è la Lastra tombale del vescovo Andrea Novelli, opera dello scultore Antonio Carloni. Dello stesso autore è l’altare di San Teobaldo, realizzato tra il 1514 e il 1517.
Curiosità e Leggende
La facciata, come oggi la vediamo, è diventata protagonista di una leggenda tramandata dagli albesi sull’origine del nome Alba. Questa leggenda fa riferimento proprio alle decorazioni presenti sulla facciata della cattedrale di San Lorenzo: quattro statue rappresentanti gli animali simbolo degli Evangelisti campeggiano sulla piazza e l’acronimo delle iniziali dei simboli dà come risultato A-L-B-A (angelo, leone, bue e aquila). Nonostante il fascino di questa leggenda, le origini del nome Alba si perdono nella notte dei tempi e per rintracciarne l‘etimologia bisogna risalire fino alla lingua parlata dai Liguri, la popolazione che occupava queste zone prima dell’arrivo dei Romani.
Informazioni per i Visitatori
La Cattedrale di San Lorenzo è visitabile tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 19:00.
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