Le Confessioni di Sant'Agostino sono universalmente considerate uno dei massimi capolavori della letteratura cristiana, un'opera che ha segnato profondamente la storia del pensiero occidentale. Composte tra il 397 e il 400 d.C., in tredici libri, esse rappresentano una grande novità nella letteratura latina, incentrandosi su un profondo scavo interiore.

L'Autore: Sant'Agostino d'Ippona
Sant'Agostino, noto anche come Agostino d'Ippona, è stato un filosofo, teologo e scrittore del IV-V secolo. Nato a Tagaste, in Algeria, nel 354 d.C., crebbe in un ambiente pagano ma si convertì al cristianesimo all'età di 30 anni, divenendo poi un importante leader della Chiesa cristiana. È autore di opere fondamentali come “La Città di Dio” e “La Trinità”, considerate tra le più importanti della teologia cristiana. La sua filosofia, una corrente filosofica cristiana, ha avuto un impatto significativo sulla teologia e sulla filosofia occidentale, ponendo enfasi sulla fede e sull'esperienza personale come chiavi per comprendere la verità.
La Struttura e i Temi Centrali delle Confessioni
L'opera più nota di Agostino, “Le Confessioni”, è suddivisa in 13 libri ed è incentrata su tre aspetti fondamentali: confessio peccati, confessio fidei e confessio gloriae. Questi aspetti della confessio laudis e della confessio peccatorum sono costantemente rivissuti con l'atteggiamento severo del peccatore pentito. Agostino si rivolge a Dio in prima persona, mostrando le sue debolezze e scavando profondamente nella sua interiorità. L'autore afferma di aver cercato Dio per tanto tempo, ma di aver trovato la fede soltanto guardando dentro se stesso. Il suo percorso spirituale è descritto come un lungo travaglio esistenziale che lo ha portato alla conversione.
I Significati della "Confessio"
Il termine "confessio" nelle Confessioni assume molteplici significati:
- Confessio peccati: Agostino spiega con sincerità le vicende della propria vita, ricordando le passate brutture e le devastazioni inflitte dalla carne all’anima.
- Confessio fidei: L'opera rappresenta un'anima che spiega sinceramente le ragioni della propria fede e affronta questioni teologiche di ampio respiro.
- Confessio gloriae/laudis: Il senso più ampio è quello di un'anima che solleva la mente e gli affetti degli uomini verso Dio, riconoscendo la sua grandezza. Agostino stesso scrive: "i miei beni e verso di lui sollevano la mente e gli affetti degli uomini." (Retract. I, 19, 1).
Tutto Sant'Agostino in un'ora
L'Importanza dell'Interiorità e della Verità
Un'espressione fondamentale per comprendere l'insegnamento di Agostino, tratta proprio da Le Confessioni, è: "Noli foras ire. In interiore homine habitat veritas", ossia: "non uscire da te stesso, rientra in te: nell’interiorità dell’uomo risiede la verità". Sant’Agostino, partendo dalla consapevolezza del suo peccato, scioglie i nodi delle sue “catene” per arrivare alla piena vicinanza di Dio attraverso una profonda analisi introspettiva. L'opera è un exemplum dell’itinerario dell’uomo alla ricerca di Dio e della verità. È uno studio dell’Io, dell’uomo, della persona. Per cui l’uomo, scavando a fondo, impara a conoscersi e a riconoscere i segni del bene, sicché il male non è il contrario del bene, ma una sorta di grado zero del bene, il luogo in cui lo stesso non si completa. In questo modo l'individuo giunge alla pace, alla verità, a Dio.
Il Male come Privazione del Bene
Per Sant’Agostino, il male è una privazione del bene e non una sostanza in sé. Egli sostiene che Dio è il principio del bene e che tutto ciò che esiste è stato creato da Lui e quindi è buono. Il male è quindi la mancanza o la privazione di qualcosa che dovrebbe essere presente. Come si evidenzia ne Le Confessioni, il male è il risultato della libertà umana, in particolare la libertà di scegliere il peccato e di allontanarsi da Dio. Egli sostiene che la salvezza è possibile solo attraverso la grazia di Dio e la fede in Gesù Cristo.
Episodi Chiave e Riflessioni
Classici sono a questo proposito gli episodi spesso citati nelle Confessioni, che offrono spunti per profonde riflessioni:
- Il furto di pere: Uno degli episodi più celebri in cui Agostino rievoca la sua infanzia è quello in cui si racconta di un furto di alcune pere, che gli dà l’occasione per riflettere sul male che era presente nel suo animo di fanciullo.
- L'adolescenza e i primi segni della pubertà: Agostino esplora l'attrazione irresistibile per il sesso femminile.
- Il figlio illegittimo: La narrazione del figlio avuto da una concubina.
Questi eventi sono costantemente rivissuti con l'atteggiamento severo del peccatore pentito.

L'Influenza e la Modernità delle Confessioni
Le Confessioni furono fin dalla loro prima pubblicazione oggetto di commento e di studio. Sono state tra i volumi preferiti di Francesco Petrarca e la loro lettura è efficace e moderna per la sua profonda analisi dell'interiorità. È necessario fare una distinzione tra “attività introspettiva” e “solipsismo”. La centralità dell’io non deve essere “assoluta”, ma pura riflessione che si scarnifica del non necessario. Ecco che al di là della finalità religiosa dell’opera, scendere così profondamente nell’io, entrare in contatto con se stessi è la chiave per affrontare la realtà e arrivare ad una propria verità. L'autore delle Confessiones scriveva: “Si fallor, sum”, ossia: “se m’inganno, esisto”.
Contrasti e Affinità con la Filosofia Antica
La vicinanza di Agostino con la filosofia platonica è evidente. Sebbene nella letteratura pagana non manchino letture introspettive, come il “conosci te stesso” oraziano o le Metamorfosi di Apuleio, che pure rappresentano la conversione del Madaurense ai misteri della dea Iside, Agostino si distingue. Lo stesso Anneo Seneca, con il suo saggio stoico immerso nella vita contemplativa e nell'otium, percorre vie spinose per giungere alla virtus, ma con una prospettiva diversa. Il santo, dialogando con se stesso e con Dio, si muove quasi verticalmente per espiare il male e purificarsi, un percorso che nasce dalla consapevolezza del peccato, simile a quanto San Paolo scriveva nella lettera ai Romani: “Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio.
Agostino e Tommaso d'Aquino: Un Confronto
San Tommaso d’Aquino e Sant’Agostino sono entrambi importanti pensatori cristiani, ma presentano alcune differenze fondamentali tra le loro prospettive. San Tommaso era un seguace della filosofia aristotelica, mentre Sant’Agostino era un seguace della filosofia di Platone. Inoltre, San Tommaso ha sviluppato una visione della relazione tra fede e ragione che ha influenzato la visione della chiesa cattolica, mentre Sant’Agostino ha sviluppato una visione più emotiva e personale della fede.
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